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Sorry Ma, 6.5/10
Stink, 6/10 Hootenanny, 7/10 Let It Be, 8/10 Tim, 8/10 Pleased To Tell You, 7/10 Don't Tell A Soul, 6/10 All Shook Up, 5/10 | Links: |
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I Replacements ("Mats" per i fan) furono con gli Husker Du l'altra gloria
di Minneapolis durante i primi anni '80. Come i cugini, i Mats rappresentarono
un momento di raccoglimento e ripensamento, in cui le umili vite private
dei "kids" di provincia prendevano il sopravvento sullo schifo pubblico.
Rispetto ai cugini, i Mats furono pero` ancor piu` vicini all'animo
dei loro coetanei.
Il gruppo (originariamente chiamato Impediments) si mise in luce per gli atteggiamenti spavaldi ed estremi, come nella peggior tradizione del rock sotto-proletario, ma presto venne a galla anche un talento melodico che ne faceva il naturale trait d'union con la tradizione pop e folk. Assordanti, grezzi, veloci e passionali, i Replacements erano l'epitome del connubio fra arte e vita che cercavano i giovani punk; ma al tempo stesso Paul Westerberg era il portavoce naturale della sua generazione. Bob Stinson, un chitarrista roccioso ed efferato, fungeva un po' da forza trascinante del sound.
Esordirono nel 1981, nel mezzo del boom dell'hardcore,
con il singolo I'm In Trouble e con l'album
Sorry Ma (Twin Tone, 1981).
L'album era pilotato da due volgari inni generazionali come
Takin' A Ride e Shiftless When Idle,
ribadiva il loro status di kid da alcool e baruffa in alcuni thrash punk
demoniaci (Don't Ask Why, Shut Up, Customer,
Rattlesnake) che mutuavano l'assalto frontale dai Sex Pistols e la
carica emotiva dai New York Dolls, ma
evidenziava anche debiti verso il country
(Love You Till Friday),
il rockabilly (More Cigarettes), il boogie (Hanging Downtown).
Fecero colpo soprattutto le sarcastiche riflessioni sociali
sull'ambiente musicale di I Hate Music, Johnny's Gonna Die e
I Bought A Headache.
"I ain't got no idols/ I ain't got much taste/ I'm shiftless when I'm idle/
And I got time to waste" riassume tutta la loro filosofia di kid vagabondi
e disoccupati della "bassa".
Stink (Twin Tone, 1982) mise in luce proprio le qualita` piu` violente e arroganti del loro show. Di epilessi in epilessi i Replacements tracciano un affresco epico della loro generazione (vedi i quattro terrificanti anthem della prima facciata, fra i piu` esagitati di sempre: Kids Don't Follow, Fuck School, God Damn Job, Stuck In The Middle) e della loro percezione del mondo (Dope Smokin' Moron, Gimme Noise). Ma la personalita` di Westerberg cominciava ad emergere sia come interprete passionale (nel blues shuffle di White And Lazy) sia come cronista lirico (nella ballata di Go). Consacrati da questo disco come una delle piu` grandi bande di rock'n'roll dell'epoca, certamente una delle piu` autentiche e viscerali, due spanne sopra gli X e gli altri ambigui act californiani, i Replacements su Hootenanny (Twin Tone, 1983) si spinsero decisamente verso paesaggi blues (la title-track e Treatment Bound), surf (Buck Hill), rock'n'roll (Take Me Down To The Hospital), folk e country, pennellando tanto ballate di saggezza precoce (Color Me Impressed) quanto istigazioni a delinquere (Run It, You Lose, Hey Day), e toccando vertici di pathos nel collasso emozionale di Willpower e nella ballata alla U2 Within Your Reach. Incorreggibili ribelli, ebbero il coraggio di urlare con foga animalesca "the label wants a hit/ and we don't give a shit". L'album, proprio perche' rinuncia alle esagerazioni teatrali del punk, e` quello che meglio cattura lo spirito dei "Mats" (come vengono soprannominati dai fan). Color Me Impressed, Willpower e Within Your Reach rimarranno fra i classici della loro generazione.
Let It Be (Twin Tone, 1984) confermo` il nuovo stile ma ne evito` la
dispersione. Le sue canzoni sono brani attillati di power-pop come l'inno
I Will Dare (dalle tinte peraltro country) e l'hard rock quasi
strumentale di Seen Your Video,
con qualche scatenata novelty (Tommy Gets His Tonsils Out,
Gary's Got A Boner, un boogie alla Aerosmith)
e un altro paio di liriche ballate (Unsatisfied e Sixteen Blue).
Anche le ultime rabbiose scariche di adrenalina (We're Coming Out,
Answering Machine)
sono arrangiate in modo da moderarne la violenza.
Fu cosi` che
Tim (Sire, 1985) li impose come cantori di vita caldi e maschi
in uno stile piu` moderato di punk-pop che oscilla fra
il loro classico boogie
(Dose Of Thunder, Lay It Down Clown)
e la ballad commossa (Swinging Party e soprattutto
Here Comes A Regular),
con tutta una serie di quadretti generazionali alla Kinks
(in particolare Kiss Me On The Bus, ma anche
Little Mascara, Hold My Life)
e di foto d'epoca alla Stray Cats (I'll Buy).
Su tutto si levano le invettive malate di Bastards Of Young e
Left Of The Dial.
Westerberg e` il piu` tipico cantore della cosiddetta "me generation", della quale coglie le debolezze costituzionali (insicurezza, immaturita`, impreparazione, passivita`). Il chitarrista, Bob Stinson, era responsabile degli eccessi piu` riprovevoli, soprattutto nelle esibizioni dal vivo. Ridimensionato lui (e messo alla porta pochi mesi dopo, sostituito da Slim Dunlap), la personalita` del leader ha modo di catalizzare tutta l'attenzione sulle storie. Arrabbiato, cinico, disperato, Westerberg vive il mondo violento dei teenager suoi contemporanei, un mondo di droga, sesso, alcool, risse, corse in auto. Su Pleased To Meet Me (Sire, 1987), enciclopedico nelle sue fonti di ispirazione, lirico e melodico pur nel generale marasma abrasivo, i loro slogan sono pertanto meno provocatori, anche se piu` maturi. Dal rock and roll maschio e trasandato di I.O.U., Valentine e Red Red Wine al power-pop di Alex Chilton (commosso tributo alla loro oscura musa), dalle ballate acide e tenere di Skyway (una delle migliori del genere) e Nightclub Jitters al rhythm and blues ironico di I Don't Know e soprattutto Can't Hardly Wait, dal boogie sudista di Shooting Dirty Pool all'heavy metal di The Ledge (uno dei loro brani piu` gettonati), questi sono i Rolling Stones del punk. Sospetto confermato anche dal piu` commerciale Don't Tell A Soul (Sire, 1989), fra un lamento country-rock (Achin' To Be, molto radiofonico), un boogie depravato (I Won't), un rhythm and blues da bar-band (Talent Show), un paio di power-pop da classifica (I'll Be You, Back To Back), un "lento" d'altri tempi (They're Blind) e la lirica, spettrale ode di Rock And Roll Ghost, che che affonda nel calvario personale di incomprensione del leader. L'ambivalenza di Westerberg si e` ormai fatta schizofrenica: al suo ego di rabbioso ribelle, di cane randagio, continuamente in lotta contro una folla di bugiardi, snob, ipocriti, vigliacchi, venduti, si contrappone l'arte di cesellare canzoni formalmente impeccabili, ben lontane dal selvaggio rock and roll di un tempo. All Shook Down (Sire, 1990) non fu l'ultimo album dei Replacements, ma di fatto il primo album solista del loro capriccioso e auto-lesionista leader, Paul Westerberg, indubbiamente uno dei piu' grandi autori di canzoni degli anni '80. L'opera e' completamente fallimentare, persino inferiore al disco precedente del gruppo, Don't Tell A Soul, che era gia' stata la piu' grande delusione del decennio. Sadly Beautiful, Merry Go Round, Bent Out Of Shape (l'unica suonata con Mars e Stilton), When It Began, Happy Town, My Little Problem) non sono delle canzoni, sono l'obituario di uno dei complessi piu' importanti degli anni '80. L'immane trilogia di Let It Be, Tim e Please To Meet Me (o tetralogia, contando anche il sottovalutato ma non meno meraviglioso Hootenanny) e' rimasta senza seguito. Al tempo stesso dilagano le voci, i retroscena sulla gestione dei Replacements, che dipingono Westerberg come un piccolo Hitler senza scrupoli, deciso a trarre il massimo vantaggio personale dall'operazione, senza alcun rispetto per gli altri. Il canto orgoglioso di Westerberg e` la voce piu` pura dell'inquietudine della sua generazione. Le sue ballate erano dedicate ai ragazzi come lui. Nell'insieme compongono una grande, epica saga dell'adolescenza "malata" della provincia Americana. All For Nothing (Reprise) is a bad anthology of the later years. Slim Dunlap, Chris Mars e Paul Westerberg daranno vita a prolifiche carriere soliste, mentre il bassista Tommy Stinson formera` i Bash And Pop. Bob Stinson diventera` invece l'ennesima vittima del rock and roll (morto di overdose nel 1995). Don't You Know Who I Think I Was? (Sire, 2006) is a career retrospective. |
The Replacements were the populist,
grass-roots alter-ego of Husker Du. Their early albums were influenced
by the epic frenzy of the Sex Pistols and the New York Dolls. But on
Hootenanny (1983)
Paul Westerberg emerged as a confessional and visionary songwriter, and the
band began to spin blues, country, rockabilly and boogie while retaining
the anthemic spirit (and the raw sound) of punk-rock.
Let It Be (1984) slowed down the pace and toned down the guitars,
giving Paul Westerberg the front stage and a messianic role.
His inner torture became the spiritual journey of an entire generation,
a sort of passion/martyrdom that ordinary American kids identified with
in an almost genetic way. It was his iconic mixture of pride, defeat,
longing and will that propelled the band's power-ballads.
Tim (1985) was at the same time a documentary of American teenage life
and a parade of authentic, impeccable rock'n'roll. In its desolate cries,
the mythology of the misfit and the loner reached another zenith of pathos.
The versatile, eclectic, encyclopedic style of Pleased To Meet Me (1987)
signaled that the Replacements had exhausted their historical role.
They had exhausted their generation's sorrows.
If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me. |
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