Screaming Trees
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Other Worlds, 6/10
Clairvoyance , 6/10
Even If And Especially When , 7/10
Invisible Lantern , 6/10
Buzz Factory , 6/10
Uncle Anesthesia , 6/10
Sweet Oblivion , 6.5/10
Dust, 7/10
Mark Lanegan solo
Van Conner solo
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Negli anni '80 gli Screaming Trees furono uno dei gruppi fondamentali di Seattle, uno di quelli che prepararono il terreno per l'esplosione (grunge e non) degli anni '90. Il loro matrimonio di folk-rock, hard-rock e psychedelic-rock rappresentava in fondo in embrione proprio quella che sarebbe diventata una delle correnti piu` prolifiche della musica rock.

Gli Screaming Trees vennero formati nel 1985 a Ellensburg, nello stato del Washington, dal cantante Mark Lanegan e dal chitarrista Gary Lee Conner.

Il gruppo esordi` con l'EP Other Worlds (Velvetone, 1985 - SST, 1988), che fondeva mirabilmente gli umori sonori degli anni '60 (la melodia avvolgente, la cadenza ipnotica, i cori celestiali, l'organo gospel di The Turning) con quelli degli anni '80 (il ritornello meccanico, il ritmo boogie, i riff in crescendo di Barriers). La title-track non e` cosi` ne' revival psichedelico ne' hardcore, ma un powerpop elementare, vivacizzato da una frenesia beat. Tutto profuma di garage-rock, di party da spiaggia, di entusiasmo da collegiali. Conner e` un chitarrista no-nonsense, capace di tutti i trucchi del rock, che non spreca un assolo o un feedback senza ragione. Lanegan e` uno dei cantanti piu` comunicativi della sua generazione, un forte di un baritono tanto dimesso quanto elegante e di una penna affascinata dai temi religiosi.

Dopo un altro lavoro di transizione, Clairvoyance (Velvetone, 1986 - Hall of Records, 2007), pesantemente influenzato dal garage-rock degli anni '60, fu Even If And Especially When (SST, 1987) a definire una volta per tutte il loro stile attraverso ballate come Transfiguration e Cold Rain, ispide e rocciose, ma non meno melodiche e cadenzate, anzi tanto leziose da diventare ipnotiche. Gli accenti psichedelici infittiscono il sound di eventi periferici che pero` non distraggono mai dalla linea centrale. Per le stesse ragioni la ritmica e` fra le piu` originali del tempo, quasi sempre un po' piu` lenta o un po' piu` veloce di una normale canzone rock. La chitarra cosi` primitiva, come se non fosse passata attraverso tutte le innovazioni tecniche degli ultimi trent'anni, ma al tempo stesso sorgente inesauribile di armonie soffici e sinuose, rende ancor piu` selvaggi "rave-up", come In The Forest.

L'imitazione dei Sixties non e` comunque il loro obiettivo, come dimostra Invisible Lantern (SST, 1988), con composizioni complesse e lussureggianti che non mancano di ritmo e di melodia, e con una chitarra molto piu` serrata e aggressiva. Il sound sembra procedere a strati sovrapposti in trascinanti baccanali "grunge" (reminescenti persino degli Stones e dei Cream) come la title-track, Smokerings, She Knows e Ivy, mentre Walk Throught To This Side e Night Comes Creeping, forse il brano piu` melodico della loro carriera, lasciano presagire sviluppi commerciali. Grey Diamond Desert rappresenta forse il compromesso fra i due estremi.

Tendenza confermata da Buzz Factory (SST, 1989), forte di una produzione piu` lineare e di un sound meno chiassoso. Se da un lato End Of The Universe sfoggia appieno le potenzialita` cacofoniche del gruppo, lambendo la memoria di Hendrix, e Black Sun Morning mutua l'incedere dei migliori Cream, Subtle Poison e ancor piu` Flower Web riducono gli eccessi del passato e impongono un nuovo standard di riferimento. Smessi tutti gli orpelli psichedelici, gli Screaming Trees si focalizzano su cio` che sanno fare meglio: scrivere delle ballate orecchiabili e accompagnarle con un hardrock maschio e fantasioso.

Non stupisce pertanto che gli Screaming Trees comincino praticamente una nuova carriera con Uncle Anesthesia (Epic, 1991) sul quale peraltro dominano le ballate quasi folk Bed Of Roses e Something About You, per non parlare del finale cupo di Closer. Il gruppo si e` lasciato alle spalle il ruvido garage-rock degli esordi e vira verso un sound professionale, al passo con i tempi del grunge. Se gli strumenti non sono mai all'altezza del compito, la voce di Lanegan sopperisce a molte lacune.

Il successivo Sweet Oblivion (Epic, 1992), con Barrett Martin al posto di Mark Pickerel alla batteria, e` un lavoro estremamente ambizioso. L'album comincia in maniera granitica con Shadow Of The Season, fra rintocchi blues-rock di chitarra e shouting in stile grunge. Nearly Lost You sfodera una melodia gospel su un rumoroso jamming degno di Cream e Blind Faith. The Secret Kind si lascia persino in un convulso rock and roll. L'anima del disco si trova comunque in canti sofferti come Dollar Bill e No One Knows, nei quali Lanegan trascina il complesso verso un rock atmosferico. L'accompagnamento e` un po' monotono (e` sempre lo stesso strimpellio boogie, con qualche wah-wah vecchia maniera, sullo stesso tempo in 4/4), tanto che e` difficile distinguere Troubled Times da Shadow Of The Season. E dietro l'improvvisa esuberanza del quartetto si celano stili vecchi quanto il rock, dal passo marziale di Neil Young (More Or Less) al jingle-jangle dei Byrds (Butterfly). Insomma, c'e` piu` forma che sostanza. Ma indubbiamente il disco rappresenta una svolta per il gruppo.
Nonostante la formazione sia dilaniata da ogni sorta di rivalita`, gli interessi commerciali sembrano prevalere e sospingerla unita di disco in disco.

Conner guida anche i Purple Outside, dei quali viene pubblicato Mystery Lane (New Alliance, 1990), anch'esso superiore alla qualita` media degli Screaming Trees. Van Conner, il bassista, infine, ha formato i Solomon Grundy (New Alliance, 1990), con i quali ha avuto modo di sfogare un talento melodico che era rimasto in ombra nel gruppo maggiore (My Prison Is My Freedom e A Little While). Nel 1999 si unira` infine ai Gardener di Aaron Stauffer.

Lanegan, dal canto suo, avvia la carriera solista con due dischi che valgono piu` di qualsiasi cosa il gruppo maggiore avesse mai fatto: Winding Sheet (SubPop, 1990) e Whiskey For The Holy Ghost (Subpop, 1993).

Passati quattro anni dall'ultimo disco degli Screaming Trees, Dust (Sony, 1996) ne riprende la saga, forte di un tocco quasi sinfonico in fase di arrangiamento. Il gruppo ricicla il raga-rock in Halo Of Ashes e in Dime Western, imita i Cream in All I Know (scelta come singolo), i Lynyrd Skynyrd di Sweet Home Alabama in Dying Days e i Nirvana in Witness. Il momento piu` orecchiabile si trova nel ritornello marziale di Sworn And Broken, impreziosito da una fuga barocca d'organo. Appartengono al versante intimista dell'arte di Lanegan, il gentile folk-rock di Look At You e la classicheggiante Traveler (un pasticcio di mellotron alla Moody Blues e schitarrate sognanti alla George Harrison). Conner e Lanegan sono sempre piu` una coppia improbabile.

Il batterista Barrett Martin ha poi dato vita ai Tuatara.

The Screaming Trees' original drummer, Mark Pickerel, reinvented himself as a singer-songwriter in the vein of Nick Cave and a master of noir on Snake In The Radio (2006). thanks too to producer Steve Fisk.

The Screaming Trees, led by vocalist Mark Lanegan, wed folk-rock, hard-rock and psychedelic-rock on their early albums, particularly Even If And Especially When (1987). They progressed from a punkish mixture of Sixties garage-rock, power-pop and roots-rock to a uniquely ethereal style, that reached a transcendent majesty on Sweet Oblivion (1992), an ambitious endeavour that ran the gamut from Blind Faith to Neil Young, and on Dust (1996), a largely atmospheric work whose arrangements were almost symphonic.
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