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Jane Siberry , 6/10 No Borders Here, 8/10 Speckless Sky, 7/10 The Walking, 7.5/10 Bound By The Beauty, 7/10 When I Was A Boy , 8/10 Maria , 6.5/10 Teenager , 5/10 | Links: |
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Jane Siberry fece gavetta nelle coffeehouse di Toronto come tante altre
aspiranti folksinger. Non potendo contare su una voce particolarmente brillante,
le sue ballate facevano leva sui testi e sulla tensione drammatica.
Venne paragonata a Joni Mitchell per le filastrocche acustiche di Jane Siberry (Duke Street, 1980 - East Side Didigtal, 1991). This Girl I Know e The Sky Is So Blue erano storie di ragazzi qualunque. Ma da Marco Polo e Strange Well trapelavano i primi sintomi del suo nevrotico romanticismo. Magic Beads e Writers Are A Funny Breed covavano in embrione un gusto piu` sofisticato per le atmosfere del cocktail lounge. La produzione del disco era comunque troppo spartana per consentire a questi elementi di emergere compiutamente.
No Borders Here (Open Air, 1983) compie un prodigioso balzo di
qualita`. Non solo il disco e` arrangiato come si deve, ma Siberry ha fatto
anche tesoro della lezione della new wave.
Canzoni-incubo come Dancing Class, You Don't Need e
Map Of The World rigurgitano di atmosfere oniriche e di liriche
psicodrammatiche alla Laurie Anderson.
Waitress presenta una cantante piu` semplice, cullata da
ritmi funky e una filastrocca naif.
I Muse Aloud e` una delle poche ballate
ariose e romantiche vagamente nello stile di Joni Mitchell che la resero
celebre. Il resto sono pezzi piu` ambiziosi:
sketch sarcastici punteggiati da coretti isterici (Extra Executives),
parodie
surreali e cerebrali del suono dei Sixties (Symmetry), saghe marziali
in cui rintoccano gli
accenti epici e lirici di certo teatro performance post-femminista.
Il capolavoro e` proprio in quest'ulimo genere: Mimi On The
Beach.
Speckless Sky (Duke Street, 1984) rimane fedele a quelle coordinate artistiche: esaltare la qualita` fondamentalmente adolescenziale della sua voce e il gusto postmoderno degli arrangiamenti. Lo spettro emotivo e` piu` radicale, perche' Siberry, abbandonato il centro psicologico, si spinge tanto verso ninnananne impalpabili come One More Color e Taxi Ride quanto verso incubi sconnessi come Seven Steps To The Wall e Vladimir Vladimir. Scodella con disinvoltura tanto sarabande festose come Very Large Hat quanto gag colloquiali come Mein Bitte, secondo una tecnica di straniamento aggiornata alla new wave e al tempo stesso intrisa dello struggente senso del quotidiano che e` tipico del country. La nuova versione di Map Of The World costituisce l'apice di questo cabaret sovraccarico di segni musicali, dai cori estatici al tempo marciante delle majorette, dalle filastrocche dei musical ai vocalizzi lisergici. The Walking (Reprise, 1987) spinge quella tecnica a proporzioni epiche. Non solo le canzoni si allungano e complicano, ma gli arrangiamenti diventano lussurreggianti e i ritmi si fanno piu` marcati e jazzati. Il sound e` quasi l'estremo opposto del timido folk degli esordi. Le sezioni d'archi sintetizzate creano un tourbillon di suoni violenti attorno ai gemiti sperduti del suo canto in brani che sono ormai folli, eterogenei e monumentali atti di contrizione (vedi i nove minuti di White Tent The Raft e i dieci del commosso requiem di Bird In The Gravel). Il melodismo viene pero` disperso in litanie introverse (come The Lobby, quasi un delirio al ralenti` di Tim Buckley, e Red High Heels), talvolta al limite dell'urlo da tragedia greca (Goodbye), invece che essere concentrato, come in passato, in gag rocambolesche (unica eccezione la fiaba sottovoce di Lena Is A White Table). Bound By The Beauty (Reprise, 1989) si rimangia parte di quelle ambizioni con un sound acustico (nessuna tastiera elettronica) e roots (gli accompagnatori sono stagionati session-men). Opera di transizione, il disco porta un elemento di raccoglimento e di intimita` nel suo cocktail esuberante di arrangiamenti, del quale sono momenti salienti la samba da cocktail lounge di Are We Dancing Now, lo spiritual in crescendo di Half Angel Half Eagle, il barrelhouse sognante di Something About Trains e la filastrocca honkytonk di Everything Reminds Me Of My Dog.
Jane Siberry si trasforma in musicista d'avanguardia con
When I Was A Boy (Reprise, 1993), che di fatto e` una collaborazione
con il produttore Brian Eno. L'album riprende il discorso dove
The Walking (Reprise, 1987)
l'aveva lasciato, con tutto il suo arsenale elettronico, anche se adotta
lo spirito di raccoglimento e di intimita` di Bound By The Beauty.
Non soddisfatta, Siberry da` con Maria (Reprise, 1995)
l'album piu` jazzato della sua carriera. Siberry costrui` le canzoni
manipolando i passaggi preferiti di tre session di improvvisazione libera
con un quartetto jazz.
L'ispiratore di Siberry sembra essere in realta` il primo Van Morrison.
Il disco viene recensito entusiasticamente tanto dalla stampa jazz quanto dall'avanguardia. Teenager (Sheeba, 1996) e` un disco di canzoni che Siberry compose da adolescente, per di piu` arrangiate in maniera puramente acustica.
Siberry si ritira poi dal grande giro discografico e pubblica in umilta`
Child (Sheeba,
Lips
Jane Siberry e` una delle artiste piu` isolate della sua epoca. Come
cantautrice ha composto canzoni al tempo stesso commoventi e innovative, che
fondono l'arduo canto d'autore introspettivo di Joni Mitchell e le acrobatiche
fusion di Kate Bush in una nuova forma musicale. Sposando un vocalismo
eccentrico ad arrangiamenti concettuali, Siberry ha al tempo stesso la dote
di eseguire acrobazie vocali e armoniche con la piu` disinvolta nonchalance.
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Jane Siberry was, first and foremost,
a versatile and poignant "actress". Rarely had such a plain voice engineered
such a phenomenal web of emotions. No Borders Here (1983) mixed
romantic ballads, oneiric meditations and lugubrious psychodramas. Her
eclecticism was sober and artless, but actually extraordinary.
The music drew inspiration from the music-hall, easy-listening, tv commercials,
off-kilter disco-music as well as from folk and rock music.
Siberry did not hesitate to absorb anything in order to confer maximum
incisiveness to her hyper-realistic streams of consciousness on the female
condition.
The balance of an almost childish persona and erudite, post-modernist
arrangements was also the scaffolding of Speckless Sky (1984), a work
that further expanded the psychological and stylistic range of her pieces.
That sonic overload reached monumental proportions on
The Walking (1987), amid lush, jazzy, funky, electronic arrangements.
Siberry's delirious imagination had reached a terminal point:
Bound By The Beauty (1989) regressed to an acoustic setting (and to
a "rootsy" feeling).
However, When I Was A Boy (1993), a collaboration with producer Brian Eno,
was even more avantgarde, a lattice of intricate filigrees immersed in an
eerie ambience and scoured by a crowd of voices
(whispered, insane, epic, fearful, catatonic, traumatized, numbed).
The ghosts of Van Morrison and Tim Buckley hovered over
Maria (1995), an almost surreal meeting of Freud and jazz.
Siberry's acrobatic fusion yielded one of the most disturbing experiences
in the history of popular music.
If English is your first language and you could translate this text, please contact me. |
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