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The Party's Over, 6/10
It's My Life, 5/10 The Colour Of Spring, 6.5/10 Spirit Of Eden , 8/10 Laughing Stock , 7/10 Mark Hollis , 6.5/10 | Links: |
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I Talk Talk vissero una delle carriere piu` schizofreniche
della storia del rock.
Si affermarono ai tempi del synth-pop con innocue canzoncine da ballo, ma in
seguito svilupparono una musica-trance fra le piu` originali del loro tempo,
che precorse il revival della musica ambientale.
Mark Hollis pennello` i loro hit del 1982, Today (che sarebbe rimasto il loro massimo successo) e Talk Talk, raccolti su The Party's Over (EMI, 1982), non molto diversi da quelli di Duran Duran e Depeche Mode, all'insegna di una dance-music tanto perdutamente romantica quanto frivola. Hollis non aveva pero` il carisma delle piu` quotate star britanniche e, paragonate alle super-produzioni della concorrenza, le sue canzoni avevano un che' di amatoriale. Such A Shame, It's My Life e Dum Dum Girl, le pietre miliari di It's My Life (1984), prima collaborazione fra Hollis e il nuovo tastierista Tim Friese-Greene, passarono quasi inosservati. L'unico paese in cui le vendite aumentavano era l'Italia. Nonostante il gruppo continuasse a sfornare singoli senza nerbo come Life's What You Make It (1985) e Living In Another World (1986), l'album The Colour Of Spring (EMI, 1986) segnava in realta` una drastica rivoluzione. Vi comparivano infatti brani suonati all'insegna di una straordinaria trance da sonnambulismo acuto e una gemma come Happiness Is Easy. Il "gruppo" era in realta` semplicemente il duo di Hollis e Friese-Greene accompagnato da veterani come Stevie Winwood. L'album ristabili` le loro fortune commerciali. E` muzak atmosferica, ma di gran classe.
Fu quella la vena dell'ultima stagione.
Spirit Of Eden (EMI, 1988)
contiene soltanto sei lunghi brani free-form che vegetano a basso volume con
uno svolgimento appena abbozzato.
La nenia dolcissima di I Believe In You, condotta su un prolungato
melisma in falsetto, si avvale di un arrangiamento nel quale l'organo conduce
un nugolo di accordi consonanti in un vortice armonioso, con l'angelico
contrappunto di un coro. La trance psichedelica e quella mistica si scoprono
casi particolari di una trance piu` immane, piu` universale, piu` sovrumana.
L'idea anticipava quella simile dello "slo-core" americano, ma in Gran Bretagna erano tutti alla ricerca dei nuovi Duran Duran, non dei futuri Codeine. Laughing Stock (Verve, 1991) continua con lo stesso modello: sei brani, sei lunghe trance. La formazione e` un vero ensemble da camera: Lee Harris (batteria), Mark Feltham (harmonica), Martin Ditchman (percussioni), Mark Hollis (chitarra, tastiere), Tim Greene (tastiere), piu` viola, violoncello, tromba, corno, clarinetto, contrabbasso. Myrrhman procede al rallentatore, scivolando su accordi blues dilatati di chitarra e incespicando in frasi jazz di tromba, sprofondando nei droni funerei di una sezione d'archi. Taphead e` egualmente spettrale, attraversata da droni lancinanti di tastiere e trombe su un confuso brusio di archi. La vibrante ritmica jazz e il crooning desolato spingono Ascension Day e New Grass (un tour de force di nove minuti) nei territori preferiti di Van Morrison. Ancora un profondo senso religioso, quasi apocalittico, a soffocare After The Flood: un battito ciclico, un salmodiare quasi Indiano, un confuso substrato di rumori, un organo gospel che freme in sottofondo. Il baritono di Mark Hollis e` diventato un puro suono che s'insinua nelle ragnatele cool jazz e rhythm'n'blues intessute dagli strumenti. Il disco e` appena inferiore al precedente, ma conferma l'eccezionale stato di forma del leader. La cronica incomprensione dei loro connazionali fini` pero` per ucciderli. Missing Pieces (Pond Life, 2002) compiles singles and rarities. La sezione ritmica (Lee Harris e Paul Webb) dara` in seguito vita ai non meno originali O'Rang. Mark Hollis expanded the ambitions of Talk Talk's last phase with his first solo, Mark Hollis (Polydor, 1998), a post-rock version of Tim Buckley's folk-jazz. | If English is your first language and you could translate this text, please contact me. |
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