U2
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Boy, 7/10
October , 6/10
War, 6.5/10
Unforgettable Fire, 6/10
Joshua Tree, 7/10
Rattle And Hum, 6/10
Achtung Baby , 6/10
Zooropa , 5/10
Pop , 4/10
All That You CAn't Leave Behind , 4.5/10
How To Dismantle An Atomic Bomb (2004), 4/10
No Line On The Horizon (2009) , 3/10
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Gli irlandesi U2 sono stati il principale fenomeno rock degli anni '80. Guidati dal cantante Bono Vox (Paul Hewson) e dal chitarrista The Edge (Dave Evans), gli U2 hanno coniato una canzone che fonde stili "alti" e "bassi" della musica popolare: l'urlo di dolore del folk, il pianto dimesso del blues, l'incalzante fervore del gospel, l'aria d'opera, la vibrante frustrazione del punk-rock.

Gli U2 realizzarono una perfetta simbiosi con gli umori (malinconicamente utopisti) della loro generazione, che li ha infatti eletti ad eroi. L'operazione aveva forse poco di musicale, e talvolta si limitava a riciclare quell'"umore" sul blaterare sempre piu` patetico di Bono e sugli accordi sempre piu` enfatici di Edge, ma segno` una pietra miliare nell'evoluzione almeno del pop d'autore ("pop" nel senso di canzone melodica, la scuola dei chansonniers e dei Beatles).

Sui temi del martirio e della salvazione gli U2 hanno comunque eretto un'epopea spirituale di portata universale. Se le loro apoteosi da kolossal biblico ne hanno fatto talvolta i Cecil DeMille del rock, le ben piu` inquietanti cadenze tribali di tante loro amare ballate hanno raccolto la fiaccola del dolore idealizzato che fu dei bluesman di strada e dei folksinger di protesta.

Musicalmente, l'elemento piu` originale del loro sound e` non tanto il tenore di Bono Vox (talvolta anche troppo melodrammatico, fino a sembrare la parodia dei cantanti d'operetta) quanto lo stile chitarristico di Dave Evans (The Edge), le cui figure semplici ripetute freneticamente hanno dato origine a una piccola rivoluzione tonale nell'uso dello strumento.

Il primo album, Boy (Island, 1980), li segnalo` per un esuberante garage-rock romantico e psichedelico, con gli assalti chitarristici di Edge in primo piano. E` la sua chitarra a propellere Out Of Control, un vibrante inno a ritmo di disco-punk, Stories For Boys e soprattutto I Will Follow, inno ancor piu` solenne condotto da un riff stentoreo in staccato e impreziosito da tastiere dissonanti e striduli tribalismi. I brani epici sono intervallati da accorte pause folk-psichedeliche (An Cat Dubh, Into The Heart). Bono tenta di fondere (anche se in maniera talvolta piu` maldestra che geniale) i registri piu` nobili del canto popolare, dal tenore d'opera al bardo gaelico, dal rocker allo shouter, dallo yodel allo spiritual, e gli arpeggi cromatici di Edge costituiscono una forma di accompagnamento che esaspera lo stile free-form del jingle-jangle e le improvvisazioni modali dell'acid-rock. Merito del sound brillante del disco va anche al produttore, Steve Lillywhite: cadenze alla Blondie e alla Police (A Day Without Me) puntano gia` in direzione di un sound altamente commerciale.

October (Island, 1982), dominato piu` che mai dagli arrangiamenti atmosferici di Lylliwhite, memori della psichedelia, e` intriso di misticismo introspettivo (l'inno quasi liturgico di Gloria, il raga-rock di I Fall Down, il tribalismo spiritato di Scarlet), nonostante la solita manciata di disco-punk (Rejoice, Fire, Is That All).

Quegli accenti religiosi sfociano nell'idealismo accorato di War (Island, 1983), l'album che li consacra star mondiali. Il lamento struggente di Bono, i riff marziali di Edge e i ritmi di jungla (alla Diddley) si esaltano in due forme base: la serenata (Two Hearts Beat As One) e la ballata politica (il rap Seconds, la marziale Sunday Bloody Sunday sulla guerra civile irlandese, e soprattutto New Year's Day su Solidarnosc, vertice accorato del loro disco-punk anthemico). Predicatori nell'era dell'ansia, gli U2 realizzano in musica lo stesso compromesso fra frigida astrazione simbolica e lucido commentario storico che venne gia` tentato da Yeats in poesia. I loro proclami umanitari, il tono disperato con cui vengono eseguiti e persino l'arrangiamento neutro (che puo` condensare gli stili piu` disparati), esibiscono la stessa capacita` profetica di cogliere lo spirito dell'epoca.

Il commosso tributo ai valori della nazione americana di Unforgettable Fire (Island, 1984), piu` rilassato e maturo, poetico e trascendente, si avvale di paesaggi onirici evocati dalla produzione stratificata di Brian Eno: la commovente Pride in memoriam Martin Luther King, la loro aria piu` memorabile, il summa del loro epos borghese; Sort Of Homecoming, onirica e ipnotica; Wire, su ritmi caraibici e minimalisti; Unforgettable Fire, eterea e sinfonica; Bad, tenera e psichedelica.

Joshua Tree (Island, 1987) indulge nella depressione apocalittica, e il loro vittimismo di maniera produce lamenti gospel come I Still Haven't Found, elegie amorose da AOR come With Or Without You e denunce politiche come Bullet The Blue Sky, i tre poli della loro arte, per ciascuno dei quali gli U2 si servono di uno stile appropriato. Il loro idealismo si esprime in ballate che mescolano country, rhythm and blues e rock and roll e talvolta li avvicinano al melodramma passionale di Springsteen, ma sempre su un registro molto piu` lirico (Running To Stand Still, Red Hill Mining Town, Where The Streets Have No Name). Malato di un realismo un po' obsoleto, il disco si riallaccia a temi e umori degli anni '30, da Frank Capra a Ernest Hemingway. Where The Streets Have No Name marks a new zenith of transcendental intensity, thanks to the frantic raga-like ringing tones of the lengthy instrumental overture and to the tribal beat.

Il live Rattle And Hum (Island, 1988) celebra l'immensa popolarita` raggiunta dal complesso, nuovi bardi del nobile populismo che fu di Guthrie e di Dylan. E non stupisce che proprio la civilta` dei folksinger fornisca l'ispirazione qer quel monumentale atto di contrizione spiritual che e' Love Rescue Me o per l'intensa elegia di Van Diemen's Land, Proprio perche' si situano come eccezioni all'interno del corpus creativo del gruppo Desire, sorprendentemente propulsa da un tribalismo maniacale, quell'incrocio di voodoobilly e jump blues che e` When Love Comes To Town, il non meno tetro e incalzante gospel di Hawkmoon 269, il soul fiatistico di Angel Of Harlem (1989) (ma con profumi di Blonde On Blonde), risultano fra i momenti piu` validi dell'intero repertorio.

Gli U2, emblema del "corporate rock" degli anni '80, tanto pomposo quanto futile, fra nobili riesumazioni delle radici del rock (nel loro caso soprattutto gospel e blues) e dubbio impegno civile. Il successo travolgente di Joshua Tree e soprattutto dei loro spettacolari tour hanno fatto degli U2 una delle piu` efficienti macchine economiche della storia del rock. Negli ultimi decenni soltanto Michael Jackson e Madonna possono competere con il loro amalgama di musica, personaggio e messaggio.

I primi accenni di caduta di popolarita` danno come frutto Achtung Baby (Island, 1991), l'album che reinventa di fatto il loro sound. A risaltare e` un arrangiamento rumoroso e imprevedibile che pure conserva la sofisticata eleganza delle produzioni di Brian Eno (il vero artefice del loro sound da Unforgettable Fire in poi) e soprattutto accentua la ballabilita`. E` una mossa tutt'altro che controcorrente, anzi perfettamente in linea con i trend della dance music britannica (piu` o meno "industriale") dei primi anni '90. Dilagano cosi` i ritmi hip-hop e le sciabolate heavymetal. Zoo Station vanta l'armonia piu` demoniaca (sostenuta da una pulsazione alla T.Rex), ma i momenti migliori sono forse quelli in cui il gruppo torna alle cadenze di Bo Diddley (Mysterious Ways), al falsetto del gospel (The Fly) e agli accordi epici degli Who (Even Better Than The Real Thing). La ballad One recupera gli accenti accorati di Bono in un contesto meno patetico del solito. Who's Gonna Ride Your Wild Horses e Until The End Of The World ripercorrono i loro temi musicali in un'ottica che fonde il decadente e l'industriale.

Zooropa (Island, 1993) conferma il piglio distratto e giocherellone del nuovo corso, che ricorda un po` cio` che successe ai Beatles da Penny Lane in poi. Si passa per velleita` industriali di quarta mano come Daddy's Gonna Pay For Your Crashed Car, sketch demenziali degni dei Residents come The Wanderer (un synthpop cantato dal tenore country di Johnny Cash), per la psichedelia sonnolenta degna del John Lennon meno ispirato di Numb, il tribalismo scipito alla Talking Heads di Lemon. D'altronde, arrivati ai loro livelli di popolarita`, potrebbero permettersi anche di incidere un disco senza musica. Zooropa e` tanto "moderno" quanto lo furono Sgt Pepper nel 1967 o The Wall nel 1980. Danno l'impressione di essere quattro bambini viziati, tanto ricchi da potersi permettere qualsiasi capriccio.

Gli U2 e Brian Eno sono anche i Passengers, titolari di Original Soundtracks 1 (Island, 1995), una raccolta di brani sperimentali che giocano con la musica ambientale e la musica da ballo elettronica.

Continuando la parabola che li accomuna ai Beatles (un improvviso successo di vendite che ne fece un fenomeno sociale piu` che musicale, poi un successo critico dovuto piu` ai produttori che ai musicisti, e infine una disperata rincorsa a inseguire le mode di turno), gli U2 pervengono a Pop (Island, 1997), album che incorpora le tecniche di produzione della musica da ballo elettronica, quasi un album di tardo synth-pop per nostalgici degli anni '80. L'incalzante pulsazione di Discotheque, la musica industriale di Mofo e Gone offrono i momenti "sperimentali", perlomeno per un gruppo conservatore come gli U2. Il cuore del disco e` comunque rappresentato proprio dall'opposto, da canzoni banali, prevedibili, senza nerbo come Staring At The Sun, Do You Feel Loved, The Playboy Mansion, Please. In mezzo ci sono mezzi "trip" psichedelici come If You Wear That Velvet Dress, Miami, Wake Up Dead Man e allucinati squarci di pathos come If God Will Send His Angels e Last Night On Earth (che pero` ruba il riff a Personal Jesus dei Depeche Mode e la cadenza a Bang A Gong dei T-Rex). Se questo disco l'avesse fatto un altro gruppo, non ne avrebbe parlato nessuno.

Bono ha inciso anche In A Lifetime con i Clannad, da alcuni considerato il suo capolavoro vocale.

The most successful band of their era, U2 emerged from the milieu of pub-rock and punk-rock, downplaying the fundamentalist tone, while emphasizing the populist tone, of the punk revolution. Starting with Boy (1980), they bridged the vehemence of punk-rock with the mass appeal of pop and disco-music. Their music was visceral but not violent. Bono Vox's intense crooning, The Edge's martial guitar riffs and jungle rhythms managed to fuse the melancholy of folk music, the grief of blues music, the fervor of gospel music, the magniloquence of operatic arias. More importantly, anthems such as Sunday Bloody Sunday (1983) and Pride (1984) fused historical pessimism and teenage frustration. A more pensive style surfaced later in their career, leading to more restrained collections such as Joshua Tree (1987).
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(Translation by/ Tradotto da Franco Forni)

Se Pop era stato il loro album "elettronico", All That You Can't Leave Behind (Reprise, 2000) segna il loro ritorno al rock and roll. L'idea sembra quella di ripercorrere la loro carriera, dagli inizi quasi punk alle austere ballate del periodo intermedio. La voce di Bono e' noiosa come sempre (se possibile è persino senile nella natalizia Peace On Earth), ma It's A Beautiful Day (simile a The Sun Always Shines On TV degli A-Ha) e Elevation ripagano con una forza brutale che da questi gentiluomini di mezz'eta' non ci si aspetterebbe. Grace e Stuck In A Moment (che ricorda il Van Morrison più metafisico), il nostalgico tributo New York e Wild Honey (Backstreet Boys per i più vecchi) sono brani di pop vecchio stile per i tradizionalisti. Essendosi concentrati nello scrivere musica piuttosto che nasconderla dietro gli arrangiamenti quest'album suona, se non altro, sincero. La verità, tuttavia, è che se questo lavoro fosse stato pubblicato da una band meno conosciuta sarebbe verosimilmente rimasto inosservato: la maggior parte dei brani è appena mediocre.

If Pop was their "electronic" album, All That You Can't Leave Behind (Reprise, 2000) is their return to rock and roll. The idea seems to play back their career, from their quasi-punk beginnings to the austere balladry of their mid career. Bono's voice is as tedious as ever (positively senile in the Christmas carol Peace On Earth), but It's A Beautiful Day (that sounds like A-ha's The Sun Always Shines On TV) and Elevation charge with brutal force that one would not have expected from these middle-age gentlemen. Grace and Stuck In A Moment (reminiscent of Van Morrison at his most metaphysical), and the nostalgic tribute to New York and Wild Honey (Backstreet Boys for the elderly) are pop music for the old-fashioned. Because they focused on writing music rather than on hiding music behind the arrangements, this album sounds, at least, sincere. The honest truth, though, is that this album would have been hardly noticed had it been released by a lesser known band: most songs are merely mediocre.
Echoes of their old hits resonate through How To Dismantle An Atomic Bomb (Interscope, 2004), a very traditional U2 album, a bombastic and passionate application of their "grandiose" pop (Vertigo, City). Other than the ever more refined guitar work by The Edge, this bland collection displays no creative temptation at all. This is not a disappointment. This is what U2 is: a mediocre arena-rock band. Dozens of bands are more interesting. If one of those bands had made this kind of record, few critics would bother to review it. (Translation by/ Tradotto da Nicolo' Rigato)

L'eco delle loro vecchie hit risuonano nel How To Dismantle An Atomic Bomb (Interscope, 2004), un album molto tradizionale alla U2, una esplosiva e passionale applicazione del loro pop "grandioso" (Vertigo, City). A parte il lavoro rifinito di chitarra da parte di The Edge, questa collezione blanda non mostra alla fine tentativi creativi. Ciò non è un disappunto, è quello che sono gli U2: una arena-rock band mediocre. dozzine di gruppi sono più interessanti.   Se uno di questi gruppi avesse fatto questo tipo di dischi,  pochi critici si preoccuperebbero di recensirli.

The waste of producers (Brian Eno, Danny Lanois and Steve Lillywhite) is quite embarrassing on No Line On The Horizon (Interscope, 2009). No Line On The Horizon is a trivial repetition of stereotypes (shouter, percussive sound). Magnificent has an atmospheric and pathetic guitar twang, but doesn't do much with it. Get on Your Boots is a bit more rocking and less whining than the rest, and Fez - Being Born is the "experimental" piece. It would be difficult to find a worse album that was released in the same year.

(Translation by/ Tradotto da Marco Ciaccia)

Lo spreco di produttori (Brian Eno, Danny Lenois e Steve Lillywithe) è piuttosto imbarazzante in No Line On The Horizon (Interscope, 2009). No Line On The Horizon è una banale ripetizione di stereotipi (vocalismi urlati, suoni percussivi). Magnificent ha un bello sferragliare atmosferico e coinvolgente, ma che resta fine a se stesso. Get on Your Boots è leggermente più rock e meno lamentoso del resto, mentre Fez – Being Born è il pezzo “sperimentale”. È difficile trovare un album peggiore di questo che sia uscito nel 2009.

Bono and The Edge scored the musical Spider Man (2011). (Translation by/ Tradotto da xxx)

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