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Gli Universale Congress furono uno dei fenomeni piu` eccezionali dell'hardcore
degli anni '80: invece che ispirarsi ai Ramones o ai Sex Pistols, si ispirarono
al free-jazz di Ornette Coleman. Inventarono cosi` un genere "punk-jazz" che
fondeva violenza punk e improvvisazione jazz.
Sciolti i Saccharine Trust,
nel 1984 Baiza era stato invitato da Ginn (Black Flag)
a suonare nell'album totalmente improvvisato degli October Faction
(Chuck Dukowski al basso, Bill Stevenson alla batteria
e Tom Troccoli al canto), registrato dal vivo nel 1984, fra
tribalismi funk (Todo Para Me), piece dissonanti (Trail Of Tears), baccanali
"beefheartiani" (Ten Hour Drive e It Don't Mean Shit) e lunghe jam psichedeliche (Bad Acid).
In quell'esperienza, e nelle session per la registrazione in studio
del successivo The Second Factionalization, Baiza ebbe modo di
sviluppare il suo stile chitarristico in maniera ancora piu` fortemente ispirata
al free-jazz, ma al tempo stesso condizionata dalla sua nuova passione:
il blues. L'idea di Worldbroken, l'album registrato in presa diretta
dai Saccharine Trust, venne in effetti dopo che Baiza ci aveva gia` provato con
gli October Faction (e quello rimane il disco in cui Baiza e Brewer hanno
modo di esprimere al meglio i loro straordinari talenti, a prescindere dalla
qualita` del materiale).
Dopo lo scioglimento dei Saccharine Trust (novembre 1986), Baiza formo` subito
i Latino Baby Jesus con il batterista Jason Kahn (ex Leaving Train ed ex Cruel
Fredrick, un altro combo jazz-punk), il sassofonista Steve Moss (che aveva
gia` partecipato agli ultimi dischi dei Saccharine Trust) e il bassista Ralph
Gorodetsky. L'album, dominato dalla sterminata jam Certain Way,
venne comunque accreditato agli Universal Congress Of (SST, 1987).
Il successivo, e meglio equilibrato, Prosperous And Qualified (1988)
e l'EP
This Is Mecolodics hanno accentuato l'influenza di Ornette Coleman e dei
chitarristi della sua scuola, come James Ulmer e Ronald Shannon Jackson (vedi la
violenta Joey sul secondo). Prosperous e` un'opera al tempo stesso complessa
e godibile, che alterna temi comici (quasi una banda marciante in
Dancing On Plato's Tomb, quasi un'orchestra da circo in Love Camp)
a jamming intricati (L.L.Kook). La matrice non e` soltanto jazz (anche
se quella e` la sostanza, dal bebop scalmanato di Spreadin' The Malice al
jazzrock incendiario di Stepback), ma anche blues, presente nelle sue varianti
sonnolenta (Stovetop) e nevrotica (Igor's Blues).
La maturazione definitiva e` stata consacrata da
The Sad And Tragic Demise (Enemy, 1990),
opera ormai decisamente jazz, tanto quanto i maestri a cui Baiza si
ispira: forte di una sezione ritmica rinnovata, il chitarrista ha modo di
sfavillare anche laddove (come al solito) il materiale e` debole e anche
laddove non resiste alla tentazione di cantare.
Brani come Freight Train e Uh-Huh mettono in bella evidenza il contrappunto
fra il lucido e deviante chitarrismo del leader e gli interventi rhythm and
blues e funky del sassofono.
A differenza di John Lurie, altro rinnegato del rock
che ha abbracciato il jazz, Baiza conserva l'accento hardcore anche quando
parla altre lingue, e lo si sente in Pickled Bullhorn, quadriglia
sgangherata con Elliott Sharp all'altra chitarra.
Il disco e` infinitamente meno geniale di Prosperous And Qualified, ma
e` una vera delizia per i palati fini.
The Eleventh Hour Shine On (Enemy, 1992), con la terza sezione ritmica in
altrettanti album, conferma lo stato di grazia di Joe Baiza (chitarra)
e Steve Moss (sassofono), con quell'ibrido di jazz e punk sempre piu' vibrante
e solare, lontanissimo dalle atmosfere grige e anemiche dell'avanguardia
newyorkese. Lo spirito straccione del punk immette nuova linfa in un genere
che i bianchi avevano finito di dissanguare con il free jazz. In questo disco
i due leader abbandonano le pose radicali a favore di un sound snello e corposo.
Per altro sono aumentati i debiti verso i classici jazz, da Charlie Mingus
(l'Ambition Blues) a Ornette Coleman (le fanfare gioiose di Baby X e
Instigators). I ritmi del funk e dell'hip hop vengono assimilati senza
traumi (Full-Bodied Naked Hug).
Il nuovo forte di Baiza e Moss sono pero' soprattutto i temi melodici: se
Gaetasaurus e 3 And 4 sono radicati nella tradizione dello swing,
Mad With Pride e Gold Tooth Girl incorporano spunti eterogenei, e
suonano come ideali colonne sonore per film.
Anche nei momenti concettuali (come il bebop anemico e notturno di
11th Hour Shine-On) il quartetto scodella musica gradevole, mai difficile.
La musica di Baiza e` diventata sempre piu` ardua, e sempre piu` difficile
da inquadrare da una prospettiva puramente rock. Senza Brewer e` piu` libero
di svariare sul fronte armonico, ma al tempo stesso non sembra in grado di
supplire alla mancanza di un compositore, e non a caso ricorre spesso a
brani altrui.
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