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I 5uu's vennero formati nel 1984 a Los Angeles dal batterista David Kerman.
Il concept fantascientifico Bel Marduk & Tiamat (5uus, 1984), ispirato
alla cosmologia dell'antica Babilonia,
e il singolo Bar Code (1985)
li posero all'avanguardia del rock progressivo americano.
Nel 1980 a San Francisco il compositore James Grigsby e la cantante
Christine Clements avevano formato i Motor Totemist Guild, dei quali usci`
Infra Dig (Rotary Totem, 1984),
contenente le due jam The Totem Motorist e Stares in Steps.
Il loro stile nasceva all'incrocio fra la musica seriale e il free jazz,
pertanto ancor piu` lontano dalla musica rock.
Il clou di Klang (Rotary Totem, 1985) sono le Barbie Variations .
Senza cantante il gruppo registro` l'ancor piu` sperimentale
Contact With Veils (Rotary Totem, 1986), sul quale si segnalano
A Mixture of Guise e Cuneiform
Con una nuova cantante usci` Shapuno Zoo (No Man's Land, 1988),
opera meno ostica
e piu` matura, su cui figurano "canzoni" piu` regolari come
Set of Crayons e Familiar Philippic .
La jam di turno e` Prisms of Ribbon.
A Luigi Futi (ADN, 1989) contiene la sterminata suite-collage di
Omaggio a Futi.
Il meglio del gruppo sara` raccolto postumo su
Archive One (No Man's Land) e Archive Two (No Man's Land).
Nel 1985 i 5uu's si unirono ai Motor Totemist Guild di James Grigsby per
registrare Elements (Recommended, 1988).
Point Of Views (Cuneiform, 1996) raccoglie quasi tutte le registrazioni
dei 5uu's fino a questo punto.
I due gruppi diedero origine agli U Totem:
David Kerman alla batteria, James Grigsby al basso,
Emily Hay al flauto, Sanjay Kumar alle tastiere,
Eric Johnson al sassofono.
Questo quintetto registro` U Totem (1992),
che rimane una delle pietre miliari del progressive-rock
in USA, grazie soprattutto alle partiture sofisticate di
One Nail Draws Another e The Judas Goat.
Il pop-jazz psichedelico alla Canterbury propugnato da Kerman
si sposa agli arrangiamenti classicheggianti di Grigsby per ensemble
da camera.
Il chitarrista Steve Cade si aggrego` in tempo per registrare il secondo
disco degli U Totem, Strange Attractors (Recommended, 1994).
Le parti cantate sono l'unico punto debole, ma
Another Ginger Tea e` classe allo stato puro.
Nel 1994 i riformati 5uu's, un trio con il cantante Robert Drake
(anche nei Thinking Plague) e la
tastierista Sanjay Kumar, pubblicarono Hunger's Teeth (ReR).
Se molti brani (Well Not Chickenshit, Opportunity Bangs)
si attengono ai dettami di Canterbury, Zappa e Yes,
in altri pezzi Kerman sperimenta combinazioni piu` originali: l'atmosfera
allucinata sommersa di campanelli di Roan,
la ballata rinascimentale intrisa di sinfonismo dissonante di Geronimo,
la baraonda psichedelica di Glue,
la sonata per pianoforte scordato con girotondo finale di
Truth Justice And The American Way. Il limite maggiore del gruppo e` la
fedelta` ai modelli originali.
Veterani del rock progressivo americano, i 5uu's di David Kerman non sono
mai riusciti a giustificare la propria esistenza con un approccio originale
al genere, e Crisis In Clay (ReR, 1998) conferma il limite di fondo
del loro epigonismo.
Molte canzoni sono semplicemente cataste di stereotipi del rock progressivo.
Alcune copiano molto fedelmente gli originali (gli Yes in Bought The Farm),
altre annaspano in un mare di citazioni. Nelle canzoni migliori sembra di
ascoltare gli sketch demenziali di un musical dei Residents
(Goliath In The Sights e Absolutely Absolute).
Le piece strumentali tentano soluzioni piu` articolate e spericolate, e
qualche spunto e` davvero interessante (la partitura dissonante di
The How-To's Of Self-Taught, l'intermezzo cacofonico di December, la
sceneggiata gotica di Darkened Doors). Manca loro unitarieta` e continuita`.
Nuoce forse anche la frammentazione del disco (sedici i brani).
Grigsby ha intanto dato vita a una nuova formazione dei Motor Totemist Guild
mettendo assieme un'accolita di
musicisti jazz, musicisti rock e musicisti classici (sassofoni, tromboni,
clarinetti, pianoforte, vibrafono, contrabbasso, percussioni, flauto, fagotto
e tromba). L'"orchestra" di Grigsby si ispira a quella di Stan Kenton nelle
tre suite che dominano City Of Mirrors (Cuneiform, 1999), ma con
innumerevoli divagazioni.
Prima che i barriti di tromba lancino il ritmo swingante,
Scarfnet indugia con gorgheggi da Lied operatico, passi di salsa,
e solfeggi free-jazz dei fiati.
Prima che intoni il tema melodico con una fanfara collettiva (scandita ed
esagerata nello stile di Zappa), Narcotic Lollipop attraversa una
simile fase di messa a fuoco, che a tratti rasenta le suite cervellotiche
di Schoenberg, e la seconda parte e` interamente di questo genere.
Bixby Slough (28 minuti) e` uno dei capolavori di Grigsby, dall'ouverture
cadenzata di rumori al cinguettio concitato dei fiati, dalla percussivita`
all'unisono di tutti gli strumenti alla melodia swingante del trombone,
dal caos cacofonico di accordi ai tanti temi appena accennati dagli strumenti.
Qui la tradizione delle big band si ricongiunge agli esperimenti del Rova
Saxophone Quartet e financo alla musica classica d'avanguardia.
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