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Gli American Analog Set, prevenienti dalla zona di Dallas, hanno coniato una
canzone minimalista che prevarica persino lo slo-core dei Codeine e le litanie dei Mazzy Star, a due passi dalla musica rock-ambientale dei Seefeel.
Mark Smith suona la batteria, Lisa Roschmann le tastiere,
Andrew Kenny la chitarra (questi tre erano attivi da anni come Electric Company)
e (ultimo arrivato) Lee Gillespie suona il basso.
Il sound di The Fun Of Watching Fireworks (Trance, 1996)
nasce all'incrocio fra il minimalismo (la ripetizione
ipnotica di figure elementari) e la canzone "lo-fi" (arrangiamento
spartano, esecuzione dimessa). Lo strimpellio distratto delle chitarre,
il falsetto sottovoce, le cadenze sonnolente contribuiscono a creare la
sensazione di una musica di minima energia, di minima eccitazione, di minime
emozioni. La cartilagine vibra lentamente, senza forza, senza scopo.
Nel singolo Diana Slowburner si confondono droni ambientali alla
Seefeel e litanie alla Mazzy Star.
On The Run's Where I'm From mescola un incedere brioso da country-rock,
un organo fatalista alla Nico e la trance dei mantra.
Un motivo tzigano di chitarra, una cadenza marziale indianeggiante, una figura
sibilante in sottofondo di organo "acido" formano Gone To Earth.
Tutto riporta alla mente gli anni '60, dal tenue shuffle psichedelico e
caraibico di On My Way ai ghirigori melodici di Farfisa e al rosario
estatico alla It's A Beautiful Day di Too Tired To Shine.
L'opera si chiude con il blues anemico di It's Alright, che non potrebbe
enunciare una contraddizione piu` palese. Laddove Brian Eno e Galaxie 500 si
incontrano e diventano un'idea unica di non-musica, gli AAS hanno cominciato
a scavare una fossa per il rock'n'roll.
From Our Living Room To Yours (Emperor Jones, 1997),
registrato, come il precedente, in una camera, cambia di un millimetro la
prospettiva, ma abbastanza da mettere meglio a fuoco l'operazione:
il jamming quieto e ipnotico di questi texani, ancorato a figure ripetute di
basso e organo, sembra un'estensione del rock di Galaxie 500 e Luna.
Magnificent Seventies (che su singolo e` una tenera ballata folk),
caracolla per otto minuti lambendo il
boogie sornione di Lou Reed, la cantilena nevrotica di Neil Young, il
country-rock, il minimalismo, persino la fuga barocca.
Il sereno solfeggio del canto in primo
piano e le minacciose volute d'organo in sottofondo si contrappuntano in maniera
quasi matematica. La loro arte nasce dai contrasti, intorpidendo contrasti che
sarebbero altrimenti violenti.
Anche White House tenta il compromesso con il pop, e Don't Wake Me
trova forse l'equilibrio giusto fra melodia e anemia.
Poi prende il sopravvento il lato onirico, quello di
Where Have All The Good Boys Gone, che sembra sempre in procinto di sfociare
in una canzone, ma rimane invece ancorata a un ralenti` stordito, a un pallido
scheletro della canzone che potrebbe essere.
Nella bruma dello swing lento e crepuscolare di Blue Chaise si insinua il
bisbiglio fugace del cantante. In Two Way Diamond subentra un presagio
tetro di morte, come nel Neil Young piu` pessimista e nei Portishead piu`
anemici.
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The extended single with Late One Sunday
and The Following Morning (Darla, 1997) reveals an even more
adventurous band. Late One Sunday weaves together two
hypnotic patterns: a country guitar twang and a dub bass line. The
drumming is intense. Spoken samples flying around. The keyboards build
an eerie pressure in the background, reminiscent of John Cale's viola in
the Velvet Underground. The song clocks in at 13 minutes.
The Following Morning is an avantgarde piece which borrows
heavily from minimalism: the keyboards repeat eastern-tinged psalms
(reminiscent of Terry Riley) while studied percussive patterns
in the manner of Steve Reich provide a subtle kind of counterpoint.
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Contemporaneamente esce il singolo Late One Sunday/ The Following Morning
(Darla, 1997) in cui il gruppo si cimenta invece con la stasi tracendente
della musica piu` rigorosamente ambientale. Il primo brano caracolla
all'insegna di due pattern ipnotici: un twang di chitarra quasi country e
una frase di basso dub. Le percussioni effervescenti e un velo di parlato
accompagnano il duetto, mentre sullo sfondo le tastiere ricamano un'atmosfera
irreale (come la viola di John Cale nei Velvet Underground).
Il secondo brano e` chiaramente ispirato ai minimalisti: le tastiere
disegnano salmi orientali alla Terry Riley mentre le percussioni imbastiscono
un complesso contrappunto alla Steve Reich.
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The Golden Band (Emperor Jones, 1999) reflects an impasse, with the
band pulled in two directions: the slow-motion, graceful pop songs of the two
albums on one hand and the minimalist textures of Late One Sunday, which
many consider their masterpiece, on the other hand.
The resulting sound can be best described as "drifting", a tendency towards more
trance-oriented and spacey ambience. The trademark of pop songs such as
A Schoolboy's Charm and The Wait remains the subtlety, the
carefully crafted uselessness of potentially inviting riffs and melodies,
the quiet and intense phrasing.
Sabotaging their own melodies and riffs before they can acquire rock's
stereotypical excitement has always been the AAS' ultimate reason of being,
a sort of peaceful self-destruction that may be inspired by eastern
religions.
The style excels in the instrumental New Drifters 1(10 minutes), a piece
for piano, bass and drums which, consciously or not, mimicks the structure of
the classical sonata in four movements.
Vibes and electronics transform Golden Band is a small requiem and
It's All About Us summarizes their first two albums.
That the instrumental tracks rule attests that
Kenny's limited vocal skills are rapidly becoming the band's weakness.
The single The Only Living Boy Around (1999) is a simple folk-pop
tune worthy of
Belle And Sebastian.
Through The 90s (Emperor Jones, 2001) collects the three singles
and a few unreleased tracks.
Know By Heart (Tigerstyle, 2001) is surprisingly "normal". The group
seems to head for the country ballad via rhythmic experiments like
Million Young and
We're Computerizing and We Just Don't Need You Anymore, but ultimately
being interested in the
laid-back melodies of Punk as Fuck, Aaron & Maria and
Like Foxes Through Fences. Shorter, simpler, lighter music for the not
too neurotic.
On Promise Of Love (Tiger Style, 2003) the band builds oneiric atmospheres out of half-hearted attempts at playing sounds.
Continuous Hit Music, introduced by an hypnotizing organ drone,
Hard to Find (fractured beat, xylophone),
You Own Me (jazz doodling), The Hatist,
and the eight-minute concerto for cello and keyboards of Modern drummer
magnify their approach to songwriting and songdiluting.
Slo-core, dream-pop and droning music meet and generate dream-core.
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(Translation by / Tradotto da Cinzia Russi)
The Golden Band (Emperor Jones 1999) riflette un'impasse,
con il gruppo rivolto contemporaneamente in due direzioni: da un lato le
lente
e delicate canzoni pop dei due album, e dall'alto i toni minimalisti di
Late
One Sunday, da molti considerate il loro capolavoro. Il suono che ne
risulta puo` appropriatamente definirsi “vagante”, caratterizzato com'e`
dalla
tendenza verso un ambience sppacey decisamente orientato verso il trance. Il
marchio di canzoni pop come A Schoolboy’s Charme e The Wait
e`
come sempre rappresentato dall'acume, dal senso di inutilita` accurata di
riffs
e melodie potenzialmente accattivanti, dal fraseggio quieto ma intenso.
Sabotare le loro melodie e i loro riffs prima che acquistino lo stereotipato
eccitamento rock e` stata da sempre la ragion d'essere del gruppo, una sorta
di
serena autodisctruzione forse ispirata da religioni orientali. Lo stile
eccelle
in New Drifters, un pezzo strumentale per piano basso e batteri che
dura
10 minuti che piu` o meno consapevolmente imita la struttura della
sonata classica in quattro movimenti. Vibes e elettronica trasformano
Golden
Band in un piccolo requiem mentre It's All About Us riassume I
loro
primi due album. Il fatto che sono i pezzi strumentali a governare dimostra
che
I limitati skills vocali di Kenny stanno rapidamente diventando il punto
debole
del gruppo.
(Translation by / Tradotto da Paolo Latini)
Il singolo The Only Living Boy Around (1999) è una
semplicissima
canzone folk-pop degna dei Belle
And Sebastian.
Through The 90s (Emperor Jones, 2001) raccoglie i tre singoli
e pochi inediti.
Know By Heart (Tigerstyle, 2001) è sorprendentemente
"normale".
Il gruppo sembra dirigersi verso ballate country passando per
esperimenti
ritmici come Million Young e We're Computerizing and We Just
Don't Need You Anymore, ma in fondo tradisce una preferenza per le
melodie rilassate come Punk as Fuck, Aaron &
Maria
e Like Foxes Through Fences. Musica breve, semplice e leggera.
Su Promise Of Love (Tiger Style, 2003) il gruppo
costruisce
atmosfere oniriche con tentativi quasi accorati di pordurre suoni.
Continuous Hit Music, introdotta da un drone di organo ipnotico,
Hard to Find (battito fratturato, xilofono), You Own Me
(jazz
doodling), The Hatist, e il concerto di otto minuti per
violoncello
e tastiere di Modern drummer ben rappresentano il loro approccio
al songwriting e alla dilatazione. Slo-core, dream-pop e droning music
si incontrano e generano il dream-core.
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Set Free (Morr, 2005) is even less focused in the way it creates
amoebic structures that are supposed to coalesce into songs, but it invests
more in dressing up those amoebas. The effect of
the puntillistic arrangements is to inject a ghostly life into
tone poems such as She's Half.
However, it is telling that the most intriguing piece is an instrumental,
Everything Ends, with its eerie use of the keyboards.
Andrew Kenny debuted his new project Wooden Birds on the album Magnolia (Barsuk, 2009), collection of languid, unassuming ballads.
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(Translation by/ Tradotto da xxx)
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