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Gli Amps, esorditi con Pacer (4AD, 1995), sono l'alter ego artigianale di
Kim Deal,
quello arrangiato e registrato in maniera "lo-fi" e suonato con
incompetenza da sottoscala (e quello trapiantato nella sua patria dell'Ohio).
Anche quando Tipp City sprizza elettricita` da garage-rock, sembra di
ascoltare un gruppo di liceali alle prime armi.
Deal vi sfoga la sua passione per le cantilene psichedeliche dei Flaming Lips
(Pacer), i minimalismi metallici dei Sonic Youth (I Am Decided), il
raga elettrico dei Velvet Underground (First Revival).
I Breeders si riaffacciano nei riff spigolosi di Hoverin e nel
punk-rock ruvido di Empty Glasses.
Il ritornello piu` orecchiabile e` She's A Girl, la cadenza piu` trascinante
e` quella country-punk di Full On Idle.
La sua vocazione e` forse quella della cantautrice intellettuale a meta` strada
fra Grace Slick e Juliana Hatfield, quella che in Breaking The Split Screen
Barrier intona una nenia innocente da adolescente a passo marziale da bolero
psichedelico. Ma tutto e` sottotono, incerto, involuto, incompiuto.
La costante della carriera di Deal e` l'accoppiata di ritmi angolari e melodie
naif da girl-group, ma gli Amps non trovano l'equilibrio magico dei Breeders.
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