Barkmarket
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Vegas Throat, 8/10
Gimmick, 7/10
L Ron, 6.5/10
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I Barkmarket vennero formati a Brooklyn dal cantante David Sardy per suonare un hard-rock emotivo e dissonante.

Vegas Throat (Triple X, 1991) desta clamore per via del chiasso demenziale, una miscela esplosiva di Jesus Lizard e Sonic Youth, e per via di liriche vagamente oscene. Lo stile tutto esagitato di Pitbull e Pencil (una miscela di hard-rock e funk) costituisce l'ossatura morale della loro musica, ma la loro forma espressiva piu` naturale e` il blues.
Quello di Poverty, per quanto aperto da un baccano infernale di chitarre, e` infatti un rhythm and blues dell'era hardcore, degno dei Surgery. Piu` tradizionale e swingante in Nuisance, piu` melodrammatico e articolato in Pitbull, fino a gettare del tutto la maschera nelle viscerali Convictions e Hydrox God, il blues dei Barkmarket ha subito una terribile mutazione nell'era dei Sonic Youth, dei Red Hot Chili Peppers, degli Unsane. Lo dimostrano le strutture e le ritmiche di Salvation (una delirante sceneggiata scandita da un battito quasi industriale) e di Fatstamp, che trascendono qualsiasi modello per secernere una tensione drammatica degna di Nick Cave. La chitarra domina queste micro-tragedie sfoderando un repertorio che colma tre decenni, da Keith Richard e Jimi Hendrix a Lee Ranaldo (Sonic Youth) e Kim Thayil (Soundgarden).
Il portamento allucinato di Sardy, nel cui registro e` rimasto qualcosa di Mick Jagger, culmina invece nell'incubo erotico di Ditty.

Sempre piu` criptico nelle sue liriche, Sardy si lancia in un'altra serie di performance sfrenate su Gimmick (Def American, 1993). Se su Easy Chair sembra voler strafare, le partiture tanto complesse quanto assordanti di Whipping Boy e Shill lo gratificano di un'intensita` spasmodica. Alla fine il blues piu` autentico e` anche il piu` sinistro: Static, un capolavoro di come usare canto e chitarra in maniera creativa. E` anche un disco in cui abbondano le bizzarrie, dai campionamenti alle dissonanze, dal tribalismo di Hack It Off all'epilessi di Carjack; segno che il trio sta cercando nuove strade, anche a scapito di suonare adesso un po' dispersivo. Con impostazioni armoniche sempre di grande effetto, Sardy ha capito come ampliare le possibilita` del power-trio. I ragazzi fanno paura, non tanto per il volume dei riff, quanto per l'andamento disordinato e volgare, che ricorda un po' i Surgery e un po' Jon Spencer.

L'EP Lardroom (American) del 1994 prova a rendere piu` accessibile il prodotto, grondando i riff tellurici di I Drown su una melodia passionale.

Su L Ron (American, 1996) Visible Cow e` il brano bandiera del vecchio stile, con il suo alternarsi di rabbiose staffilate funk-metal e di sofferti lamenti blues, mentre I Don't Like You punta in direzione di un hard-rock piu` ragionato. How Are You e Falling si affrettano pero` a massacrare l'idea e una sfilata impressionante di turpi sceneggiate a tremila decibel fa a pezzi i Soundgarden. Tutto sommato, pero`, i ragazzi non fanno piu` paura, avendo esaurito la benzina selvaggia che propelleva i loro scatti isterici.

Barkmarket coined a form of "progressive grunge", an explosive mixture of Jesus Lizard and Sonic Youth that relied on David Sardy's uncontrolled histrionics (reminiscent of Mick Jagger at his worst) and guitar bacchanals a` la Surgery to craft the chaotic, incendiary atmospheres of Vegas Throat (1991). And Gimmick (1993) added sound effects and samples to an already frantic cacophony.
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(Translation by/ Tradotto da xxx)

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L. Ron (American, 1996)
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