Bastro
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Diablo Guapo (1989), 6.5/10
Sing The Troubled Beast, 5.5/10
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David Grubbs, chitarrista dei Bitch Magnet, inauguro` i Bastro subito dopo lo scioglimento degli Squirrel Bait: con una drum-machine e il bassista di quella formazione, Clark Johnson, nel 1988 Grubbs registro` l'EP Rode Hard And Put Up Wet (Homestead).

L'anno successivo usci` il primo album, Diablo Guapo (1989), che si ispira all'hardcore rumoristico di Chicago (Big Black), ma si consuma in una febbre strumentale di natura nevrotica invece che psicotica o frustrata. A dispetto del fatto che all'inizio Grubbs pensasse di poterne fare a meno, il batterista John McEntire (ex My Dad Is Dead) e` l'elemento chiave di questo sound: il galoppo sgraziato di Tallow Waters, il concitato rullo di Filthy Five Filthy Ten, i clangori assordanti di Guapo, sempre accompagnati da tornado di dissonanze.
Soltanto il thrash a rotta di collo Flesh-Colored House beneficia di riff e melodia tali da far passare la ritmica in secondo piano. Reso omaggio a funk e jazz in due novelty punk come Engaging The Reverend e Hoosier Logic, Grubbs puo` competere tanto con gli Universal Congress quanto con i fIREHOSE, senza dimenticare che le sue origini (Kentucky) lo legittimano anche nel "cowpunk". E non stupisce che alla fine uno dei brani migliori (se non il migliore) sia lo strumentale Short-Haired Robot, con le sue metronomie marziali.

Sing The Troubled Beast e` un disco molto piu` rilassato e melodico (Tobacco In The Sink, Demons Begone, Krakow, Illinois), pur senza rinunciare alle cacofonie piu` crude (Sifter) e al sound dei Big Black (I Come From A Long Line Of Shipbuilders).

Appresa la lezione di Minutemen e Big Black, i Bastro la sposano ad atmosfere piu` catastrofiche che incendiarie, dove il tumulto e non la velocita` e` il prerequisito essenziale.

David Grubbs, Bundy Ken Brown (l'ultimo bassista dei Bastro) e McEntire formano poi i Gastr Del Sol.

Lo stile chitarristico di Grubbs non ha molti precedenti nel mondo del rock. In tutti i suoi travestimenti ha sempre dimostrato il pregio di rimanere coesivo e razionale anche al cospetto delle peggiori dissonanze. Semmai ha senso rispolverare gli acquarelli rurali di John Fahey, ai quali lo accomuna, se non altro, un senso quasi trascendente del divenire della musica, una propensione naturale per la libera improvvisazione.

The live Antlers (Drag City, 2006) documents their last season before they disbanded.

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