Bitch Magnet
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Star Booty (1988), 7/10 (EP)
Umber (1989), 8/10
Ben Hur (1990), 7.5/10
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In the meantime, the explosive metal-punk mix of Bitch Magnet highlighted the innovative styles of guitarist David Grubbs and vocalist Sooyoung Park. Umber (1989) was a magnificent essay on how destructive and constructive processes could coexist in art, of how the irrational (fear, angst, anger) and the rational (determination, calculation, cold execution) could coexist within the same narrative. Alien riffs, psychotic melodies and truculent rhythms carried over to Ben Hur (1990), that reduced the role of vocals to mere decoration.

Bitch Magnet (Temporary Residence, 2011) is a double-cd career retrospective.


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I Bitch Magnet nacquero da un'altra costola degli Squirrel Bait. Dopo lo scioglimento di quel gruppo fondamentale, David Grubbs (chitarra) incontro` Sooyoung Park (basso) a Oberlin, nell'Ohio. I due diedero vita ai Bitch Magnet con l'idea di spingere l'hardcore alle estreme conseguenze, e poi si trasferirono a Matthews, nel North Carolina.
Il mini-album Star Booty (Romand Candle, 1988) sfoggia un sound chitarristico stracolmo di feedback. Quella di Carnation, Cobra, Knucklehead piu` che hardcore e` una forma molto degradata di rock and roll acrobatico, che conserva comunque una forte dose di melodia. Lasciano senza fiato soprattutto il sound lento e pesante di Sea Of Pearls, le pareti di rumore di Polio, il contorto voodoobilly di Cantaloupe, brani che non potrebbero risultare piu` devastanti e al tempo stesso classici. Per quanto quell'opera potesse sembrare esagerata ed esasperata, si trattava in realta` ancora di un tentativo infantile in confronto a cio` che venne dopo.

Umber (Communion, 1989) e` infatti uno degli album piu` dirompenti dell'era e uno dei piu` intensi di tutta la musica rock moderna. Non solo i Bitch Magnet incorporano le sonorita` terrificanti dei Big Black, ma dispongono di un power-trio fra i piu` affiatati e fantasiosi di sempre, i cui contrappunti non fanno che amplificare la potenza degli strumenti. Brani come Navajo Ace (il piu` simile alle escandescenze del primo disco) esplodono in nomine punk a ritmo ultrasonico; in Joan Of Arc gli scambi chitarra-basso sprizzano scintille e rielaborano i codici linguistici dell'hardrock (Led Zeppelin soprattutto); il galoppo strumentale di Joyless Street nasconde vezzi progressivi alla Rush; il truce rumore di Punch And Judy non rielabora nulla di noto, soltanto i Bith Magnet stessi.
Il loro sound e` una traduzione della violenza hardcore nelle strutture ritmico-melodiche dell'hardrock, definisce un'omologia fra il processo distruttivo del primo e quello costruttivo del secondo. Questo hardcore rallentato o hardrock rumoroso ha una funzione non estetica ma traumatica: e` come se un regista dell'horror tentasse di generare suspense non tramite la paura irrazionale dell'ignoto ma tramite la paura razionalissima del noto.
In tanto dissesto la canzone non viene per nulla seppellita, anzi: Motor ostenta riff solenni e monumentali, ma nondimeno melodici e trascinanti, con un ritornello nella miglior tradizione di Reed e Stooges; una tenera fiaba si annida fra i fendenti arroventati di Big Pining; e il disco sfoggia persino una "power ballad" in Clay. Sono tutte prove di come la lezione degli Husker Du possa essere portata a nuovi livelli di sofisticazione.
La nomenclatura sonora dell'opera non si esaurisce qui. Douglas Leader, deliquio psichedelico in punta di piedi, apre un altro capitolo; e lo strumentale Americruiser si protende oltre i confini noti della musica rock, lambendo le terre incantate di John Fahey e quelle terribili di Dark Star (Grateful Dead). Sono brani in cui avviene qualcosa di analogo alla rottura spontanea della simmetria di cui vaticinano i fisici, un fenomeno che alle altissime energie annulla le forze esistenti e da` luogo a nuovi tipi di forza.

Come i contemporanei Nice Strong Arm, i Bitch Magnet raccolgono l'eredita` delle innovazioni armoniche apportate negli anni '80 da gruppi rivoluzionari del Midwest come i Big Black.

Ben Hur (Glitterhouse, 1990) accentua la "pesantezza" del sound, che sembra talvolta una parodia dell'heavy-metal, incorpora sonorita` cupamente "industriali", indulge in spigolosita` armoniche di stampo "progressive" e condisce il tutto con grandinate di decibel piu` violente. Il manifesto del nuovo corso e` la lunga Dragoon che apre il disco, nove minuti di spericolate acrobazie armoniche innestati da una serie di colpi ipnotici di chitarra e di tintinni di triangolo, e condotte per raffiche di scordature, tempi marziali, metronomie glaciali, rimbombi bassissimi, accordi riverberati, riff durissimi, ovvero una sfilata di suoni pensati per penetrare ogni poro dell'ascoltatore. L'influenza piu` forte e` quella dei Sonic Youth nel loro periodo piu` astratto.
Quelle intuizioni vengono messe in pratica nelle scorribande piu` umane (e umanamente punk) di Valmead e Gator. Lente e calcolate le mosse di Ducks And Drakes, melodiche e psichedeliche quelle di Crescent, i due episodi piu` subliminali, quasi parenti delle stasi dei Galaxie 500. I momenti davvero musicali alla fine sono due: Spite Y Malice, che e` quasi una quadriglia country, e soprattutto Mesentery, la cui ferocia anticipa Ministry e Nine Inch Nails. Sono tutti brani di fatto strumentali (i pochi testi sono recitati, bisbigliati o gridati, raramente modulati) e altamente concettuali, in cui il power-trio piu` virtuoso dell'era da` sfoggio di rare sensibilita` e intelligenza. L'album e` inferiore al precedente per via di una minore coesione e di qualche lungaggine di troppo, ma conferma la statura del gruppo fra i grandi del dopo-hardcore.

A quel punto Park lascera` pero` il gruppo per dedicarsi ai Seam, che erano nati come progetto parallelo. Grubbs formera` i Bastro e i Gastr Del Sol.

I Bitch Magnet sono stati di fatto un gruppo di rock strumentale, uno dei piu` grandi del genere. Le loro partiture hanno rinnovato profondamente il concetto di "accompagnamento", preparando il terreno per la rivoluzione compiuta da Slint, Don Caballero e altri. Al tempo stesso posso vantare qualche diritto di preveggenza nei confronti del grunge.

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