Capitoli del Volume 5


Indice completo della Storia del Rock
Capitoli introduttivi: Volume 1 | Volume 2 | Volume 3 | Volume 4 | Volume 5 | Volume 6
Indici dei musicisti: Volume 1 (1955-1965) | Volume 2 (1965-1975) | Volume 3 (1975-1985)
Musicisti degli anni '80 | Indice dei musicisti Americani degli anni '90 | Musicisti non Americani degli anni '90
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Questa pagina contiene soltanto i paragrafi introduttivi, non le schede dei musicisti. Tutti i paragrafi introduttivi necessitano di una completa revisione e qui trovate man mano le correzioni e aggiunte che apporto.

Indice dei capitoli originali del volume 5 della Storia del Rock


1. IL ROCK INTELLETTUALE
1.1 La danza moderna dell'Ohio
1.2 L'hardcore progressivo di Los Angeles
1.3 La disgregazione dell'hardcore a San Francisco
1.4 L'avant-pop di New York
1.5 La canzone trascendente di Boston
2. I CYBERPUNK
2.1 Il neuro-core californiano
2.3 Il techno-trash di Chicago
2.4 Il noise-rock dell'East Coast
3. L'ERA DEL GRUNGE
3.1 Seattle
3.2 New York
3.3 Los Angeles
4. ALLUCINOGENI ALLA NUOVA FRONTIERA DEL ROCK
4.1 I riduzionisti di New York
4.5 Il rock dell'assurdo del Texas
4.3 La sperimentazione post-psichedelica di Los Angeles
4.4 L'acidrock dell'Oklahoma
4.5 Il pop letargico di New York
5. PUNKPOP
5.1 Il popcore di Los Angeles
5.2 L'angoscia pop di Minneapolis
5.3 Le incertezze hardcore di Boston
5.4 La scuola powerpop di Chicago
6. LA MATURITA' DELL'HARDCORE
6.1 Residui di emocore a Washington
6.2 Il punkmetal di New York
6.3 Il rock catastrofico di Chicago
6.4 L'ultra-hardcore dei Grandi Laghi
6.5 Il foxcore
7. LA NUOVA PROVINCIA DEL ROCK
7.1 La North Carolina
7.2 Le vecchie colonie
7.3 Le Grandi Pianure
7.4 Il profondo Sud
7.5 San Diego
8. IL NUOVO PROGRESSIVE-ROCK
8.1 Il progressive-rock del New England
8.2 Il funkcore di Los Angeles
8.3 Il funkmetal di San Francisco
8.4 Il funk-rock di New York
9. IL RISPETTO PER LA TRADIZIONE
9.1 I tradizionalisti di New York
9.2 Il roots-rock di Los Angeles
9.3 Il folk-pop di San Francisco
9.4 Il garage-rock del Nordovest
9.5 I folsinger del Texas

Il rock intellettuale

La danza moderna dell'Ohio

Alla fine degli anni '70 l'Ohio, e in particolare la zona fra Cleveland e Akron, fu una delle terre piu` fertili per la new wave. Da li` il talento si e` sparso nel vicino Indiana e a Sud verso il Kentucky. Negli anni '80 proprio quest'ultimo ha cullato una delle scuole piu` importanti di hardcore.

Dalla seconda meta` degli anni '80 la scena e` molto piu` frammentata e discontinua, con i Death Of Samantha a guidare le nuove generazioni, fra i quali si distinguono contributi originali al funkrock (Royal Crescent Mob), al voodoobilly (Gibson Brothers), al garagerock (i Plantations, ex Unknowns, di Bruce Joyner), al foxcore (le Scrawl), al punkrock (New Bomb Turks), al soul bianco (Afghan Wigs), all'hardcore (God And Texas), al pop (Guided By Voices). Un universo, insomma, abbastanza variegato da non lasciar dubbi che non si tratta di una scuola unica, ma semplicemente di una zona con un retroterra altamente creativo.

Cio` che hanno in comune questi complessi e` semmai il fatto che non ricalcano nessuno dei suoni di moda, che non si limitano mai a copiare un genere; ciascuno ha sviluppato una propria personalita` che, in effetti, non consente di catalogarli in quei generi se non per approssimazione. Il fronte dei minori non e` meno ampio.

I Proof Of Utah, ovvero Simon e Mike Brosco (chitarra, basso, batteria, sintetizzatore e nastri piu` sessionman per altri strumenti), incidono dischi (a partire da A Dog A Dodo And A Fool del 1985, tutti per la propria Smiley Turtle) che sono la quintessenza dello humour goliardico e della fantasia iconoclasta, nella miglior tradizione di Zappa e dei Residents. Il loro cabaret si serve di tutti i generi senza pudore.

Fra i punk piu` selvaggi vanno citati due gruppi che in realta` prendono le mosse dal rock classico: i Gits e i Prisonshake.

Delle ultimissime generazioni spiccano a Dayton i Brainiac, esorditi nel 1993 con Smack Bunny Baby (Grass) all'insegna di un ibrido di punkrock e musica industriale, di Pere Ubu e di Pixies, di Sonic Youth e di Devo; e i Throneberry, nati sulle ceneri degli Hippos di Shellac The Bozac (Ultrasuede), e rivelati come compagni di strada degli Afghan Wigs dall'album del 1994, Sangria (Alias).

Il piu` bizzarro di tutti e` forse Dimentia 13 (ovvero Bradley Warner), un incrocio fra Jonathan Richman e Robyn Hitchcock attivo dal 1985. Dietro lo pseudonimo di My Dad Is Dead si cela infine il cantautore che ha lasciato una traccia piu` profonda nella zona.

L'Indiana a sua volta aveva dato alla musica rock poco o nulla. Alla fine degli anni '70 erano attivi due gruppi leggendari come Zero Boys e Gizmos, ma, sciolti quelli, dello stato si parlo` soltanto a proposito di John Coughar Mellencamp. In epoca recente invece gruppi di prima grandezza come Lazy Cowgirls, Antenna e Arson Garden hanno rimesso lo stato nella mappa degli stati che contano.

Gli Antenna sono il gruppo di John Strohm e Freda Boner (i resti dei Blake Babies).

Musicalmente parlando, Kentucky significa Louisville, la citta` al confine con l'Indiana la cui scena venne risvegliata dagli Squirrel Bait. In quella citta` (anche per effetto dei gruppi nati dallo scioglimento dei maestri, e cioe` Big Wheel, Bastro e King Kong) si sta affermando una generazione di complessi di rock and roll suonato con lo spirito del punk ma che ne trascende le anguste strutture armoniche, dagli Antietam agli Slint. Ultimi eredi di questa scuola sono i Rodan.

L'idea era gia` stata dei Baby Flamehead, ma e` con i Palace Brothers che diventa una moda.

Fra le formazioni femminili che coniano nuovi idiomi folk si annoverano le Freakwater.


L'hardcore progressivo di Los Angeles

Gli innovatori

L'hardcore californiano ha rappresentato la colonna sonora degli anni '80 di Los Angeles cosi` come il surf e il folk-rock lo erano stati degli spensierati anni '60.

L'hardcore ha semplicemente riciclato le emozioni di quei turbolenti anni '80, dapprima esaltando l'assurdo e il paradossale della realta` locale, poi percependo la tragedia imminente e infine documentando le tensioni ormai permanenti della zona. E` pertanto passato da un umore quasi clownesco a un umore quasi politico, continuando a parlare degli stessi fenomeni (l'alienazione del teenager urbano, il caos morale, l'angoscia della competizione) ma da una prospettiva che continuava a spostarsi, come una telecamera che giri attorno alla scena e finisca per riprenderla da dietro, mostrando anche l'apparato scenografico.

Jeff Dahl e Henry Rollins, superstiti di gloriose formazioni dell'era, rappresentano gli intellettuali del movimento, i custodi del suo autentico spirito populista.

I gruppi sorti dalle ceneri dei complessi dell'hardcore, come i fIREHOSE, hanno tracciato traiettorie assai lontane dall'hardcore. Entrambi i leader dei Saccharine Trust, Joe Baiza e Jack Brewer, hanno dato origine a formazioni rivoluzionarie, in particolare gli Universal Congress del primo, che hanno tentato di costruire stili sperimentali sulle strutture tradizionali dell'hardcore. Baiza aveva fatto tesoro degli insegnamenti di Greg Ginn, il chitarrista dei Black Flag che aveva di fatto inventato il punkrock strumentale. A riprendere le intuizioni di questi precursori sono stati soprattutto i Bazooka del sassofonista Tony Atherton, e i Trash Can School.

Fra i discepoli dei Minutemen spiccano i Don't Mean Maybe, i cui due album, Live Sample e Real Good Life, non riescono pero` ad andare oltre delle ambiziose intenzioni.

Tutti questi nomi costituiscono una scuola di "hardcore progressivo" che sta compiendo esperimenti sul genere.

Il death-rock

Nel 1981 Los Angeles fu teatro di un'effimera moda, quella del "death-rock", rappresentata dai 45 Grave di Paul Roessler, dai Flesh Eaters di Chris Dejardins, dai Christian Death di Rozz Williams, dai Kommunity Fk di Patrick Mata, dagli Halo Experience di Eva O, dai Shadow Project di Williams e Eva O: un rock vagamente imparentato con il punk, concentrato su temi macabri.

I Prophetess sono forse i maggiori dell'ultima generazione, quella che riparte dai Bahuaus. Il loro album omonimo (per la Cleopatra) del 1993 e` un'apoteosi di riti e miti religiosi (Avalon per tutti) nei quali la voce di Mark Hawkins stende arcani incantesimi e la chitarra di Peter Murphy sparge accordi atmosferici alla Christian Death.

Altrettanto potente, ma ancor meno convenzionale, e` la musica al confine fra Prong, heavymetal e industriale dei Cradle Of Thorns.

Nel 1994 il disco degli Halo Experience, Demons Jazz For An Angels Kiss (Cleopatra), sancira` la conversione del genere a toni mistici e a un generale tema di redenzione.

Se all'epoca si tratto` di una moda effimera, il death-rock ha fatto seguaci in tutto il mondo e a Los Angeles ha stabilito un vero e proprio culto. In era cyberpunk verra` riscoperto e assimilato alle nuove sonorita` elettroniche. Il death-rock e` soprattutto diventato piu` attuale all'insegna del crescere vertiginoso della violenza nella societa` americana. Le sue atmosfere cupe, i suoi rituali macabri, le sue invocazioni del male sono purtroppo una fedele replica della vita quotidiana nel quartiere medio di una metropoli.


La disgregazione dell'hardcore a San Francisco

Il punkrock di San Francisco era in realta` sempre stato un'espressione della lenta ma inesorabile decadenza della citta`. Jello Biafra, forse il massimo ideologo del punk mondiale, lo diceva fin da quando capeggiava i Dead Kennedys. Non a caso gruppi storici dell'hardcore estremista come gli M.D.C. e i D.R.I., o anche soltanto i Rich Kids On LSD, assumono oggi un'importanza maggiore di quanta ne ebbero agli inizi.

Il punkrock della Baia, nonostante la presenza di tanti esponenti radicali ed irriducibili del verbo, e` sempre stato aperto a sperimentazioni di varia natura, dal "grunge" dei Flipper al cabaret osceno dei Tragic Mulatto, dal "foxcore" delle Frightwig al sinistro musichall dei Dwarves. Dalla seconda meta` degli anni '80 questa predisposizione ha avuto via libera e ha potuto rinnovare a fondo il genere. Da un lato gruppi come i Sister Double Happiness hanno avvicinato l'hardcore alle "radici" del rock; dall'altro l'influenza della scuola avanguardista della citta` (quella che aveva partorito i Residents) si e` fatta sentire sempre di piu`, come evidente in Neurosis, Steel Pole Bath Tub e Molecules.

Fra i gruppi a contaminare l'hardcore con il jazz, sull'esempio degli avanguardisti di Los Angeles, si annoverano gli Harmless di Lance Kaufman, il cui unico disco (materiale del 1990) uscira` nel 1992, Protect Us From Evil (Hell Yeah), conservando intatto l'impatto (e lo humour) della loro super-fusion di hardcore, powerpop e jazz (They Dug Up Elvis alla Butthole Surfers).

Gli esperimenti piu` estremi sono venuti forse dagli Star Pimp, formati da Tom Flynn e presentati nel 1992 dall'EP Treasure Trail (Boner) e nel 1994 dall'album Seraphim 280Z,

Gli Sleep sono esponenti dello stoner-rock.

Sul fronte melodico del "popcore", invece, sono emersi alcuni dei capiscuola del genere: i Green Day, gli Overwhelming Colorfast, i Mr T Experience, i Jawbreaker. Alcuni di questi sono fra le nuove leve di Gilman Street, il quartier generale dei punk della East Bay.

In Without End (Sympathy) i Gargoyles di Lisa Lombardo rende omaggio tanto a Stooges ((Stoneage Demagogue) quanto a Dictators (California Stars).

Sull'album Confusion Hill (Lookout) i Nuisance spingono la restaurazione melodica in ambito metal e grunge, suonando talvolta come un incrocio fra Husker Du e Flipper.

I Dwarves e i Meices sono i piu` rock and roll del fronte melodico.


L'avant-pop di New York

New York, che era stata la patria del pop, grazie al Brill Building e a Tin Pan Alley, riguadagna lo scettro alla fine degli anni '80, ma in maniera rocambolesca: sono i complessi del rock piu` estremista, quello filtrato attraverso la sperimentazione della new wave, della no wave e persino del minimalismo, a re-impostare il discorso. Presto si sviluppa un movimento che, senza rinnegare le conquiste armoniche degli anni '80, tenta pero` di applicarle alla tradizione, alla forma canzone, alla melodia.

Negli anni '80 il Lower East Side di New York e` stato teatro di una piccola rivoluzione sonora, paragonabile a quella del punkrock. Gruppi come i Sonic Youth, gli Swans e i Live Skull hanno rinnovato la forma-canzone introducendo dosi massicce di dissonanze (o cacofonie belle e buone), sovvertendo i ruoli degli strumenti, prediligendo timbri sgradevoli, usando il ritmo come un macchinario d'officina. Il risultato e` un "noise-rock" che e` diventato l'archetipo con cui un'intera generazione di complessi si e` dovuta misurare.

Compagni di gavetta dei Sonic Youth, dei Live Skull e degli Swans nel Lower East Side dei primi anni '80 erano anche i Ritual Tension e i Rat At Rat R, gruppi che sono pero` venuti alla luce piu` tardi. Agitpop, Antietam, Phantom Tollbooth, Nice Strong Arm e Of Cabbages And Kings sono discepoli che da quella lezione hanno derivato stili sperimentali.

La versione piu` popolare di quel movimento e` rappresentata dai Pussy Galore, dai quali hanno avuto origine diversi gruppi: Royal Trux, Boss Hog, Jon Spencer Blues Explosion, Bewitched, Action Swingers. Le STP annoverano Julia Cafritz nell'EP Smoke 'Em (Circuit), quattro canzoni sfrontate e auto-parodistiche. Le Free Kitten sono il progetto di Cafritz e Kim Gordon.

UT e Band Of Susans sono stati due gruppi fondamentali per lo sviluppo del rock al femminile.

Quella generazione e` stata una delle piu` influenti degli ultimi vent'anni di rock.

A due passi da New York si e` sviluppata una delle scuole piu` importanti degli anni '80, quella del pop onirico di Hoboken.

Quella scuola, che era stata inaugurata dai Feelies, ha portato infatti alla luce anche Yo La Tengo e Tiny Lights. I Feelies, con la loro suggestione per le armonie piu` morbose dei Velvet Underground, avevano un po' definito le coordinate della scuola: partendo da quell'"acidrock", applicare tecniche decadenti e intellettuali per riformare la canzone pop.

Una certa influenza sul futuro l'avrebbe esercitata anche la scuola di pop naif praticato da gruppi come i Cucumbers a meta` del decennio, che avrebbe allevato gli Smithereens.

I meno pop del lotto sono i Chicken Scratch, autori di un'opera caotica e innovativa come Giant And Invisible (Community 3), nel solco di Minutemen e Saccharine Trust.

Se la vivacita` del luogo e` un po' diminuita, Hoboken rimane uno dei centri piu` attivi del rock indipendente.


La canzone trascendente di Boston

Fin dai tempi della new wave i gruppi di Boston si erano distinti come i piu` eterogenei ed imprevedibili. Dai Modern Lovers ai Cars, dagli psichedelici Lyres al punkrock dei Real Kids, dal powerpop dei Neighborhoods al folkpop dei Dumptruck (Seth Tiven), dai Del Fuegos ai Men And Volts la scena era stata fin dall'inizio molto dispersiva.

Poi venne la stagione del "noise-rock": Dinosaur Jr, Pixies, Gobblehoof, Sebadoh, Buffalo Tom, Throwing Muses. Le distorsioni psichedeliche presero il sopravvento sul resto e stabilirono per la prima volta un "cliche'" locale. I Dinosaur Jr, in particolare, sarebbero diventati uno dei gruppi piu` copiati. Fra i tanti imitatori, i Further, il cui Grip Tape (Christmas) del 1993 ruba a Mascis canzoni come Overrated e si limita tutt'al piu` a intorbidare quello stile con le sonorita` dei Sonic Youth in Gimmie Indie Fox (ma il monumentale Sometimes Chimes dell'anno dopo fara` man bassa degli stili amatoriali del nuovo college-pop).

Verso la fine degli anni '80 vengono infine alla ribalta gli esponenti di un pop raffinato e intellettuale, che risente del "noise-rock", ma anche di una maggiore rarefazione della scena musicale: Galaxie 500, Til' Tuesday, Drumming On Glass, Dambuilders, Breeders, Belly, Luna, Il movimento crescera` fino a trovare nel 1990 i propri campioni commerciali negli O-Positive (peraltro attivi, senza album, fin dal 1985).

I Cavedogs (Todd Spahr alla chitarra, Brian Stevens al basso, Mark Rivers alla batteria) hanno forse trovato il giusto equilibrio fra Sixties revival (Beatles, Monkees) e Eighties sound (REM, Smithereens). Sull'esordio del 1990, Joyrides For Shut-Ins (Enigma), canzoni ariose e spiritose come La La La e Tayter Country sfoderano le migliori virtu' ritmiche e melodiche del powerpop. Almeno Love Grenade e Murder sono all'altezza di quelle promesse sul successivo, e molto inferiore, Soul Martini (Capitol).

I Think Tree porteranno il "noise-rock" al limite della musica "industriale". I Six Finger Satellite e i Morphine sono forse le novita` piu` salienti degli ultimi anni.

Il revival psichedelico ha trovato i suoi nuovi profeti nei Crystallized Movements del vicino Connecticut.

Anche Boston avra` la sua razione di epigoni di Cocteau Twins, Hugo Largo e Dead Can Dance. I migliori sono probabilmente gli Opium Den, nel cui Diary Of A Drunken Sun (Hereafter) del 1993, e in particolare nel brano Radio In My Head la cantante Annette Kramer ha modo di sfoggiare il suo virtuosismo canoro in canzoni di argomento mitologico e fiabesco sostenute da sonorita` tetre e ballabili alla Public Image Ltd.

Inevitabilmente qualcuno pensera` di rifare il verso direttamente ai complessi inglesi di "dreampop", ai My Bloody Valentine e ai loro mille epigoni: Drop Nineteens e Swirlies.

Sul fronte gotico spiccano i Funeral Party, il cui Serpentine (Silent Scream) del 1993 e`praticamente una raccolta di marce funebri angelicamente accompagnate dal soprano di Valerie Forgione.

Un'altra componente sempre presente e` stata quella folk, del cantautore/giullare di cui Jonathan Richman rimane l'emblema vivente. Il rinnovamento della scena locale, e la sua ascesa a polo del nuovo rock dei college, passa per i Blake Babies di Juliana Hatfield e i Lemonheads di Evan Dando. Con loro nasce la figura moderna del cantastorie di buona famiglia, colto ed educato.

Boston ha anche il suo Stevie Moore: Stephin Merritt dei Magnetic Fields, una delle voci piu` originali dei primi anni '90.

I Salem 66 sono l'invenzione di Judy Grunwald e Beth Kaplan, entrambe cantautrici.

Le Brood sono quattro ragazze del Maine che arrivano quando il revival psichedelico si e` ormai spento, ma non rinunciano alla loro parte di divertimento. Queste Pandoras della Costa Orientale non mancano di grinta e fantasia, ma i loro album, da In Spite Of It All (Get Hip) del 1988 a Vendetta (Estrus) del 1992, sanno di routine.

Dalla fine degli anni '80 l'intero New England e` diventato anche teatro di un revival del rock melodico di vent'anni prima, a partire dai sottovalutati Christmas.

Powerpop (della scuola Big Star) sono anche i Gigolo Aunts.

Il punkpop di Husker Du e Replacements si affievolira` ulteriormente nei Miranda Warning di Adam Boc, titolari nel 1992 di Your Life Is Excellent Now (Presto).

Dal Connecticut (da Danbury) provengono i Monsterland di Thom Monahan, il cui pop riprende quello dei Cheap Trick ma con in piu` i fuzz di chitarra di Greg Vegas. Il loro repertorio consta dei singoli Peanut Butter Karma e Get Out Of My Head (che contiene anche la splendida Plastic), dell'EP Loser Friendly (Spin Art), e dell'album Destroy What You Love (Seed) del 1993.

E in Connecticut (a Hartford, per l'esattezza) esercitano i St Johnny.

Boston e` poi un circo di stranezze, alcune delle quali sono arrivate nelle classifiche indipendenti.

Fondendo thrash e ska, con tanto di sezione di fiati, nel 1992 i Mighty Mighty Bosstones sono stati una delle sensazioni dei college.

Subito dopo sono arrivati i Blood Oranges.

La massima stranezza nel circo delle stranezze di Boston e` probabilmente quella del Concussion Ensemble.

Non meno intellettuali i Cul De Sac di Glenn Jones.


I Cyberpunk

Il Neuro-core Californiano

Negli anni '60 a San Francisco e dintorni furono popolari i festival (detti "love-in") in cui giovani di tutte le cittadine della Baia si raccoglievano ad ascoltare musica per ore e ore, talvolta giorni interi, all'insegna del motto "free sex free music free drugs". Negli anni '90, tramite Manchester, lo stesso fenomeno prende piede nello stesso posto presso una generazione che non era neppure nata ai tempi.

Il "rave" viene tenuto generalmente in un magazzino abbandonato, sulla spiaggia, in un parco. A differenza degli anni '60, quando questi "happening" venivano ampiamente pubblicizzati, il rave, per evitare problemi con la polizia, viene tenuto relativamente segreto (normalmente la prassi e` che nei giorni precedenti al rave viene fatto circolare un numero di telefono, generalmente via e-mail o per via orale, e il giorno del rave a quel numero di telefono risponde una segreteria telefonica che fornisce l'indirizzo di un distributore di benzina o altro punto di riferimento presso il quale un ragazzo consegna le istruzioni per recarsi al luogo convenuto).

A differenza di un normale party il rave non e` pensato per bere alcool, ma per ballare fino a sfiancarsi, e in cio` assomiglia piu` alla discoteca degli anni '70. Cio` che lo qualifica come "rave" invece che semplice party e` pero` soprattutto il numero delle persone che vi partecipano. A differenza degli anni '60 la musica che si ascolta non e` eseguita da un complesso, ma e` suonata da un disc jockey. Il disc jockey diventa cosi` la figura piu` importante del rave: dalla sua performance dipende in gran parte la riuscita del rave. Normalmente a un rave si alternano diversi dj, da mezzanotte fino all'alba e anche oltre. Rispetto alle discoteche degli anni '70 il rave ha un carattere piu` umile e familiare, in quanto si tiene in locali improvvisati ed e` organizzato a livello amatoriale.

I primi rave erano party di "acid house" a Chicago durante gli anni '80. Qualcuno decideva di tenere un rave in qualche luogo appropriato e si incaricava di pubblicizzare la cosa affiggendo annunci nei negozi di dischi o inviando volantini ad amici e conoscenti. I volantini erano spesso elaborati come quelli degli hippie di un tempo. Talvolta quei party diventavano maratone musicali in cui un "dee jay" intratteneva centinaia di ragazzi per una notte intera.

L'house si diffuse in club (come il "Paradise Garage" di New York e il "Waterhouse" di Chicago in cui nacque intorno al 1981 e da cui prese il nome) che servivano soprattutto il pubblico degli omosessuali neri e che erano nati come reazione all'imborghesimento della discomusic, rispetto alla quale era piu` tribale e meno sofisticato. A meta` degli anni '80 l'house evolse nell'acid house, caratterizzato da sonorita` piu` aspre e da un'elettronica ipnotica.

L'house si diffuse in club (come il "Paradise Garage" di New York e il "Waterhouse" di Chicago in cui nacque intorno al 1981 e da cui prese il nome) che servivano soprattutto il pubblico degli omosessuali neri e che erano nati come reazione all'imborghesimento della discomusic, rispetto alla quale era piu` tribale e meno sofisticato. A meta` degli anni '80 l'house evolse nell'acid house, caratterizzato da sonorita` piu` aspre e da un'elettronica ipnotica.

Fra i singoli house dei primi anni '80 si ricordano Judgement Day di ONY e Security di Beat Club.

L'acid house fu popolare soprattutto nei club per omosessuali degli USA e si estinse verso la fine del decennio, quando il "new beat techno" di Detroit prese il sopravvento. A Detroit i protagonisti dell'esplosione discografica si chiamavano Kevin Saunderson (titolare della Transmat, oggi leader degli Inner City), Juan Atkins (Metroplex, Cyclotron, Model500) e Derrick May (KMS). Si ispiravano a Parliament e Kraftwerk, e al futurismo britannico di Depeche Mode e New Order. Masse di sequencer, vocoder e rhythm-box affioravano in particolare alle esibizioni di Atkins. Il techno era ancora piu` essenziale dell'house, fino a proporre una cadenza martellante pura e semplice; al tempo stesso sfruttava in maniera piu` sofisticata l'alta tecnologia musicale, dal sequencing al campionamento. E assimilava molte idee del synthpop britannico. (Il termine "techno" venne coniato da Richard Davies).

All'incirca nel 1988 il genere trovo` un pubblico affezionato in Gran Bretagna, dove veniva per lo piu` eseguito dal vivo. L'"acid house" britannico fu il primo derivato commerciale del techno. Guru Josh, Black Baxter furono alcuni dei disk jockey inglesi che originarono i primi festival di "acid house", i primi rave nel senso moderno del termine. Acid Trax dei Phuture fu forse il brano che defini` il genere. Il fenomeno fece scalpore soprattutto per l'alzata di scudi delle autorita`, che scatenarano retate e bandi degni del proibizionismo. Fu in Inghilterra che il rave usci` dai ghetti e divenne un fenomeno di massa.

Trapiantato in Belgio e Germania, il genere "techno" (musica da ballo veloce, ripetitiva, elettronica e con campionamenti) divenne il veicolo di trasmissione della scena rave. La musica dei rave si distingueva da quella delle discoteche normali poiche' era piu` veloce e piu` violenta, e poiche' impiegava sistemi di luci e di suoni che erano ordini di grandezza piu` sofisticati; presto si venne anche connotando come musica delle periferie, in opposizione alle discoteche del centro, in quanto gli organizzatori preferivano i locali appartati. Man mano che la frequenza e le dimensioni dei rave aumentavano, si veniva formando una cultura del rave (superamento delle barriere razziali, enfasi sulle droghe pesanti, letteratura cyberpunk, folklore controculturale, culto della personalita` del disc jockey). Quella cultura dilago` fra le giovani generazioni fino a trasformarsi in una moda. In Belgio e Germania si tennero alcuni dei rave piu` affollati: per esempio, a Berlino il "Love Parade" dell'Agosto 1992 con diecimila persone.

Nel 1991 il rave ri-approdo` negli USA attraverso le porte della California, una California attanagliata dalla peggior crisi economica della sua storia e bisognosa di cure psicologiche e di nuovi confini dell'immaginario. All'inizio gran parte dei disc jockey dei rave californiani furono britannici. Quando il fenomeno si sparse verso Est, subentrarono uomini d'affari locali che poco avevano a che vedere con l'idealismo e il volontarismo della scena britannica. Mentre nel Regno Unito il disc jockey era la vera star dei rave, e i ragazzi finivano per idolatrare i loro disc jockey preferiti, i quali a loro volta dovevano continuamente raffinare la propria arte di "spinning", in gran parte degli USA conta di piu` l'"hit", e il dj piu` gettonato e` semplicemente quello che sa scegliere i migliori del momento (un po' come il presentatore di una "Top 40").

Originariamente "techno" era il genere musicale e "rave" era l'evento in cui si suonava quel genere; ma presto si inizio` a distinguere fra un genere "techno" che era piu` vicino alla musica industriale (pertanto piu` sperimentale e piu` ballabile) e un genere "rave" che era sempre techno, ma a fine unicamente ballabile.

Il fenomeno rave si affido` inizialmente a una rete di contro-informazione underground, in quanto ogni rave era un affare semi-clandestino. Il luogo d'incontro, per esempio, veniva solitamente divulgato soltanto 24 ore prima dell'evento, e veniva divulgato solamente in ambienti "sicuri". Da questo punto di vista ricordava un po' gli "outlaw" party degli anni '80 a Los Angeles e New York.

Quando i media e il grande pubblico si accorgono del fenomeno, il rave rientra nei ranghi. I grandi club di New York e Los Angeles scacciano i complessi di heavymetal e potenziano gli impianti di diffusione, assumono un tecnico delle luci e un disc jockey di grido. La scena rave diventa improvvisamente un surrogato della scena "disco" di quindici anni prima con lo stesso spirito dell'assurdo e lo stesso esibizionismo degli abbigliamenti. Il rave alla moda richiede abiti fortemente colorati dalle fogge insolite e soprattutto "trip toys" come occhiali psichedelici, cappelli fosforescenti e cosi` via. I locali piu` chic offrono "all night rave" con colazione inclusa il mattino dopo. Per consentire a tutti di goderlo, il rave degli anni '90 e` meno condizionato dalla presenza di droghe: i drink a base di "smart drugs", che dovrebbero anche essere salutari, sono piu` graditi.

Come il fenomeno "disco", anche il "rave" e` la quintessenza del qualunquismo. Come le discoteche e i love-in, il rave esprime il bisogno di violare regole, di rompere con il conformismo, di uscire dalla legalita`.

L'house e il techno sono stati la colonna sonora dei rave. L'house come genere era un derivato del rhythm and blues e del funk con i sintetizzatori al posto delle chitarre. Il techno e` un'evoluzione "bianca" dell'house che impiega un battito piu` "industriale". A differenza della musica industriale vera e propria, tanto l'house quanto il techno sono nati per ballare e divertirsi, non per rappresentare l'orrore della civilta` industriale. Il techno non ha ancora prodotto nessun successo mondiale (e tantomeno star), ma diverse stazioni radiofoniche non fanno altro che trasmettere brani techno (piu` famosa la MARS di Los Angeles). Negli USA il principale organo di stampa e` la fanzine Project X.

Una forma ancor piu` veloce e brutale di musica rave elettronica e` l'"hardcore techno", un misto di hip hop e techno in cui le sincopi funky del primo vengono sposate all'eccentricita` futurista del secondo (a 140 battute per minuto). L'hardcore cosi` definito suona come un compromesso fra la disco music e il rock psichedelico, e ben si presta come colonna sonora dei rave dove la droga ecstasy viene adulterata con l'amfetamina. Da un lato l'hardcore techno e` il prodotto di una sottocultura sempre piu` dissoluta, ma dall'altro e` semplicemente l'aggiornamento della musica da ballo alla generazione dei videogame: e` musica per teenager la cui attenzione viene catturata da trucchi elettronici in rapido movimento e da collage di immagini stereotipiche.

Il techno ha portato la dance music a nuovi estremi di essenzialita`, riducendo al minimo l'importanza del testo, appiattendo la struttura della canzone pop, utilizzando l'elettronica in funzione prevalentemente ritmica e non melodica.

Il techno rappresenta anche una reazione contro gli stili etnici (dal rap allla worldmusic, dal country al blues) e urbani (dall'hardcore all'heavymetal), a tutti quei generi che sono facilmente localizzabili da una sorta di "accento". Il techno, essendo affidato per lo piu` alle macchine, e` neutro, apolide, asettico. E` musica dei bianchi per i bianchi, aliena da tutte le influenze etniche del grande "melting pot" americano.

Rispetto alla musica industriale, il techno e` piu` leggero e attenua la brutalita` e la minacciosita` dei rumori elettronici. Techno e` la colonna sonora della societa` dei videogame e dei telefoni cellulari, degli sportelli automatici e dei VCR, cosi` come la musica industriale era la colonna sonora dell'industria pesante.

Come la discomusic degli anni '70, anche il techno e` musica rituale per giovani urbani alienati. Come avvenne con la discomusic, anche il techno sta rapidamente diventando un fenomeno commerciale d'ampio respiro (da cui il termine "corporate techno") che ripete all'infinito il proprio stereotipo, contando su una lunga curva di saturazione del pubblico. Sequencer, campionamenti e voci distorte diventano gli ingredienti scontati di tutti gli hit.

Rispetto alla discomusic il techno conserva pero` una forte impronta "satanica" e una predilezione maniacale per i film dell'orrore. Sono cambiati i tempi, ma le macchine alla fin fine vengono sempre associate ai mostri.

E` a questo punto che le strade di questa nuova musica da ballo e della vecchia musica industriale si incontrano.

La musica industriale degli anni '80 aveva beneficiato dell'esplosione dell'industria discografica nell'era punk e aveva attecchito, come fenomeno discografico, soprattutto in Gran Bretagna, anche se i suoi cultori piu` autentici rimasero gli americani (a partire dal californiano Non per arrivare al newyorkese Von Lmo). In Gran Bretagna si svilupparono diverse correnti: quella ortodossa che faceva capo ai Throbbing Gristle (e che si sarebbe frazionata in seguito alla dissoluzione di questa formazione), quella di Leeds che faceva capo ai Cabaret Voltaire (e che sarebbe presto confluita nella musica da ballo di consumo) e quella "nera" dei gruppi di David Tibet e Steve Templeton (ispirata alle fedi esoteriche).

Nei primi anni '80 la musica industriale visse prevalentemente nei ghetti dell'avanguardia, nei bassifondi dell'industria discografica indipendente, nelle sacche radicali della comunita` musicale alternativa. Un rock che non usa la chitarra e la batteria come strumenti principali non trova facilmente canali di distribuzione. La musica industriale rimase pertanto confinata a una ristretta elite di produttori e consumatori, ma quell'elite ebbe fin dall'inizio la prerogativa di essere distribuita su tutto il globo. Piano piano si scoprirono cioe` le coordinate di infinite cellule eversive, sparse in paesi tanto diversi e insoliti (per il rock) quanto la Slovenia e la Spagna, il Belgio e il Canada. Gli ingenui esperimenti dei gruppi britannici (che riscoprivano i collage, i tape loop, la musique concrete e cosi` via) servirono dunque da "progetti pilota" per un'intera generazione di giovani musicisti affamati di nuovi orizzonti armonici.

In breve si mise in moto il sistema di tam tam alternativo che fin dagli inizi e` responsabile delle rivoluzioni del rock and roll e si costitui` cosi` una rete di informazione "industriale" (riviste gia` blasonate come "Re/Search", "Option" e "Sound Choice" e nuove fanzine specializzate come "Fractured", "ND" ad Austin, "Nexus" a Tarzana, "Cyber-psycho's A.O.D." a Denver, e soprattutto "Industrial Nation", edita dal 1991 da Paul Valerio). Dall'accezione originale di musica elettronica free-form il termine venne mutando in un generico classificatore di esperienze radicali, da Foetus agli Swans.

Verso la meta` degli anni '80 si affermo` nelle discoteche alternative un primo derivato "commerciale" della musica industriale: la "body music", una volgarizzazione del programma da parte degli industriali piu` ambigui (come i Cabaret Voltaire), caratterizzata da ossessive cadenze pesanti, contrappunti elettronici assordanti e vocalizzi tetri. La body music si sparse a tappeto, dal Belgio dei Front 242 al Canada degli Skinny Puppy. Ancora una volta l'aspetto piu` sorprendente del movimento fu la sua internazionalita`: lo stesso sound, e le stesse prassi di fruizione, dilagarono da un estremo all'altro del mondo occidentale.

E` a quel punto che esplose il fenomeno delle discoteche cyberpunk. La musica dei cyberpunk e` la tappa successiva di un'evoluzione avviata da Throbbing Gristle e Cabaret Voltaire, i quali nel giro dei primi anni trasformarono un audace esperimento d'avanguardia in una forma di cultura popolare per il ceto medio. Nella buona sostanza l'intento originale, quello di replicare i suoni delle macchine (presse, stantuffi, sirene, soffietti) e gli effetti subliminali che essi hanno sulla psiche umana (paranoia, claustrofobia, nevrosi, alienazione), venne metabolizzato in una variante della disco music.

Cosi` "riprogrammata" la musica industriale divenne il sottofondo ideale per le discoteche alternative. La musica industriale perse il suo connotato di musica elettronica d'avanguardia e divenne parte integrante della musica da ballo. Ma conservo` l'ambizione (e la presunzione) di rappresentare un movimento di pensiero futurista.

Con il dilagare delle idee cyberpunk quella musica si rivelo` come il referente sonoro piu` naturale. Come spesso capita nella storia del rock, l'accostamento fra cultura e colonna sonora non venne in realta` realizzato dagli idoli, ma dalle masse. Furono infatti i giovani cyberpunk, lettori accaniti dei romanzi di fantascienza, a prediligere le opere dei Ministry; non i Ministry a proporsi come esponenti del cyberpunk. L'identificazione avvenne ex-post.

Piu' che alla Metal Machine Music di Lou Reed la musica dei cyberpunk si ispira a Welcome To The Machine dei Pink Floyd.

L'equazione "rumore + funk" non e` nuova (era anzi l'essenza stessa di molta discomusic), ne` lo sono (dai Run DMC in poi) le sonorita` hip hop sposate a quelle heavymetal e (da Billy Idol in poi) i ciber-ritmi della discomusic sposati all'iconografia punk. Negli scenari cyberpunk, pero`, l'obiettivo non e` divertire, ma spaventare. L'intero cyberpunk musicale non e` un filone della musica futurista, ma di quella gotica.

Il formato e` un'esasperazione di quello della disco music: la regola e` quella di far precedere e seguire ogni album di mini-CD (o 12") con diverse versioni del brano (o dei brani) piu` ballabile. La discografia dei gruppi industriali diventa cosi` un labirinto di brani eseguiti e re-mixati in cento versioni diverse.

La variante propriamente "gotica" del movimento, quella che fonde i climi apocalittici della musica elettronica con l'iconografia ripugnante dell'horror, quella che si misura sull'abilita` di evocare scene sinistre tramite le musiche, e` stata definita da Paul Sammon arte "splatterpunk", e ha il suo organo di diffusione nella fanzine "Technology Works" di Placentia, in California. Nascono cosi` club dedicati alle forme piu` paranoiche del "gore": i "Vampire Archives", pubblicati a Chicago, sono una pubblicazione che aggiorna periodicamente su tutto cio` (letteratura, film, dischi, e ovviamente casi di cronaca) che ha a che vedere con i vampiri (la rivista ha organizzato anche una "Bloodsucking Convention", sorta di mostra dei vampiri e affini).

In parallelo l'ala piu` radicale della musica industriale era invece alla ricerca di suoni ancor piu` violenti e bestiali. Nel 1992 avverra` la svolta decisiva: Ministry e Nine Inch Nails proveranno a fondere il genere (che era sempre stato prevalentemente elettronico) con l'heavymetal (ovvero con la chitarra elettrica), coniando in tal modo un nuovo genere di ballabile. Dalla fusione fra ritmi e clangori "industriali" da un lato e scudisciate e urla "metalliche" dall'altro ha origine l'"industrial metal", sintesi storica delle due correnti piu` importanti del rock alternativo degli anni '80. Non e` un caso che i complessi guida provengano dal Midwest, che negli anni '80 aveva vissuto il suo rinascimento.

In definitiva la musica dei cyberpunk e` parte atteggiamento (nichilista) e parte tecnologia (sintetizzatori e campionamenti).

Quando nell'ambito della new wave emersero le prime avvisaglie di una musica elettronica rock, San Francisco, grazie al suo milieu sperimentale, si rivelo` subito una delle zone piu` ricettive. Minimal Man, Nervous Gender, Screamers, Residents, Chrome, Factrix, Tuxedomoon, Voice Farm, Pink Section, Deadbeats allietarono le serate di una frangia di giovani nichilisti che non si riconosceva nel punk, che non si riconosceva soprattutto negli atteggiamenti un po' infantili dei punk, che trovava naif e pretestuoso il nichilismo di questi. Avanguardisti del rumore elettronico come Monte Cazazza e Slava Ranko erano essi stessi utenti/fruitori dell'arte, e in particolare della musica, d'avanguardia. Il loro retroterra tecnico era quello del rock, ma la loro forma mentis era quella della musica dei Conservatori.

Delle generazioni piu` recenti si distinguono i Mandible Chatter e i Grotus.

I Global Genocide Forget Heaven (G.G.F.H.), titolari degli album Eclipse del 1991 e Disease (Dreamtime) del 1993, propongono una musica industriale molto nervosa, fremente, isterica, che impiega tanto l'elettronica quanto la chitarra elettrica (ma non soltanto dei ripetitivi accordi "heavy").

Tinfed

Ci sono poi gli innumerevoli esponenti dell'avanguardia, che prendono le mosse dai lavori di Rhythm And Noise e Club Foot Orchestra, come i Trance Mission, fra i capiscuola del "techno-tribe" che innesta nei ritmi techno anche gli strumenti acustici e altri eclettici esperimenti.

Trance e Thessalonians sono fra i progetti piu` arditi.

Poi c'e` in effetti la legione di coloro che approfittano della moda per sbizzarrirsi nei suoni e negli atteggiamenti piu` eccentrici. Nel giro di qualche anno San Francisco ridiventa un grande circo musicale sulla falsariga degli anni '60, con decine di gruppi come Sharkbait per i quali il fatto musicale e` soltanto una delle componenti espressive.

A San Francisco la scena del nuovo ballabile e` alimentata da gruppi ancora legati al vecchio "discopunk" degli anni '70, come i Love Club di Deborah Borchers e i rinnovati Voice Farm di Myke Reilly e Charly Brown, eredi dei tanti Pink Section, Units e Romeo Void che avevano creato i presupposti. I Consolidated sono i principali esponenti dell'hip hop bianco a fine politico.

Le nuove generazioni sono rappresentate da Voice Of Destruction, Kode IV, Grotus, Xorcist, Battery, Diatribe e da etichette come Axis, Silent, COP, Charnal House, 21st Circuit, Primitech, Hardkiss Music e Index. Ma il fenomeno diventa presto una fiumana, soprattutto nell'area dell'house sperimentale: Ultraviolet Catastrophe, Jonah From Spacetime, Dub Tribe, Young American Primitive, Single Cell Orchestra, Island Universe, Daisy Glow, Third Floor.

Club come il "House Of Usher" a Berkeley, con il loro decor orrifico e programmi intensi di esibizioni dal vivo, alimentano la scena. "The Pit", "Krash Klub", "The Quake", "The Bridge" e altri hanno preso il posto dei templi dell'hardcore (talvolta sfrattando i precedenti proprietari). Fra i rave settimanali si contano "Osmosis", "Come-Unity", "Wicked", tutti venuti alla ribalta intorno al 1990. Nella primavera del 1991 San Francisco era gia` diventata di nuovo meta di pellegrinaggio da tutto il mondo, come negli anni '60. Organizzatori come Toon Town e Full Moon Posse hanno elevato il concetto a dimensioni colossali, dando vita a (rispettivamente) party che si tengono in giganteschi magazzini abbandonati o celebrazioni tribali sotto le stelle nelle notti di luna piena.

Nel 1992 gli Young American Primitive (Greg Scanavino, anche leader di un collettivo di artisti performance e musicisti d'avanguardia) sono balzati in testa alle classifiche dei club con Young American Primitive (tratto dall'omonimo EP, che comprende anche These Waves). Il loro stile, alternativamente melodico e ambientale, interamente composto al computer, rende quasi new age l'album Young American Primitive (Zoe Magik, 1993), che aggiunge al clou del loro repertorio almeno Ritual, Sunrise e Trance Formation.

Los Angeles e` qualche anno in ritardo su San Francisco. Per tutti gli anni '80 e` stata la capitale dell'heavymetal: i suoi club offrono un attrito piu` forte al rinnovamento. Eppure proprio a Los Angeles operarono forse i piu` grandi antesignani della musica industriale Americana, come Boyd Rice. Gli sperimentatori non avranno pero` mai vita facile a Los Angeles. Robert Salchak (in arte Blink Twice), ancora inedito, applica la tradizione di Boyd Rice all'era del techno.

I Blackhouse sono il primo combo industriale di matrice "cristiana", due moralisti bigotti (Ivo Cutler e Sterling Cross) che predicano contro il materialismo, l'aborto e il satanismo. Il loro dogmatismo non si riflette nella musica, che e` invece un'elettronica a molti strati non succube dei ritmi da discoteca. Pro-Life del 1984 e Hope Like A Candle del 1985 erano opere ancora immature, i piu` recenti Material World (Ladd-Frith) e The Father The Son And The Holy Ghost (Antler) creano atmosfere ostili e minacciose.

Chiuso lo storico "Sodom", le nuove roccaforti dell'industriale sono il "Fuck!", il "Kontrol Faktory" a Hollywood, l'"Erection" a Long Beach. Per tutto il 1992 il programma di Don Bolles (ex batterista per Germs e 45 Grave) alla stazione FM MARS contribuisce a divulgare il verbo nell'area metropolitana di Los Angeles. Ma l'industriale vera e propria rimane anche negli anni '90 un genere di culto, per pochi maniaci affezionati.

Fu invece proprio qui che nel 1989, con l'"Alice's House" e il "Sunshine 89", esplose la scena "acid house". Dapprima il genere si affido` unicamente alla rete delle discoteche, sorta di residuati bellici degli anni '70, ma presto la mentalita` locale, sempre molto propensa alla moda vanesia, scopri` le potenzialita` sconfinate dell'house.

Quando prese piede, il fenomeno crebbe esponenzialmente di mese in mese. Ethyl Meatplow, Stereotaxic Device, Yeht Mae, Xpando, Axiomatic, Babyland, Regenerator, Pressurehed sono alcuni dei nomi in voga all'inizio dei '90.

I Regenerator sono il trio di Wrex Mok (ex Factory e Death Ride 69), che ha il merito storico di aver avvicinato death rock e dance music, anche se soltanto nel 1994 esce l'album omonimo (per la Hyperium).

Gli Stereotaxic Device di George Sarah si caratterizzano per un techno-core sociopolitico che fa uso di una voce maschile distorta, cori femminili, tastiere "sinfoniche" e linee di basso dissonanti, e le cui atmosfere teutoniche si situano a meta` strada fra Attrition e Laibach. Rispetto al primo album (per la Kk) del 1990, il mediocre EP Lostland e il secondo album 100 Per Day Extinct hanno accentuato la ballabilita` (come la febbrile BPM).

I Contagion (ex Biohazard PCB), ispirati dai Nitzer Ebb, hanno registrato l'album Contaminant (World Domination) con Scratch e We Believe.

Gli Halo (Ian Smith e Scott Feemster) di Claremont sfruttano il sottofondo "industriale" per le loro vivaci melodie pop, come What I'm After nel 1992 su Alloy (Electrip). Il successivo Jag/eye Velocity (KK) e` un lavoro ancor piu` austero.

Ancor piu` commerciali i Mona Lisa Overdrive (Arthur Barrow e Joe Faraci), il cui singolo Stuck (Max-Bilt) sara` un hit di techno-pop per i club del 1993.

Fra i tanti si contano anche i fratelli Chip e Tony Kinman, gli stessi dei Dils e dei Rank And File, che adesso si fanno chiamare Blackbird ed eseguono quello che e` in realta` un aggiornamento del synth-pop, componendo alcune delle loro migliori canzoni di sempre: Howl (1988), Mary's Child (1989), Quicksand (1992).

Molti i discepoli degli Skinny Puppy, ma nessuno particolarmente originale. Nel 1993 la demo Mentally Transmitted Disease degli sconosciuti Death Method fa il giro di tutte le testate specializzate.

Nell'Oregon e nel Washington la musica industriale non trova terreno fertile, ma vanno segnalati almeno gli Sky Cries Mary.

Nel frattempo, pero`, le sorti della musica da ballo sono gia` mutate. Nel 1993, quando il tour See The Light, attraversa gli USA, il techno e i rave sono all'apice della fama. E` pero` anche l'inizio della fine, perche' il techno, con i suoi ideali positivisti, la sua dipendenza dall'alta tecnologia, la sua asessualita` quasi austera, e` diventato sempre piu` una musica per giovani bianchi abbienti, segregando i neri, i poveri, gli omosessuali, mentre l'house da cui era evoluto rimane un genere inter-razziale e inter-classista, nonche' profondamente erotico. Nel 1994 e` gia` tangibile il tramonto del fenomeno rave e del genere techno, a partire da Los Angeles e San Francisco, che erano state le loro capitali. A Los Angeles i nuovi punti di riferimento per la musica da ballo sono locali come il "Mac's Garage", aperto nel 1988 da Marques Wyatt, "Good Times", "Catch One" (forse l'epicentro "edonista" del movimento, all'angolo fra Pico e Crenshaw) che fin dall'inizio sono rimasti fedeli all'house, sdegnando il folklore retro`-hippie dei rave. Molti ragazzi sono convinti che l'house sia nato dopo il techno proprio perche' la moda scoppia soltanto nel 1994. La contrapposizione fra l'emotivita` glaciale del techno e l'esuberanza sensuale dell'house potrebbe anche essere una metafora per un cambio generazionale.


Il techno-trash di Chicago

Fin dagli anni '80 l'house e il techno godettero di una certa popolarita` a Chicago, ma furono a lungo fenomeni per specialisti.

Chicago e` il quartier generale della Wax Trax, una delle etichette piu` influenti del settore. Vi operano tanto precursori come Algebra Suicide quanto "maestri" del genere come Ministry, Die Warzau, My Life With The Thrill Kill Kult. A parte si situa il genio rinascimentale di Jim O'Rourke, musicista d'avanguardia che sta gettando le fondamenta per una rivoluzione ancora piu` radicale. Gli Illusion Of Safety ne sono di fatto l'emanazione nel mondo del rock.

I tradizionali quartieri bohemien di Chicago (Belmont/Clark, Wicker Park, Rogers Park) sono rimasti a lungo ostili alla nuova moda. I club migliori si trovano fuori dalle rotte "alternative". "Too Much Light Makes The Baby Go Blind" e` situato nel "neo-futurarium", il teatro dei neo-futuristi. Il martedi` e` la notte gotica al "Neo": candelabri, nebbia e costumi da fantasma; il mercoledi` e` invece la notte perversa. Lo storico "Exit" (a Kingsbury) e` diventato "Crobar", e tutti i mercoledi` notte tiene una "messa" industriale. "Dome Room" (a Dearborn), "Cabaret Metro", "Smart Bar" sono le altre tappe del "raver" professionista.

Soltanto negli anni '90, trainata dalla California, anche la scena di Chicago riceve un impulso piu` forte. I migliori della valanga sono forse i Blue Eyed Christ (John Norton), titolari nel 1991 dell'album Leaders And Followers (Kk), contesi fra Front Line Assembly e Nitzer Ebb (Catch My Fall il brano cardine); e i Prime Mover (Shawn Donoho e Tom Vos), il cui EP Demodulate punta in direzione di un synth-pop molto commerciale.

i Moon Seven Times

E` allora che Chicago funge da epicentro di un fenomeno di vaste proporzioni, che da li` si dilatera` a cerchi concentrici in tutto il Nord.

Il primo ad essere contagiato e` il Michigan, dove in fondo era nato il genere (musicalmente parlando). Se i suoi campioni sono i Nine Inch Nails, la scena di Detroit pullula di formazioni come Code Industry, che accoppiano basso funky ed elettronica teutonica, Living Color e primi Kraftwerk.

A Detroit splende ancora la stella di Kevin Saunderson, inventore del techno ed ora leader degli Inner City.

I Final Cut di Detroit, creati dal dj Anthony Srock, dopo una serie di 12" in uno stile techno convenzionale e l'album del 1989 Deep Into The Cut (Big Sex), sono pervenuti con il secondo album Consumed (Nettwerk) a un sound piu` rabbioso (grazie anche al nuovo entrato Joseph Lafata).

Caso a parte e` quello di His Name Is Alive, una formazione fuori da qualsiasi catalogazione.

Una delle zone piu` fertili e` il Wisconsin. Li` esercitano Shiverhead, Electric Hellfire Club, F/i.

Gli Electric Hellfire Club di Thomas "Thorn" Lockyear (ex Kult) si pongono nel 1993 con il concept Burn Baby Burn (Cleopatra) alla testa del filone satanico e psichedelico.

Gli F/i di Richard Franecki si dedicano a jam improvvisate alla Hawkwind infarcite di rumori "industriali".

Shiverhead, attivo a Milwaukee, e` un musicista elettronico demoniaco e blasfemo la cui musica da ballo, in particolare il 45 giri The 39 Lashes e l'EP Darkhouse (Darkhouse), e` influenzata da Depeche Mode e Nine Inch Nails.

Dan Kubinsky dei Die Kreuzen guida i Boy Dirt Car, un ensemble d'avanguardia che ha all'attivo F.I. (RRRecords) e Winter, opere di un'elettronica abrasiva alla Metal Machine Music.

A Minneapolis, infine, sono attivi i Tool & Die e la Information Society.

La Information Society e` una delle formazioni piu` "retro`", nel senso che si rifa` palesemente alla disco music, e piu` in generale trae ispirazione un po' da tutti coloro che hanno fatto musica danzabile con le macchine elettroniche (Kraftwerk, Moroder, Human League). Il primo album del 1988 (per la Tommy Boy) definisce una techno intellettualoide con venature latine, ma il piu` articolato Hack del 1989 mette in luce melodie pop rese originali dal timbro robotico di Kurt Valaquen. Il complesso continuera` a proporre muzak ballabile, suonando sempre piu` come i Depeche Mode in Peace And Love.


Il Noise-rock della East Coast

A New York, la citta` in cui hanno esercitato rumoristi come Von Lmo e Arcane Device, i Boyd Rice della Costa dell'Est, la musica industriale ha trovato un retroterra culturale gia` pronto. Ma New York e` al tempo stesso la culla della new wave (i Suicide rimangono forse il piu` grande complesso rock elettronico di sempre), della discomusic e del punkrock: inevitabilmente il genere ha assunto tutte le possibili varianti del caso. Il fattor comune rimane soltanto l'idea di immettere del rumore nella forma-canzone del rock.

Dai ChemLab, massimi esponenti dell'"industrial house", a Moby, uno dei protagonisti del techno, dai militanti Missing Foundation all'hardcore industriale dei Type O Negative, dai Sister Machine Gun a Vapourspace, New York e` ancora una volta uno zoo di sottogeneri che proliferano in maniera incontrollata.

New York conserva in effetti il primato dell'innovazione: questi suoi disparati esperimenti sono fra i piu` originali e influenti dell'epoca.

Tutte le metropoli Americane vengono coinvolte nella rivoluzione "industriale" della musica rock. Sulla East Coast in realta` gli esperimenti erano gia` cominciati quando esplose la moda, un po' perche' era ancora viva la sottocultura "disco", un po' perche' li` esercitavano da anni musicisti affiliati alla scena d'avanguardia.

Boston e` il caso piu` emblematico: gli Sleep Chamber hanno guidato la generazione che oggi annovera D.D.T., Big Catholic Guilt, Out Out, Think Tree.

A Philadelphia furono attivi gli Executive Slacks, fra i gruppi piu` preveggenti, e oggi i rumoristi per eccellenza sono i P. Children.

Nel Delaware i Batz Without Flesh di Claude Willey propongono con l'album d'esordio del 1988, No Memory (NTS Productions), il successivo A Million Bricks e il terzo This Liquid, lunghe, lente e cupe allucinazioni di "horror-techno". La loro elettronica e` fra le piu` sperimentali, erede dei Kraftwerk e di Canterbury.

In Florida operano Schnitt Acht e Non-Aggression Pact. Schnitt Acht (la creatura di Morgan Lekcirt, attivo anche come Radioactive Goldfish) aveva iniziato su Subhuman Minds On The Firing Line all'insegna della musica industriale piu` convenzionale, ma nel 1993 Slash And Burn (Majii) ha segnato una svolta alla Ministry verso sonorita` violentemente heavymetal (Rage). Il trucco dei NAP e` invece quello di sovrapporre a una forte cadenza hip hop una sequenza di campionamenti vocali a tema: su Gesticulate (GCP) svettano l'anti-razzista Boy e la maestosa progressione di Hymn; Flask, sul successivo 9mm Grudge (Re-Constriction), ripete lo stesso schema, ma Illusion Of Freedom adotta un martellante Sisters Of Mercy.

Praticamente ogni citta` e ogni contea ha il suo eroe "industriale".


L'era del grunge

Seattle

Recentemente Seattle, votata "citta` piu` vivibile d'America", e` stata teatro, nel suo piccolo, di un melting pot simile a quello della California. E subito dopo, non a caso, ha partorito uno dei massimi fenomeni discografici della storia del rock: il grunge.

A dire il vero Seattle aveva sempre conteso a Chicago il primato di calamita naturale del Midwest: i giovani cresciuti fra i Grandi Laghi e l'Oceano sono attratti dalle due metropoli che delimitano un po' la zona. Se gli immigrati ricchi della California portano con se` il capitale finanziario, gli immigrati poveri del Midwest portano a Seattle il loro capitale artistico. Mentre un artista californiano trova facilmente un canale di espressione a San Francisco o Los Angeles, l'artista cresciuto nel Montana o nel Wyoming e` quasi obbligato ad emigrare altrove. In numero crescente scelgono Seattle come destinazione, e contribuiscono in tal modo ad alimentare la scena culturale della citta`.

A Seattle arriva di tutto: folksinger, complessi tardo-psichedelici, frotte di gruppi punkrock, combo di worldmusic,... Ma Seattle ha una sua tradizione, che non e` mai realmente morta: quella del garage-rock piu` "duro" che visse un breve momento di gloria internazionale verso la meta` degli anni '60. Hendrix rimane il figlio piu` prestigioso della scuola musicale di Seattle, e anche la sua musica seguiva quella dottrina di "rumore" selvaggio. E` questo il marchio di fabbrica di Seattle, ed e` questo l'elemento catalizzante delle varie esperienze musicali che convergono sulla citta` durante gli anni '80.

"Grunge" e` il termine che identifica la variante locale dell'hardrock promossa dall'etichetta SubPop. In realta` i suoi gruppi non riciclano soltanto riff di hardrock, ma tutto cio` che capita a proposito, in uno dei rituali meno creativi e piu` plagiatori dell'intera storia del rock. Il risultato e` comunque un genere che fa presa sul grande pubblico. Un'influenza enorme (anche se spesso non dichiarata) esercita su tutti Neil Young, il cui melodismo nevrastenico e` l'archetipo di gran parte del grunge.

L'atto di nascita del movimento di Seattle puo` essere considerata la compilation Deep Six del 1985 (per la C/Z), sulla quale suonavano i pionieri del genere (Green River, Melvins, Soundgarden, Malfunkshun). L'etichetta SubPop, che ne sarebbe diventata il faro di riferimento, venne fondata l'anno dopo da un disc jockey della stazione KFMU, Bruce Pavitt, collaboratore della rivista OP (poi Option) e autore in proprio di una fanzine intitolata "Subterranean Pop" durante gli anni dell'Evergreen College (1979). Negli anni seguenti la SubPop funse da catalizzatore per la scena della citta` e, poco a poco, per l'intero Nordovest.

Il grunge trasse vantaggio dalla mancanza di un polo stilistico di riferimento nella zona di Seattle, di una scena heavymetal che era circoscritta di fatto ai Sanctuary e ai Metal Church di Kurt Vanderhoof (ex Lewd), di una scena hardcore talmente minuscola e ghettizzata che verra` alla luce soltanto dopo l'esplosione del grunge.

Nel 1988 ebbe inizio l'ascesa dei divi locali, prima alla MTV, poi nelle classifiche di vendita, e infine nell'immaginario della loro generazione. Fu cosi` che nel 1992 il Seattle-sound corono` la propria trionfale ascesa con i milioni di copie vendute dai Nirvana. A quel punto l'aspetto piu` impressionante, e deprimente, del fenomeno divenne la frenesia con cui i complessi di Seattle cercavano il contratto con una major: divenne una vera e propria corsa all'oro, ma questa volta era l'oro che correva dietro ai cercatori.

Il grunge era innanzitutto agli antipodi tanto di qualsiasi genere ballabile quanto dell'hardcore. I suoi esponenti erano tanto ostili al trucco, alla messinscena, al dandismo quanto alla trasandatezza, alla provocazione, alla blasfemia: l'uniforme di rito era capelli lunghi, maglietta T-shirt, jeans strappati.

Presto la moda si sparse anche al di fuori della musica. Nel 1992 debutto` la nuova linea del modista Perry Ellis, ispirata all'estetica grunge: divenne a` la page assomigliare a un tossicomane, sembrare sull'orlo del suicicio, pagare cinquecento dollari per una cravatta da avvolgere attorno al collo. Per una volta sono gli americani, e non gli inglesi, a creare un trend di moda/musica, un connubio di arte e vita a fini prettamente commerciali, in cui la qualita` dell'opera d'arte e` un fatto secondario.

Ma "grunge", in realta`, era il termine gia` usato in Australia a meta` degli anni '80 per complessi come Cosmic Psychos, Exploding White Mice, Grong Grong e Lubricated Goat. L'etichetta di riferimento era la Greasy Pop Records e l'epicentro del fenomeno era la citta` di Adelaide, denominata "Grunge City".

Il "grunge" di Seattle (come il soul della Motown) deve molto ai suoi produttori: Jack Endino, Steve Albini, Butch Vig, Iain Burgess e cosi` via. Sono loro ad averne definito le sonorita` al tempo stesso maschie e sofisticate, sono loro ad aver incubato questo revival dell'hardrock.

L'hardrock non era mai morto, un po' per l'opera delle stazioni radiofoniche AOR, quelle ascoltate soprattutto nella Provincia, e un po' per effetto delle ristampe su CD, che avevano rimesso in circolazione in grande stile gli album degli anni '70. Il grunge di Seattle rese pubblico lo stato delle cose e al tempo stesso ri-legittimizzo` il genere nel mondo alternativo. Il grunge di Seattle e` infatti contemporaneo al boom del rock alternativo, che per molti anni era stato opposto proprio a musiche come l'hardrock. Il mutato clima ideologico fu percepibile nel 1990 al primo festival Lollapalooza, in teoria una sorta di grande adunata itinerante della nazione rock alternativa; ma in pratica molti dei musicisti che si alternarono sul palco sarebbero stati tacciati di commercialismo soltanto l'anno prima.

Fra i precursori vanno citati soprattutto gli Husker Du (sono stati loro a coniare il nuovo "wall of sound", che accoppia strati e strati di distorsioni e accordi epici), i Dinosaur Jr, i Flipper, e poi infiniti gruppi misconosciuti del Midwest come i Killdozer.

Green River, Mudhoney, Mother Love Bone (poi Pearl Jam), Melvins, Nirvana, Soundgarden, Skin Yard sono i gruppi di Seattle che hanno dato vita alla saga. Cio` che li differenzia dalla scena di altre citta` e` lo spirito di solidarieta` e la sincera amicizia tipica delle piccole comunita` di provincia da cui molti di questi protagonisti provengono.

Passata la moda iniziale, ciascun gruppo ha in realta` dimostrato caratteristiche molto diverse da quelle dei compagni di cordata, e in generale anche lontane dall'assunto del "grunge" stesso: i Mudhoney hanno rivelato di essere soprattutto degli archeologhi degli anni '60, i Nirvana di essere gli eredi del bubblegum da classifica, i Melvins di essere una reincarnazione dei Black Sabbath e cosi` via.

Alice In Chains e Love Battery sono i leader della seconda generazione. My Sister Machine, Fire Ants, Gruntruck, Seaweed, Best Kissers In The World, Alcohol Funnycar, Sweet Water, Willard sono emblematici di come l'albero genealogico di Seattle finira` per portare a galla anche i piu` oscuri comprimari.

"Bubblegrunge", melodici fino allo stucchevole, sono gli Gnome di Loren Evans (canto) e David Bond (chitarra) su Six-Hi Surprise Tower (C/Z) del 1992 e sul successivo, meno riuscito, Fiberglass (con Superstar).

Wonderful Virus (Medicine) dei Green Apple Quickstep, Numb (A&M) degli Hammerbox e Tinnitus In Extremis (Intellectual Convulsion) degli Atomic 61 sono forse gli album di debutto piu` eccitanti del 1993, opere che tentano di rinnovare un genere ormai abusato fino alla nausea.

I "Rockies" sono gli stati situati a cavallo delle montagne rocciose: Montana, Idaho, Wyoming, Utah, Colorado. Questi stati vedono Seattle come naturale sbocco economico, sociale e culturale. Non a caso la loro scena musicale si e` risvegliata in corrispondenza con il boom di Seattle.

I Built To Spill e i Dirt Fishermen sono i massimi esponenti della scena dell'Idaho, che venne "civilizzata" dai Tad.

I Dirt Fishermen, guidati dalle cantanti e chitarriste Gina Gregerson e KT Shanafelt (e da un terzo chitarrista, Dave Grap), iniziarono la loro carriera all'insegna di un punkrock venato di folk come nei Fetchin Bones (Lost Country Fair, Hitchhiking). Il primo album, Glenn's Car (Silence), passo` pero` inosservato, mentre il secondo, Vena Cava (C/Z), senza Grap e con un sound molto piu` "duro", vicino a quello delle L7, anticipato peraltro dal singolo Lessons Learned (Screaming Fez), si allinea alle mode del momento (1993), ma e` carente di buone canzoni.

Caustic Resin

Nel Colorado un nome di spicco e` quello dei Fluid. Nello Utah, come facile prevedere, la musica rock quasi non esiste. L'unica eccezione (peraltro saliente) e` quella degli Iceburn.


New York

A cavallo degli anni '80 e '90 New York ospita numerosi gruppi che seguono musica assordante, ma non esiste una vera scuola. Le discendenze sono le piu` varie, dal punkmetal (Prong docet) e dall'hardcore (la scuola di Agnostic Front) per arrivare ai Sonic Youth e agli Swans, che rimangono probabilmente le influenze maggiori sulle giovani generazioni. I nomi piu` in vista sono Alice Donut, Unsane, Helmet.

In altri casi (Surgery, Raging Slab) e` piu` forte il debito verso il bluesrock e l'hardrock. Vengono cosi` alla luce imitatori dei Led Zeppelin (i Collision), imitatori dei Pearl Jam (i Journeyman), imitatori degli Hawkwind (i Cycomotogoat e i Monster Magnet).

I Loudspeaker di Matt Borruso e Chris Douglas (ex Crucifix), gia` titolari di Psychotic Machine (One Little Indian), sono mutati in una perfetta macchina di rumore cavernoso dopo l'ingresso di Kurt Wolf (ex Pussy Galore). L'album del 1992, Supernatural (Patois), li ritrae all'apice del loro torbido e tormentato sound, nei casi migliori ibrido di Swans e Black Sabbath (Five Easy Pieces). Rubberneckers (Sympathy) ripete la stessa solfa.

Il grunge piu` violento ha forse i suoi massimi esponenti nei Nudeswirl di Diz Cortright (chitarra) e Shane Green (canto), stanziati a New Brunswick, nel New Jersey, ed esorditi nel 1993 (per la Megaforce) con un sound che riporta alla memoria gli sconquassi di MC5 e Stooges (Gordon's Corner e F Sharp).

Presto gli Helmet fanno scuola, ma i loro discepoli deludono. I Crawlpappy (nei quali si sono alternati anche Mike Kirkland dei Prong e Steve Moses degli Alice Donut), esorditi nel 1993 con Deluxe (We Bite), eseguono musica per lo piu` tanto oscura quanto noiosa.

I Barkmarket

I Die Monster Die vennero formati dal chitarrista Evan Player ad Athens nel 1981, ma soltanto nel 1994 i tempi furono maturi per il sound di Withdrawal Method (Roadrunner), per la brutta grandeur di Barknuckle per l'inno pedofilo di "Colon", per la visione oscena di Vagina Dentate. Domina il disco la voce acrobata di Alice Cohen (anche al basso).

i Daisycutter


Los Angeles

A Los Angeles, in concomitanza con l'estinzione forzata dell'heavymetal, il revival dell'hardrock e` il grande tema unificante degli anni '90. Jane's Addiction e Guns And Roses hanno acceso una miccia che continua a bruciare.

Ancora una volta la citta` e` travolta da una valanga di complessi alla ricerca del successo, facce anonime che spesso durano soltanto lo spazio di un album (e un album che, naturalmente, e` strutturato secondo le convenzioni di Seattle, con qualche citazione dei Led Zeppelin, una power ballad e un brano acustico, o giu` di li`).

Fra i piu` dotati sono Big F, Tool, Liquid Jesus e Half Way Home. I Kyuss, che riaprono il fronte hard-blues-psichedelico, fanno storia a parte. Quella generazione viene superata all'inizio degli anni '90 da una frotta meno facilmente assimilabile di gruppi dal suono violento.

Nel 1991 ci provano i Nymphs a riattizzare il fuoco del rock and roll di strada di Los Angeles. Il loro sound in realta` si ispira ai maestri della decadenza, Stooges e Velvet Underground (per via degli X), ma a tenere banco e` la volgare chanteuse Inger Lorre (al secolo Laurie Wening), una Axl Rose in gonnella dotata di un canto ora gelido ora isterico che riempie di vita vissuta Sad And Damned e Imitating Angel (sull'album omonimo per la Geffen).

Da una costola delle Pandoras, ovvero da Melanie Vammen (tastiere) e Kim Shattuck (basso), nel gennaio del 1991 nascono i Muffs, lanciati da una serie di singoli che Shattuck teneva da anni nel cassetto: New Love (Sympathy) e I Need You (SubPop) i migliori, a cui l'album (Warner Brothers) del 1993 aggiungera` Big Mouth. Il loro e` un incrocio fra heavymetal del piu` scuro e beat del piu` frizzante. Verranno presto identificati come i Ramones del grunge.

I Carnival Art si specializzano in storie depresse di decadenza urbana, sceneggiate in maniera degna di un "noir". Il primo album del 1991, Thrumdrone (Beggars Banquet), e in particolare il singolo Mr Blue Veins, dichiara debiti nei confronti di Tom Waits, ma con un sound rivisto all'insegna del grunge e dell'hardrock di strada; il secondo Welcome To Vas Llegas accentua le sonorita` cupe (Sucker Punch e Blue Food), che le liriche immergono in atmosfere ancor piu` infernali.

Nel 1992 vengono alla luce i Rattlebone e il loro soulrock post-grunge, fortificato dall'organo di Jeffrey Muendel. Fra ricordi di Jon Lord e Booker T, Iron Butterfly e Doors le canzoni dell'EP omonimo (per la Hollywood), X-Ray Eyes, Society Dog e Panther Sweat, trascendono l'hardrock.

Nel 1992 esordiscono con un album omonimo (per la Gasoline Alley) i Beauties del chitarrista Jason Nesmith (ex Kills For Thrills) e del cantante Steve McNeil, fra funkrock e "power ballad", come si conviene ai nuovi gruppi da classifica.

Sempre nel 1992 escono allo scoperto anche i Blind Melon di Shannon Hoon con un album omonimo (per la Capitol), sul quale svettano brani piu` melodici della media, sia sul versante soffice, come l'hit No Rain (al confine fra countryrock e acidrock), sia su quello rude, come il funkrock Soak My Sin.

Le tenebrose armonie dei Big Black permeano invece la musica dei Distorted Pony e degli Slug, che, non a caso, si vanno a porre una spanna sopra la mischia.


Allucinogeni alla nuova frontiera del rock

I riduzionisti di New York

A New York negli anni '80 Mark Kramer e` l'artefice di un singolare revival dell'acid-rock, rivisto nell'ottica di occasione per ironizzare sul mondo. Attorno a Kramer si crea un cenacolo di musicisti underground che hanno in comune un senso dello humour al limite del nonsense: Ball, Bongwater, King Missile, Dogbowl, Velvet Monkeys, Half Japanese Phantom Tollbooth, When People Were Shorter And Lived Near The River, Hypnolovewheel, Fred Lane & His Hittite Hot Shots e cosi` via. Queste formazioni amano scambiarsi personaggi, idee e canzoni, come nelle comuni artistiche degli anni '60.

Jandek, Flour, Daniel Johnston, i Ween, Sebadoh, i NoMeansNo, i Royal Trux, Kurt Ralske (Ultra Vivid Scene) e tanti altri lanciano in tutti gli USA la moda del rock "riduzionista", ridotto al minimo indispensabile per essere ancora considerato musica. Ancora una volta l'epicentro del fenomeno e` New York, ma ad esserne contagiate sono le zone piu` disparate della Nazione. Gli accompagnamenti sono spartani, le atmosfere demenziali, le melodie semplici e timide. I precursori di questo genere furono i misconosciuti Half Japanese (Jad Fair), che hanno ormai una prolifica carriera alle spalle, e Pianosaurus; che oggi vengono infatti giustamente riscoperti.

A New York si fa largo anche un nuovo tipo di intellettuale femminile (se non femminista). Nella citta` in cui si incontrano le culture (o le rovine della cultura) del funk intellettuale dei Talking Heads, della discomusic, del folk dei cafe` del Greenwich Village, dell'elettronica dell'underground, dell'arte performance, del jazz bianco post-moderno, della psichedelia, di tutto cio` che e` stato "avanguardia", dalle sale da ballo agli auditorium, vengono alla ribalta autrici come Jarboe, Lida Husik, Azalia Snail, Anne Magnuson dei Bongwater, la performer e improvvisatrice Judy Dunaway, che sono un po' le eredi di Laurie Anderson.


Il rock dell'assurdo del Texas

Il Texas ha giocato fino agli anni '80 un ruolo molto marginale nella storia della musica rock, perlomeno in confronto alla sua importanza ed estensione. A parte i gruppi psichedelici degli anni '60 e il "southern boogie" degli anni '70, i suoi contributi sono quasi sempre stati relativi a ibridi blues o country. Negli anni '80 si e` assistito a un netto cambiamento, favorito dall'avvento di numerosi gruppi punk, e negli anni '90 questa tendenza e` giunta a maturazione con una generazione di complessi che, oltre a spuntare come funghi, fanno tesoro tanto delle esperienze piu` eccentriche dello stato quanto delle conquiste armoniche del rock moderno.

Fedele ad una tradizione che parte almeno dagli anni '60, passato attraverso un movimento hardcore quantomeno debole (Big Boys, MDC, Poison 13, soprattutto Scratch Acid), anche negli anni '90 il Texas, lo stato piu` ortodosso e reazionario, presenta un underground che non potrebbe essere piu` eterodosso e rivoluzionario. Se allora erano i Red Crayola e i 13th Floor Elevator, oggi sono Butthole Surfers, Glass Eye, Pain Teens, Miracle Room, Ed Hall; complessi che sono fautori di una musica allucinata, di chiara discendenza psichedelica, ma adattata all'evo industriale, contaminata da troppa cultura "junk", che si crogiola nel rumore, e che costituisce forse l'esperimento piu` estremo della musica rock moderna sulle convenzioni dell'armonia.

Quando King Coffey, batterista dei Butthole Surfers, fondo' la Trance Syndicate, si apri` un'era nuova per il rock alternativo del Texas. Complessi estremisti che non avevano la minima speranza di trovare un pubblico a livello nazionale divennero improvvisamente un movimento riconosciuto dalla stampa ufficiale. Crust, Pain Teens, Johnboy, Drain, Bedhead non hanno venduto migliaia di dischi, ma qualche scheggia acuminata e` schizzata dentro il corpo flaccido del rock di regime.

Gli Hickoids sono un po' i Butthole Surfers del country & western negli album We're In It For The Corn (Toxic Shock) del 1987 e Waltz A Crossdress Texas del 1989.

I Bag (ex Modern Wigs) di Dallas sono i migliori discepoli della psichedelia degli anni '60: su quelle fondamenta l'album di debutto del 1991, Midnight Juice (Rockadelic), erige un caos di nonsense armonici, come More Pie, gettando nella mischia tape loop, sintetizzatori, flauti e sitar.

Gli Esoterica Landscapes Seven sono forse i piu` radicali di tutti: il loro Hokmah Nostrah (Anomie), registrato dal vivo e totalmente improvvisato, ha poco da invidiare al primo disco dei Throbbing Gristle. Il trio di Bonnie McNaim (canto, violino, tromba, sintetizzatore), Jim Wilson (chitarra, basso, tromba, campionamenti, lamiere, synth), Factor E Ofone (chitarra, canto, synth) non concede nulla allo spettacolo.

Ai Meat Puppets e ai fIREHOSE si ispirano nel 1993 i Peglasus di Bacon Lettuce & Tornado (Angry Neighbor), attivi a Houston, con due chitarristi in formazione (John Voskamp e Berke Marye) che imitano le jam "acide" dei Television, e che secernono uno dei sound piu` maturi e cerebrali degli anni '90, soprattutto nelle parti strumentali (Inlet il primo singolo del 1992).

Puro montaggio sonoro eseguono i Seemen ad Austin (un album su Bomp nel 1993).

Il "rumore" estremo di questi complessi ha qualcosa di catartico.

Arroccati attorno a nuove etichette, come la Trance Syndicate di Austin, si fanno avanti in tanti, testimoniando di un fervore creativo superiore persino a quello degli anni '60.

Arizona, New Mexico, Nevada, Il Texas occidentale e un pezzo della California compongono il deserto Americano. In questi stati lo scenario umano e` per lo piu` rappresentato da villaggi sperduti in distese sconfinate di sabbia, cactus e serpenti a sonagli. Il ritmo della vita e il concetto stesso della vita sono profondamente diversi da quelli delle tumultuose metropoli dell'Est o delle solenni montagne del Nord.

In queste aride zone del Sud si e` sviluppata una variante della scuola psichedelica che si ispira al paesaggio del deserto: ne sono esponenti tanto i Thin White Rope californiani quanto i Black Sun Ensemble texani. L'epicentro e` comunque Phoenix: Green On Red, Meat Puppets e Giant Sand sono i capostipiti di una scuola dell'Arizona che ha partorito in epoca recente un numero impressionante di musicisti. Dai Sun City Girls ai Lycia, l'Arizona e` stata cosi` teatro di alcune delle esperienze sui generis del rock moderno.

I Caterwaul e i Gin Blossoms suonano invece dell'innocuo powerpop.

In New Mexico gli Ant Farmers, esorditi nel 1993 con l'album Yarn (Nipsey), eseguono soffici ballate rurali caratterizzate da armonie vocali folkrock; a dimostrazione di come sia viva da quelle parti la tradizione di Green On Red, Meat Puppets, Grateful Dead.


La sperimentazione post-psichedelica di Los Angeles

Ma non e` questa la corrente dominante degli anni '90. E` semmai il fronte sperimentale di Mazzy Star e Kendra Smith a tracciare la via per le nuove generazioni. Ad essi si devono aggiungere semmai i gruppi della comune dei Savage Republic: 17 Pygmies e Red Temple Spirits.

i Medicine, i Grant Lee Buffalo, i Djam Karet rappresentano la nuova mutazione del gene: psichedelia sempre piu` intellettuale, sempre piu` involuta, sempre piu` spinosa. La nuova generazione trovera` in Sam Rosenthal il proprio guru.

La psichedelia ha ricevuto un nuovo impulso negli anni Novanta da parte del movimento "rave", che ha riportato in auge le sostanze stupefacenti. Torna cosi' in prima pagina l'LSD, con tutte le polemiche (pro e contro) del caso (le statistiche dicono che fra gli adolescenti l'uso di LSD sta crescendo in maniera praticamente identica al declino della cocaina). Rispetto agli anni Sessanta manca la componente idealistica, la scelta di vita: la droga e' fine a se stessa, alla soddisfazione del momento. Nonostante questa limitazione, il fenomeno rappresenta comunque un punto di rottura con il moralismo dei punk.

Bryan Hughes, fondatore nel 1991 del "City Of Tribes Communications" di San Francisco (dopo essere stato uno dei progettisti di un sistema di realta' virtuale), ha ben definito il cambiamento di umore sottolineando come l'etica dei punk fosse concentrata sull'esistenza di un solo insieme di regole (l'"establishment" in senso lato), alle quali bisognava sottostare o ribellarsi; mentre i "raver" riconoscono che ciascuno e' responsabile per le regole che lo circondano, ciascuno crea le regole e le puo' pertanto cambiare. Il punto di vista e' positivo, invece che negativo. Forse anche perche' i punk hanno costretto la societa' a diventare piu' flessibile e oggi e' piu' facile cambiare le regole di quanto lo fosse quindici anni fa... L'elezione di Bill Clinton, il primo presidente democratico dopo dodici anni di presidenti repubblicani, contribuisce alla ventata d'ottimismo.

Il cinquantenario dell'invenzione dell'LSD (da parte del chimico svizzero Albert Hofmann) viene cosi' celebrato con gran pompa dall'ambiente musicale, in contrasto con le campagne anti-droga.


L'acidrock dell'Oklahoma

In Oklahoma i Flaming Lips e i Chainsaw Kittens hanno varato un programma che della civilta` psichedelica prende soltanto qualche sonorita`, gli uni arrivando a una forma di cartone animato rock e i secondi pervenendo a una nuova forma di glam-rock. I piu` vicini ai Flaming Lips sono i Mercury Rev, fra i pochi veri innovatori psichedelici degli anni '90. E` possibile che questa scuola, sorta nel mezzo del nulla, sia in realta` una semplice periferia della piu` prolifica scuola texana.


Slow-core e affini a New York

Gli anni '90 si aprono a New York all'insegna della continuita` con gli anni '80 (a differenza degli anni '80 che si erano aperti all'insegna della reazione contro il punkrock e la new wave). In pratica a dominare la scena e` il retaggio dei Sonic Youth, che influenza gruppi come i False Virgins, i Cell e tanti altri epigoni.

Presto si fanno pero` largo altre intuizioni. I Codeine e i Come di Thalia Zadek si propongono come i capiscuola di uno dei movimenti piu` influenti: quello del rock narcotico, caratterizzato da cadenze lentissime.

Ma le strade del rinnovamento pop sono infinite, e, perso un baricentro accentratrice, il rock di New York inizia ad espandersi in tutte le direzioni, memore anche di Galaxie 500 e Dinosaur Jr.

Nonostante l'altisonante pedigree i Fertile Crescent, formati dal bassista Erik Sanko (ex Lounge Lizards), dal chitarrista Danny Blume (ex Kid Creole) e dal batterista Ben Perowski (ex jazzista), sull'album d'esordio (per la Knitting Factory) suonano un pop levigato ed eccentrico alla XTC.

Altrettanto insolito il pop chitarristico degli Springhouse, formazione dottissima, formata da Mitch Friedland mettendo insieme Jack Rabid, noto critico musicale, alla batteria e Larry Heinemann, direttore di un collettivo di arte performance, al basso. Come un incrocio fra Band Of Susans e Yo La Tengo, dalla "power ballad" alla Mould For Nothing al punkrock scellerato di Eskimo l'album Land Falls (Caroline) del 1991 ha troppe doti e troppo del 1993 vanta un buon anthem, Asphalt Angels, e sempre ottime partiture strumentali (Blue Snow).

I Dinosaur Jr hanno fatto scuola anche qua. Fra i tardi discepoli si contano i Glories di David Finn, che nell'EP autoprodotto del 1992, Aurora, propongono un'orecchiabile Nothing To Believe e la lunga jam Blackened Eyes; mentre in quello del 1993, Slipping/ Shasta (sul retro due brani di soli rumori chitarristici) vengono a galla le influenze piu` intellettuali di Galaxie 500 e ambizioni free-jazz. E i Pineapples, che hanno all'attivo soltanto un singolo e un paio di EP (Cacahuates del 1992 e She Brings Me Down del 1993).

Proprio quando a New York sembrava essersi spenta la furia punk, arrivano dal Lower East i Piss Factory. Il singolo Autostrada e l'album del 1993 (per la Relativity) tengono fede alla leggenda di esibizioni rozze e isteriche, nelle quali la "riot girl" Lizzie Avondet (canto e basso) ha modo di indulgere nelle sue fobie eroto-esistenziali alla Lydia Lunch e Harri Kupiainen guida il complesso nelle sue cariche di brutale e sporchissimo hardrock (Sour Milk, Role Model, Waiting).


Il punkpop

Il popcore di Los Angeles

Per molti versi la colonna sonora dei Baby Busters e` il "popcore", un punkrock veloce ma melodico, rumoroso ma ordinato; Beatles e disimpegno, ma con la brutalita` dei punk.

La strada l'avevano aperta i complessi del punk demenziale (Weirdos, Dichies, Angry Samoans), ma anche quelli del powerpop (Knack, Last, Beat, Plimsouls), che proprio a Los Angeles avevano creato una scuola "revivalistica" di tutto riguardo. La differenza rispetto ai primi anni '80 e` che non e` piu` "graffiti" ma "cheese" la cultura che sorregge il revival. In generale, comunque, il fenomeno cheese influenza la musica rock non tanto nello stile quanto nei temi. E` l'idea, non la prassi, a prevalere. Ai veterani del powerpop, ovvero i Redd Kross e i Last, si affiancano formazioni che riciclano la millesima variante del genere. E` il caso dei Toad The Wet Sprocket, dei Clawhammer, che riprendono lo stile dei Devo, e dei Trotsky Icepick.

Il precedente piu` importante per la definizione del popcore vero e proprio e` pero` quello dei Descendents (oggi All), insieme tutt'al piu` a quello degli Husker Du di Minneapolis. Le radici del popcore vanno cercate anche nei dischi di Adolescents, Agent Orange e Legal Weapon, la "generazione del 1981", e nei migliori dei gruppi del 1982, i Bad Religion e i Social Distortion. Non e` soltanto la musica: anche i temi delle loro canzoni, quasi sempre temi da eterno e rassegnato sconfitto piu` che da ribelle volitivo, si addicono alla generazione X.

I loro discepoli si chiamano Big Drill Car, Chemical People, Creamers, Down By Law (Dave Smalley), Nfox. Negli ultimi anni e` stata la volta di Pennywise, Joyride, Yard Sale, Offspring. I migliori conservano una dignita` da vecchi punk irredenti, i peggiori si limitano a tentare di imitare i cantanti da classifica.

Poco riuscito invece il tentativo dei Samiam, i cui album sono tanto austeri quanto poveri di buone canzoni.

I Paper Tulips complicano un po' il genere negli album Insects (Flipside) del 1990 e Orbital del 1992. Nel 1992 vengono allo scoperto gli Spoon di Mia Ferraro (ex Hole) con i singoli Bottom (Piece Of Mind) e Hot In Here (Helter Skelter).

I Drop Acid sono il nuovo gruppo di Kevin "Seconds" Marvelli, ex leader dei Seven Seconds, con i quali aveva precorso tanto lo "straight edge" quanto il punkmetal. L'album Making God Smile (Restless) delude un po' le attese per via di un sound che ha copiato molto da All e Big Drill Car, e sara` seguito dall'EP 46th & Teeth (Headhunter), sulla stessa falsariga.

L'idea si e` presto propagata in tutti gli States: Lemonheads, Bags e Big Dipper a Boston; Green Day, Mr T Experience e Jellyfish a San Francisco; Flop a Seattle; Holy Rollers e Shudder To Think a Washington; Screeching Weasel a Chicago; sono alcuni dei nomi che sfruttano quell'intuizione. Il popcore non e` pertanto un fenomeno californiano, ma certo in California ha trovato un terreno particolarmente fertile.


L'angoscia pop di Minneapolis

A Minneapolis la scena punk venne iniziata da Suburbs e Suicide Commandos, ma giunse a maturazione nella prima meta` degli anni '80 con Husker Du e Replacements, che trasformarono l'anonima metropoli del Midwest nell'epicentro di una rivoluzione musicale la cui influenza dura ancora oggi.

Nel caso dei primi le formazioni lanciate dai due leader, Sugar (Bob Mould) e Nova Mob (Grant Hart), sono ancora fra le piu` importanti del momento (per la cronaca il bassista Greg Norton e` invece diventato lo chef di uno dei ristoranti piu` lussuosi di St Paul).

Non bisogna poi dimenticare la scuola psichedelica, iniziata dagli Hypstrz alla fine degli anni '70, che diede il via a una piccola rivoluzione su scala nazionale (estremi esponenti a Minneapolis ne sono i 27 Various).

Dei grandi di quella generazione sono ancora in circolazione soltanto i Soul Asylum, peraltro diventati tutt'altro. La nuova generazione di complessi che accoppiano la grinta proletaria della provincia, i suoni ispidi del punk e la cantabilita` del pop e` rappresentata da Vertigo e Magnolias.

In generale gli anni '90 si sono aperti all'insegna della confusione. Ai "maestri" si ispirano (senz'infamia ne` gloria) i God's Favorite Band. Ai Mission Of Burma sembrano ispirarsi altri gruppi, migliori i Rifle Sport e gli Arcwelder. Nella posizione di estremisti operano i Cows, eredi della scuola del rumore di Detroit. I Big Trouble House, figli dei Breaking Circus, si rifanno ai Big Black. Piu' convenzionale il punkrock dei Shotgun Rationale di Sonny Vincent, sempre affiancato da collaboratori d'eccezione nei suoi album auto-prodotti Who Do They Think They Are e Roller Coaster.

Si situano al di fuori di qualsiasi etichetta personaggi come i Flour e Brick Layer Cake, nei panni degli eccentrici post-psichedelici.

I TVBC, un gruppo formato da Paul Metzger, pubblicarono alcuni album negli anni '80 per la Treehouse. Il batterista, diciottenne,era Freddy Votel, che sarebbe diventato una leggenda con i Cows. Metzger suonava una strana mistura di raga, jazz e rock. Purtroppo fu sempre ostile a tutto cio` che puzzava anche soltanto lontamente di business. Il gruppo non suono` mai dal vivo, se non a feste private, non pubblicizzo` i propri dischi per radio, non cerco` distributori, etc. E` praticamente noto soltanto a Minneapolis.

Gli eredi della tradizione di suoni violenti e cupi del Midwest si raccolgono soprattutto attorno all'etichetta fondata da Tom Hazelmyer, la Amphetamine Reptile: in particolare i suoi Halo Of Flies e i Janitor Joe, oltre a Cows e Vertigo.

Il sound abrasivo di questi gruppi rimarra` un punto di riferimento per tutta la scena del Midwest a ovest di Chicago (ovvero a ovest di Big Black e Jesus Lizard).

Arrivera` anche il grunge, nelle vesti dei Boneclub, che sull'EP Beautiflu (Rocket Sound) del 1993, quello con Everything's On Fire, e sull'album del 1994, Bellow (Rocket Sound), esibiscono vizi del genere. Fra gli esponenti dell'hardrock vanno citati i Libido Boyz, che hanno due album rispettivamente su First Strike e Red Decibel, e soprattutto i Walt Mink. I Fat Tuesday negli album Califuneral (Red Decibel) e Everybody's Got Out faranno un po' un riassunto di cinque anni di innovazioni nel campo dell'hardrock. Gli Hangups si presentano nel 1993 con una raccolta, He's After Me (Clean), di canzoni un po' oniriche, canticchiate in falsetto, accompagnate da chitarre un po' "grunge".

Nel Minnesota si sta anche sviluppando una scena di gruppi che recuperano il country-rock e il moralismo fatalista di Gram Parsons: i Jayhawks e i Trip Shakespeare ne sono i principali esponenti. Peter Himmelman e` il maggiore dei cantautori dello stato.

Recentemente la scena del North Dakota e` venuta alla ribalta grazie agli Hammerhead, presentati come gli Helmet del Midwest. Ethereal Killer (Amphetamine Reptile) del 1993 ando` in gloria con alcune delle canzoni piu` truci del decennio, mentre l'EP Evil Twin e Into The Vortex sperimentano strutture tanto pop quanto psichedeliche.


Le incertezze hardcore di Boston

Per tutti gli anni '80 a Boston l'hardcore e` stato frazionato in un gruppo di frange estremiste: lo "skatepunk" dei Gang Green, lo "scum-punk" di GG Allin, il "metal-punk" dei Jerry's Kids e dei Moving Targets, lo "straight-edge" dei Dys (il primo complesso di Dave Smalley) e degli SS Decontrol, il "pop-core" dei Volcano Suns. A coronare e riassumere l'evoluzione del "Bos-core" saranno i Bullet Lavolta. Pur mancando di coerenza e di una linea di continuita`, l'hardcore di Boston ha espresso nomi di tutto riguardo.

Boston sara` anche fra i principali centri della conversione al melodismo, con i Lemonheads e i Big Dipper.

Verso la fine del decennio si vedranno le prime avvisaglie del revival dell'hardrock con i Mallet-Head (ex Gang Green), emuli dei Mountain, i piu` psichedelici Bags e i piu` commerciali Alloy.


La scuola powerpop di Chicago

Alla fine degli anni '70 i Cheap Trick avevano ridefinito il powerpop aggiornandolo alle sonorita` (assordanti) dell'heavymetal e all'estetica (irriverente) del punk.

Grazie a loro e agli Shoes nell'Illinois si e` sviluppata una decorosa scuola di powerpop, che annovera oggi Green, Material Issue, Screeching Weasel, Urge Overkill, Pegboy, Precious Wax Drippings, Enuf Z'Nuff (rivelati da Strength nel 1991 e da Mary Anne Lost Her Baby del 1993). E` una scuola di quello che e` stato chiamato "bubblegum grunge", un genere melodico che adotta sonorita` un po' hardrock, parente soltanto alla lontana con l'hardcore della citta`. La scuola culminera` negli Smashing Pumpkins e verra` rinnovata da complessi piu` sperimentali come i Poster Children.

I Precious Wax Drippings sono forse i migliori eredi dei Cheaptrick. A loro si deve infatti l'EP del 1987 Ain't We A Wishin' Bunch (Fat Bat), che, con le sue Prayers, Soulbait e lo strumentale Big Cheese, rimane uno dei lavori melodici meglio riusciti di Chicago. Dopo un altro EP, Rayon (Pravda), con la title-track, il gruppo ha registrato l'album After History (Amoeba), senza infamia ne` gloria, ma non e` riuscito a ripetere l'exploit dell'esordio.

All'inizio degli anni '90 il quartiere di Wicker Park e` diventato il centro della musica alternativa e dal suo perimetro sono usciti diversi dei nomi che stanno cambiando la faccia del rock. Nell'arco di pochi isolati sorgono locali come "Ear Wax", "Hothouse", "Czar Bar", "Urbis Orbis", "Busy Bee", "Empty Bottle", "Milk Of Burgundy". Attorno a North Western Avenue ruota oggi la vita notturna della citta`. Un rigoglio intellettuale che si estende al di la` della musica rock ne fa l'analogo del Greenwich Village.

Chicago vanta in realta` anche un'ottima scuola "grass-roots", di rock tradizionale. Gli Eleventh Dream Day e i Red Red Meat delimitano stilisticamente e cronologicamente una scena che spazia dai Souled American agli Shrimp Boat, dai New Duncan Imperials a Liz Phair. Nella provincia esistono ancora sacche folk, come dimostrano gli Uncle Tupelo.

Big Hat e` un quartetto senza chitarra e senza basso (e batterista senza "drum kit"), ma con tromba (Preston Klik) e violino elettrico (Char-Malloy Baum). La cantante, Yvonne Bruner, aggiunge testi colti e un suo modo di gorgheggiare quasi sospirando. L'album Shimmer (C'Est La Mort) del 1992 contiene il meglio del loro repertorio: Erotomania, When Did You Stop, Flowerbox e Red Line. L'EP Inamorata (March), che riassume la cassetta auto-prodotta Hat Head, e il secondo album, Selena At My Window (March), sono meno riusciti.

Fuori da ogni genere si situa il combo di Maestro Subgum & The Whole di Beau O'Reilly, degno del cabaret piu` pervertito o del manicomio piu` vicino, coadiuvato nelle sue scelleratezze musicali dal canto eclettico di Jenny Magnus, da fiati funky che barriscono in continuazione, da strumentisti jazz degni dell'asilo infantile, e da un "drumming" da pellerossa ubriachi dopo aver finito di scalpare la tribu' rivale (Michael Greenberg). Album come Lost Lost Lost (Yoni Yayl) farebbero vergognare anche Captain Beefheart.

Chicago e` sempre stata aliena ai neo-psichedelici, ma almeno i Coctails riescono a farsi strada: Hip Hip Hooray (Hi-ball), Here Now Today, Songs For The Children sono raccolte di spassose parodie del suono degli anni '60, rock e jazz, strumentale (Whoopsy Daisy) e non (Walkin' Down The Street). Piu' jazz invece il successivo Long Sound (Carrot Too), che sembra inaugurare una nuova, piu` seria, carriera.

Fra i seguaci americani di My Bloody Valentine si contano i Catherine.


La maturita` dell'hardcore

Residui di emocore a Washington

L'hardcore riflette piu` che mai le condizioni politiche, economiche e sociali della Nazione. Per tutti gli anni '80 e` stato cio` che negli anni '60 furono i folksinger del Greenwich Village: la voce indipendente dell'America, dalla parte dei poveri e degli emarginati. Al di la` dei meriti o demeriti musicali il genere si e` pertanto conquistato la gloria di chi tiene testa all'Establishment. E` d'altronde attorno all'hardcore che per tutti gli anni '80 sono proliferati i mezzi d'informazione alternativa e si e` sviluppata la moderna controcultura. Soltanto l'avvento della civilta` cyberpunk avrebbe tolto questo primato all'hardcore.

E di tutti i focolai di hardcore della Nazione quello che meglio rappresenta il genere musicale e i suoi riferimenti sociopolitici e` probabilmente quello di Washington, forse anche per la sua vicinanza ai centri di potere. Oltre a conservare una vitalita` che in altre citta` e` andata persa dopo il boom della fine degli anni '70, l'hardcore di Washington continua ad accoppiare una ricerca della qualita` del prodotto al decoro morale della produzione indipendente.

Se Washington e` tuttora succube della leggenda dei Bad Brains di H.R., i piu` influenti sulle generazioni successive furono probabilmente i Minor Threat (titolari anche dell'etichetta Dischord che funse da cenacolo), dai quali hanno avuto origine i Fugazi di Ian MacKaye e i Dag Nasty di Brian Baker.

Questi progenitori gettarono le fondamenta per una delle scuole piu` prolifiche degli USA. Oggi delle nuove leve i Nation Of Ulysses rappresentano l'ala politicizzata, gli Shudder To Think e i Girls Against Boys quella sperimentale, gli Holy Rollers quella piu` melodica del "popcore", i Jawbox quella forse piu` fedele alla tradizione locale. L'influenza dei Fugazi e` fortissima e si nota su gruppi come i Circus Lupus. Il faro e` rimasto quello della Dischord, protettrice dell'hardcore violento ma cerebrale, veloce ma emotivo.

Negli ultimi anni il punkrock di Washington si e` evoluto dall'"emocore" a un sound che conserva la violenza dei padri fondatori, la tempera con l'intensita` dell'emocore e la contamina con l'irruente cerebralita` dei gruppi punk piu` sperimentali.

Nonostante gli sforzi encomiabili della Dischord, si ha la netta sensazione che l'hardcore, che per tanti anni ha polarizzato la scena della capitale, sia agli sgoccioli.

E forse l'epitaffio e` stato scritto dai Manifesto, formati da un ex Youth Brigade (il bassista Bert Querioz, anche negli Untouchables) e da due ex SOA, la prima formazione di Henry Rollins (il chitarrista Michael Hampton e Ivor Hanson, quest'ultimo anche nei Fugazi), un pedigree di tutto riguardo; ma il gruppo e` diventato famoso nel 1992 per il singolo Pattern 26, una canzone pop che e` la negazione del loro passato e del passato di tutti i punk locali.

Il chitarrista dei Velvet Monkeys (Malcom Riviera) e il batterista dei Pussy Galore (John Hammill) nel 1990 formarono un gruppo con Mitch Parker alla batteria (il bassista dei Government Issue) e Vicky Baron al basso, che presto evolse negli Elevator (Hammill era passato al canto).

Tutto sommato e` ora che complessi come Tsunami aprano finalmente nuove, meno asfittiche, prospettive.


Il punkmetal di New York

A New York il gruppo fondamentale dell'hardcore fu quello dei Misfits di Glenn Danzig, dei quali oggi viene riconosciuta la preveggenza. Loro, i Cramps e gli Honeymoon Killers sono un po' gli esponenti principali della versione "horror" del punkrock newyorkese. Sono questi i gruppi ad aver espresso in maniera piu` forte, con toni ora comici ora tragici, la violenza dilagante della metropoli americana.

Spinto dal "popcore" californiano e dal sound di Minneapolis, risorge anche il punk melodico che in realta` era stato il primo tipo di punkrock in assoluto (Ramones). Guidano il revival i Vacant Lot.

Vestigia del 1977 si ritrovano anche nei dischi degli Action Swingers.

La scena e` tutto sommato in rapido declino, accerchiata dalle novita` dei gruppi piu` intellettuali, dai Codeine ai cyberpunk. Il punkmetal e` servito un po' come il richiamo principale per gli ultimi punk della citta`, ma sembra ormai aver fatto il suo tempo.


Il rock catastrofico di Chicago



A Chicago durante gli anni '80 si era affermata una tradizione di rock rumoroso e caotico con gruppi come Big Black, Naked Raygun ed Effigies. Il punkrock diventava un puro pretesto per mettere in musica le emozioni piu` violente. Da quella scuola sono usciti gruppi come i Jesus Lizard e i Cargo Cult, che sono fra i piu` innovativi dell'hardcore di sempre.
L'hardcore convenzionale di Articles Of Faith e Bloodsport (Chris Bjorkland e Joe Haggerty, un album all'attivo, I Am The Game per la Homestead, del 1985) ebbe importanza soltanto come fatto genealogico, ma in realta` Chicago non fu mai citta` per slam-dance fini a se stesse. I Didjits sono quelli che, pur rimanendo sostanzialmente fedeli al punkrock dei Ramones, sono riusciti a conquistarsi un seguito considerevole.

le rudi Corndolly di Champaign (Illinois)
Il grunge ha esercitato una qualche influenza sui gruppi di Chicago attraverso creature ibride come God's Acre, Tar, Crashblack, che raramente sono pero` riusciti a risolvere la contraddizione fra hardcore e hardrock. Semmai il rinnovamento potrebbe venire dai Life Sex And Death, il cui mito e` esploso con l'album del 1992, The Silent Majority (Reprise), sostenuto da adeguato battage pubblicitario per esaltare la loro immagine di ribelli e dissoluti.
Nonostante la crisi economica del 1989, le etichette indipendenti sono cresciute e proliferate. Era il segno premonitore che stava per aver luogo un'esplosione degna degli anni '60. Chicago e il Midwest in generale furono emblematici. Dopo la Touch & Go e la Wax Trax un altro riferimento fondamentale del posto e` oggi la Drag City, fondata da Dan Koretzky e Dan Osborn nel 1990.


L'ultra-hardcore dei Grandi Laghi

Se il rock e` sempre stato propulso dal bisogno degli adolescenti di evadere dalla banalita` della vita quotidiana, in questi stati e` sempre particolarmente cosi`.

i due gruppi estremisti del Wisconsin, Die Kreuzen e Killdozer, hanno dato vita a una tradizione proseguita da diversi gruppi, tutti furibondi e impassibili, fra i quali persino gli Old Skull, un gruppo di bambini (eta` media: nove anni) che nel 1989 ha registrato l'efferatissimo Get Outta School (Restless).

Nel Wisconsin operano anche i Poopshovel di Bill Crawford, il cui Opus Lengthemus (Community 3) del 1989 e` un'opera dotta e stramba che in brani come Plethora fonde free-jazz, pop e hardcore (ma il successivo I Came I Saw I Had A Hot Dog ha riportato l'esperimento nei canoni della canzone funkmetal).

I Sometime Sweet Susan nel 1993 hanno registrato un album, Fuse (Futurist), della scuola dei Big Black.

Nel Michigan e` ancora viva la tradizione del rock barbaro e volgare di MC5 e Stooges. I complessi che vengono alla ribalta nella seconda meta` degli anni '80, durante la piu` forte depressione economica della storia di quella zona, sono anche i piu` violenti ed eretici della Nazione: Crucifucks (ormai estinti, ma il vocalist Doc Corbin Dart ha registrato il primo album solista, Patricia per la Alternative Tentacles

  • Meatmen discography nel 1990, un'opera ancor piu` lugubre e minacciosa), Meatmen (Tesco Vee e la sua banda di maniaci, razzisti, omofobi, maschilisti, anche loro virtualmente scomparsi), Necros, Laughing Hyenas, God Bullies, Mule, Warrior Soul. Le loro canzoni cantano storie torbide e ripugnanti, le loro musiche si situano al confine fra suono e rumore, l'intensita` delle loro esibizioni dal vivo e` leggendaria. Il "Freezer Theatre" di Detroit e` teatro di alcune delle performance piu` intense dell'intero hardcore.

    I Big Chief rappresentano invece l'anello di congiunzione con il "grunge" di Seattle e forse una premonizione che i tempi dei maniaci stanno per finire.

    I Thought Industry provano persino a fondere hardcore, techno e thrash per il loro Songs For Insects (Metal Blade) del 1992. Christopher Lee (chitarre e sampling), Brent Oberlin (canto, basso e tastiere) e Dustin Donaldson (percussioni) hanno un debole per i capovolgimenti di scena, passando dall'heavymetal abbastanza regolamentare di Third Eye alla jam "progressiva" della title-track (con passaggi alla Faith No More), dalla canonica "power ballad" di Alexander Vs The Puzzle alla suite romantica The Chalice Vermilion (con tracce di Voivod). Assassins, Toads And God's Flesh accentuera` l'impatto del loro thrash ragionato (Horsepowered e To Build A Better Bulldozer).


    Il foxcore

    Il foxcore e` la colonna sonora del movimento "Riot Grrrls!", le ragazze arrabbiate che invasero Olympia, Washington, nell'estate 1991 al grido di "Revolution Girl Style Now!"

    Fra le prime "angry young girls" fu Molly Neuman, oggi leader (e batterista) delle Bratmobile, ai tempi studentessa all'Universita` dell'Oregon. Insieme alla compagna Allison Wolfe (oggi leader riconosciuta del movimento) diede vita alla fanzine "Girl Germs", che divenne uno dei primi mezzi di comunicazione alternativo per le ragazze dei college americani. Nel frattempo (febbraio 1991) Kathleen Hanna, ritenuta da molti la piu` "arrabbiata" di tutte (nonostante faccia anche strip tease in un nightclub), e Tobi Vail formavano le Bikini Kill a Olympia. Entrambi i gruppi dovettero adottare la prassi punk del "do it yourself", ma in breve i complessi al femminile si moltiplicarono in tutti gli USA.

    "Foxcore" e` un termine coniato da Thurston Moore, chitarrista dei Sonic Youth, per identificare un insieme di complessi prevalentemente o completamente femminili che esegue punkrock o comunque rock "duro" e tratta (tipicamente in modo polemico e provocatorio) argomenti realisti della vita femminile. Al principio degli anni '90 non solo questi gruppi sono numerosi, ma la qualita` della loro musica e` di tutto rispetto. Sono definitivamente tramontati i tempi in cui un complesso di sole ragazze era uno scherzo o una parodia.

    La musica rock diviene cosi` la voce anche della ribellione femminile, che e` una ribellione vera: gran parte dei musicisti rock provengono dalla borghesia media e hanno ben poco di cui veramente lamentarsi, al di la` del fatto di essere stati viziati dai loro genitori, mentre le ragazze hanno alle spalle e davanti a se` una societa` fondata sulla violenza nei loro confronti. Investite del carisma del ribelle, le cantanti rock assumono finalmente tutti i caratteri tradizionalmente associati al "rock hero" maschile.

    Il primo a farne le spese e` il canto: le cantanti di questa generazione non hanno alcun bisogno di esibire spettacolari talenti canori. Esattamente come e` sempre capitato con le loro controparti maschili, l'importante e` avere qualcosa da dire, e, quando in quel qualcosa si immedesima un'intera generazione, si diventa eroi. Cade il mito storico del canto femminile come qualcosa di "classico", elegante o virtuoso. Le urla delle donne possono anzi essere ancor meno musicali di quelle di Johnny Rotten. E proprio quell'urlare senza ritegno diventa presto uno dei segni di riconoscimento del "foxcore".

    Fra i precursori si possono citare Frightwig, Wilma, UT, Lunachicks, Plasmatics, Gut Bank, i Band of Susans, i Bags (con Alice Bag al canto e Patricia Morrison al basso), i Creamers, i Bush Tetras, gli OH-OK, gli Honeymoon Killers. A New York (all'East Village) a meta` degli anni '80 erano attive le Pulsallama di Jean Caffeine. In Inghilterra esercitarono gruppi femministi che raggiunsero un buon livello di popolarita`: Raincoats, Slits, Girlschool.

    Prima ancora le Runaways di Joan Jett avevano imposto un tipo di rocker femminile, seppur ancora in termini umoristici. Meglio comunque delle Bangles, che rappresentavano ancora l'eredita` dei girl group, o di Blondie, che rappresentava ancora la cantante diva, seppure aggioranta al mondo della discoteca. Eredi della tradizione dei girl-group di Los Angeles furono nel 1984/85 le Pandoras e prima ancora le Super Heroines.

    Lydia Lunch e` stata certamente importante nel trasferire l'estetica punk alle musiciste, cosi` come Patti Smith, Chrissie Hynde, Pat Benatar, Exene Cervenka e la stessa Joan Jett sono state influenti sullo stile vocale e chitarristico. Kim Gordon e` diventata una leggenda per tutte le ragazze della nuova generazione. E oscure musiciste come Tara Key degli Antietam sono state importanti per abbattere il pregiudizio che le donne non possono suonare uno strumento guida in maniera innovativa.

    Ma la spinta decisiva venne dal folk. Furono le folksinger le prime a cantare la condizione femminile in termini iper-realisti, scandagliando non soltanto la coscienza ma anche i diari intimi: a Boston le Salem 66, a Portland gli Spinanes, in Texas le Two Nice Girls, in Georgia le Indigo Girls, nel Kentucky i Freakwater, nella North Carolina i Blackgirls.

    Il foxcore vero e proprio nacque comunque a San Francisco, dove gia` esercitavano le Frightwig, e nacque il giorno che Kat Bjelland (futura Babes In Toyland), Courtney Love (poi Hole) e Jennifer Finch (poi L7) formarono le Sugar Baby Doll.

    Il manifesto del genere fu l'articolo "Women, sex and rock and roll", pubblicato dalla rivista "Puncture" nel 1989. La prima trasmissione radiofonica interamente dedicata ai gruppi di "riot grrrrl" fu "Your Dream Girl", condotta da Lois Maffeo per la KAOS di Olympia. A sostenere il movimento quando era ancora fragile e la K Records, sempre di Olympia, di Calvin Johnson (Beat Happening).

    Oggi le protagoniste del foxcore sono tendenzialmente basate sulla Costa dell'Ovest, e prevalentemente in California, anche se molte si sono spostate altrove: Babes In Toyland, L7, Hole (la triade classica), Seven Year Bitch, Bikini Kill, Mecca Normal, Bratmobile, Heavens To Betsy, Calamity Jane. E` un fenomeno che ha per epicentro la zona fra San Francisco e Seattle, ma che si estende da Los Angeles (le L7) a Vancouver (Mecca Normal). Vi appartengono per sommi capi anche le STP di New York, Le Ellen James Society della Georgia, le Corndolly dell'Illinois, le Scrawl dell'Ohio e le Zuzu's Petals di Minneapolis.

    Le Dickless di Seattle

    Le Red Aunts di Los Angeles

    Le Mudwimin, le Stone Fox e le 4 Non Blondes di San Francisco

    Le That Dog di Los Angeles

    L'epicentro del fenomeno si sposto` pero` presto nello stato del Washington, dove negli anni '80 avevano gia` operato gruppi femminili succubi del modello delle Heart (hardrock melodico), come le Visible Targets delle tre sorelle Pamela, Rebecca e Laura Golden, titolari di due EP (per la Park Avenue), uno senza titolo nel 1982 (con il loro hit Twilight Zone) e uno intitolato Autistic Savant l'anno dopo.

    I classici delle Super Heroines (Eva O, ex Speed Queens e futura Shadow Project con Rozz Williams, e Jill Emery, futura membra fondatrice delle Hole), ovvero Chasing Bars, Children Of The Light e Remembering Love, verranno alla luce soltanto su Love And Pain (Cleopatra, 1993).


    La nuova provincia del rock

    La North Carolina

    Se il fenomeno macroscopico del rock indipendente degli anni '90 e` quello di frammentarsi in infinite sotto-scene locali, per alcune zone cio` assume un significato particolare, in quanto tradizionalmente non facevano parte del circuito della musica rock. Come il punkrock riscoperse il Midwest, il college-rock ha riscoperto North Carolina, i vecchi stati dell'Est (come Virginia e Pennsylvania), gli stati delle Grandi Pianure, il profondo Sud e, in California, San Diego.

    Non e` una coincidenza che alcune di queste zone (North Carolina e San Diego in particolare) siano protagoniste di un mini-boom economico, e che altre (le Grandi Pianure) siano fra le poche a rimanere indenni durante la crisi economica.

    Il rock degli anni '90 e` sempre piu` dominato dalle "scene" locali, lontano dalle tradizionali capitali della musica leggera (New York, Los Angeles, Nashville). L'iniziativa l'hanno presa Athens, Minneapolis, Chapel Hill, Seattle e cosi` via. In nessun altro luogo il fenomeno e` cosi` evidente come nella Provincia un tempo emarginata.

    Negli ultimi decenni si e` assistito a una progressiva espansione della musica rock; da pochi forti centri di produzione e diffusione che controllano tutta l'industria musicale, dalla radio al disco, come il Brill Building, Nashville e Hollywood, si e` passati negli anni '80 a una situazione in cui tutte le cittadine degli USA producono e diffondono musica in maniera sempre piu` paritetica.

    Negli anni '90 si sta verificando un ritorno alla concentrazione, ma questa volta attorno al college, ovvero al fornitore raffinato, che fa trend. Il potere e` passato ai consumatori, come negli anni '60. Il "college-rock" e` oggi l'analogo della "controcultura" degli anni '60. In un certo senso e` possibile tracciare una "topografia" del rock: negli anni '50 limitata alle grandi case discografiche, che avevano tutto il potere; negli anni '60 distribuita sui vari centri culturali della Nazione (dal Greenwich Village all'Haight-Ashbury); negli anni '70 frazionata secondo mode locali (come il rock sudista o la musica cosmica tedesca); negli anni '80 distribuita capillarmente in tutte le zone geografiche seguendo e causando la proliferazione dei nuovi nightclub; negli anni '90, infine, concentrata nei college.

    Stati come la North Carolina sono proprio quelli in cui il termine "college-rock" ha piu` senso: e` attorno ai suoi college che si e` affermata la scena.

    Alla fine del decennio a dominare le scene locali della North Carolina erano gruppi come Fetchin Bones, Bitch Magnet, Blackgirls, che non avevano nulla in comune, ma rappresentavano comunque voci fra le piu` originali della loro generazione.

    Il rinnovamento ebbe luogo nel triangolo di college di Chapel Hill, Raleigh e Durham. Padrino ne fu Mac McCaughan, titolare della Merge, oltre che membro fondatore dei Superchunk. L'altro polo discografico della zona, l'etichetta Mammoth, venne fondato nell'autunno del 1988 a Chapel Hill da Jay Faires.

    In breve Chapel Hill divenne la capitale di uno dei piu` influenti movimenti di rinnovamento della canzone, attraverso le opere di Superchunk, Polvo, Seam, Archers Of Loaf, gli Snatches Of Pink di Michael Rank.

    I Dillon Fence

    Il sound dei Blue-Green Gods e` uno dei piu` sperimentali, grazie ai gorgheggi mantrici di Anne Gomez e al chitarrismo dissonante di Todd Goss. La loro fama si e` propagata nel 1993 attraverso i singoli e l'EP Implosion (Jettison), con Cold, Dominate Her e Amnesty.

    A Raleigh emergono i Vanilla Trainwreck. Alle loro spalle almeno i Finger, ponte fra il primo punkrock e i Superchunk, con un repertorio ancora minimo, sparso fra singoli ed EP; e i Picasso Trigger.

    A Durham la scena si sveglia tardi, con gli Erectus Monotone. Ma in citta` esercitano anche i Queen Sarah Saturday di Johnny Irion, il cui EP del 1993 (per la Thirsty Ear) ha messo in mostra un buon hardrock melodico (Peter's Bridge) con venature psichedeliche (gli otto minuti di ACD.C).

    Gli Archers Of Loaf

    I Shiny Beast, un power-trio capitanato dal chitarrista David Sullivan, sono gli unici a raccogliere l'eredita` dei Bitch Magnet. Il loro EP del 1992 (per la Boner) accomuna le cadenze "cingolate" dello strumentale Distro a tributi a Captain Beefheart come Cockroach Behind The Janitor (cacofonico, spinoso e sgraziato come sarebbe piaciuto a lui). Ma dappertutto domina un sound brutale e concitato come quelli degli Slint e, appunto, dei Bitch Magnet.

    Il punkrock non e` pero` mai stato il forte di queste zone, anche se il boom portera` a galla diversi gruppi hardcore, come i Bicycle Face, giunti al disco nel 1992 con Trust And Obey (Moist), e i veterani Corrosion Of Conformity e Snatches Of Pink.


    Le vecchie colonie

    Gli stati atlantici di Pennsylvania, Delaware, Maryland, Virginia e West Virginia costituiscono un po' il nucleo originario degli Stati Uniti. Nella musica rock sono sempre contati poco o nulla, in un certo senso riflettendo il loro ridimensionato ruolo nell'ambito degli USA del Dopoguerra.

    All'epoca della new wave e del punk-rock scorrazzavano qui i Reds, i Dead Milkmen, i Rat At Rat R, gli Oho.

    Il nome che ha riportato il Maryland sulla mappa del rock e` quello dei Velocity Girl, ma la scena e` ricca di altri nomi, dal cantautore Tommy Keene al complesso psichedelico dei Candy Machine.

    Il rock non e` mai stato ben visto in Virginia, tant'e` che non si ha memoria di complessi significativi. Il punkrock lo ha del tutto evitato. Il college-pop vi ha fatto breccia con complessi non troppo estremisti, come gli House Of Freaks (oggi in California). E` pertanto sorprendente che qui abbia origine la vicenda dei Gwar, un complesso di hardrock truculento.

    Gli Happy Flowers sono un duo che si inserisce nella corrente del rock demenziale e primitivista: nei loro dischi vengono affrontati i drammi dei bambini, dal punto di vista dei bambini, e l'accompagnamento e` ridotto al minimo indispensabile per poter dire che si tratta di musica. Il livello di humour e` sempre elevato (Mom I Gave The Cat Some Acid e` la storia piu` divertente dell'EP d'esordio, Songs For Children, pubblicato dalla Catch Trout nel 1985), ma dietro ogni scherzo si nasconde una un potenziale trauma. Cosi` il singolo They Cleaned My Cut Out (Homestead), strillato in mezzo a cacofonie orrende; mentre alla fine del decennio per BB Gun (da Oof), Call Me Pudge (da Lasterday) e My Head's On Fire il modello di riferimento divenne improvvisamente quello dei Deep Purple.

    Da questo humus sperimentale avranno origine due delle vicende piu` importanti del rock degli anni '90, quella degli Unrest e quella degli Eggs.

    Da allora ad oggi la scuola piu` influente dello stato e` rimasta pero` quella del "garage-rock", come nel caso di Cynics e Original Sins.

    Se l'unico nome di rilievo delle ultime generazioni di Pittsburgh e` quello dei Don Caballero, che hanno ripreso la lezione puramente strumentale dei Breadwinner.

    Gli Innocence Mission eseguono un sofisticato folkpop affine a quello dei gruppi di San Francisco, ma guidato dalla cantante Karen Peris, un incrocio fra Kate Bush e Natalie Merchant. Il repertorio comprende Can't Anybody Stay Together, dall'EP del 1986 Tending The Rose Garden (Llist); Wonder Of Birds e Black Sheep Wall, dal debutto del 1989 (per la A&M); And Hiding Away e Sorry And Glad Together da Umbrella (A&M) del 1991.

    I Baby Flamehead di Chris Unrath (chitarra) e Eden Daniel (canto), sorti dalle ceneri dei No Milk (in cui militava anche Ben Vaughn), anticiparono il trend del punkrock per strumenti acustici con il brano Badadadadup (comparso su una compilation locale) e il loro album Life Sandwich (Texas Hotel) del 1990, nobilitato da nonsense come Stupid Surfer e melodie folkrock come Harmony.

    Il techno-pop ha i suoi esponenti negli Ocean Blue: il primo omonimo album del 1989 (per la Sire) e Cerulean (Sire) del 1991 (con la title-track e Ballerina Out Of Control) sono tanto opulenti quanto fiacchi. Cosi` anche Beneath The Rhythm And Sound del 1993.

    Ai My Bloody Valentine si ispirano palesemente (anche troppo) i Lylys di Kurt Easley.

    I suoni durissimi dell'Ovest, dai Guns And Roses al grunge, avranno sempre un'influenza molto labile. I Dandelion, per esempio, interpretano quelle novita` alla luce della tradizione hardcore e semmai di quella garage-punk. I Think I'm Gonna Be Sick (Ralativity) e Super Tasty i loro album.

    Nel 1992 Pop's Cool Love (e il suo chitarrista Mike Tyler) provano anche una versione locale della fusione di funk, hardrock, reggae e hip-hop che va per la maggiore a New York, Los Angeles e San Francisco, ma con risultati fastidiosamente epigonici.

    I Suddenly Tammy sono un trio con basso, batteria e pianoforte. Li guida la cantante e pianista Beth Sorrentino, che canta graziosi madrigali come Lamp (sull'album d'esordio del 1993 per la SpinART) su arrangiamenti reminescenti di Blackgirls e del folkrock degli anni '60.


    Le Grandi Pianure

    Le Grandi Pianure occupano la parte centrale degli USA: delimitate a nord da Iowa e Nebraska e a sud da Oklahoma e Arkansas, attraversano anche Kansas e Missouri. Sono stati che ancora oggi vivacchiano sostanzialmente sulle proprie risorse agricole, attorno a comunita` rurali tanto semplici quanto isolate.

    Il Missouri vanta oggi, unico fra gli stati delle Grandi Pianure, una scena musicale molto vivace. A parte la scuola di Springfield, che comprende King's X e Galactic Cowboys, a St Louis i Blind Idiot God hanno gettato le fondamenta per un nuovo genere di rock strumentale, aprendo la strada anche a formazioni piu` semplici come gli Uncle Tupelo e ad estremisti del calibro dei Dazzling Killmen.

    A Springfield una delle glorie locali e` quella degli Skeletons (noti anche come Morells), che fin dal 1979 sono fra i protagonisti nazionali del revival di rockabilly: Rockin' Bones (Next Big Thing) del 1987 e` un disco da culto.

    I Season To Risk

    L'album Inertia (Imaginary) del 1992, nella miglior tradizione dei Cocteau Twins (anzi, con un sound piu` compatto e vigoroso), ha rivelato i Psychowelders (Rhondda Francis al canto e Scott Seitz alla chitarra), attivi da sette anni e titolari di tre cassette (Salamanders, The Orphic Egg And The Rose e The Key And The Glove).

    Nel Kansas la scena musicale venne risvegliata da gruppi come Micronotz ed Embarrassment, tanto brani quanto misconosciuti. Del revival psichedelico fecero parte i Psychoviolets, da Lawrence, giunti all'album nel 1992 con Too Little Too Late (Restless). Ma il vero caso critico del Kansas e` Freedy Johnston, una delle voci piu` importanti emerse negli anni '90, e la vera promessa delle ultime leve e` quella dei Paw.

    Nello Iowa esercitano da tempo diversi gruppi: i Dangtrippers, gli Hollowmen, da cui sarebbero nati i Voodoo Gearshift; e i Full Fathom Five di Eric Melcher, anche loro alla ricerca della melodia perduta, ma con un sound piu` duro, emuli degli Husker Du.

    Con l'EP di esordio del 1987 e i primi due album, il primo (per la Toxic Shock) e Heat Miser, gli House Of Large Sizes di Dave Deibler si spinsero verso un hardrock orecchiabile che spesso trascende in jam alla Deep Purple. Dopo l'EP omonimo del 1992 (per la Westworld), I'm My Own Grandpa e Two-Liter Man, e` venuto il piu` commerciale My Ass-Kicking Life (Red Decibel).

    Gli Head Candy di Mike Sangster (ex Hollowmen) e Doug Robertson (ex Dangtrippers) raccolgono l'eredita` di questi ultimi. Il singolo At The Controls, un anthem alla Replacements, e l'album Starcaster (Link) del 1991, con Invitation To A Beheading e Rocket Transfer House, mettono in risalto il loro sesto senso per il pop alla XTC e il "tuning" bizzarro della chitarra di Sangster.

    Il Nebraska e` sempre stato ricco di musicisti popolari, ma tradizionalmente essi eseguivano country o blues. Di Lincoln erano i For Against, il cui rock melodico rappresento` la prima vera novita` dello stato. Ad Omaha a meta` degli anni '80 erano attivi i Digital Sex, che facevano un mediocre synth-pop; ma fu il segnale che la scena si stava risvegliando. Vennero alla luce, per esempio, i Mousetrap di Pat Buchanan, estremi rappresentanti del punkpop epilettico inventato dagli Husker Du, ma capaci anche di portarlo a livelli di tensione e isterismo senza eguali. I testi aumentano la dose con torbide storie di violenza nella metropoli. Il singolo Superkool e Have Fun In Hell, dall'album Cerebral Revolver (Grass) del 1993, sono i manifesti del loro devastante programma.


    Il Profondo Sud

    Il Sud degli USA viene comunemente definito come gli stati che stanno al di sotto della "Mason-Dixon line", la linea che tradizionalmente separa gli "yankee" del nord dal "Dixie" del sud: Georgia, le due Caroline, Tennessee, Alabama, Mississippi, Louisiana, Arkansas.

    La Georgia e` quella che ha risvegliato la scena alternativa del Sud. Della moltitudine di complessi che popolavano le terre di Athens la selezione naturale ha fatto si` che ben pochi siano sopravvissuti fino al nuovo decennio. La fama colossale degli REM ha dato luogo a una schiera di imitatori e ha impedito a qualcuno, per esempio ai Windbreakers e agli Hetch Hetchy di raccogliere gli onori che meritavano. Chi e` ancora in sella, come Guadacanal Diary e Swimming Pool Q's, conferma generalmente l'ottima qualita` di quella scuola.

    Gli Insane Jane si reggono sulla voce potente e cristallina di Yellow e sulle sue liriche femministe. Il primo album e` A Great Little Pill del 1991, con Empress Of Pop e She Is Falling; il secondo Each Finger (Sky) del 1993, con canzoni piu` esplicitamente sessuali come Daisy e Lollipop Serenade.

    Five-Eight = power-pop

    I Bad Egg Salad si rivelano con l'album del 1993 Hungry Sleepy (Worrybird) titolari del sound piu` ostico della zona, un ibrido di Captain Beefheart e David Thomas.

    Il surf, il rockabilly e il garage-rock vengono ripresi dai Subsonics di Clay Reed nella maniera piu` scipita dei B52's sull'album d'esordio del 1993 (per la Worrybird), forte di It's A Long Way Suzy To New York, Heroin Addicts' Beach Party e Please Kleen.

    La Georgia, e Atlanta in particolare, e` anche da sempre un focolaio di gruppi folk. Furono le Indigo Girls a portare quella scena alla ribalta nazionale.

    Vicine a loro sono gli Ellen James Society (gruppo misto, meta` femminile e meta` maschile, con le due donne, Chris McGuire e Cooper Seay, al canto e alle chitarre), che esordiscono nel 1990 con l'album Reluctantly We (Daemon) innestando il folkrock delle maestre locali sulla grinta del boogie sudista, ma sempre con un forte ed esplicito intento sessuale. L'inno-arringa Weapon In Your Bed e la lunga disquisizione metafisica di God In Heaven ne sono i vertici. Meglio arrangiato, The Survivors Parade del 1992 e` un'opera molto piu` convenzionale, con belle canzoni come Atlas At Rest, Resistance, Proper Rocker e Squinting At The Sun.

    Kristen Hall rispetta la regola locale, con un folk intimista al limite del paranoico su Real Life Stuff, che trovera` un minimo di respiro (Out In The Country e I Have My Reasons) su Fact And Fiction del 1992.

    Nella Georgia operano anche artisti solitari ed emarginati come Stephen Fievet, Vic Chesnutt e Bosston. Quest'ultimo (Boston Fielder) sul primo album I Was Razed Round Black Folk Too (BossTon) esegue un funkrock alla George Clinton con venature soul alla Stevie Wonder: le sue canzoni vivono della contraddizione fra le loro melodie soffici e i loro ritmi bislacchi.

    I Chickasaw Mudd Puppies sono due ex studenti d'arte dell'Universita` di Athens, Ben Reynolds alla chitarra e Brant Slay alle percussioni casalinghe, che, innamorati della tradizione di Bo Diddley e Willie Dixon, hanno trasformato l'EP White Dirt (Wing) del 1990 in un tributo al blues del Delta, con tanto di washboard (Raven) e di urla (Ponky Knot). L'anno dopo su 8 Track Stomp (Wing) brillano Cicada (ancora Diddley) e Cold Blue (il loro brano piu` pop).

    Il mediocre country-rock dei Dashboard Saviors e` indicativo di come quella scuola non sia mai morta.

    Il country e` anche l'ispirazione dei Naiomi's Hair, che lo eseguono a rotta di collo condendolo con spezie di folk alla REM (un cantante con il timbro di Michael Stipe, Scott Mahoney), di jazzfunk alla Minutemen (la bassista ipercinetica Martine Everett) e di punkpop alla Husker Du. Se Tara (Figurehead) del 1990 era ancora approssimativo e velleitario, due anni dopo Chum ha mostrato una spiccata originalita` sia sul fronte del pop atmosferico (This Song) sia sul fronte del rock frenetico (Rhythm Train).

    Ultimamente la scena musicale dell'Alabama, sonnecchiante dagli anni '70, ha dato segni di risveglio.

    Ma ad Atlanta si respira ancora l'aria del vecchio southern-rock di Allman Brothers e Marshall Tucker, di cui Bruce Hampton e` l'estremo esponente. I Black Crowes e i Jody Grind varano anzi una versione originale del vecchio hardrock progressivo. Molto meno interessanti sono invece i gruppi di hardrock vero e proprio, come i Porn Orchard. Kevn Kinney, uscito da quel milieu, e` diventato la voce piu` autentica del popolo minuto.

    In Louisiana (patria dei Dash Dip Rock) gli Eye Hate God adottano il ritmo lento e pesantissimo dei Melvins, ma lo sposano a un canto malato e sgraziato. L'album di debutto In The Name Of Suffering (Century Media) scorre all'insegna della filosofia nazi-sado-maschilista piu` turpe ("Wet sister bitch/ Third position ideology/ Summer camp sadist/ Throat dried out/ No more alcohol to vomit/ Sick cunt slut/ Tied up on the floor/... e cosi` via).

    Le citta` del Tennessee sono oggi teatro di un piccolo rinascimento del rock. A Nashville sono in circolazione Clockhammer e Anastasia Screamed. A Memphis i Grifters. I nomi sono pochi, ma buoni.

    La scena musicale della Florida e` molto minore. E` Charlie Pickett il dominatore degli anni '80: le sue sono le "bar band" per eccellenza. Vulgar Boatmen

    A Tampa la scena venne vivacizzata da Julian Koster, titolare prima dei Miss America e poi dei Chocolate USA. I secondi pubblicano nel 1993 l'album All Jets Are Gonna Fall Today (Bar/None) con cui si qualificano come ardenti cantautori pop (miglior ritornello nella title-track) con un gusto per l'arrangiamento un po' rurale (dovuto soprattutto al violino di Liza Wakeman).

    Il punkpop e` rappresentato a Tampa dagli Slap Of Reality, i cui Three Rights Make A Left (Heahunter) e We Do Not Have A Dinosaur (Break-Even Point) non contengono pero` brani memorabili.

    Da Jacksonville giungono i Rein Sanction.

    Il "revisionismo" texano degli anni '90 e` ancora dominato dai complessi di Austin: Timbuk 3, Texas Instruments, Poi Dog Ponderin, Wild Seeds, Reivers. Ma e` proprio in Texas che e` sorta la leggenda di Daniel Jonhston.


    San Diego

    Per tutti gli anni '80 la scena di San Diego era stata estremamente depressa. Le celebrita` locali erano i Beat Farmers, titolari di un "cow-punk" eccentrico ma non particolarmente entusiasmante (California Kid del 1985 il loro brano storico). Alla fine del decennio si erano fatti largo complessi dilettantistici come i Night Soil Man della cantante Rosebud, il cui Garden Of Delight (Vinyl Communication), con What For, non andava oltre una pallida imitazione del post-punk. I nomi erano pochi e la loro musica era poco esaltante.

    La grande famiglia dell'hardcore di San Diego comprendeva Pitchfork, Night Soil Man, Drive Like Jehu e Rocket From The Crypt, tutti imparentati fra di loro. Furono loro a mettere in moto una scena che negli anni '90 e` diventata una delle piu` ricche e vivaci degli States.

    I Drip Tank erano emersi dalla scena hardcore con il singolo Quenched, ma l'album Slake (Headhunter) ne mette semmai in risalto le capacita` melodiche (Miserable, Thinking Of You, Feel Low), eccezion fatta per la rozza What The Hell che lo apre in una tonalita` alla X.

    Fra i tanti che tentano di uscire dagli stereotipi dell'hardcore ci sono i Fishwife di Ryan Foxe (canto) e Gar Wood (chitarra), i cui Snail Killer (Cargo) e Ritalin contengono brani brutali ma ironici, isterici ma melodici, consci (anche troppo) delle nuove tendenze (punkmetal, funkrock, etc).

    Gli aMINIATURE si ispirano all'hardcore abrasivo e scontroso dei Fugazi

    I Trumans Water hanno forse consacrato la maturita` della scena locale.

    Sono tutte promesse che fanno pensare a un retroterra ormai ricchissimo, che si e` venuto accumulando durante la crescita precipitosa della metropoli e il suo cosmopolita "melting pot".

    Fluf

    Una delle esperienze piu` curiose e` quella del collettivo Crash Worship.

    Esuli in Inghilterra sono i God Machine

    Emuli degli Smashing Pumpkins e dei Pearl Jam sono i Dig.


    Il nuovo progressive-rock

    I massimi seguaci degli EL&P sono forse i Mastermind, ovvero Bill (chitarra e synth) e Rich Berends (batteria), il cui secondo disco, Volume Two (ZNR) contiene la suite di ventun minuti Brainstorm.

    In Ohio esercitano i Blacklight Braille, i cui album concept narrano saghe medievali in un tripudio di elettronica new age e jazzrock da salotto.

    Formati alla fine degli anni '80, gli Iconoclast sono il duo composto da Julie Joslyn (sax, violino) e Leo Ciesa (batteria, ex Dr Nerve), entrambi al canto e all'elettronica. I loro due album, City Of Temptation (Fang) e The Speed Of Desire (Fang), sono tenui e fragili, lambiccati e complessi. Il secondo comprende soltanto 17 brevi intermezzi che accompagnano normalmente le loro performance.

    All'inizio degli anni '90 ogni stato ha un suo focolaio di "progressive-rock". In Texas, per esempio, esercitano Xen, Bill Pohl, Dave Gryder, Covenant e tanti altri (per lo piu' inediti su vinile o CD). Nella Virginia si fanno largo gli Echolyn e piu` tardi i Boud Deun.

    A Los Angeles si ascoltano forse i nomi piu' creativi: i Djam Karet, gli Atavism Of Twilight (quintetto con flauto e tastiere, un incrocio fra Jethro Tull e Camel), gli Xcranieum (Phil Williams alla chitarra, Greg Gunthner al basso e John Wells alle percussioni e all'elettronica).

    Nell'autunno del 1992 vede la luce "I/e", la prima rivista dedicata al "prog-rock", fondata da Darren Bergstein in Arizona, con la collaborazione di Dean Suzuki (gia' di Option), Linda Kohanov (forse la "firma" piu' nota della new age) e Piero Scaruffi.

    I Sweet Lizard Illtet debuttano nel 1992 (per la Warner Brothers) con un altro esempio di ultra-crossover, che non e' monolitico come il funkrock dei Red Hot Chili Peppers e non e' virtuosistico come il punkjazz dei Living Color (Merry Go-Thrills il tour de force).


    Il progressive-rock del New England

    Nel New England si e` sviluppata una fiorente scuola di musicisti che tentano di rifondare la musica rock dalle prospettive piu` insolite. Ad iniziare sono forse stati gli intellettuali di New York, vicini alla "no wave", che avevano importato nel mondo del rock l'estetica post-modernista: Ambitious Lovers, Golden Palominos, Lounge Lizards sono i gruppi che programmaticamente costruiscono nuovi generi usando ("decostruendo") generi del passato.

    I chitarristi, che sono sempre una fonte di innovazione per la scena di Manhattan, non sono stati da meno: da Adrian Belew, Marc Ribot, Nicky Skopelitis vengono alcuni degli esperimenti piu` originali in materia di revisione della tradizione pop. Steve Vai, Buckethead, Ant Bee hanno applicato quelle e altre lezioni al rock commerciale.

    Buckethead, Gary Lucas e Ant Bee

    Una delle sorgenti piu` fertili di esperimenti sulla forma del rock e` la scuola musicale modellata su Canterbury e sui suoi affiliati francesi. V-Effect e Fish And Roses sono alcuni dei gruppi che si ispirarono a quel genere di "dada-rock". E negli anni '90 gruppi come Spongeheads, Motherhead Bug, God Is My Co-Pilot (e, fuori da New York, i Fat) riprenderanno proprio quella lezione.

    Un discorso a parte sono i prodotti della vecchia scena "no wave". Dalle ceneri degli Information, trio leggendario del Lower East Side, per vie piu` o meno indirette, nacquero i Fish & Roses, i The Scene Is Now e i Mofungo.

    Nel New England fenomeni come Phish, Spin Doctors e Chuck Vrtacek (per quanto molto diverse dal punto di vista del seguito) segnano di fatto l'inizio di una nuova era, in cui il formato della canzone rock si dilata e sfuma come succedeva con il vecchio progressive-rock.


    Il Funk-core di Los Angeles

    Nella sua versione piu` semplice il genere disco-punk inventato da Blondie per far ballare i punk nelle discoteche del centro e` ormai estinto, e non ha lasciato grandi eredita`. La versione hardcore, quella rappresentata da Madonna, ha ancora una sola esponente, per quanto virtualmente inestinguibile: Madonna stessa. La versione "arty" dei Talking Heads non solo si sta rapidamente esaurendo, ma non tiene neppure troppo bene con il passare del tempo. In definitiva la fusione fra dance-music e punkrock ha dimostrato i limiti dell'assunto, ed e` stata scavalcata a sinistra da suoni ("industriali") ben piu` potenti.

    Le nuove generazioni sono cresciute nel mondo dell'hardcore e ne ereditano le pulsioni e il sarcasmo. Red Hot Chili Peppers, Royal Crescent Mob e Fishbone sono i maggiori esponenti del "funk-core": non sono ignari della lezione dei Pere Ubu, la cui "danza moderna" fu il primo tentativo di incorporare le cadenze del funk in un contesto punk, ne` dei Talking Heads, ne` di tutti coloro che fecero della ritmica funk un cavallo di battaglia; ma i loro padri spirituali sono proprio i James Brown della musica di colore e i complessi di hardcore. Il fenomeno non e` circoscritto a Los Angeles, anzi conta esponenti un po' dappertutto: i Big Chief a Detroit, gli Scatterbrain a New York, i Primus e tanti altri a San Francisco.

    In breve anche quella moda fara` il suo tempo, ma gruppi come Mary's Danish, Eleven e Rage Against The Machine rilanceranno subito la posta, aggiungendo jazz, soul, country, blues e hip-hop alla miscela.

    Nell'album di esordio dei Love/Hate, Blackout In The Red Room (Columbia), si avverte l'impronta tanto dei Rush quanto dei Red Hot Chili Peppers, e pertanto l'anelito verso un heavymetal progressivo ed eterodosso.


    Il funkmetal di San Francisco

    Il "crossover" di Primus e Faith No More, cosi` come (sul fronte heavymetal) quello di Mind Funk e Psychefunkapus, rappresenta la coronazione di un programma di rinnovamento che era in atto a San Francisco da almeno un decennio. L'hardcore aveva fatto il suo tempo e il folkpop non riusciva ad esprimere un gruppo di prima grandezza. Si sentiva il bisogno di un suono diverso da entrambi, che conservasse le asprezze del primo e usasse l'intelligenza del secondo. Con gli anni '90 il crossover diventa una delle specialita` della Baia.

    Delle legioni di gruppi che tentano i piu` spericolati ibridi emergono i Victim's Family.

    Da loro prendono le mosse i Mordred, il cui esordio del 1989, Fool's Game (Noise), con l'hit Every Day's A Holiday, e` un manuale di come fondere heavymetal, funk, soul e hip-hop senza rinunciare alla veemenza dell'hardcore. L'amebico e amorfo In This Life, che raccoglie detriti di tutti i generi, e il mini-album Vision rafforzeranno la loro statura all'interno del movimento.

    I Limbomaniacs, il cui Stinky Grooves (In Effect) del 1990 e` forse l'opera piu` fedele all'autentico funk nonche' al suo humour oltraggioso, e il quintetto ispanico Fungo Mungo, il cui Humungous (Island) fu uno dei maggiori successi della corrente, completano il quadro della scena "NoCal".


    Funkrock di NY

    Guarda caso la scena dei "rocker" neri e` contemporanea all'affermarsi nel mondo dello spettacolo di Arsenio Hall (nel 1988 prende il via il suo programma serale) e di Spike Lee (nel 1988 esce "Do The Right Thing"). I neri escono dai ghetti culturali in cui erano stati costretti (e un po' di erano auto-costretti) e uno dei ghetti culturali piu` stereotipici era quello del blues/soul/jazz, insomma purche' non fosse rock. Prince, il secondo nero dopo Hendrix ad aver esercitato una forte influenza nel mondo del rock, e` un altro dei neri che hanno insegnato ad abbattere quelle barriere. Persino Michael Jackson, facendosi sbiancare la pelle, contribuisce al travaso di neri verso il fronte dei bianchi.

    Il progressive "nero"

    A New York i Living Colour, i capifila della "Black Rock Coalition" e del genere che contamina l'hardrock con il funk e il jazz, hanno aperto la strada a Dan Reed Network, 24-7 Spyz, Eye & I, e tanti altri gruppi multirazziali (compreso lo stesso Lenny Kravitz).

    La "big band" multirazziale dei Rise Robot Rise, diretta da Joe Mendelson (chitarra) e Ben Nitze (tastiere), ha un repertorio molto differenziato, che scimmiotta alternativamente quelli di Frank Zappa, George Clinton e Jimi Hendrix. Talk Is Cheap il primo singolo del 1992, seguito da due album (per la TVT), il secondo dei quali, Spawn, contiene la loro miglior imitazione dei Funkadelic, Fear. Con il nome di Fibre alcuni membri della banda eseguo improvvisazioni dal vivo, ispirate variamente a Zappa, Pink Floyd, King Crimson e Can, in parte registrate nel 1993 su I Cried At The Fair (Fibrecorp).

    Jean-Paul Bourelly sfoggia un suono funkmetal da grandi arene e uno stile chitarristico che si ispira a Jimi Hendrix via Sonny Sharrock. Trippin' (Enemy) del 1992 e Saints And Sinners (Enemy) del 1993 sono i suoi album, ma ha alle spalle una lunga carriera di sessionman.


    Il rispetto per la tradizione

    I tradizionalisti di New York

    A New York, fra tanti cataclismi armonici, non e` in realta` mai venuta meno la tradizione piu` autenticamente popolare e populista. Durante gli anni '80 la strada era stata tracciata dai Del-Lords, dietro ai quali sono venuti altri combo urbano-bohemien come i Raunch Hands (i Los Lobos dell'Est, capitanati dall'ex Outta Place Mike Chandler), i Railroad Jerk, i Silos e i Workdogs.

    Ad essere viva e` soprattutto la scuola folkrock. Black 47 mescola folk (e nazionalismo) irlandese e punkrock, alla Pogues. L'EP omonimo del 1992 (per la EMI) sfodera i bellicosi inni James Connolly e Black 47. Ferocemente politica, la musica dell'album Fire Of Freedom (SBK) ha i suoi migliori momenti nella storia di Funky Ceilin' e in altre vignette populiste degne di Springsteen piu` che degli U2.

    Il duo dei Drink Me, sull'unico album pubblicato (per la Bar None nel 1992), esegue un folk etnico molto spartano e antiquato per chitarre acustiche e ukulele che potrebbe essere parente di quello della Penguin Cafe` Orchestra, ma con lo spirito di una "jug band" degli anni '20. Stay Up All Night e le altre divagazioni di Mark Amft e Wynne Evans hanno il fascino dell'innocuo.

    Too Much Joy suonano un pop senza pretese.

    Comici anche gli Horse Flies, titolari di Human Fly (Rounder) e Gravity Dance (MCA) a cavallo fra i due decenni, con una formazione a sei che comprende violino, fisarmonica e banjo, appena un po' piu` seri dei Camper Van Beethoven.

    Tara Key degli Antietam battezzo` "friendly rock" la musica di combo dimessi come i They Might Be Giants, che reagivano al noise-rock e al grunge degli anni '90. Quella scuola e` degenerata in gruppi come i Lovechild, il cui rock e` la quintessenza dell'umilta`.

    Fra i rocker della nuova generazione (o perlomeno giunti alla ribalta piu` recentemente) spiccano Matthew Sweet e East River Pipe. Roger Manning. si e` invece messo alla testa del movimento "anti-folk".

    Negli anni '90 anche la provincia delloo stato, tradizionalmente occultata dalla metropoli eponima, da` i natali a diversi gruppi di prima grandezza: a Buffalo i Goo Goo Dolls; a Rochester i Colorblind James Experience e i Jet Black Berries; a Syracuse i Masters Of Reality; a Jamestown i 10,000 Maniacs.

    Fra Greenwich Village e New Wave

    A New York i cenacoli intellettuali dei primi anni '90 sono spartiti in egual misura fra coloro che continuano nella tradizione di Bob Dylan e coloro che continuano nella tradizione della new wave: folksinger irreducibili i primi, autori progressisti i secondi.

    Fra i rocker di quella generazione (o perlomeno giunti alla ribalta piu` recentemente) si contano almeno Marc Jeffrey, Phil Gammage, Matthew Sweet, East River Pipe.

    Cantautrici di New York

    La prima a dare la sensazione di poter rinnovare questa scena asfittica e` semmai Brenda Kahn.

    Nel 1990 esordisce ventenne Mariah Carey, cantante prodigiosa con un'ampiezza vocale di sette ottave, contraltare bianco di Whitney Houston.

    Kristen Vigard, ex attricetta di Hollywood ed ex corista dei Red Hot Chili Peppers, ha pubblicato il primo album nel 1990 (per la Private), contornandosi di uno stuolo impressionante di accompagnatori. Il suo etereo soprano spazia dal funky-soul di Waiting For You alla danza rinascimentale di Me So Far, procurando qualche brivido in piu` della media in Announcement, una ballata folk che sfoggia un'ariosa melodia alla Joni Mitchell e contrappunti marziali di flamenco.

    Fra le ultime arrivate va citata anche Lori Carson, autrice nel 1990 di Shelter (DGC), una raccolta di sofisticate elegie amorose, forte di arrangiamenti da camera (vibrafono, fisarmonica, marimba, clarinetto, corno francese, violini e cosi` via) e di accompagnatori d'eccezione (JOhn Fahey, Bob Wasserman, Marc Ribot).


    Il roots-rock di Los Angeles

    La vivacissima scena di Los Angeles, che ha prodotto a ripetizione capiscuola del calibro di Blasters, Los Lobos, Gun Club, Pontiac Brothers, Rave-ups, Thelonious Monster e (ultimamente) Concrete Blonde ha pero` perso molto del suo smalto negli anni '90: a battere i club per tradizionalisti sono i Walking Wounded di Jerry Giddens, i Congo Norvel di Kid Congo Powers e pochi altri cani randagi.

    Ancor piu` essenziali gli Eggplant, il cui Monkeybars (Dr Dream) rivelo` nel 1989 un quartetto legato agli schemi folk della prima new wave (Feelies e Jonathan Richman), che folk non sono, ma semplicemente prendono in prestito al folk il metodo spartano (Goin To Maine). Il successivo Sad Astrology ha aumentato la somiglianza con Richman in canzoni agrodolci come Unexpected.

    Della "street scene" di Los Angeles facevano parte gli Human Drama, che pero`, forti di un'orchestrazione con violino, flauto, violoncello, due chitarre acustiche, basso e batteria, non avevano nulla a che fare con Jane's Addiction e compagni, e pertanto rimasero nell'ombra per quasi un decennio. Il loro repertorio venne alla luce soltanto nel 1992, su The World Inside (Triple X).

    Alejandro Escovedo, Stan Ridgeway, Peter Case. Jeffrey Lee Pierce, Steve Wynn, Russ Tolman, Chris Cacavas e tanti altri della vecchia generazione, che furono alla testa di formazioni celebri, sono tornati sulle scene nelle vesti del cantautore, quasi sempre con risultati mediocri. Fra le nuove voci di Los Angeles spiccano semmai quelle di David Baerwald, Beck Hansen e Tori Amos.


    Il folkpop di San Francisco

    Durante gli anni '80 a San Francisco si e` sviluppata una versione degenere del Paisley, un folkpop multi-chitarristico con vocalizzi piu` o meno eterei. Ad iniziare la corrente furono i Translator (provenienti non a caso da Los Angeles) e i Wire Train, rimasti a lungo i maggiori (se non gli unici) esponenti del genere.

    Ad apportare significative innovazione a questo modello sono stati i Catheads e i Donner Party. Con loro in pratica il cerchio si chiuse e torno` alle atmosfere poliglotta ed eccentriche degli anni '60. I Field Trip sono invece il veicolo espressivo di Jim Galbraith, cantautore crepuscolare (e mandolinista) che predilige il country amfetaminico dei Meat Puppets e le melodie folkpop degli REM.

    Gli Harm Farm

    Gli X-Tal e i Bedlam Rovers scelgono invece la strada del folk inadulaterato. La loro eredita` venne raccolta dagli Ed's Redeeming Qualities: non ignari di Camper Van Beethoven e Violent Femmes, nel loro album More Bad Times (Flying Fish) del 1990 e nel secondo It's All Good News del 1992, Carrie Bradley, Dan Leone e Neno Perrotta raccontano giosiose novelle popolari, sempre a lieto fine, accompagnandosi con una piccola orchestra di violino, clarinetto, ukulele e xilofono.

    I Potato Eaters sono la creatura di Ben Guy (gia` collaboratore di Snakefinger e Residents) e Laurie Amat, le cui tenui ballate sono in realta` parenti dei momenti piu` idilliaci degli ultimi Talking Heads e Pere Ubu. I loro due album, il debutto del 1991 (per la Rastascan) e I Thought I Heard You del 1993, mancano pero` di brani memorabili.

    I Downy Mildew, gli American Music Club e i Red House Painters si distinguono dalla massa per aver coniato nuovi idiomi post-psichedelici, riprendendo forse l'eredita` di un gruppo misconosciuto come gli Angst.

    Dai Camper Van Beethoven, gruppo fondamentale degli anni '80 i cui ultimi album erano stati pero` un po' fiacchi, hanno avuto origine i Monks Of Doom e i Cracker.

    In parallelo gruppi come Slovenly, Thinking Fellers Union, Molecules hanno condotto una ricerca piu` sperimentale sulla forma canzone, prendendo esempio dall'opera monumentale di (provocatorio) rinnovamento condotta negli anni '80 dai Tragic Mulatto e, con meno successo, dai Toiling Midgets.

    Da Minneapolis provengono i Moth Macabre, formati da Daniel Presley (canto) e Michelle Muldrow (basso), e autori di un album omonimo nel 1993 (per la Interscope) in cui trionfa il genio bizzarro di Pere Ubu e Pixies (All Great Architects Are Dead il singolo).

    La scuola del rock atmosferico (inaugurata da Codeine, Seam, Velocity Girl) trova naturale rifugio a San Francisco.

    Gli Swell

    Niente di tutto cio` rientra a rigor di definizione nei filoni piu` affermati del momento (grunge, industrial, techno, etc), ma forse proprio per questo e` degno della massima attenzione.

    Dopo questa generazione di innovatori la San Francisco psichedelica e` stata teatro di un sound molto piu` commerciale, rappresentato da gruppi come Sneetches, Jellyfish, i Bomb di Michael Dean.

    Gli Every Good Boy di Erik Deerly (canto e chitarra) e Glenn Girrard (chitarra) hanno coniato forse il pop piu` elementare della zona, come dimostrano Animal Crackers e Through The Woods, sul primo Social Graces (Emigre), o I'll Find You, sul secondo Baling Wire & Bubblegum del 1992, anche se Fell Asleep At Three e la title-track di quest'ultimo hanno un andamento psichedelico.

    Nel 1993 sono improvvisamente venuti alla ribalta i Counting Crows di Adam Duritz, il cui August And Everything After (Geffen) presenta un colto, malinconico e fatalista "roots-rock" alla Band e Little Feat.

    Il pop degli XTC (canto affettato, arrangiamenti eccentrici, melodie eteree, ritmi rurali) si e` reincarnato nei Mommyheads, autori di due album, in particolare il secondo, Coming Into Beauty (Simple Machines) del 1993, con Wedding Day e Swimming.

    Carmaig DeForest

    Fra le stranezze della zona si conta Jeff Saltzman, fondatore e unico membro dei Cerebral Corps, esordito nel 1992 con Attributed To (Alias), un disco di "Sixties pop", composto e registrato praticamente da solo a casa sua, sull'esempio di Stevie Moore. Le coordinate sono i Beatles del White Album (Chester Norman Criss-Cross) e le scipitezze dei Monkees (Father's Name Was Dad).

    Nel 1992 e` venuto alla ribalta Mark Curry, piccolo Woody Guthrie di Sacramento, il cui album It's Only Time (Virgin) e` dedicato a storie autobiografiche di drogati e di teppisti.

    La massima cantautrice locale e` comunque con ogni probabilita` Barbara Manning.

    Protagonisti del revival acustico della Baia sono i Flophouse, ovvero John Hopkins e Kim Osterwalder, il primo cantautore alla Gram Parsons e la seconda squisita arrangiatrice country. Il primo album (per la Heyday) annovera almeno un classico di quel genere, When The Well Runs Dry, e qualche melodia degna di Nashville (Long Way To Yesterday). Undaunted (Harp) e l'EP Oh Fuck cambieranno le carte in tavola, introducendo improvvisazioni free-jazz ed effetti psichedelici per chitarra elettrica e guastando un po' la magia dell'esordio.

    Un capitolo a parte merita il sound del deserto di due complessi di Davis, la cittadina universitaria presso Sacramento: Thin White Rope e Popealopes. Gli album a cadenza biennale dei secondi, An Adder's Tale (Skyclad) del 1988, Kerosene e Cavalcade, di qualita` via via crescente, hanno tracciato una saga simile a quella dei Thin White Rope: un rock melodico, ricco di spezie e radicato nel country, che sostiene liriche esistenziali e metafisiche (con Steven Dueker nei panni di Guy Kyser) e che nell'insieme da` l'impressione di una profonda depressione morale, di un grande vuoto nell'animo, di paesaggi naturali immani e ostili.

    A Chico (nord di Sacramento) i Vomit Launch hanno proposto nell'EP Not Even Pretty e, negli album Mr Spench (Mad Rover), Exiled Sandwich, Dogeared (Teenbeat), a partire dal 1985 fino al 1992, un pop amatoriale sullo stile di quello di Olimpia.

    La gloria di Stockton, infine, sono i Pavement.


    Il garage-rock del Nordovest

    Il garage-rock e` una delle specialita` dell'Oregon e del Washington fin da quando esiste la musica rock. Negli ultimi anni i due stati sono stati al centro dell'attenzione generale e questo ha favorito sia una ripresa di quel genere sia una sua revisione lungo direttrici diverse.

    Young Fresh Fellows, Screaming Trees e Fastbacks sono rappresentativi del sound che era in circolazione prima dell'esplosione del grunge. I massimi eredi della tradizione del garage-rock sono forse i Gas Huffer.

    Il Garage Shock, organizzato annualmente da Dave Crider (dei Mono Men) in una cittadina a nord di Seattle (Bellingham), e` diventato l'evento centrale della vasta e distribuita comunita` dei "garage rockers". Vi convergono da tutto il mondo centinaia di complessi che recuperano l'atmosfera, l'etica e la musica del vecchio garage rock degli anni '60. Quasi tutti i complessi rock che contano hanno alle spalle una gavetta di garage rock, ma pochi rimangono fedeli al formato grezzo e istintivo quando possono liberarsene per adottare uno stile piu` ragionato e vendibile. Se "Nuggets" (la celebre antologia di "hit" dei Sixties) e` la Bibbia di questi fanatici, sparsi letteralmente in tutti gli angoli del mondo, il britannico Billy Childish ne e` il profeta.

    La scena e` ricca di sfumature: il garage-rock dei Mummies e dei Gorilla e dei Marble Orchard, il folk-rock dei Walkabouts, il pop dei Posies, rockabilly dei Girl Trouble, il punkrock melodico di Supersuckers e Flop, l'alt-rock dei Kill Sybil.

    I Gravel, seguendo quell'esempio, sono andati persino oltre: Bucket Of Blood e In Your Eye dall'album d'esordio Break A Bone (Estrus) del 1992 e Yesterday da No Stone Unturned (Estrus) del 1993 coniano una sorta di "hardfolkpop" nel quale si avverte lo spirito dei tempi (a Seattle).

    Sull'esempio dei Beat Happening e del sound "amatoriale" di Olympia sono sorti i Black Tambourine, gia` un mito, benche' titolari soltanto di due EP, con un sound derivato dai Jesus & The Mary Chain e i Some Velvet Sidewalk di Al Larsen, che hanno sparso il loro punkrock primitivissimo in una dozzina di singoli (fra cui almeno I Know) e due album: Appetite For Extinction (K) del 1990, ma in gran parte registrato due anni prima, e Avalanche del 1992, con la trascinante Ice Cream Overdrive (e i versi emblematici per quella generazione: "You're headed nowhere and it feels like home").

    A Bellingham operano i Sister Psychic di Andy Davenhall (ex Attachments, Gnome, Pure Joy e Earwig), emuli piu` melodici di My Bloody Valentine. Sull'album Fuel (Restless) del 1993 brillano Mind Over Matter e World Upside Down. Surrender You Freak confermera` le buone qualita` del pop tanto orecchiabile quanto umile di Death By Fascination, Part Of Love e Velvet Dog.

    A Portland e dintorni sono ancora in circolazione vecchi dinosauri degli anni '60 come Fred Cole (oggi leader dei Dead Moon) e alcuni dei gruppi che furono protagonisti del primo revival (Miracle Workers e Wipers).

    La lezione dei Replacements si avverte nei Dharma Bums di Jeremy Wilson (canto) e Eric Lovre (chitarra), dal delicato esordio Haywire (PopLlama) del 1989 al piu` aggressivo Bliss (Frontier) del 1990 (per esempio Pumpkinhead). Il terzo Welcome trovera` la misura giusta, nel solco dei Soul Asylum: un rock potente e vibrante, ma al tempo stesso profondo (First Time Last Time).

    La scena esplode improvvisamente agli inizi degli anni '90 grazie a un pugno di gruppi che non hanno molto in comune, principalmente Pond, Crackerbash Spinanes, Caveman Shoestore e Sprinkler.

    I Crackerbash, titolari di tre singoli (fra cui Nov 1/ Halloween Candy), di un album omonimo del 1992 (per la Empty) e del mini-album Tin Toy del 1993, eseguono un garage-rock melodico che a seconda dell'enfasi puo` ricordare Neil Young, Husker Du o Nirvana.

    Garage-rock di Seattle

    Dan Reed importa persino il rock multirazziale di New York.

    Se i Love On Ice e gli Heatmiser si lasciano influenzare dal grunge di Seattle, i Poison Idea rappresentano una delle diramazioni piu` nobili del punk-rock.

    Le arie pop degne degli Abba congegnate dai Bounce The Ocean (ovvero i due cantanti John Otter e Hawk Bjorn) sul primo album del 1991 (su Private) e i lambiccati arrangiamenti di tastiere elettroniche che sorreggono le loro intricatissime armonie vocali rappresenta il massimo della reazione al grunge.


    I folksinger del Texas

    Dopo il piu` tradizionale Equal Scary People e il piu` vario Shortstop, Sara Hickman e` pervenuta alla maturita` con Necessary Angels (Discovery) del 1994, in cui le mosse imprevedibili della sua voce hanno modo di avvinghiarsi a temi sociale di grande effetto (Joy, Pursuit Of Happiness).

    Piu` frizzanti e gaie le Happy Family, un quartetto con Cindy Widner (canto), Laura Creedle (chitarra) e Julia Austin (basso), il cui unico album del 1990, Lucky (50 Skidillion Watts), attacca i tabu` sociali attraverso cronache della vita quotidiana.

    Il "revisionismo" texano degli anni '90 e` dominato dai complessi di Austin: Timbuk 3, Texas Instruments, Poi Dog Ponderin, Wild Seeds, Reivers.