Dandy Warhols
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Dandys Rules OK, 7/10
Come Down , 6/10
Thirteen Tales From Urban Bohemia , 6/10
Welcome to the Monkey House (2003), 4/10
Odditorium Or Warlords Of Mars (2005), 5/10
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Courtney Taylor, cantante e chitarrista di Portland, e` un tossicodipendente da manuale e un appassionato di musica degli anni '60. E` anche un talento melodico come pochi e in compagnia dell'altro chitarrista Peter Holmstrom riesce a comporre armonie che sposano il suo vizio, il suo hobby e il suo talento in maniera al tempo stesso sperimentale e orecchiabile.

Dopo il singolo Little Drummer (Tim/Kerr, 1994), con Dick e Genius, esce l'album di debutto, Dandys Rules OK (Tim/Kerr, 1995) (Capitol, 1996), prontamente lanciato su scala mondiale.
L'album e` prima di tutto un'impressionante raccolta di omaggi post-moderni agli anni '60 e ai colleghi degli anni '90, tanto nei titoli quanto nelle musiche. In secondo luogo, e` un esercizio di revisione personale di quei generi. La revisione consiste nel fatto che l'intero disco e` immerso in colate di allucinogeni. Coffee And Tea Wrecks, Lou Weed (si`, proprio Lou Reed), Grunge Betty (piu` T.Rex che Helmet) inventano cosi` un nuovo modo di suonare simili ai propri idoli. I singoli Dandy Warhols' T.V. Theme Song, Ride e Nothin' To Do (la piu` sfacciatamente pop del lotto) vendono questa invenzione al grande pubblico. L'ode nostalgica di Fast-Driving Rave Up (sedici minuti) chiude degnamente il disco con una specie di riassunto della storia del rock, da Sister Ray (Velvet Underground) agli Stooges, dai Jesus And Mary Chain al brit-pop.
Nel complesso i ragazzi compongono un tributo intelligente e per nulla calligrafico alla civilta` sonora degli anni '60. I Dandy Wathols sono riusciti a fare cio` che i Posies hanno cercato disperatamente di fare per tanti anni.

Come Down (Capitol, 1997) e` meno sperimentale e con i piedi saldamente per terra. I toni di Taylor rimangono spaventosamente allucinogeni e colorano della loro deformante prospettiva tutte le armonie. La tastierista Zia McCabe acquista maggiore importanza nell'economia degli arrangiamenti.
La qualita` trascendente della loro musica e` evidenziata dal mantra di I Love You, ripetuto meccanicamente su una parete di tremolo, e da Be-In, che ottiene un risultato di portata storica sovrapponendo le armonie vocali del Merseybeat al boogie trascendente dei Velvet Underground e a un sintetizzatore a mo' di cornamusa scozzese. Da li` prendono l'abbrivo gli esperimenti piu` audaci sulla forma canzone, l'ipnotico e funereo "slo-core" di Orange e l'incubo di Hard On For Jesus, un vento incalzante di schitarrate e di armonie vocali.
Il tributo continuato e quasi paranoico degli anni '60 che il gruppo aveva condotto nel disco precedente e` qui alquanto sfumato. Cool As Kim Deal fonde stereotipi assortiti di garage-rock, Merseybeat e surf; Boys Better accoppia melodia eterea e andamento cadenzato, fraseggio epico di organo acido e chitarre caricatissime. Semmai Taylor si diverte a fare il cantautore, ma sempre un cantautore imbottito di droghe, come nella solenne ballata folk di Good Morning o nel country di Minnesoter, con i contrappunti melodici della chitarra nelle timbriche piu` buffe. Everyday Should Be A Holiday copia invece spudoratamente il boogie elettronico di Legs (ZZ Top). Il gruppo diventa invece prevedibile e terribilmente noioso quando deve pagare il suo debito alla fama, nel singolo Not If You Were The Last Junkie On Earth.
Coronano il disco i due strumentali conclusivi, Pete International Airport, nello stile psico-ambientale di quei giorni, e The Creep Out, nello stile buffo-psichedelico del Rave Up del disco precedente.

Thirteen Tales From Urban Bohemia (Capitol, 2000) is almost a decadent soap opera, a parody of the Rolling Stones and early Lou Reed set to generic melodic music. Godless (a My Sweet Lord riff with mariachi trumpet) is a manifesto of moral intents rather than musical ones. The album gently flows from the raga-tinged Mohammed to the country-rock ballad The Gospel. A sudden burst of energy with the wild distortions of Nietzsche is quickly buried in more lethargic lullabies. Get Off and Bohemian Like You, the singles, are even more trivial than the average of their trivial pop hits, devoid of any relevant riff or hook. Dandy Warhols is the antidote to Marilyn Manson.

Welcome to the Monkey House (Capitol, 2003) is an odd exercise in nostalgia, trading the guitars for synthesizers and indulging in goofy imitations of Duran Duran, disco-music, glam-rock, Cars, etc. We Used To Be Friends and Plan A are amusing for a few seconds (as is a cover of Guided By Voices' I Am A Scientist) but this kind of jokes can't last an entire album.

The Black Album (2005) is the unreleased first album.

Abandoning their formulaic power-pop style, the Dandy Warhols turned Odditorium Or Warlords Of Mars (Capitol, 2005) into a merry-go-round of all the things that they had never done but always wanted to do, from lengthy, droning space-rock (Love Is the New Feel Awful, Easy, A Loan Tonight) to roots-rock (The New Country All the Money or the Simple Life Honey). If nothing else, this made their music interesting. But too many bands around the world can do (and usually do) the same things much better.

(Translation by/ Tradotto da Carlo Crudele)

Thirteen Tales From Urban Bohemia (Capitol 2000), e` quasi una soap opera decadente, una parodia dei Rolling Stones e del primo Lou Reed visti come musica melodica generica. Godless (un riff di My Sweet Lord con una tromba mariachi) Š manifesto di intenti morali invece che musicali. L'album scorre gentilmente da una Mohammed con sfumature raga alla ballad country-rock The Gospel. Un improvviso sprazzo di energia con le distorsioni selvagge di Nietzsche e` subito affogato tra sonnolente filastrocche. Get Off e Bohemian Like You, i singoli, sono persino piu` triviali della media triviale dei loro successi pop, privi di alcun aggancio o riff rilevante. I Dandy Warhols sono l'antidoto a Marilyn Manson.

(Translation by/Tradotto da Davide Carrozza)

Welcome to the Monkey House (Capitol, 2003) è uno strambo esercizio di nostalgia, che scambia le chitarre con i sintetizzatori e indulge in goffe imitazioni di Duran Duran, disco-music, glam-rock, Cars, ecc. We Used To Be Friends e Plan A sono divertenti per pochi secondi (come anche una cover di I Am A Scientist dei Guided By Voices) ma scherzi di questo tipo non possono durare un album intero.

The Black Album (2005) è l'album d'esordio mai pubblicato.

Abbandonando il loro prevedibile stile power-pop, i Dandy Warhols trasformarono Odditorium Or Warlords Of Mars (Capitol, 2005) in un carosello di tutto ciò che hanno sempre voluto fare ma non hanno mai fatto, da lunghi droni space-rock (Love Is the New Feel Awful, Easy, A Loan Tonight) al rock delle radici (The New Country All the Money or the Simple Life Honey). Se non altro, questo rese la loro musica interessante. Ma troppe band nel mondo possono fare (e di solito lo fanno) molto meglio le stesse cose.

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