Earth
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Extra-Capsular Extraction, 7/10 (EP)
"2", 8/10
Phase 3, 7/10
Pentastar (1996), 6/10
Hex (2005), 6/10
Hibernaculum (2007), 5/10
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Earth were the most extreme of Seattle's "doom-rockers". The titanic instrumental tracks of the EP Extra-Capsular Extraction (1991) and the album 2 (1993) relied on colossal drones and heavy rhythms seen through the distorted lense of Dylan Carlson's neurosis. Earth's music sounded like the casual jamming of extraterrestrial monsters. It merged elements of LaMonte Young's avantgarde minimalism and Eastern music's transcendental ecstasy and drenched them into gothic-scifi atmospheres. They were not "songs", they were hyper-psychedelic states of mind. Phase 3 (1995) and the more accessible Pentastar - In The Style Of Demons (1996) continued Carlson's virtual sampling of historical riffs of hard-rock in a more earthly setting. Compared with their evil symphonies, Lou Reed's Metal Machine Music was classical music.
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Gli Earth sono stati uno dei gruppi piu` originali e creativi della storia della musica rock, anche se forse nessuno dei loro dischi merita di figurare fra i capolavori del rock. L'idea di Dylan Carlson fu di focalizzare il microscopio su uno o due degli elementi della musica rock e poi amplificare a dismisura quegli elementi. Cio` che ottenne ha poco a che vedere con la musica rock, ma forse molto a che vedere sia con la pittura astratta, sia la musica stazionaria di LaMonte Young, sia con la teoria della relativita` di Einstein. Si tratta infatti di suoni monotoni e dilatati che rimettono in discussione i concetti di spazio, tempo e movimento.

Dylan Carlson formo` gli Earth nel 1990 a Olympia con due amici per imitare i loro idoli dell'hard-rock. Con il passare del tempo il sound si concentro` sulle minuzie sonore che piu` gli piacevano (un riff, una cadenza, un timbro) e presto "divenne" soltanto quei reperti. Affascinato dalla musica indiana e dagli esperimenti di LaMonte Young, Carlson scopri` che, insistendo su quegli elementi, anche l'hard-rock conduceva all'estasi trascendente.

L'EP puramente strumentale Extra-Capsular Extraction (SubPop, 1991) proponeva tre suite monolitiche e sonnolente di droni distorti e ritmi pesanti, che trasformavano i Melvins in trance ambientale, la Metal Machine Music di Lou Reed in musica classica.
1 ripeteva testardamente un riff dei Black Sabbath su cadenze marziali e funeree, allungandolo progressivamente fino a farne un semplice ronzio. Da quella truce ouverture si entrava in un mondo pregno di atmosfere gotico-fantascientifiche, quello di 2, con la sua andatura da mostro extraterrestre, e della sterminata 3 (diciotto minuti), un cerimoniale dell'occulto con tanto di colpi di gong che si trascina stancamente fra indicibili torture sonore, ancora una volta lasciando che la musica si sfianchi da sola poco a poco. Imponente e spaventoso, il sound degli Earth amplificava a dismisura quelli che normalmente sono istanti di musica (un riff, una distorsione, un riverbero) e proponeva un'insolita fusione fra hard-rock e musica ambientale. Il bassista Joe Preston passo` poi ai Melvins lasciando le redini del complesso a Dylan Carlson.

2 (Sub Pop, 1993), ovvero il primo album, si attiene a quelle direttive. Il quarto d'ora di distorsione in un timbro da armata panzer su Seven Angels e` soltanto l'assaggino. Le altre due suite, Teeth Of Lions Rule The Divine e Like Gold And Faceted, durano entrambe mezz'ora. La differenza fra l'una e l'altra e` la differenza fra un "om" e un altro. Sono stati mentali piu` che brani musicali, onde cerebrali piu` che discorsi compiuti. A differenza della psichedelia, il suono torvo e opprimente di questi duetti di chitarre sembra voler trivellare la mente piu` che espanderla. Persino i crescendo vengono accuratamente evitati. Qualunque emozione e` ridondante, blasfema. Il drone fastidioso continua a propagarsi identico per minuti e minuti, usando come veicolo una minima frase melodica. Il terzo brano annulla anche quella, restando a fluttuare in un limbo a due passi dalla musica eterna di La Monte Young.

Phase 3 (registrato nel 1993 ma pubblicato soltanto nel 1995, con un solo superstite della formazione originale, Dylan Carson) lascia intravedere un po' di luce, se non altro nella frammentazione dell'album in brani piu` concisi e (relativamente) cantabili (Harvey, Lullaby, Song 4, Song 6), che, eseguiti con altra orchestrazione, potrebbero essere brani new age per il modo in cui accarezzano le note e si planano in estasi celestiali. L'album e` comunque ancora ancorato alle partitute titaniche di Tibetan Quaaludes (sette minuti) e Site Specific Carniverous Occurrence (otto minuti), entrambi suonati con l'intensita` di una sinfonia di Glenn Branca; ma entrambi si spingono oltre l'operazione di campionamento virtuale dei riff storici dell'hard-rock, per mutuare (il primo) la magniloquenza dei primi King Crimson e (il secondo) il caos psichedelico dei Nice e dei primi Pink Floyd; ed entrambi vengono comunque lasciati fluttuare dentro melodie piuttosto che riff minimali.
La sperimentazione non si arresta qui. Anche il ritmo viene messo in discussione, se e` vero che la title-track (dodici minuti) non e` altro che una sequenza di frequenze infrarosse di chitarra senza batteria, e l'ancor piu` sterminata Thrones And Dominions (quattordici minuti) e` un incrocio fra un assolo di Jimi Hendrix, un raga e un concerto d'avanguardia.

Pentastar: In The Style Of Demons (SubPop, 1996) continua la progressione del gruppo verso la fruibilita` con otto brani di durata media e sonorita` che evitano gli eccessi astronomici dei primi lavori. Le chitarre di Dylan Carlson (il principale compositore, anche alle tastiere), Ian Dickson e Sean McElligot disegnano partiture strumentali che evocano atmosfere trascendenti piu` che riff da pugno allo stomaco. L'effetto e` ipnotico piu` che adrenalinico. Su questo album risalta soprattutto l'eclettismo del quartetto, capace di alternare gli stili piu` svariati e antitetici fra di loro. In generale, comunque, il lavoro si riallaccia alla tradizione psichedelica piu` che a quella grunge. L'Introduction funge da manifesto, con l'incedere eroico dei suoi tre accordi in 2/2, ripetuti fino alla nausea, e con un tributo alla psichedelia dei Pink Floyd di A Saucerful Of Secrets quando Dickson intona il suo inno al vibrafono (quello che nell'ultimo brano viene ripreso e battezzato Coda Maestoso In F Minor). E` soltanto l'inizio di un lungo viaggio negli orizzonti lontani dell'armonia rock, che procede con il raga ambientale di Crooked Axis, nel segno di Seefeel e Spectrum e con i cicli in maniera minimalista della figura mediorientale di Charioteer. Addirittura nella sonata dissonante di Sonar And Depth Charge sembra di ascoltare il John Cage per piano preparato (o quantomeno il Roger Miller piu` alienato). In questa musica il canto ha un ruolo molto marginale. L'unica vera "canzone", Tallahassee, tenta di divulgare il loro sistema armonico con un'accoppiata alla Kyuss di melodia lisergica e scosse telluriche.

070796LIVE (Autofact, 2005) is a limited-edition live album. Living In The Gleam Of An Unsheathed Sword aka Dissolution III (Troubleman Unlimited, 2005) is also a live album, and shares one colossal track with the previous one. Both are disposable. Legacy Of Dissolution (No Quarter, 2005) is a remix album. Also disposable.

Hex Or Printing In The Infernal Method (Southern Lord, 2005), was finally a real release, the first studio album in nine years. Earth added a melancholy Ennio Morricone-like atmosphere (via a crisp guitar tones and an arsenal of instruments) to their apocalyptic instrumental tides. The music is impressionistic and descriptive instead of being expressionistic and destructive, but it rarely reaches the pinnacles of drama of their past albums (notable exception the evocative Mirage, Dylan Carlson in excelsis).

Hibernaculum (Southern Lord, 2007) re-recorded some old Earth compositions in the Morricone-ian style of Hex. Basically, Earth produced a remix of their own music.

(Translation by/ Tradotto da Ascanio Borga)

070796LIVE (Autofact, 2005) e' un album live ad edizione limitata. Living In The Gleam Of An Unsheathed Sword aka Dissolution III (Troubleman Unlimited, 2005) e' ancora un album live, ed ha in comune una traccia colossale col precedente. Entrambi sono usa e getta. Legacy Of Dissolution (No Quarter, 2005) e' un album di remix. Anche questo usa e getta.

Hex Or Printing In The Infernal Method (Southern Lord, 2005), fu finalmente un vero album, il primo disco da studio in nove anni. Gli Earth aggiungono una melanconica atmosfera morriconiana (attraverso squillanti toni chitarristici ed un arsenale di strumenti) alle loro apocalittiche maree strumentali. La musica e' impressionistica e descrittiva invece di essere espressionistica e distruttiva, ma raramente raggiunge i picchi di drammaticita' dei loro album precedenti (eccezione degna di nota l'evocativa Mirage, Dylan Carlson in excelsis).

Hibernaculum (Southern Lord, 2007) ri-registra alcune composizioni piu' vecchie degli Earth nello stile morriconiano di Hex. Sostanzialmente, gli Earth producono un remix della loro propria musica.

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