Foo Fighters
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Foo Fighters, 6.5/10
Touch, 6/10
Colour And The Shape, 5/10
There Is Nothing Left To Lose , 5/10
Probot: Probot (2004), 4/10
In Your Honor (2005), 5/10
Jackson United: Western Ballads (2005), 6/10
Taylor Hawkins: The Coattail Riders (2006), 4/10
Echoes, Silence, Patience & Grace (2007), 4/10
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David Grohl (ventiseienne, enfant prodige dell'hardcore e del grunge, ex Mission Impossible, Brain Damage, Scream e Nirvana) tenta la via personale al successo con il progetto Foo Fighters (Roswell, 1995), un album solista composto e registrato nel 1994. Il progetto divenne un gruppo quando Grohl assunse Pat Smear (ex Germs) alla chitarra e la sezione ritmica dei Sunny Day Real Estate (ma il primo album, concepito prima che il gruppo si formasse, e` interamente suonato da lui). Sorprendentemente, Grohl vi si e` rivelato un raro talento pop, capace di scodellare melodie, ritmi e riff di facile ascolto e perfettamente alla moda nel mondo del dopo-Cobain. Grohl ha saputo clonare l'urlo disperato, l'accelerazione brutale e il riff trascinante dei Nirvana in I'll Stick Around e Good Grief. Ma il successo dell'album deve molto a ritornelli semplici come quello di Alone + Easy Target, all'alternanza di stereotipi dell'hard-rock melodico (This Is A Call) e di momenti introversi (la ballad spartana e dinoccolata Big Me). La seconda parte osa qualche bizzarria, sia sul fronte dell'hard-rock (Weenie Beenie) sia su quello della ballad (X-Static), ma i Foo Fighters hanno gia` vinto la partita e possono concedersi qualche licenza poetica.

Grohl pubblica poi Touch (Capitol, 1997). Nelle vesti di compositore di musica strumentale l'ex batterista David Grohl, gia` vecchio leone degli Scream e pavido delfino dei Nirvana, e oggi sfacciato cantante/chitarrista degli ultracommerciali Foo Fighters, dimostra una maturita` che non gli si poteva riconoscere dal pedigree. Queste suite di hard-rock soffice e meticolosamente arrangiato, nelle quali il passo elegante di basso e batteria conta sovente piu` dei riff strangolatori della chitarra, hanno il fascino dell'atmosferico, del metafisico e persino dell'ultraterreno. Grohl ha la caratura di un mistico punk alla ricerca dello sputo che lo resusciti fra i santi dell'inferno, e scorrazza empiamente con la brillante e trascinante Bill Hill Theme e la carica sincopata di Spinning Newspapers. Riesce persino a pennellare momenti eccentrici come la ballad jazzata e decadente di August Murray Theme, o la fuga soul all'organo di Outrage, con riverberi surf-psichedelici. Quando canta le filastrocche insipide di How Do You Do, spuntano invece i fantasmi dei Foo Fighters, soltanto per le teste di cuoio del pop. Sprofonda nelle estasi vellutate dei Pink Floyd con Saints In Love e nel pop-soul da salotto con la title-track, nonche' tema del film, interpretata dalla chanteuse Louise Post. Forse da vecchio diventera` una star della musica new age.

Colour And The Shape (Capitol, 1997), il secondo album dei Foo Fighters, propina invece un'altra colata di grunge-pop senza nerbo, a partire dalla platinata Monkey Wrench (un po' memore di She Walks On Me delle Hole) alla filastrocca bubblegum di Up In Arms, da quella specie di ragtime che e` See You alla serenata acustica di Walking After You. Il contributo del chitarrista Pat Smear e` un po' piu` rilevante: grazie ai suoi poderosi riff le melodie scontate di My Poor Brain e Wind Up possono stare al fianco del grunge classico. Il nuovo batterista Taylor Hawkins suona da vecchio marpione del mestiere.

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Grohl is a pop songwriter, a renegade punk who enjoys writing refrains with the artistic depth of a Beatles ditty, just like so many leftist students eventually became bourgeois entrepreneurs. Regardless of the moniker on the cover, There Is Nothing Left To Lose (RCA, 1999) is yet another solo Grohl album (with former Sunny Day Real Estate bassist Nate Mendel and drummer Taylor Hawkins) that spills out into MOR and radio-friendly muzak. Learn To Fly, Generator, Breakout and Stacked Actors are the least embarassing of the bunch. Ain't It the Life (that echoes one of the Beatles' Across the Universe) is a good example of where Grohl is headed to.

Former No Use For A Name's guitarist Chris Shifflet revitalized the sound of Foo Fighters on One By One (RCA, 2002), a collection of otherwise mediocre material. The Foo Fighters had become a superb band just when Grohl ran out of the good tunes. All My Life and Low are the only additions to the canon.

Dave Grohl's next project after the Foo Fighters was Probot (Southern Lord, 2004), a sort of tribute to his metal heroes: each song features a different vocalist, chosen according to the style of the song. The music is almost as dull as the concept.

The 21-song double-disc In Your Honor (RCA, 2005) includes a disc of acoustic tracks and a disc of electric ones. The two are full of filler and, at best, of echoes of Grohl's best songs (No Way Back, Best of You). As for the acoustic campfire songs, Virginia Moon (a duet with Norah Jones), and Miracle (the best ones) convince you to avoid at all costs being stuck in a remote campground with the Foo Fighters.

Chris Shifflet is also the leader of Jackson United that released Western Ballads (Magnificent, 2005), that beats the Foo Fighters at their own game, delivering a tighter and catchier brand of power-pop.

The Foo Fighters' drummer Taylor Hawkins formed the Coattail Riders and recorded the mediocre Taylor Hawkins & the Coattail Riders (2006).

Skin And Bones (2006) documents live performances.

Determined to revive the AOR sound of the 1970s no matter what, Grohl adopted string arrangements and piano ballads for Echoes, Silence, Patience & Grace (2007), whose standouts (Statues, The Pretender, Summers End , Long Road to Ruin) pale in comparison with the lone, fast-paced instrumental, The Ballad of the Beaconsfield Miners.

(Translation by/ Tradotto da Daniele Meneghel)

Grohl è un compositore pop, un punk rinnegato che si diverte a scrivere ritornelli con la profondità artistica di un motivetto dei Beatles, proprio come tanti studenti di sinistra diventati alla fine imprenditori borghesi. Senza guardare al moniker sulla copertina, There Is Nothing Left To Lose (RCA, 1999) è ancora un'altro album solista di Grohl (con l'ex bassista dei Sunny Day Real Estate Nate Mendel e il batterista Taylor Hawkins) che si rovescia in musica di sottofondo radio-friendly. Learn To Fly, Generator, Breakout e Stacked Actors sono le meno imbarazzanti del lotto. Ain't It the Life (che riecheggia una dei Beatles Across the Universe) è un buon esempio di dove Grohl sia indirizzato.

Il chitarrista Chris Shifflet rivitalizza il suono dei Foo Fighters su One By One (RCA, 2002), un album di materiale d'altronde mediocre. I Foo Fighters sono diventati una band superba proprio quando Grohl aveva finito le buone melodie. All My Life e Low sono le sole aggiunte al canone.

(Translation by/ Tradotto da Gianluca Mantovan)

Archiviati i Foo Fighters, Dave Grohl pubblicò Probot (Southern Lord, 2004), sorta di tributo ai suoi eroi metal: ogni pezzo ospita un differente vocalist a seconda del suo stile. La musica è poco meno tediosa del progetto. Il doppio In Your Honor (RCA, 2005) consta di 21 tracce, le acustiche su un disco e le elettriche sull'altro. Entrambi i dischi abbondano di riempitivi e solo parzialmente (No Way Back, Best of You) di reminiscenze dei migliori pezzi di Grohl. I migliori tra i pezzi acustici da bivacco, Virginia Moon (in duo con Norah Jones) e Miracle, palesano che è preferibile evitare terreni per campeggio con i Foo Fighters. Chris Shifflet è inoltre il leader dei Jackson United, che con l'album Western Ballads (Magnificent, 2005) superano i Foo Fighters sul loro terreno, grazie a un power-pop più avvicente e coeso. Il batterista dei Foo Fighters Taylor Hawkins formò i Coattail Riders e registrò il modesto Taylor Hawkins & the Coattail Riders (2006).

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