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L'influenza di Seattle (in particolare quella dei Nirvana) si avverte anche
sugli Heatmiser di Portland (Oregon), il
gruppo dei cantautori Elliott Smith e Neil Gust (con Sam Coomes dei
Donner Party al basso).
Quelli di Dead Air (Frontier, 1993)
sono competenti esponenti di un punkmetal post-Fugazi,
ma troppo generici per essere ricordati nella massa del grunge.
L'album si solleva dalla mediocrita` soltanto in Still, Dirt
(vagamente Spin Doctors)
e nella titletrack (la piu' melodica). Molto piu' orecchiabile e` l'EP
Yellow Number 5 (Frontier, 1994),
con il frizzante powerpop di Wake e
il boogie decadente alla Lou Reed di Fortune 500.
Continuando quella
progressione, Cop And Speeder (Frontier, 1994) perverra' al punkpop di Flame e alla ballad
Something To Lose, ma non riscattera' di molto quel sound zoppicante.
Elliott Smith intanto
ha lanciato una carriera solista di ben maggiore successo.
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