|
I Jessamine hanno ripreso la misconosciuta scuola della canzone elettronica
fondata da Silver Apples e
United States Of America
per rivederla alla luce degli shoegazer
britannici (My Bloody Valentine,
Spacemen 3).
La psichedelia di Ordinary Sleep (Silver Apple, 1993) poggiava su un
flusso costante di sibili elettronici e su un battito imponente che sfocia in un
frenetico crescendo. L'intermezzo strumentale condotto a passo di danza dalla
chitarra richiama le suite degli anni '60, ma il costrutto e` troppo grezzo
e rumoroso per appartenere alla cultura hippie. L'incedere lento e marziale
del secondo singolo, Cellophane (Silver Apple, 1993), tiene l'elettronica in secondo piano per
privilegiare un dialogo quasi raga fra chitarra e basso e lasciar spazio al
contralto angelico della cantante.
|
If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
Scroll down for recent reviews in english.
|
Jessamine (Kranky, 1994) ha fatto luce sulle qualita` trascendenti della
musica elettronica di Andy Brown, del chitarrismo distorto di Rex Ritter e
dell'ipnosi granitica della sezione ritmica (il basso propulsivo di
Dawn Smithson e la batteria fantasiosa di Michael Faeth).
La trance di Secret e` creata da figure ostinate di basso (alla
Set The Controls dei Pink Floyd), da improvvise impennate raga della chitarra
e da un drone sottile di organo.
Quella di Cellophane e` invece tutta in chiave minore, sommessa e cosmica.
Quella di You Have Ugly Talents Martha e` affidata a uno strimpellio
anonimo e alle scudisciate improvvise della chitarra.
La dinamica dei brani e` piuttosto monocorde, sempre impostata su un crescendo
strumentale, e il baccanale di effetti e` sovente troppo gracile e incerto per
giustificare una canzone, quando non si perde in vaneggiamenti fini a se stessi
(One Trick Pony, che sfuma dopo nove minuti senza esser mai diventata nulla).
Ogni pezzo e` vivacizzato da un suono (il crepitio della chitarra in
Royal Jelly Eye Cream, le farfalle del sintetizzatore in Ordinary Sleep)
esaltato in maniera innaturale.
La lunga jam Don't You Know That Yet prova ad esaltare i due elementi
portanti del loro sound, il tribalismo della batteria e i disturbi elettronici,
e il risultato assomiglia a una versione per spastici di
In A Gadda Da Vida.
All'album e` seguito il singolo Your Head Is So Small (SubPop, 1994).
Alla compilation Harmony of the Spheres (Drunken Fish, 1996)
i Jessamine contribuiscono 22:30, una dimessa e abulica sonata
per strimpellii anemici e dissonanze elettroniche. Un rombo assordante in un
tumulto di sintetizzatori, un boogie svogliato che si spegne nel nulla,
un vortice elettronico che prende velocita` sulla batteria che risorge.
Sul monumentale The Long Arm Of Coincidence (Kranky, 1996)
la musica dei Jessamine sembra piu`
cerebrale, come se il gruppo si fosse ritirato per due anni in laboratorio
(invece molte di queste canzoni sono state registrate in diretta).
Dieci brani per un totale di un'ora e un quarto di musica dimostrano una
certa sicurezza nei propri mezzi. Al centro della scena non sono piu` il
sintetizzatore e la chitarra, bensi` la sezione ritmica, il basso di
Dawn Smithson e la batteria di Michael Faeth, di gran lunga gli strumenti
piu` smaliziati. Brown cincischia al sintetizzatore con mano quasi jazz
e contribuisce all'atmosfera di smarrimento e confusione, ma sono basso e
batteria a formulare gli schemi su cui poggia il resto.
I Jessamine si muovono in due direzioni, quella dei Can in brani sperimentali
come Or What You Mean (tempi obliqui, gorgheggi stralunati di contralto,
versi grotteschi del sintetizzatore) o la stessa title-track (uno studio di
riverberi, ritmi liberi e pause) e quella dei Soft Machine:
Periwinkle e Polish Countryside si ispirano al gelido jazz-rock dei secondi
Soft Machine, per merito soprattutto del basso di Smithson.
Il piacere del disco sta tutto in questo dotto esercizio di affabulazione
fra le righe, nella dialettica fra profondita` e ambiguita`.
Gli ectoplasmi del sintetizzatore si sposano alle ombre del basso e alle
geometrie titaniche della batteria e il risultato e` quasi degno della musica
da camera. Anzi, nel caso di It's Cold In Space si tratta proprio di musica
da camera: il chiaroscuro del sound decade progressivamente fino a lasciare
soltanto un sibilo stordente di sintetizzatore, e dopo quell'implosione
rimangono soltanto gli accordi sparuti degli strumenti a dibattersi nel vuoto,
come in un concerto di musica d'avanguardia.
Il canto tenue e cristallino di Smithson primeggia in You May Have Forgotten,
che infatti sembra alla fine un lied soltanto un po' arzigogolato.
Dalle paludi di questa masturbazione terribilmente intellettuale evade soltanto
Schisandra, i cui poliritmi incalzanti animano un po' il disco, nonostante
il vagito insopprimibile di sintetizzatore.
L'unica canzone degna di questo nome e` l'iniziale Say What You Can,
null'altro che un classico blues-rock in versione per filosofi post-moderni.
All'album sono seguiti
il singolo Seagreen (Darla, 1996), una cacofonia di droni registrata dal vivo,
e il singolo It Shouldn't Take A Man So Long To Drown (Thingmaker, 1996).
|
If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
Scroll down for recent reviews in english.
|
|
Another Fictionalized History (Histrionic, 1997) e` un'antologia
dei loro singoli. Il gruppo intanto si e` trasferito a Portland.
(Translation by/ Tradotto da xxx)
Se sei interessato a tradurre questo testo, contattami
|
After moving to Portland (Oregon), the band published
Another Fictionalized History (Histrionic, 1997), an anthology of
their singles. The tracks span the period from 1992 to 1997 and were
made mainly in basements and living rooms.
The hypnotic Cheree (1993) scatters floating organ drones that recall Suicide
and a melodic tinkling a` la Velvet Underground And Nico, while the
singer is babbling in trance. This is one of the few (early) vocal tracks.
A steady, solemn beat propels Electricity (1992), underpinning the Jefferson
Airplane-inspired trip of the vocalists.
The purely electronic
Reflections (1993)
opens with a whirlwind of distorted synth waves, and pushes
them to higher and higher orbits.
It could stand as Jessamine's manifesto: Klaus Schulze minus Wagner minus Eno
plus Red Crayola.
Jessamine elevate analog keybaords to classical or jazz music status with
Soon The World Of Fashion (1994), a jam of wavering electronics over a smooth
rhythm, with The Moon Is Made of Cheese (1995), a majestic crescendo that
unfolds a warped melodic theme of abrasive electronics, and with
It Shouldn't Take So Long For A Man To Drown (1995), a psychedelic concerto
for electronic noises and guitar distortions.
The approach to the keyboards is not the traditional one of the pop novelty,
but the one usually reserved to the saxophone or the guitar.
Another factor that sets Jessamine apart among Moog revivalists is the long
introductions and codas of noisy doodlings (all the way to the abstract
soundscape of Air From Another World, 1995).
When finally the guitar pens the soul-rock leitmotiv of
From Hereto And Now Otherwise (1996), that quickly transcends into a torrid
heavy-psychedelic jam, the feeling is that the track does not belong to this
album.
While Pere Ubu, Residents, Chrome, Suicide and countless others had used
before electronic keyboards to unnerving effects, Jessamine are the first to
make it a full-fledged art that stands on its own.
|
|
Southerning e` il progetto di Andy Brown e David Farrell (marito di Dawn
Smithson) e Templates Made Or Found (Drunken Fish, 1998)
e` una raccolta di cinque suite d'avanguardia, ispirate in egual misura dai
cosmici tedeschi, dai minimalisti americani e dalla musica ambientale dei loro
coetanei.
Le sorgenti sonore sono completamente irriconoscibili all'interno
delle oscillazioni meccaniche di Circular,
dei sibili disordinati di Filament,
dei borboglii robotici di Templates,
del poema industriale di RhSource e
e soprattutto della musica subliminale di Below, 17 minuti di
tremuli timbri elettronici.
Brown ha dalla sua un tocco magino alle tastiere, che rende "differente"
qualunque cosa suoni.
Don't Stay Too Long (Kranky, 1998) e` accreditato ai Jessamine, ma
e` di fatto un progetto di Dawn Smithson, che scrive tutte le melodie e
le liriche. E` il loro disco piu` pop, anche se il piano elettrico e il
sintetizzatore di Brown conservano quel tono accademico, a meta` strada fra i
piu` freddi Soft Machine, i piu` cerebrali Can e il piu` infertile Terry Riley.
Smithson e i suoi arrangiatori cercano comunque la via alla canzone con la
ninnananna jazzata di Elsewards, con la filastrocca a ritmo
boogie di Corrupted Endeavor.
Ci si deve accontentare degli schemi blues di Continuous,
della cadenza incalzante di Pilot Free Ignition,
della piccola baraonda funky di It Was Already Thursday,
soprattutto dei ruvidi borboglii di Burgundy.
Il problema maggiore di queste canzoni e` la cantante: la voce di Smithson ha
uno spettro vocale quasi nullo e si spezza non appena tenta di inalberarsi.
Alla fine rimane l'impressione di un disco monotono e a tratti
tedioso, nel quale non c'e` nulla da imparare ma molto da dimenticare.
Gli interventi strumentali sono interessanti (in particolare la batteria di
Michael Faeth e le timbriche dadaiste di Rex Ritter), anche se non proprio entusiasmanti.
Living Sound (Histrionic, 1999) e` una collaborazione con
E.A.R. in gran parte improvvisata.
Leo DiMaio scrive:
Southering e' il progetto solista di Andy Brown, il tastierista e compositore
dei Jessamine, coadiuvato dal manipolatore elettronico David Farrell.
Il monumentale One Piece In 4 Parts (Histrionic)
e' il naturale proseguimento del precedente esperimento
Templates Made Or Found.
A ben vedere, cio' che Brown realizza come Southering, la musica e' assai piu' interessante di quella dei Jessamine, eccezion fatta per l'unica, a mio avviso, loro ottima prova inclusa nel box "Harmony Of The Spheres".
Benche' anche "One Piece In 4 Parts" non sia esente da tedio, si apprezzanoin maniera evidente le lezioni ben assimilate dei Cluster di "II", riscontrabili nelle prime due parti della piece. Quindi, la musica prodotta puo' definirsi sperimentazione elettronica sulle tastiere sottoposta ad attentissime manipolazioni: il tutto permeato da un sottofondo di un sottilis
simo ronzio, anch'esso mediato attraverso le singolari ricerche espressive fornite dall'elettronica. La terza parte e' una lunga meditazione spirituale memore dei momenti migliori di Terry Riley, mentre il lento procedere della quarta parte porta gradualmente la materia sonora ad assumere le sembianze di vorticosi turbini psichedelici.
|
If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
|
|
(Translation by/ Tradotto da Walter Consonni)
Dopo lo scioglimento dai Jessamine, il tastierista Andy Brown ed il
chitarrista Rex Ritter hanno registrato Fontanelle (Kranky,
2000). L'album e` composto da sei jams strumentali che mettono
in evidenza l'erudita conoscenza della composizione musicale moderna
dei leaders. Rendendo omaggio a personaggi comi i Soft Machine, John
Cage e Miles Davis, e continuando l'esperimento cominciato dai
Jessamine con Burgundy,
il duo inventa un flusso organico di rumori
attenuati. Picture Start (dieci minuti) intreccia disegni
pianistici tonali ed atonali con uno scarno strimpellio di chitarra ed
un ritmo regolare, a due passi dal Miles Davis di Bitches Brew.
Il tono jazzistico è più evidente in
Telephone Fade, ma non prevale mai completamente.
L'mprovvisazione è mantenuta entro i limiti da un'impalcatura
razionale, e, nel momento in cui la struttura musicale sfocia verso
percorsi indefiniti ed irresoluti, il feeling non viene compromesso,
non c'è alcuna perditta di armonizzazione. Lo stesso riguarda
la cacofonia. Anche se la dissonanza abbonda, questa non porta mai
fuori strada la composizione. Tastiere e chitarra percorrono una linea
sottile al margine dell'armonia, ma lo fanno interagendo le une con
l'altra. Il corollario è che nessuno dei due si erge a
protagonista.
La trance oscura di Niagara si basa su alchimie sonore
più serrate ed impegnate.
La suspense psichedelica e trascendentale di 29th & Going gira
attorno ai toni marziali della chitarra ed all'oscillare del
pianoforte come in un raga. Le puntellature funk di
Counterweight svaniscono in una discreta sequenza di melodie
interrotte e di timidi riverberi. Richiama alla mente il leggendario
End Of The Game di Peter Green.
|
After the demise of Jessamine, keyboardist Andy Brown and guitarist Rex Ritter
recorded Fontanelle (Kranky, 2000). The album features six instrumental
jams that display the leaders' erudite knowledge of modern composition.
Bowing to the likes of Soft Machine, John Cage, Miles Davis,
and continuing the experiment begun by Jessamine with Burgundy,
the duo concocts
an organic flow of understated noises.
Picture Start (ten minutes) weaves tonal and atonal piano patterns
with spare guitar strumming and a steady beat, recalling Bitches Brew-era
Miles Davis.
The jazz element is stronger in Telephone Fade but it never completely
prevails. Improvisation is constrained by a rational scaffolding, and, while
musical structure unfolds in subtle and uncertain ways, the feeling is one
of tight control, not one of loose coupling.
The same applies to cacophony. While dissonance abounds, it never derails
the composition.
Keyboards and guitar walk a thin line at the edge of harmony,
but they do so embracing each other. A corollary is that neither is
protagonist.
Niagara's foggy trance relies on the thickest and busiest tapestry.
The psychedelic, transcendental suspense of 29th & Going pivots on the
martial tones of the guitar and the raga-like wavering of the piano.
The funk underpinnings of Counterweight dissolve in a discrete
sequence of fractured melodies and timid echoes.
One is even reminded of Peter Green's legendary End Of The Game.
|
|
Fontanelle's F (Kranky, 2001), recorded over a period of three years
by an ensemble of (mainly) six musicians
(keyboardists Andy Brown, Paul Dickow, Brian Foote, guitarists Rex Ritter and
Charlie Smyth, drummer Matt Morgan), is an album of
collective jazz improvisation augmented with electronic doodling.
The feeling is still mostly "Miles Davis meets Can", and the seven jams
do not differ much from each other.
Corrective Lenses is darker, more threatening.
Floor Tile is an essay in intricate counterpoint.
But something is missing: soul.
Charm And Strange
is not only a little too relaxed and calm: you keep waiting for something to
happen, for Miles' trumpet to creep out and soar. Instead, the instruments
keep trading melodic fragments until they get bored and then shut up.
This sounds more like a practice session.
Fontanelle's Style Drift (Kranky, 2002) is a more organic offering.
However, what it gains in consistency it loses in variety.
The net result is still middle-of-the-road, atmospheric jazz-rock that
is rarely captivating (the sprightly, funky Style Drift) and rarely
inventive (the Japanese flavor of Scissure).
Jessamine's vocalist/bassist Dawn Smithson debuted solo with
Safer Here (Kranky, 2005). She had already proven her psychological
talent when crooning for Jessamine, but here she largely fails to coin a
personal style. The psychedelic languor of Somewhere Far and
the distorted neurosis of Speak Through Me are the closest she gets
to establishing an original voice.
The melancholy anemia of Nowhere Near and A New Day are
certainly sincere and intimate, but certainly not unheard before.
The closing Crossroads reveals that there might be a
sophisticated soul-jazz-folk singer-songwriter hidden underneath the
sphinx.
|
(Translation by/ Tradotto da xxx) Se sei interessato a tradurre questo testo, contattami
|
|