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Il miglior gruppo di Atlanta agli inizi degli anni '90 erano forse i Jody Grind.
Il gruppo era stato formato attorno al vibrante canto jazz di Kelly Hogan,
erede delle grandi cantanti nere, capace di sublimi escursioni canore e di
immedesimarsi nella parte che "recita".
One Man's Trash Is Another Man's Treasure (DB, 1990) e`
suonato da un trio senza basso (canto, chitarra e batteria). Il
sound oscilla dalle atmosfere notturne e moribonde alla Cowboy Junkies a
un forbito riciclaggio di stili e generi del passato. Il complesso cita
Ellington, Bacharach e Gershwin, e in effetti da quelle "radici" (piu` che
dal blues o dal folk) hanno origine le loro vignette sonore. Hogan domina con
il suo vocalismo forte e drammatico nella marziale e solenne Eight Ball,
mentre Bill Taft l'accompagna alternando "twang" alla Duan Eddy e accordi di
flamenco. Struggente e passionale nel blues One Man's Trash, si scioglie
nell'elegia disperata di Florida Maine, con un ritmo che da` il senso del
viaggio. Il trio azzecca anche un delizioso quadretto d'epoca con Death Of
Zorba, un ragtime anni '20 su cui si innestano passi di danza greca.
Abbandonate le velleita` da night club e il flirt con il kitsch,
e assunto finalmente un bassista in pianta stabile,
Lefty's Deceiver (DB, 1992) mette in vetrina un sound pieno e grintoso.
Il gruppo eccelle comunque nei brani piu` umili, come Third Of July,
silenziosa ballata dagli accenti latini e hawaiani, o in quelli piu`
ruspanti, come Funnel Of Love e Superhero, mentre risultano un po' forzati
i tentativi di fare del jazz (Lounge Axis e Driving At Night).
L'aver normalizzato e modernizzato il sound e il canto non giova alle
qualita` piu` personali del gruppo. Tanto il talento della cantante quanto
quello del chitarrista vengono infatti messi un po' in disparte.
Purtroppo contemporaneamente all'uscita del disco (aprile 1992)
il batterista e il bassista
persero la vita in un incidente automobilistico.
Hogan incidera` poi con i Rock*A* Teens
(formati da Chris Lopez degli Opal Foxx Quartet)
e pubblichera` il suo primo album solista,
The Whistle Only Dogs Can Hear (Long Play, 1996), che la avvia
verso la carriera di cantante country-rock.
Beneath The Country Underdog (Bloodshot, 2000) benefits also from
the help of Jon Langford.
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Gli Opal Foxx Quartet, un gruppo sperimentale dalle forti inflessioni jazz,
erano vissuti una stazione brevissima. Postumo era uscito l'album
The Love That Won't Shut Up (Long Play, 1993), registrato nel 1990.
Li` si trova la prima versione di Clean White Bed, un cavallo di
battaglia del cantante Benjamin Foxx, cantante clone di Tom Waits ma
ossessionato dall'omosessualita`.
Violino, dissonanze, cadenza incalzante e canto epico-fatalista
Clean White Bed e` una lunga ballata da camera che si apre con una
suggestiva armonia di
piano/cello/violino. Foxx racconta la sua horror story a passo marziale, sul
cicaleccio onirico degli strumenti e verso la fine s'impenna a mo' di inno.
Il film noir continua con Blue Exception, con tanto di tastiere
soul-jazz, lamento di chitarra alla Eric Clapton e
and urlo epico alla Bruce Springsteen;
la commossa Sleep, per banjo hawaiano, melodia tex-mex e violino triste;
e culmina con Dirt, una confessione lo-fi con un pizzico di
disperazione glam-rock.
Lungi dall'essere soltanto un lungo pianto, l'album sfodera anche qualche
rock and roll, ma anche quelli non deviano dall'umore scuro e minaccioso
del tutto.
Il contrappunto dissonante, le figure di violino, il ritmo incalzante e
il canto epico/fatale trasforma
Frail Body in un boogie Euro-decadente alla Roxy Music o Ultravox.
Il gruppo si riscalda per il rave-up distorto di
Tub Of Love Rumble, scandito da figure sinistre di basso e droni
d'organo spaziali.
Dal vivo il gruppo arrivava a comporre dieci elementi e Foxx si atteggiava
palesemente a "drag queen".
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The Opal Foxx Quartet, an experimental band with a strong jazz accent,
lived only a brief season. The album
The Love That Won't Shut Up (Long Play, 1993) came out only three
years after it was recorded.
Nonetheless it shines as one of the most original examples of
roots-rock balladry of the 1990s.
Foxx, a clone of Tom Waits obsessed with homoerotic themes,
Clean White Bed is a lengthy chamber ballad that opens with a superb
piano/cello/violin harmony. Foxx delivers his horror story at a martial country
pace, over the oneiric interplay of the instruments. Towards the end
Foxx's voice soars hymn-like.
Foxx's film noir continues with Blue Exception, complete with
soul-jazz keyboards, Eric Clapton guitar wail
and lifting Bruce Springsteen howl;
the touching dirge Sleep,
for Hawaian banjo, tex-mex melody and somber violin;
and peaks with Dirt, a lo-fi confession with just a splash of
glam-rock desperation.
Far from being one long lamentation, the album boasts several rock and roll
numbers, but they never deviate from the dark, menacing atmosphere of the whole.
The dissonant counterpoint, violin lines, pumping rhythm and epic/fatal vocals
turn Frail Body into a Euro-decadent boogie a` la Roxy Music or Ultravox.
The band heats up for the distorted, garage-style rave-up of
Tub Of Love Rumble, punctuated by sinister bass lines and spacey
organ drones.
Live, the band would line up ten musicians and Foxx would openly reveal his
"drag queen" personality.
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Foxx si uni` poi a Bill Taft (chitarra, banjo e tromba) per dar vita
agli Smoke, un quintetto con violoncello (Brian Halloran).
Le canzoni di
Heaven On A Popsickle Stick (Long Play, 1994)
sono funerei ritratti dei bassifondi suonati con una stanchezza esistenziale
che e` un ibrido di Sticky Fingers (Rolling Stones) e
Tonight's The Night (Neil Young).
Hole, Beeper Will e Awake non concedono respiro
e sono nobilitate da arrangiamenti spartani ma geniali.
Luke's Feet e` un mezzo scherzo osceno.
Another Reason To Fast (Long Play, 1995) continua su quella falsariga,
con maggior sofisticazione ma forse meno buone canzoni (Trust).
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Smoke is a Georgia band
formed on the ashes of the Opal Foxx Quartet and Jody Grind.
Singer and late bohemien Benjamin Foxx joined Bill Taft
(guitar, banjo and cornet) to form
Smoke, a quintet with cello (Brian Halloran).
The songs on Heaven On A Popsickle Stick (Long Play, 1994)
are funereal portraits of the underworld, played with an existential tiredness
that is a hybrid of Sticky Fingers (Rolling Stones) and
Tonight's The Night (Neil Young).
Sung in Foxx's trademark hoarse Tom Waits register,
with vulgar lyrics that match the intensity of Charles Bukowski's beat poetry,
somber ballads such as
Hole, Beeper Will e Awake leave no margin for entertainment
and are enriched with spare and intriguing arrangements.
The tensions relents only with Luke's Feet, an obscene joke.
Another Reason To Fast (Long Play, 1995) is the natural continuation
of the debut album. An even greater sophistication with arrangements
and Foxx's mastery at the sothern gothic yield tormented tales of guilt and
passion (Trust). The quintet of
cornet, banjo, cello, guitar and drums is establishing a new standard in rock
music.
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