Ministry
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
With Sympathy , 6/10
Twitch , 7/10
The Land Of Rape And Honey , 8/10
The Mind Is A Terrible Thing To Taste , 7.5/10
Psalm 69 , 6.5/10
Filth Pig , 6/10
Dark Side Of The Spoon , 5/10
Bill Rieflin: Birth Of A Giant , 5/10
Animositisomina , 6.5/10
Houses Of The Mole (2004), 6/10
Rio Grande Blood (2006), 6/10
The Last Sucker (2007), 6/10
Relapse (2012), 5/10
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The fusion of industrial music and heavy-metal was carried out mainly in Chicago. Criminal vocals, jack-hammer rhythms, and piercing guitars took over the gothic/atmospheric noise of early industrial music. Al Jourgensen's Ministry, and their Belgian offshoot, Luc Van Acker's Revolting Cocks, led the charge. Ministry's first tour de force of machine music, Twitch (1986), was still in the vein of Cabaret Voltaire but already displayed the violent fits that eventually took over The Land Of Rape And Honey (1988): guitar riffs and distortions, hammering drums, sound effects and demonic vocals gave new meaning to the word "industrial". It was heavy-metal disguised as avantgarde. The Mind Is A Terrible Thing To Taste (1989), that featured the classic line-up of vocalist Chris Connelly, bassist Paul Barker and drummer William Rieflin, increased the dose of rhythm and guitars: Jourgensen was basically heading a power-trio and playing a psychotic variation on speed-metal. Psalm 69 (1992) was not innovative at all, but contained the blaspheme anthem Jesus Built My Hot Rod (1991), with Gibby Haynes of the Butthole Surfers on vocals, Ministry's masterpiece and a masterpiece for all of rock'n'roll.
Filth Pig (Warner Bros, 1996) marked the end of the "industrial" phase and the beginning of a rock phase that eventually led to the angry political trilogy of Houses Of The Mole (2004), Rio Grande Blood (2006) and The Last Sucker (2007), characterized by samples of president George W Bush and huge guitar riffs.
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Allen Jourgensen (nato all'Avana, Cuba, nel 1958, cresciuto nel Colorado) inizio` a suonare durante gli anni del college all'University of Illinois. Il gruppo, Special Affect, comprendeva anche Frank nardiello (futuro Thrill Kill Kult). Nel 1981 diede vita alla sigla Ministry che pubblico` alcuni singoli (Cold Life, I'm Falling, Primental) nello stile del synth-pop dei Depeche Mode.

Jourgensen e il percussionista Stephen George formarono a Chicago i Ministry che, ai tempi dell'EP Cold Life (Wax Trax, 1981), eseguivano musica da ballo prevalentemente elettronica non molto originale.

With Sympathy (Arista, 1983), edito in Europa come Work For Love, e` un disco moscio e epigonico, che a qualche melodia fin troppo orecchiabile (Revenge) accosta un discopunk atmosferico alla Joy Division (Effigy). I due citano il funk e il soul agli anni '80 (I Wanted To Tell Her, What He Say), e l'hit del disco, Work For Love, e` degno delle Pointer Sisters. Jourgensen rinneghera` in seguito l'album. Early Trax (RykoDisc, 2004) e` un'antologia che raccoglie materiale dei primi anni '80.

La stagione maggiore dei Ministry comincio` semmai con Twitch (Sire, 1986), che fu praticamente un disco solista di Jourgensen, accompagnato da alcuni amici (Keith Leblanc, Stephen George, Luc Van Acker). L'album era stato preceduto dai singoli All Day (all'insegna di un tribalismo marziale), Everyday Is Halloween (il retro del precedente) e The Nature Of Love, che gia` lasciavano intuire un tono piu` violento. Just Like You e` il manifesto di un nuovo genere: la recitazione distorta e sinistra, il violento poliritmo sintetico, gli overdub di suoni "trovati", i tumultuosi effetti elettronici, coniano un idioma "techno-thrash" che si situa all'incrocio fra la musica industriale britannica e l'hardcore statunitense.
Partendo dalla psico-elettronica dei Cabaret Voltaire, Jourgensen reinventa la scienza del ritmo, tanto che tutto fa tempo musicale in Over The Shoulder, dalle percussioni elettroniche ai rumori, e persino il balbettio del canto. Prova eroica della fantasia ritmica e armonica che anima questi brani e` il balletto per androidi di Where You At Now, che poi sfocia nelle tempeste assordanti di Crash And Burn e nella coda finale interamente cacofonica, da far impallidire Varese. Nell'insieme l'opera e` un vero tour de force di musica delle macchine.
Quando la prassi viene ridotta all'osso, come in We Believe e Angel, la cadenza meccanica e ossessiva e il canto-recitazione mettono in risalto anche la funzione psicologica, fino a raggiungere livelli spasmodici di perversione in My Possession. Annullata la componente melodica, Jourgensen conia un gergo in cui l'emozione scaturisce da tutto il resto, sovvertendo pertanto la scala di valori in auge fin dai primordi nella musica occidentale.

Jourgensen, Luc Van Acker e Richard 23 dei Front 242 formano anche i Revolting Cocks.

I Ministry erano gia` diventati un nome importante della musica industriale, ma l'evoluzione di Jourgensen non era terminata. Procedendo per inerzia, lasciando che il suo tic violento gli prendesse al mano, Jourgensen aggiunse sonorita` heavy-metal all'impianto ritmico di The Land Of Rape And Honey (Sire, 1988). In altre parole, Jourgensen prese in mano la chitarra e aggiunse alla miscela dosi esplosive di riff e distorsioni. I suoni della chitarra vengono resi attraverso il campionamento, compressi in ulteriori blocchi ritmici o dilatati in ulteriori rumori ambientali. Qualche merito va anche a Paul Barker, secondo membro ufficiale del gruppo.
Se l'effetto su Stigmata e` soltanto martellante, in The Missing diventa feroce e sinfonico, e con Deity si congiungono le strade dello speedmetal e dell'industriale. La fusione e confusione di primitivismo e futurismo, ma sempre nel segno della barbarie, costruisce climi da "Terminator" nell'epica Destruction, per urla confuse e il solito arsenale di clangori (secondo la vecchia prassi degli "Hymnen" di Stockhausen). Ritualismo ed esotismo vengono introdotti esplicitamente da Hizbollah. Ogni brano sembra voler aggiungere un altro fattore di instabilita`, un altro candelotto di dinamite.
Benche' Jourgensen li utilizzi tutti, nessuno degli stereotipi della musica industriale (le cadenze robotiche, le turbolenze elettroniche, le raffiche di sibili) e` in se rilevante. L'album e` una progressione della ragione dal cuore della macchina verso l'esterno, verso la corazza informe che in realta` rappresenta il punto di contatto con le emozioni umane; ed e` pertanto una progressione dalle emozioni come semplici reazioni comportamentali alle emozioni come devastanti stati mentali. Lo scopo dell'opera e` quello di precipitare negli abissi di disperazione di You Know What You Are (elettronica sinfonica ed effetti vocali alla Residents) e di Flashback (summa dell'arte melodrammatica di campionamenti di Jourgensen).
La chitarra ri-americanizza un genere di cui si erano impossessati gli intellettuali europei, e che invece appartiene, e ritorna, alle lande selvagge, alle nevrosi metropolitane, alle tensioni sociali dell'America. E` qui che finisce la musica industriale e inizia quella cyberpunk.

L'effetto di quel disco fu tanto dirompente che il 1988 puo` essere considerato l'anno zero della musica industriale americana.

Jourgensen forma anche un gruppo con Ian MacKaye dei Fugazi e Barker, ma i Pailhead sembrano piu` che altro un pretesto per pubblicare tre singoli (I Will Refuse, Don't Stand In Line e Man Should Surrender), poi raccolti sull'EP Trait (Wax Trax), e sperimentare con musica industriale e hardcore. Man Should Surrender non fa che ripetere un ritmo meccanico, scandito in maniera ossessiva, e gridare il titolo su di esso; e` una specie di hip hop senza la struttura dell'hip hop. Don't Stand In Line sfodera invece durissime sincopi metallurgiche, grida iper-alienate e un riff distorto di chitarra. Il laboratorio di MacKaye e Jourgensen perviene infine a I Will Refuse, una scossa elettrica hardcore che serve unicamente a comunicare violenza brada. Sono forme diverse della stessa arte di tensione nervosa.

Al tempo stesso Jourgensen, sempre accompagnato dal fido Barker, collabora anche con Jello Biafra nei suoi Lard.

Nel 1988 Jourgensen registra anche il primo 12" a nome 1000 Homo Dj's, Apathy/ Better Ways, che sara` seguito nel 1991 da Supernaut/ Hey Asshole. L'antologia Side Trax (Rykodisc, 2004) raccoglie il materiale registrato con Pailhead, 1000 Homo DJs, PTP, Acid Horse.

I Ministry intanto si ampliano con l'ingresso dello scozzese Chris Connelly (Finitribe) e di William Rieflin (percussioni), che gia` figurava sul disco precedente. Facendo leva sulle collaborazioni precedenti, il sound di The Mind Is A Terrible Thing To Taste (Sire, 1989) e` ancor piu` rock (e punk-rock) del precedente. Il disco ha come tema quello della societa` totalitaria e la musica esprime pertanto un sentimento di ribellione. E la rabbia esplode infatti nelle sceneggiate ferocissime di Thieves (il cui battito sincopato, il cui rap guerrigliero e il cui coro androide ricordano persino il Pop Group, prima di lanciarsi in uno sfrenato speedmetal) e Burning Inside (un'arringa virulenta a passo di trotto, scandita metronomicamente dai riff "programmati" della chitarra). La violenza e` temperata da un sarcasmo diabolico in Never Believe (un voodoobilly grottesco, meta` Cramps e meta` music hall). Le psicosi di Jourgensen si sfogano pero` ancora in brani piu` torbidi, in atmosfere piu` morbose. Il rap di So What e` tanto sfrontato quanto terrorizzato, mentre sullo sfondo si alternano un riff di hard-rock psichedelico alla Hawkwind, un tribalismo afro-funky, voci campionate e sibili cosmici. Nel macabro pow-wow di Faith Collapsing la voce narrante, contrapposta a uno slogan urlato in coro e a vortici elettronici, sembra sfaldarsi, frantumarsi, sprofondare in una trance allucinogena. La paranoia varca i livelli di sicurezza nella marziale Breathe (quasi una formula magica ripetuta durante un cerimoniale esoterico) e soprattutto nell'aliena Cannibal Song, un balletto psicotico a tempo meccanico, con sullo sofndo rumori e voci di fantasmi. Il disco si chiude in maniera tanto magniloquente quanto gotica con Dream Song: una cadenza metallica che ricorda le campane a morto, una soprano che intona una litania mediorientale, disturbi elettronici, una voce d'oltretomba che bisbiglia. L'album e` un viaggio psicanalitico dentro la psiche di Jourgensen, un viaggio tutto fuorche' gradevole.

Barker conduce anche in parallelo la mediocre saga dei Lead Into Gold, dei quali uscira` l'album Age Of Resason (1989).

I Ministry toccano l'apice della loro carriera con il singolo Jesus Built My Hot Rod, nel quale il ritmo frenetico del rock and roll piu` acrobatico si sposa a un piglio demenziale-futurista. N.W.O. sancisce un connubio storico fra sincopi industriali, chitarre sferzanti e canto death metal.

Psalm 69 (Sire, 1992) completa l'evoluzione di Jourgensen e Barker verso un heavy metal apocalittico. Gli arrangiamenti da fine del mondo servono piu` che altro a farne un veicolo commerciale. A dominare sono le pose speed-metal di Hero e Psalm 69. L'inventiva dei bei tempi si ritrova soltanto nelle convulse percussivita` di Corrosion. Il lungo ipnotico "trip" di Scarecrow non va oltre il proprio pretesto. Quasi tutti i brani sono decorosi per i primi trenta secondi, ma poi si fanno man mano sempre piu' noiosi. La delusione presso i cyberpunk e' senza precedenti: e' venuta l'ora del "sell out" anche per la loro musica. Just One Fix e' l'hit (mediocre) per club, sommerso di stoccate chitarristiche. In compenso nella stampa americana scoppia il "caso Ministry" e improvvisamente tutti i maggiori periodici dedicano fior fior di articoli al genere e alla sottocultura che lo alimenta.

La formazione si arricchisce del grande batterista Rey Washam (Scratch Acid e Rapeman). La presenza di un vero batterista conferisce a Filth Pig (Warner Bros, 1996) maggiore emotivita` ed espressivita`, ma l'occasione viene in gran parte sprecata da un Jourgensen stanco e ripetitivo, incerto se allinearsi con i Metallica (Crumbs), con i Melvins (Useless) o con Nine Inch Nails (le cadenze circolari pulsanti di piano e le cacofonie infernali di Fall). I momenti migliori sono quelli piu` anomali. Brick Windows e` costruita sulla falsariga di una White Heat White Light dei Velvet Underground suonata a doppia velocita`, con una distorsione vertiginosa, il passo maestoso di un pow-wow (e una melodia rubata a Apathy dei 1000 Homo DJ). Nel pantagruelico balletto di Lava, nella selva di riff esplosivi e di cadenze pachidermiche e meccaniche, fra efferatezze industriali e death metal, si celano tracce di blues. Forse per la tentazione di avvicinarsi al grunge, Jourgensen distribuisce una serie di tributi involontari ai Led Zeppelin: Reload sembra un rifacimento di Dancin' Days, nonostante la precisione metronomica delle scansioni ritmiche, con tutti gli strumenti a battere il tempo all'unisono. Il blues amfetaminico della title-track sprigiona un assolo di armonica alla When The Levee Breaks. Le sirene chitarristiche, le urla eroinomani e il passo "lento" di Dazed And Confused rivivino in Game Show. L'album aggiunge poco o nulla alla carriera del gruppo o storia del genere. Piu` che altro segna la fine del periodo "industriale" dei Ministry.

Intanto Jourgensen progetta i Buck Satan & The 666 Shooters, una parodia della musica country.

Jourgensen contende a Steve Albini il primato di violenza musicale e morale. Oltre a essere stato un personaggio estremamente influente sulla musica industriale americana, Jourgensen ha coniato uno dei suoni piu` ostili degli anni '90. Il suo metabolismo intellettuale ne fa un innovatore naturale, anche se spesso la sua arte e` risultata dispersiva e incerta; una sorta di Marinetti del cyberpunk, insomma.

Dark Side Of The Spoon (Warner Bros, 1999), Ministry's first album in three years, marks the first release by Jourgensen and Barker that does not generate any interest. Ministry plays demonic Ministry riffs at epileptic Ministry tempo. Bad Blood and Supermanic Soul are generic Ministry as any of their disciples could have done. The title is prophetic: Pink Floyd stopped making art with Dark Side Of The Moon and started making the same record over and over again.

Bill Rieflin, Ministry's drummer from 1986 till 1994, made a much better album, Birth Of A Giant (First World, 1999), with help from Robert Fripp and Trey Gunn. Rieflin's progressive-rock is futuristic, bears the mark of so many years beating industrial tempos, but the sound of these sessions is closer to veteran Bill Bruford's conceptual albums than to anything Rieflin did before. Rieflin then joined the Minus 5) and helped Edwyn Collins record Largo (First World, 2001).

Ministry's Animositisomina (Sanctuary, 2003), Al Jourgensen's best album since Psalm 69, packs enough anger to sound like the debut album by a new punk band. At least Animosity, Piss and Lockbox belong to his major repertory, not to mention the nightmarish Shove and the epic instrumental closer, Leper.

As far as anger and angst go, Houses Of The Mole (Sanctuary, 2004) could be Al Jourgensen's final testament. It is also his most political work, which automatically makes it the weakest lyrically. But it's hard anyway to make out the lyrics in the whirlwind of histerical sounds (except when they are tediously spoken). Carl Orff's Carmina Burana is used as the launching pad for the breakneck gallop of No W, barely scratched by keyboard staccatoes. For a few seconds Waiting resumes the manic pace of Jesus Built My Hot Rod, but then indulges in emphatic prog-metal overtones. The dense panzer-like Wrong feature the heaviest groove and the most psychotic vocals. Warp City charges at double speed, bordering on punk-rock. Musically, there is little that one has not heard on previous Ministry albums. The spoken vocals detract from whatever would be more captivating.
The volley of (sarcastic) samples and the violent discontinuities of WTV, the hypnotic nine-minute psychedelic boogie of Worm (despite the least original of all possible samples, i.e. a telephone conversation), the march-like proclamation drenched in "concrete" noise of World and the grotesque electronic finale of Walrus are the most daring experiments in a collection that is grounded in classic Ministry's thrash sound.
Barker is gone, and guitarist Mike Scaccia has been accepted full-time.

The political saga continued on Rio Grande Blood (13th Planet, 2006), that even featured a Jello Biafra monologue in Ass Clown. Jourgensen, guitarist Tommy Victor, bassist Paul Raven and drummer Mark Baker formed a tight and angry quartet that matched any of Ministry's previous fury. This breathless album has no peaks and no minima. It includes The Great Satan.

(Translation by/ Tradotto da Antonio Buono)

Dark Side Of The Spoon (Warner Bros, 1999), il primo album dei Ministry in tre anni, è la prima uscita di Jourgensen e Barker a non suscitare alcun interesse. I Ministry suonano riff diabolici dei Ministry nei ritmi epilittici dei Ministry. Quelli di Bad Blood e Supermanic Soul sono Ministry generici, che non superano i loro discepoli. Il titolo è profetico: i Pink Floyd hanno smesso di fare arte con Dark Side Of The Moon e iniziato a incedere sempre lo stesso disco.

Bill Rieflin, il batterista dei Ministry dal 1986 al 1994, realizza un disco molto migliore, Birth Of A Giant (First World, 1999), con l’aiuto di Robert Fripp e Trey Gunn. Il progressive-rock futuristico di Rieflin porta il segno di tanti anni a battere tempi industriali, ma il suono di queste sessioni è più vicino ai lavori concettuali del veterano Bill Bruford che a qualsiasi cosa abbia fatto prima Rieflin.

In seguito Rieflin si unisce ai Minus 5 e aiuta Edwyn Collins a registrare Largo (First World, 2001).

Animositisomina (Sanctuary, 2003), il miglior album di Jourgensen da Psalm 69, confeziona abbastanza rabbia da suonare come l’album di debutto di una band del nuovo punk. Almeno Animosity, Piss e Lockbox appartengono al loro repertorio maggiore, per non citare pure l’angosciosa Shove e l’epico strumentale di chiusura, Leper.

Per quanto l’astio e l’angoscia siano perduti, Houses Of The Mole (Sanctuary, 2004) potrebbe essere il testamento di Al Jourgensen. È anche il suo lavoro più politico, e questo si riflette automaticamente sul piano delle liriche, che sono le più deboli. Ma è difficile decifrare le liriche in un turbine di suoni isterici. La raffica di samples di Wtv, gli ipnotici nove minuti di Worm e la marcia World sono gli unici esperimenti, in una collezione basata sul classico industrial trash dei Ministry, per quanto Worthless e Wrong aggiungano pure tocchi surreali alla densa produzione. Musicalmente, c’è poco qui che non si sia già ascoltato nei dischi precedenti. Barker è andato e il chitarrista Mike Scaccia è stato ingaggiato a tempo pieno.

La saga politica prosegue su Rio Grande Blood (13th Planet, 2006), che ospita persino Jello Biafra per il monologo di Ass Clown. Jourgensen, il chitarrista Tommy Victor, il bassista Paul Raven e il batterista Mark Baker formano un saldo e infuriato quartetto che pareggia le furie passate dei Ministry. Un album tutto d’un fiato che non vanta né picchi né cadute. Include The Great Satan.

Jourgensen's agit-prop trilogy concluded with The Last Sucker (13th Planet, 2007). The epic (quasi-oi) Die In A Crash (perhaps the best song of the trilogy), the epileptic Roadhouse Blues, the pounding Let's Go, are quite effective; while the terrifying Dick Song and the tribal Last Sucker are only mildly entertaining, and fail to achieve any melodramatic intensity. The ten-minute finale, End of Days Pt 2, has a well-choreographed melodic/demonic plan, juxtaposing the singer's growl and a distant children's choir over a majestic guitar-drums pattern.
Alas, too often the vocals and a few self-indulgent guitar solos detract from whatever power this derivative music can achieve.

(Translation by/ Tradotto da Fabio Bianchi)

La trilogia agit-prop di Jourgensen si conclude con The Last Sucker (13th Planet, 2007). L'epica (quasi oi) Die In A Crash (probabilmente la miglior composizone della trilogia), l'epilettica Roadhouse Blues, la martellante Let's Go, sono abbastanza d'effetto; tuttavia la terrificante Dick Song e la tribale Last Sucker sono, invece, semplice intrattenimento, e falliscono a raggiungere qualsiasi intensità melodrammatica.

Il finale di dieci minuti, End Of Days Pt 2, ha un ben coreografato intento melodico/demoniaco giustapponendo il grugnito del cantante e un coro di bambini in lontananza, su un maestoso pattern chitarra-batteria.

Aihmè, troppo spesso il canto e qualche assolo di chitarra auto-indulgente distolgono qualsiasi efficacia che questa musica derivativa può offrire.

If not original, this phase of Jourgensen's career was at least vibrant.

Jourgensen reformed Ministry one more time for Relapse (2012), but this time their age showed badly.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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