A Champaign (nell'Illinois) all'inizio degli anni '80 la cantante Lynn
Canfield, il chitarrista Henry Frayne e il batterista Brendan Gamble suonavano
negli !Ack Ack! Anni dopo i primi due formarono gli Area, con cui avrebbero
dato vita a un pop soffice e soffuso, documentato sugli album
Radio Caroline (C'Est La Mort) e The Perfect Dream (C'Est La Mort).
Il terzo, invece, si sarebbe unito ai Poster Children.
Sposatisi Canfield e Gamble, il trio torno' a suonare insieme, questa volta come
Moon Seven Times. Lo stile era quello degli Area,
mutuando il bisbiglio etereo e l'intensita' spirituale dai Cowboy Junkies,
ma la batteria vi giocava ora un ruolo determinante.
Nel 1993 e' uscito il primo lavoro (per la Third Mind), fedele a quel genere
di melodismo lezioso e soporifero che palpita in un limbo fra Mazzy Star e His
Name Is Alive, tanto piu' efficace quanto piu' semplice e scarno (Motion).
L'equilibrio fra i
malinconici solfeggi di Lynn Confield, la ritmica complessa di Brendan
Gamble e i trepidi fraseggi chitarristici di Henry Frayne ha gia' raggiunto
livelli magico-onirici, degni degli Hugo Largo. A "portare" questi angelici
madrigali e' il canto, nella piu' arcaica tradizione folk, mentre gli
strumenti intrecciano soffusi raga, improvvisano con intensita' religiosa
sul tema di pochi accordi fissi o emettono fiochi, intermittenti segni di vita.
Le poetiche visioni di Confield sono immerse in scenari sonori
ai confini con l'avanguardia elettro-acustica, come in
Her House, avvolta in una delicata brezza di riverberi,
o in Straw Donkeys, scandita da ipnotici e impercettibili minimalismi.
Quella di Paris Luna e' una forma di Lied a meta' strada fra la Nico
piu' esotico/decadente e la new age sinfonico/orientaleggiante, una forma
colta e austera, che e' parente soltanto di sfuggita della canzone rock
(loro vertice filosofico il verso "We are only the way we are for a while").
Nonostante cio', la musica dei Moon Seven Times conserva sempre una sua
intrinseca semplicita' e immediatezza, soprattutto nei brani che rinunciano
a qualsiasi vanita' armonica, che si afflosciano in un deliquio sonnambulo
(Dear Joe), quando non lambiscono l'inedia swingante dei Cowboy Junkies
(Motion).
Qualcosa di U2 e Pink Floyd inonda invece My Medicine, la canzone piu'
vivace.
La processione di soavi e lente melodie passa per il ritratto psicologico
di Miranda, carico di vita vissuta e di tragici presentimenti
(con versi degni dei poeti romantici: "Oh how sweet this in-between/
could be my toes/ caught among the stones/ will let me drop unseen/
let me cross alone").
Acquarelli impressionisti, murali di Monet, ispirano queste solenni
recite dell'aldila', e la lunga Surrender su tutte.
Analogamente su 7=49 (Roadrunner, 1994) e' probabile che il meglio stia
nei blues timidi e sonnambuli alla Cowboy Junkies di Crybaby e
soprattutto Pavement Shines. Fra ritornelli ipnotici da Cocteau Twins
come Knock e Curling Wall si fa largo, soprattutto in
Guppy e John, una forma di ballata folk soave che incrocia
Pretenders e Joni Mitchell. Il disco va in gloria con la visione incantata di
I'll Gather Flowers, vertice di lirismo e di dissolvenza.
Con un pizzico di Belly per condimento, il sound dei Moon Seven Times risulta
pertanto al tempo stesso romantico e vigoroso, naif e maturo, sperimentale e
classico.
Sunburnt (Roadrunner, 1997) conferma una rapida conversione al pop
soffice da classifica. Il contralto fumoso di Canfield lambisce i toni della
piu` sensuale e confessionale Natalie Merchant in Further
e per lo piu` fa le fusa in ballad da chanteuse fatale come Thirteen Days.
Il gruppo sembra impacciato quando tenta gli arrangiamenti jazz di
Bug Collection.
La musica si adagia in cuscini di melodie soporifere, il tenue onirismo di un
tempo ridotto a mera superficie timbrica.
I momenti piu` toccanti sono quelli in cui il limpido classicismo del quartetto
si allontana dai canoni stilistici della canzone, come quando il canto
s'impenna sull'organo gospel di Some Of Them Burn, e soprattutto nel
madrigale di Nashville per melodia alla Yesterday dei Beatles,
strimpellio di chitarra acustica e rombo di violoncello.
Henry Frayne e` anche titolare del progetto Lanterna.
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