Pavement


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Slanted And Enchanted (1992), 7/10
Crooked Rain Crooked Rain (1993), 7/10
Wasting , 7/10 (comp)
Wowee Zowee , 5/10
Gary Young: Hospital , 5/10
Brighten The Corners , 5.5/10
Terror Twilight , 5/10
Stephen Malkmus: Stephen Malkmus , 6/10
Stephen Malkmus: Pig Lib , 6/10
Stephen Malkmus: Face The Truth (2005), 5/10
Preston School Of Industry: All This Sounds Gas (2001), 6/10
Preston School Of Industry: Monsoon (2004), 5.5/10
Stephen Malkmus: Real Emotional Trash (2008), 6/10
Stephen Malkmus: Mirror Traffic (2011), 5.5/10
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The most influential lo-fi band of the 1990s was Pavement. Slanted And Enchanted (1992) was more attitude than art (and certainly more epigonic than original), but the chaotic, erratic and unassuming delivery was precisely the point. Crooked Rain Crooked Rain (1993) was even catchy and marginally innocuous.
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I Pavement furono l'avanguardia e i portavoce del movimento "lo-fi" che sarebbe diventato una delle correnti piu` importanti degli anni '90. Il loro stile volutamente amatoriale, che "spreca" ritornelli e riff come se volesse disprezzare le regole del business discografico, ma al tempo stesso intellettuale come si conviene ai ragazzi dei college, divenne presto la religione di migliaia di musicisti alternativi.

Il gruppo venne formato da Steve Malkmus e Scott "Spiral Stairs" Kannenberg (piu` noto come Kannberg) a Stockton, una cittadina sperduta nella valle centrale della California a due ore da San Francisco.

Il primo disco, un 7" intitolato Slay Tracks 1933-1969 (Trble Kicker, 1989), venne autoprodotto dal duo: canzoni-gag come You're Killing Me, Maybe Maybe e Price Yeah esibiscono una buona dose di demenzialita` e gli arrangiamenti stralunati (oltreche' spartani) li fanno accostare agli Half Japanese e ad altri esperimenti di "home music"; ma il pop di Box Elder e` anche troppo maturo per dei goliardi di provincia, e prelude a un futuro ben piu` roseo; e l'epica She Believes punta decisamente in direzione dei boogie alienati dei Velvet Underground.

Il secondo disco, il 7" Demolition Plot J-7 (Drag City, 1990), non cambio` di molto le coordinate, semmai aumento` la confusione, con il divertente boogie di Spizzle Trunk, l'orientaleggiante e minimalista Internal K-Dart, il sofferto pop di Perfect Depth, il baccanale per muezzin di Recorder Grot e soprattutto con Forklift, ancora nella vena dei Velvet Underground piu` eroinomani. L'approccio era sempre amatoriale al massimo.

Nel frattempo il batterista Gary Young aveva perso il posto a favore di Steve West.

Alla fine dell'anno i Pavement registrarono il 10" Perfect Sound Forever (Drag City), che sarebbe uscito soltanto nel 1991. Tutto e` giunto a maturazione: Heckler Spray rispolvera gloriosamente i Velvet Underground di White Light, From Now On aggiunge una melodia, sonorita` Stooges e un edonismo sfrenato da danza tribale, Debris Slide propone un altro tema pop (usa il ritornello di Sweet Young dei Mudhoney) e di nuovo a Lou Reed si ispira il canto colloquiale con baccano di sottofondo di Home.

Perfect, Demolition e Slay Tracks sono stati raccolti su Westing (Drag City, 1993).

Nel 1991 arriva il singolo Summer Babe a consolidare la leggenda: e` ancora una canzoncina pop immersa in distorsioni lancinanti (Reed docet), ma questa volta i Pavement si sono attrezzati e fanno sul serio. La tiritera narcotica di Mercy e la filastrocca maniacale di Baptist Blacktick provano le somiglianze con i Fall ma soprattutto completano il rinnovamento del sound, uscito una volta per tutte dal dilettantismo delle origini. Dello stesso periodo sono anche il flexi My First Mine, una canzoncina sarcastica senza grandi pretese, e My Radio, un micro-concerto di dissonanze (comparsa su una compilation del 1992).

Slanted And Enchanted (Matador, 1992), recorded by a quintet with two percussionists (Bob Nastanovich has joined the band) and a bassist (Mark Ibold), catapults the band onto the international scene: the Lou Reed-ian lament of Summer Babe, the melodic, Kinks-style vignette of Trigger Cut, the Pink Floyd-ian progression of No Life Singed Her, the morbid serenade of Here, and the low-key ballad of Zurich Is Stained are the songs that rule on alternative radio.
The rest flutters in a limbo of epigonic art, between echoes of Spirit In The Sky (Two States) and of Crimson And Clover (Jackals False Grails), and lots of new wave (the Modern Lovers-sounding garage-boogie of Loretta's Scars, the Romeo Void-ish spoken melodrama of Conduit For Sale). Songs are less chaotic and more predictable. Quirky arrangements are mainly limited to the interludes in between songs and to the songs' codas. Several melodies are simply trivial and obnoxious. And several songs display mere attitude, no art. Quintessential album that erudite critics feels obliged to reward beyond the real merits, Pavement's debut album does not fully exploit the potentialities hinted at by the early singles.
Slanted And Enchanted (Matador, 1992), registrato da un quintetto con due percussionisti (si e` aggiunto anche Bob Nastanovich) e un bassista (Mark Ibold), lancia definitivamente il gruppo a livello internazionale: il lamento Reed-iano di Summer Babe, vignetta melodica alla Kinks di Trigger Cut, la progressione Pink Floyd-iana di No Life Singed Her, la morbosa serenata di Here, e la soave ballata Zurich Is Stained sono i brani che li rendono celebri. Il resto si muove in un limbo di musica epigonica, fra echi di Spirit In The Sky (Two States) e di Crimson And Clover (Jackals, False Grails), fra Velvet Underground (Loretta's Scars) e new wave (Conduit For Sale alla Romeo Void). Le composizioni sono meno caotiche e piu` prevedibili; le stranezze sono riservate per gli intermezzi fra un brano e l'altro o per le code dei brani. Molte melodie sono semplicemente banali, o addirittura noiose. Tipico album che la critica si sente obbligata ad esaltare oltre i meriti, il "debut" dei Pavement non sfrutta appieno, in realta`, le potenzialita` espresse dai singoli precedenti.

The 2002 reissue adds 34 unreleased tracks.

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Il successivo EP Watery Domestic (Matador, 1992), con Texas Never Whispers, Frontwards, Feed 'Em To The Lions e Shoot The Singer, ha ridimensionato ulteriormente la statura del gruppo, portandolo in territori ancora piu` melliflui e banali.

In compenso l'album Crooked Rain, Crooked Rain (Big Cat, 1993) consacra definitivamente il loro stile in una maniera accessibile anche al grande pubblico. Anche se un po' ipocrite, l'orecchiabile Cut Your Hair, melodia degna di Costello, la lirica Range Life, cantilena degna di Petty, e la trascinante Unfair, baccanale degno degli Who, costituiscono casi esemplari di "lo-fi" di grande successo. I Pavement sono rientrati nei ranghi del rock classico, anche se con uno stile molto personale, che e` dimesso e creativo come nel caso dei Galaxie 500, ma e` sempre venato da una qualita` surreale, nel quale si aprono improvvise parentesi di stranezze armoniche (come lo strumentale pseudo-jazz di 5-4=Unity o l'ennesima imitazione dei Fall, Hit The Train Down).
C'e` anzi qualcosa di "dylaniano" nel loro folkrock speziato di boogie e di blues, e nel loro modo di usare il rock a fini emotivi. E` questa, anzi, la corrente sotterranea che porta da Elevate Me Later a Heaven Is A Truck, da un capo all'altro (emotivi) del disco.
Le loro doti di arrangiatori emergono soprattutto dal lento drammatico di Stop Breathing (con una coda strumentale che e` una delle loro cose piu` atmosferiche di sempre) e dal glorioso Fillmore Jive, che chiude l'opera sui toni piu` mesti e fatalisti. Con questi salmi sulla crisi di un'epoca, i Pavement, arroganti, cinici e sarcastici, compongono un affresco umorale della loro generazione. E` anzi proprio questo il disco con cui i Pavement si impongono fra i portavoce generazionali che meglio interpretano le istanze del loro tempo.

Nel frattempo Malkmus (che vive da tempo in Idaho) ha collaborato al gruppo aperto del poeta-cantante Dave Berman, i Silver Jews, per l'album The Arizona Record (Drag City).

Malkmus e Kannenberg sbagliano invece completamente Wowee Zowee (Matador, 1995), album senza nerbo e senza fuoco, suonato come i Pavement non fossero per nulla soddisfatti di cio` che hanno composto. Rattled By The Rush, a meta` strada fra Lou Reed e il blues-rock, e Grounded, un boogie suonato con spaesamento lisergico, fanno fatica a evocare gli spettri di cui parlano, e il disco si perde nella musica leggera da cocktail lounge di Grave Architecture e Fight This Generation, cosicche' alla fine si salvano piu` che altro i brevi sketch demenziali di Brinx Job, Serpentine Pad, Flux = Rad.

I Pavament ritornano invece al felice pop di Cut Your Hair con il singolo Dancing With The Elders (Third Gear) e Give It A Day, sull'EP Pacific Trim (Matador, 1995).

L'ex batterista Gary Young ha pubblicato il suo primo album solista, Hospital (Big Cat, 1996), che e` un solenne omaggio al grande pazzo del rock, Wild Man Fisher.

I Pavement sono diventati un'istituzione del rock alternativo cosi` come negli anni lo erano diventati i Sonic Youth. Il problema e` che questo gruppo beniamino della critica ha prodotto pochissime canzoni che si facciano ricordare: Heckler Spray (da Perfect Sound Forever), Summer Babe e Trigger Cut (da Slanted And Enchanted), Range Life e Cut Your Hair (da Crooked Rain).

Brighten The Corners (Matador, 1997) is the worst of both worlds. It is played in a casual tone, as if the band had not prepared the material carefully and just wanted to publish whatever was ready, and it exudes a crappy commercial appeal, as if this was an arena-rock heavy-metal band. It is Crooked Rain without the good songs.
Needless to say, the result is at best uneven. Low-key numbers such as the Television-tinged ballad Shady Lane (with a refrain worthy of Jonathan Richman), or the jangling folk-rock of Kannberg's Date With IKEA, are more likely to last in rock annals than the furious rock and roll of Stereo and Embassy Row or the Hey Jude-style shuffle of We Are Underused. For every intriguing combination there is a lame ballad like Type Slowly or FIN, or an abused psychedelic ditty like Passat Dream. Sloppy arrangements and half-baked jamming do not help either.
The lyrics are a little too philosophical, the playing is a little too straightforward (the rhythm section, in particular, is one of the least inventive ever). What the music gains in depth, it lacks in energy and imagination.
If this is Pavement coming of age, their youth shall be badly missed.

Pavement planned Terror Twilight (Matador, 1999) as a collection of alternating hard-rock, pop and blues-rock tracks. When it comes out, the album runs the gamut from boogie (Platform Blues) to country (Major Leagues), from heavy metal (The Hexx) to folk-rock (Spit On A Stranger). Malkmus and Kannberg are being clever for cleverness sake when they quote the entire history of rock music in an album (and sometimes in a single song). They also quote themselves in Carrot Rope, and they strike gold.

The band split up after this album.

Quarantine The Past (Matador, 2010) is an anthology including some rarities (Unseen Power Of The Picket Fence).

(Translation by/ Tradotto da Walter Consonni)

Brighten The Corners (Matador, 1997) è quanto di peggio ci si potesse attendere. Suona secondo uno stile casuale, come se la band non abbia preparato il materiale con cura ed abbia semplicemente voluto pubblicare qualsiasi cosa fosse pronta, lasciando trapelare un disgustoso approccio commerciale, come se questo disco fosse il campo di esercitazioni di una band heavy-metal. È come Crooked Rain senza buone canzoni.
Come è superfluo specificare, il risultato nel migliore dei casi può essere definito discontinuo. Canzoncine in chiave minore come la ballata influenzata dai Television Shady Lane (con un ritornello degno di Jonathan Richman), o lo stridente folk-rock di Kannberg Date With IKEA, hanno maggiori probabilità di essere ricordate negli annali rock piuttosto che il furioso rock and roll di Stereo ed Embassy Row o la We Are Underused, nello stile shuffle di Hey Jude. Ad ogni combinzione intrigante corrisponde una zoppicante ballata come Type Slowly o FIN, o un abusata canzoncina psichedelica come Passat Dream. Non aiutano tanto gli arrangiamenti sciatti quanto le improvvisazioni riuscite a metà.
I testi sono un po' troppo filosofici, il modo di suonare è un po' troppo semplice (la sezione ritmica, in particolare, è una delle meno inventive da sempre). Quello che la musica guadagna in intensità, viene perso in vigore ed immaginazione.
Se questa è la maturità dei Pavement, la loro gioventù si può considerare malamente perduta.

I Pavement hanno pianificato Terror Twilight (Matador, 1999) come una raccolta di brani di hard-rock, pop e blues-rock alternativi. Quando è apparso, l'album ha attraversato tutti gli stili, dal boogie (Platform Blues) al country (Major Leagues), dall' heavy metal (The Hexx) al folk-rock (Spit On A Stranger). Malkmus e Kannberg si atteggiano a ingegnosi in maniera fine a sè stessa quando citano l'intera storia della musica rock in un album (e talvolta in una sola canzone).

La band si è sciolta dopo questo album.

Malkmus' first solo album, Stephen Malkmus (Matador, 2001), is an attempt to recreate the melodic apex of Pavement's career, Crooked Rain. Jenny & The Ess Dog, Phantasies, Jo Jo's Jacket, and especially The Hook rank with the best of that album. Given the disappointment of Pavement's latest albums, the options are two: either Malkmus kept the best material for his solo, or the Pavement were ruining his songwriting skills.

Stephen Malkmus' second solo album, Pig Lib (Matador, 2003) is a schizophrenic work, divided between a passionate tribute to blues-rock of the 1960s and surreal folkish songs. The quasi-psychedelic blues numbers, Water and a Seat, Sheets and Witch Mountain Bridge, are intriguing in the way they rediscover the legacy of Cream, Jimi Hendrix, Ten Years After, etc. The nine-minute jam 1% Of One plunges the listener right back into late-1970s blues-rock jamming. This is sometimes impressive, but a less charismatic popster would have serious trouble justifying such half-baked songs. The gentle lullaby of Craw Song, the stately hymn of Us, the progressive surf music of Dark Wave, the childish middle-eastern litany of Do Not Feed the Oysters are welcome reliefs from those cliches. The mournful elegy Ramp of Death and the laid-back vignette of Vanessa From Queens are also reminders that Malkmus could easily become a master of AOR ballads. Greater doses of rock guitar make up for Malkmus' annoying vocal style, but the songs are still only passable.

(Translation by/ Tradotto da Emanuele Smargiassi)

Il primo album di Malkmus da solista, Stephen Malkmus (Matador, 2001), è un tentativo di ricreare l'apice melodico della carriera dei Pavement, Crooked Rain. Jenny & The Ess Dog, Phantasies, Jo Jo's Jacket, e soprattutto The Hook competono con il meglio di quel lavoro. Considerando la delusione dell'ultima fatica dei Pavement, le possibilità sono due: o Malkmus ha tenuto il meglio del materiale per il suo debutto da solista, o i Pavement stavano rovinando le sue doti compositive.

(Translation by/ Tradotto da Paolo Latini)

Il secondo album solista di Stephen Malkmus, Pig Lib (Matador, 2003), è un lavoro schizofrenico, diviso tra passionali tributi al blues-rock dei sixties e canzoni surreali dal sapore folk. I numeri quasi-psichedelici, Water and a Seat, Sheet e Witch Mountain Bridge, sono interessanti per il modo in cui riscoprono l'eredità dei Cream, Jimi Hendrix, Ten Year After e quant'altro. La jam di nove minuti 1% of One proietta l'ascoltatore indietro nel tempo, fino al jamming intriso di blues-rock dei tardi anni '70. Ciò a volte può impressionare, ma un popster meno carismatico troverebbe decisamente arduo giustificare tante canzoni abbozzate. La nenia ingentilita di Craw Song, l'inno solenne di Us, la musica surf progressiva di Dark Wave, l'infantile litania mediorientale di Do Not Feed the Oyster sono salutari momenti di sollievo da quei cliches. L'elegia lamentosa Ramp of Death e la vignetta Vanessa From Queens sono lì per ricordarci che Malkmus può facilmente diventare un maestro delle ballate in perfetto stile AOR. Dosi più massicce di rock chitarristico compensano lo stile canoro annoiante di Malkmus, ma le canzoni sono sempre solo passabili.

Pavement's guitarist Scott "Spiral Stairs" Kannberg formed Preston School Of Industry with drummer Andrew Borger and bassist Jon Erickson. All This Sounds Gas (Matador, 2001) sounds like Pavement leftovers given a treatment that makes them sound more linear, traditional and mainstream than Pavement ever sounded (Whalebones, Falling Away). The EP Goodbye to the Edge City (Amazing Grease Records, 2002) displays a more personal version of that sound, but it is still quite generic roots-rock.

Monsoon (Matador, 2004) fulfills that EP's promise by displaying a tight trio playing catchy tunes penned by a real, mature auteur. His muse falls in between Tom Petty (the jangling country-pop The Furnace Sun with a bit of Velvet Underground overtone), Bob Dylan (the echoes of Desire in Walk of a Gurl and the echoes of Blowing in the Wind in Her Estuary Twang) and Luna (the nonchalant romanticism of Caught in the Rain, the pensive So Many Ways). Unfortunately, this doesn't mean that the music is revolutionary or the lyrics stunning. This is aboved-the-average radio-friendly music, but rather unlikely to change the history of music. The one moment of genius could have been the dissonant and reckless romp of Get Your Crayons Out, crossing into the acid-folk territory of the Holy Modal Rounders, but it lacks the required fearless nonsense.

By far his most upbeat work ever, Malkmus' Face The Truth (Matador, 2005) is also his most inconsistent yet. Pencil Rot ventures into electronic dance-pop, the fad of the moment. The catchy Mama is little more than a nursery song. Baby C'mon is straightforward rock'n'roll. Kindling for the Master would be remixed by several artists. The lengthy, technically challenging No More Shoes is one of his most stately efforts, but still pathetic compared with the output of contemporary psychedelic and progressive bands.

(Translation by/ Tradotto da Emanuele Smargiassi)

Il chitarrista dei Pavement Scott "Spiral Stairs" Kannberg costituì i Preston School Of Industry con il batterista Andrew Borger ed il bassista Jon Erickson. All This Sounds Gas (Matador, 2001) suona come uno scarto dei Pavement trattato in modo più lineare, tradizionale e mainstrem, come i Pavement non erano mai stati (Whalebones, Falling Away). L'EP Goodbye to the Edge City (Amazing Grease Records, 2002) ci mostra un aspetto più personale di tale sound, ma è sempre troppo generico e classicheggiante.

Monsoon (Matador, 2004) porta a compimento le premesse dell'EP precedente mostrando un trio più compatto che suona interessanti brani scritti da un autore vero, maturo. L'ispirazione nasce in parte da Tom Petty (la graffiante country-pop The Furnace Sun con un pizzico di Velvet Underground), da Bob Dylan (l'eco di Blowing in the Wind in Her Estuary Twang) e da Luna (il romanticismo nonchalant di Caught in the Rain, la suggestiva So Many Ways). Sfortunatamente questo non significa che la musica sia rivoluzionaria, né che i testi siano geniali. Siamo sopra la media del radio-friendly, ma ben lontani dal cambiare la storia della musica. Il momento di genio potrebbe essere la dissonante e sconsiderata Get Your Crayons Out, che sconfina nel territorio dell'acid-folk degli Holy Modal Rounders, ma manca del dovuto stravagante “nonsense”.

Di sicuro il lavoro più gaio e sostenuto di Malkmus, Face The Truth (Matador, 2005) è certamente anche il più inconsistente. Pencil Rot si avventura nell'elettronica dance-pop, la moda del momento. L'intrigante Mama è poco più che una canzone infantile. Baby C'mon è rock'nroll semplice e lineare. La lunga, tecnicamente impegnativa, No More Shoes è uno dei suoi tentativi più sontuosi, ma comunque scialba in confronto ai risultati della psychedelia e del progressive contemporanei.

Stephen Malkmus' Real Emotional Trash (Matador, 2008), with the Jicks now including Sleater Kinney's drummer Janet Weiss, is his most accomplished work since the demise of Pavement, possibly because the Jicks became a real band and not just his backing band. Malkmus the guitarist is more interesting and inspiring than Malkmus the (gasp) singer or Malkmus the (mediocre) lyricist. Dragonfly Pie careens at an agonizing blues pace that is reminiscent of Cream and early Led Zeppelin. Baltimore, the melodic zenith, is a gentle lullaby with an effective guitar solo, like Donovan backed by Neil Young. However, after three minutes the song completely changes nature, turning into a hysterical blues-rock jam. The only aspect the two contrasting halves have in common is a Sixties flavor. Another song that harks back to the Sixties is the poppy Gardenia, a blend of Hollies-like refrains and movie soundtrack choirs (probably the catchiest song of Malkmus' career). We Can't Help You even evokes the memory of the Band's infectious roots-rock.
The mellow ballads Out Of Reaches (with soul-jazz organ) and Cold Son (with the melodic counterpoint of a synth) sound like a less ambitious, radio-friendly version of Built To Spill, while the longer Elmo Delmo (torn between progressive folk and acid-rock jamming) and Real Emotional Trash (ten minutes of interesting blues-soul-jazz-rock guitar inventions that lead to a noisy boogie gallop with burning organ) evoke a less competent, less creative version of Built To Spill. There is something in the constructs of Malkmus' more complex songs that makes them sound amateurish and tedious even when their start out intriguing. However, even an inferior version of Built To Spill is something to admire, and the Jicks also manage to approach the original, angular, emotional Pavement sound with the seven-minute Hopscotch Willie (way too long) and Wicked Wanda. All in all, the Sixties imitations fare better than the alt-rock originals.

Pavement's guitarist Scott "Spiral Stairs" Kannberg debuted solo with the mediocre The Real Feel (2009).

Where it succeeded, Malkmus' Mirror Traffic (2011) owed a debt to producer Beck's kaleidoscopic effort that shunned the edgy progressive-jam verve of Real Emotional Trash in favor of the jagged elegance of early Pavement. However, most of the songs are just that: regular songs. The catchy Tigers and the frantic Stick Figures in Love stand out, but they could have made the two sides of a single with more conviction than being surrounded by faceless melodies and riffs, while the goofy Senator (quote: "what the senator wants is a blow job") and the caustic Forever 28 try to reenact juvenile memories in a touching but ultimately pointless manner. The bulk of the album is actually generic Pavement-ish songs like Tune Grief and Asking Price, from which occasionally there emerge middle-aged midtempo meditations like Brain Gallop.

(Translation by/ Tradotto da Giulio Bassanello)

Real Emotional Trash (Matador, 2008), di Stephen Malkmus, con i Jicks ora dotati della batterista degli Sleater-Kinney Janet Weiss, è l’album più riuscito dallo scioglimento dei Pavement, probabilmente perchè i Jinks divennero una vera e propria band, e non i resti dell’originale. Il Malkmus chitarrista è molto più interessante e ispirato del Malkmus cantante (ansimante) o del Malkmus autore (mediocre). DragonflyPie ha un ritmo blues agonizzante memore dei Cream e dei primi Led Zeppelin. Baltimore, lo zenit melodico, è una dolce ninnananna con un efficace assolo di chitarra, come un Donovan cucinato da Neil Young. Comunque, dopo tre minuti la canzone cambia completamente, trasformandosi in una jam isterica blues-rock. L’unico aspetto che le due parti di questa canzone hanno in comune è un gusto anni ’60. Un’altra canzone che evoca quegli anni è la godibileGardenia, una miscela di ritornelli stile Hollies e cori da colonna sonora (probabilmente la canzone più orecchiabile nella carriera di Malkmus). WeCan’t Help You evoca anche il ricordo del roots-rock contagioso dei Band.

Le dolci ballate Out Of Reaches (con organo soul-jazz) e Cold Son (con contrappunto melodico di sintetizzatore) risultano come una versione meno ambiziosa e più facile dei Built To Spill, mentre la più lunga Elmo Delmo (divisa tra folk progressive e acid-rock) e Real Emotional Trash (dieci minuti di interessanti invenzioni blues, soul, jazz e rock di chitarra che conducono a una galoppata rumorosa con organi impazziti) evocano una versione dei Built To Spill meno competente, meno creativa. C’è qualcosa nel costrutto delle canzoni più complesse di Malkmus che le rende amatoriali e tediose anche quando hanno un inizio affascinante. Comunque, una versione dei Built To Spill, per quanto inferiore, deve essere ammirata, e iJicks riescono anche ad avvicinarsi al sound originale, multiforme ed emozionante dei Pavement con la canzone da sette minuti HopscotchWillie (forse anche troppo longa) e con Wicked Wanda. Tutto sommato, le imitazioni anni ’60 sono molto meglio degli originali alt-rock.

 

Il chitarrista dei Pavement Scott “SpiralStairs” Kannberg ha debuttato col mediocre album solista The Real Feel (2009).

 

Nelle sue parti riuscite, l’album di MalkmusMirrorTraffic (2011) ha un debito nei confronti del supporto caleidoscopico del produttore Beck, che ha respinto il brio progressive nervoso di Real Emotional Trash in favore dell’eleganza sfaccettata dei primi Pavement. Tuttavia, la maggior parte delle canzoni rimangono tali: mere canzoni. L’orecchiabile Tigers e la frenetica StickFigures in Love spiccano, ma avrebbero potuto costituire i due lati di un singolo con più convinzione piuttosto che essere circondate da melodie e riff senza identità, come la goffa Senator e la corrosiva Fever 28, che provano a ridare vita alle memorie giovanili in una maniera toccante ma, in definitiva, patetica.

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