Pegboy


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Strong Reaction, 8/10
Earwig, 7/10
Cha-Cha Damore, 6/10
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I Naked Raygun erano stati una delle roccaforti dell'hardcore di Chicago e al loro scioglimento il chitarrista John Haggerty decise di continuare in quella direzione con il batterista e fratello Joe Haggerty (che militava nei Bloodsport) e con due membri dei Bhopal Stiffs, il cantante Larry Damore e il bassista Steve Saylors. I Pegboy esordirono con l'EP Three-Chord Monte (Quarterstick, 1990), che risveglio` la soporifera scena di Chicago con inni hardcore come Slipped Through My Fingers (destinato a rimanere uno dei loro capolavori), Method e In My Youth.

La forza melodica del quartetto venne chiaramente a galla su Strong Reaction (Quartersticks, 1991), una pietra miliare del revisionismo punk-pop degli anni '90, con classici tanto frenetici quanto orecchiabili quali la title-track, Hardlight e soprattutto Field Of Darkness (una delle migliori canzoni dell'intera carriera di Haggerty), nei quali riviveva l'epos dei primi Clash. Le melodie e le armonie vocali erano complementate dalle bordate terrificanti delle chitarre e dai violenti rinculi della sezione ritmica, favorendo la commistione di barbarico e civile che era l'assunto dell'intera operazione.
Cio' non toglie che su tutto troneggiasse la poetica disperata di Damore e che sulle sue storie autobiografiche urlate a squarciagola facciano perno i ritornelli suonati e storpiati a tutto volume e a rotta di collo di What To Do, Still Uneasy e Superstar. L'energia sonora del gruppo bastava invece per far levitare il bruciante attacco rock and roll di Time Again e la partitura mozzafiato dello strumentale Locomotivelung.
Lungi dall'estere ostile verso la societa', questo punkrock e' l'espressione dell'ostilita' della societa' nei confronti di chi canta (e suona). Emarginati oltre ogni dire, i nuovi punk trovano la forza e l'ispirazione per innalzare odi alla propria sventura.

Sull'EP Fore (Quarterstick, 1993) i colossali riff di granito di Haggerty rubano la scena al canto e alla melodia (fino agli eccessi di Witnessed), che peraltro continuano a propinare ritornelli memorabili immersi in contesti vigorosi, in particolare Minutes To Hours.

Il secondo album, Earwig (Quartersticks, 1994), non delude le attese: Sinner Inside e' una delle loro migliori canzoni, capace di ricordare i primi Police per via di quel melodismo graffiante portato in falsetto e di quel lavorio di basso e batteria in bilico fra rock e jazz; Over The Hills stuzzica gli istinti danzerecci con un ritmo zoppicante e un contrasto fra il basso in primo piano e le distorsioni della chitarra in secondo piano; e Sideshow e' una delle "power ballad" piu' trascinanti ed emozionanti dell'anno, perfettamente orchestrata per accordi tempestosi e canto disperato. Accanto a questi capolavori brillano brani piu' scontati (il ritornello facile di Blister, l'omaggio ai riff colossali del grunge in Mr Pink) e sfoghi piu' disperati (Louisiana, apice drammatico del canto di Damore). L'idea rimane quella del brano di apertura, Line Up: un powerpop suonato con la foga degli AC/DC. Il disco e' immerso dall'inizio alla fine in una fitta coltre di rumore degno degli MC5. Viscerale, assordante, teso come un arco, il loro sound e' una pietra miliare nel processo di riscoperta della melodia. Nessuno fa del pop piu' violento del loro.

Tre anni dopo l'exploit di Earwig, il gruppo di Haggerty e Damore torna sulle scene con Cha-Cha Damore (Quarterstick, 1997), un album non meno sfrenato, altisonante e rabbioso. Lo stile di Haggerty e` sempre fulmineo e infuocato. Lo strillo di Damore e` appena una mezza ottava piu` rauco, ma non ha perso nulla della sua ferocia. Su tutto troneggia il trittico di Dangermare, Dangerace e Dangerwood, tre classici della loro produzione, epilettici, vertiginosi, straripanti. Il problema e` proprio che non c'e` molto altro in questo disco. Il rock and roll velenoso di brani sgolati come You Fight Like A Little Girl trascende l'hardcore, ma decreta anche il limite di una certa ripetivita`. Soltanto Liberace Hat Trick e In The Pantry Of The Mountain King sembrano voler uscire dalla loro routine.

I Pegboy sono fra i gruppi che hanno tentato con maggior naturalezza una sintesi di power-pop e hardcore, senza rinunciare all'epos del secondo.

Chicago, the city where Screeching Weasel had preached the gospel of punk-pop, boasted perhaps the greatest of punk-poppers, Pegboy. Formed by Naked Raygun's guitarist John Haggerty and other hardcore veterans, they crafted a sound that was frantic and barbaric, but that, at the same time, carried hummable tunes. Every single beat of Strong Reaction (1991) was "wrong" in a unique way that made it just about "perfect", delivering a dynamite emotional punch straight to the core of Haggerty's stories. Abandoning the excesses of that stormy and visceral style, Pegboy penned Earwig (1994), hell's version of Green Day.
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