Red Temple Spirits
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Dancing To Restore An Eclipsed Moon , 8/10
If Tomorrow I Were Leaving For Lhasa , 7/10
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Il gruppo che ripropone l'aspetto piu` radicale della psichedelia, quello cosmico e ritualista di Interstellar Overdrive, quello freudiano e piscotico di The End, che supera i giochi con i timbri, con i feedback, con gli arrangiamenti classicheggianti, con le armonie eccentriche ed esplora territori armonici misteriosi e indefinibili, e` quello dei Red Temple Spirits di Los Angeles: William Faircloth al canto, Dallas Taylor alla chitarra, Dino Paredes al basso (ex Psi Com con Perry Farrell nel 1985) e Thomas Pierik alla batteria.

La loro ispirazione e` innanzitutto mistica, invece che sonora: ogni album e` dedicato ai rituali religiosi di una civilta` antica. Per riflesso gli impasti armonici sono i piu` caotici ed estatici che si possano creare con tre strumenti e una voce. Al tempo stesso il sound dei maestri degli anni '60 viene riveduto nell'ottica delle innovazioni apportate dalla scuola britannica piu` tenebrosa e sensazionalista.

Faircloth si era fatto le ossa nei Ministry Of Love del chitarrista prodigio Mark Nine, che avevano pubblicato nel 1987 l'EP Wide Awake And Dreaming (Underworld) con l'incandescente Living In The Moment, ma nulla faceva presagire l'esplosione di creativita` dell'anno dopo.

Il primo album del nuovo quartetto, Dancing To Restore An Eclipsed Moon (Nate Starkman & Son), viene pubblicato nel 1988. E` un album doppio di composizioni lunghe e complesse, che per gli aspetti ritualistici puo` essere avvicinato alle prime opere dei Savage Republic, ma per i timbri e le melodie si rifa` palesemente ai primi Pink Floyd. La fantasia armonica e` comunque straordinaria, capace di innestare flauti e campanelli da new age su un riff da hardrock della chitarra e una batteria in crescendo vertiginoso per santificare la litania disperata di Dreamings Ending. Exorcism fotografa l'archetipo della loro maniera alla A Saucerful Of Secrets: il ritmo tribale della batteria, che richiama subito il clima dei rituali magici, un marziale flamenco della chitarra, un basso che volteggia minaccioso e il canto potente che sovrasta tutto.
L'effetto combinato di questi che non sono stili, ma sono a loro volta effetti, e` al tempo stesso imponente e seducente. Nonche' ipnotico in brani come Bear Cave, impostato su una linea mediorientale ma intriso degli echi di una chitarra distorta fino a suonare come un sax atmosferico e lasciata fluttuare come un sibilo galattico nello spazio siderale.
Medioevo fiabesco, mantra, danza persiana, percussioni "lisergiche" e melodia pop si incontrano in Where Merlin Played. Faircloth leva il suo lamento di sciamano in Liquid Temple, Taylor scatena i suoi istinti violenti nell'incalzante Dark Spirits alla Cult. Lost In Dreaming cerca un compromesso fra la ballata gotica della scuola Cure e i vortici onirici dei Pink Floyd, riassumendo forse il tema musicale di tutto il disco. Le spirali ipnotiche del basso e i singhiozzi fatalisti della chitarra penetrano ogni secondo di musica, come se braccassero il canto, senza dargli tregua.
La cerimonia tocca l'apoteosi nella lunga Light Of The Christ. Il brano si apre con accordi riverberati di chitarra in un tenue tremolio di acqua e campanelli, ma poi si lancia in una selvaggia danza poliritmica alimentata dalla melodia trascendente della chitarra, dalla frase ossessiva del basso, e da un canto violentemente deturpato dai filtri. Il brano culmina in una progressione apocalittica alla Sister Ray e una coda di distorsioni e fendenti eroinomani.

If Tomorrow I Were Leaving For Lhasa (Nate Starkman & Son, 1989), dedicato al buddismo tibetano, e` un'opera molto piu` musicale, molto piu` rock, persino pop. Spunti brillanti come Dive In Deep (ipnotica e rituale come nel loro stile) perdono qualcosa della alchimia misteriosa dell'esordio, anche se guadagnano altrettanto in immediatezza. City Of Millions e A Black Rain scimmiottano ora il "dance-pop" britannico piu` gotico. La morbida ballata di Soft Machine e il trepido deliquio di Rainbows End recitano il rosario psichedelico con maggior convinzione, avvolgendo le melodie nelle atmosfere oniriche (rintocchi lontani di chitarra, distorsioni fluttuanti, poliritmi tribali delle percussioni) che erano la loro specialita`.

L'opera rimane comunque diverse spanne al di sotto della precedente e segna anche la fine della breve e suggestiva esperienza di questo gruppo anomalo.

A surreal take on Pink Floyd's earlier sound was offered by a wildly creative Los Angeles outfit, the Red Temple Spirits. The extravagant mysticism of Dancing To Restore An Eclipsed Moon (1988) had few or no precedents. It rehashed emotional debris left buried under the cosmic and ritualistic hymn of Interstellar Overdrive, under the psychotic and metaphysical melodrama of The End, under the apocalyptic frenzy of Sister Ray, while scouring medieval fairy tales, Tibetan mantras, whirling sufi dances and gothic ballads for intimations of supernatural existence. The lighter If Tomorrow I Were Leaving For Lhasa (1989) was the charming and graceful appendix to that ponderous masterpiece.
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