Marc Ribot
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Rootless Cosmopolitan , 7.5/10
Requiem For What's His Name , 6.5/10
Shrek , 6.5/10
Don't Blame Me , 4/10
Los Cubanos Postizos , 3/10
Muy Divertido, 5.5/10
Saints , 5/10
Scelsi Morning (2003), 6/10
Spiritual Unity (2005), 6/10
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Marc Ribot, who had played with the Lounge Lizards, John Zorn, Tom Waits, and the Jazz Passengers, demonstrated his fluid style, capable of bridging cacophony and melody in a smooth and swinging manner, on Rootless Cosmopolitan (1990), featuring jazz masters Don Byron on clarinet and Anthony Coleman on keyboards, and one of the few albums to evoke Peter Green's End Of The Game. Ribot's followed that achievement with the minimalist noir jazz of Requiem For What's His Name (1992) and the relentless sonic (and frequently dissonant) assault of Shrek (1994).
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Marc Ribot (originario del New Jersey, studente di chitarra classica sotto il maestro hawaiano Frantz Casseus, dal 1978 a New York come session man per musicisti soul) si mise in luce come chitarrista dei Lounge Lizards dal 1984 al 1988, e come spalla di John Zorn, Tom Waits, Elvis Costello e Jazz Passengers.

I suoni della chitarra di Ribot sono talvolta estremamente cacofonici, ma talaltra danzano liquidi e swinganti. Meglio ancora, spesso passano da un estremo all'altro senza quasi farsene accorgere, ostentando una blasfema continuita' di sensazioni benche' la musica stia diventando sempre piu' dissonante. Il suo maestro riconosciuto e' Albert Ayler.

Il suo primo album solista fu Rootless Cosmopolitan (Island, 1990). Con Don Byron al clarinetto, Anthony Coleman alle tastiere, Richie Schwarz alla batteria e Brad Jones al basso (tutti nomi di grido dell'avanguardia jazz di New York) Ribot ha probabilmente realizzato il primo disco che possa accostarsi al leggendario End Of The Game di Peter Green. Il suo forte sono i brani camaleontici: Shortly After Takeoff si lancia sull'onda di un gran ritmo fanfaresco, scampanella stonata, duetta con il clarinetto in brutture armoniche da far invidia a Captain Beefheart. Cosi' anche gli accostamenti: in Beak Lunch Manifesto un blues dai timbri metallicissimi (all'altra chitarra c'e' Arto Lindsay) viene attizzato dal sassofono grossolano di Roy Nathanson e concluso da un pigolio della chitarra di Ribot che esaspera la slide dei neri.
Il jazz di Friendly Ghosts e' un incrocio fra Mingus e i Lounge Lizards, che ha bisogno del massimo di liberta' formale, tanto delle dissonanze libere quanto dei passi tradizionali. Non manca il senso dello humour, come da manuale dei bohemien newyorkesi da che mondo e' mondo: sono divertimenti nonsense come Cocktail Party, un brano funky in cui il motivo sincopato di chitarra viene ripetuto monotonamente, e Nature Abhors A Vacuum Cleaner, un tema comico che la chitarra "canta" frantumandolo, come separando una nota dall'altra, prima che scompaia nel baccano generale.

Con Requiem For What's His Name (Crepuscule, 1992), accompagnato da Ralph Carney, Anthony Coleman e altri, Ribot compie un passo decisivo nella direzione di diventare un compositore classico, sia quando rivisita il soul delle sue origini sia quando reinventa Duke Ellington. L'influenza di Tom Waits e dei Lounge Lizards e` vistosa (First Time Every Time, Clever White Youth, Commit A Crime) ma spesso Ribot lascia semplicemente svagare la fantasia, e i risultati sono a dir poco imprevedibili (LaMonte's Nightmare, 1 Adolph 12).

Shrek (Avant, 1994) is an album of violent, unfriendly music, that tries to capture the essence of Albert Ayler's style in the context of an electric guitar ensemble. The cacophonous Spigot and Shrek, the dissonant Fourth World, the angular Big Money, and the martial Hoist The Bloody Icon High lead a relentless sonic assault worthy of hardcore.

Sounds Of A Distant Episode (Sub Rosa, 1994), an album split with guitarist Fred Frith, contains two his best surrealistic/classical compositions: Lobster Claw Symphonette and The Rise And The Fall Of.

Don't Blame Me (Japan, 1995) is a collection of pop and jazz traditionals given the Ribot treatment.

His virtuoso playing is on display on collaborations such as John Zorn's Book Of Heads (Tzadik, 1995) and Fred Frith's Sounds Of A Distant Episode (Subsonic, 1994) Shoe String Symphonettes (Tzadik, 1997) collects his works for cinema.

Marc Ribot wastes his stellar musicianship in a homage to Cuban composer Arsenio Rodriguez: Los Cubanos Postizos (Atlantic, 1998)

Yo I Killed Your God (Tzadik, 1999) is a live album recorded around the world.

Los Cubanos Postizos' second album, featuring keyboardist Anthony Coleman, is a more liberal take on the Cuban tradition. Muy Divertido (Atlantic, 2000) exploits the new wave of latin dance-music for some unrestrained fun.

Ribot's dance pieces Altogether Different and In As Much As Life Is Borrowed debuted in China and Belgium respectively.

From the title, Saints (Atlantic, 2001) is a tribute to Albert Ayler, of whom Ribot covers three compositions. The rest of the album is a similar display of erudite humility, as Ribot tackles different styles and different authors. As a recital of solo guitar, this is as close to perfection as one can get, but the artistic value is dubious.

Scelsi Morning (Tzadik, 2003) collects dance pieces, including one of Ribot's masterpieces, the dissonant, minimalist, 12-minute Geese for accordion, church organ, violin, viola, clarinet, clarinet and guitar. Soundtracks II (Tzadik, 2003) is basically the second part of Shoe String Symphonettes.

Spiritual Unity (Pi, 2005) is an explicit tribute to Albert Ayler Not only does Ribot employ Ayler's original bassist Henry Grimes and set up a similar backing (Chad Taylor on drums and Roy Campbell on trumpet), but he plays his guitar in a manner to simulate as much as possible Ayler's saxophone (and even violin and cello). It is both a sincere tribute to his master and a virtuoso show of a guitarist who can use the guitar like a universal instrument. After Ribot's Invocation, four tracks reenact (more than merely cover) four Ayler classics, interpreting the spirit of Ayler's ritual jazz while retaining Ribot's unique post-modernist elegance.

(Translation by/ Tradotto da Michele Mulas)

Shrek (Avant, 1994) è un album di musica violenta, ostile, che prova a catturare l'essenza dello stile di Albert Ayler nel contesto di un ensamble che ruota attorno alla chitarra. Le cacofoniche Spigot e Shrek, la dissonante Fourth World, l'angolosa Big Money, e la marziale Hoist The Bloody Icon High portano avanti un incessante assalto sonico che vale quello dell'hardcore.

Sounds Of A Distant Episode (Sub Rosa, 1994), split album con il chitarrista Fred Frith, contiene due tra le sue migliori composizioni tra il classico e il surrealistico: Lobster Claw Symphonette e The Rise And The Fall Of.

Don't Blame Me (Japan, 1995) è una collezione di standard pop e jazz passati attraverso il “trattamento Ribot”.

Il suo virtuosismo fa mostra di sè in collaborazioni come Book Of Heads (Tzadik, 1995) di John Zorn e Sounds Of A Distant Episode (Subsonic, 1994) di Fred Frith. Shoe String Symphonettes (Tzadik, 1997) colleziona i suoi lavori per il cinema.

Marc Ribot spreca il suo stellare talento musicale in un omaggio al compositore cubano Arsenio Rodriguez: Los Cubanos Postizos (Atlantic, 1998).

Yo I Killed Your God (Tzadik, 1999) è un album registrato dal vivo in giro per il mondo.

Il secondo album dei Cubanos Postizos, con la presenza del tastierista Anthony Coleman, offre uno ripresa più libera della tradizione cubana. Muy Divertido (Atlantic, 2000) sfrutta la new-wave della musica da ballo latina per un pò di instancabile divertimento.

I balletti di Ribot Altogether Different e In As Much As Life Is Borrowed hanno debuttato rispettivamente in Cina e Belgio.

Fin dal titolo Saints (Atlantic, 2001) è un tributo ad Albert Ayler, del quale Ribot ripropone tre composizioni. Il resto dell'album vede un grande dispiego di erudita umilità nell'approccio di Ribot a differenti stili e autori. Come un recital per sola chitarra, questo rappresenta il punto più vicino alla perfezione a cui si possa ambire, ma il valore artistico resta dubbio.

Scelsi Morning (Tzadik, 2003) raccoglie piece per balletti, incluso uno dei capolavori di Ribot: i 12 minuti dissonanti e minimalisti di Geese, per fisarmonica, organo chiesistico, violino, viola, clarinetto e chitarra. Soundtracks II (Tzadik, 2003) è in pratica la seconda parte di Shoe String Symphonettes.

Spiritual Unity (Pi, 2005) è un esplicito tributo ad Albert Ayler. Non solo Ribot ingaggia Henry Grimes, il bassista originale di Ayler, e allestisce una formazione analoga alla sua (Chad Taylor alla batteria e Roy Campbell alla tromba), ma suona la sua chitarra in modo tale da richiamare per quanto possibile il sassofono di Ayler (nonchè il violino e il violoncello). L'album rappresenta sia un sincero tributo al suo maestro che uno spettacolo virtuosistico di un chitarrista che è in grado di usare la chitarra come uno strumento universale. Dopo Invocation di Ribot, quattro tracce riportano in scena (più che darne una mera versione calligrafica) quattro classici di Ayler, interpretando lo spirito del rituale jazz di Ayler e conservando l'eleganza post-moderna di Ribot.

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