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I Run On sono il progetto di tre stagionati veterani del progressive-rock
di New York: il batterista Rick Brown (Fish And Roses,
V-Effect),
la cantante Sue Garner (ex Shams e
Fish & Roses),
e il chitarrista Alan Licht
(ex Blue Humans e Love Child).
Sul singolo di debutto, Days Away (Ajax, 1994),
la formazione era completata dal
tastierista David Newgarden (ex Mad Scene), ma nel 1995 gli subentro`
la violinista Katie Gentile (anche negli Special Pillow).
L'EP On/Off (Matador, 1995) li presento` con il pop bizzarramente
barocco di Into The Attic.
Start Packing (Matador, 1996) e` il disco che promuove i Run On fra i
protagonisti del noise-rock di New York.
Tried e` esemplare di come il loro sound si formi
spontaneamente dal nulla: una foschia di accordi dissonanti
(compresa una fisarmonica) muta in minimalismi
di chitarra mentre Garner prende a recitare come la piu` trasecolata Patti Smith
e la batteria incalza trascinante come in un raga indemoniato.
Tell Me e` una ballata country resa irriconoscibile da un coacervo di
eccentricita` riprese dal folk-rock psichedelico degli anni '60.
E` un disco soprattutto di piccole gioie per buongustai:
la dizione solenne di Garner sul passo marziale di Baap,
le schitarrate dissonanti di Miscalculations (anche su singolo),
la trance di You Said, per distorsioni acute e fanfare di trombe.
Il formato dell'album
e` ancora quello della canzone rock, ma ottenuta tramite la metamorfosi di
partiture strumentali irruenti e stralunate, arrangiamenti bizzarri che
impiegano strumenti dell'orchestra, soffici melodie da anni Sessanta e
ritmiche sghembe che sembrano sempre contraddire tutto il resto.
L'apice di questa prassi viene toccato forse nel cerimoniale magico di
Go There, propulso da una carica tribale, condotto da un canto oscuro,
solcato da assoli di organo gospel, in folle crescendo, sempre piu` "nero" e
ipnotico, a inseguire fantasmi di Nice, Iron Butterfly e Amon Duul.
Il resto e` un circo di trasformazioni alla Dr Jekill:
il folk-rock marziale dei Walkabouts in In Strength
il Lou Reed piu` malinconico in A To Z,
il Neil Young piu` nevrotico in X-Mas Trip.
Il disco va in gloria con gli otto minuti di Surprise, un flusso ipnotico di
jamming scalcagnato, a meta` strada fra raga e pow-wow, una specie di Sister
Ray del giorno dopo.
Gli arrangiamenti sono il non plus ultra dell'eccentrico. Ogni canzone e`
affidata rigorosamente al trio rock di chitarra, basso e batteria, ma
all'interno di quella struttura teoricamente granitica trova sempre il modo
piu` insolito di ospitare uno strumento alieno (marimba, oboe, xilofono,
tromba, fisarmonica, ...). Le armonie sono ulteriormente straniate da improvvisi
picchi di sonorita` estreme: distorsioni da incubo, dissonanze dadaiste,
intermezzi cacofonici.
Il folk-rock onirico di No Way (Matador, 1997) si
appoggia a motivi elementari, ma viene stravolto da un uso eclettico dei ritmi
e da tormente chitarristiche che non concedono respiro.
Il disco e` una giostra di tiepidi raga in crescendo, di lividi
viaggi lisergici, di ritornelli sornioni che si librano in distorsioni da
capogiro, di improbabili miscele di Jonathan Richman, Bob Dylan, Lou Reed e
Neil Young e di immense dosi di Can e Jefferson Airplane.
Le loro canzoni si sono fatte piu` compatte e "canzoni".
Lo strimpellio inetto alla Violent Femmes che apre As Good As New cede
il passo al loro piu` forte boogie elettrico di sempre e al loro motivo piu`
pop di sempre. Out For A Walk incalza a ritmo galoppante all'ombra di un
duetto spettacolare fra violino e chitarra. Ropa Vieja fa il verso alle
progressioni nervose di Patti Smith.
Non che siano diminuiti gli esperimenti.
I Run On compiono miracoli di equilibrio, come nell'armonia al tempo stesso
delicata e violenta di Lab Rats, nella ritmica paradossale di 1/2 Of 1/2,
nella psichedelia ineffabile di Bring Her Blues, nella lunga trance
orientale di Days Away (anche su singolo).
Con la violinista e Garner nei panni della folksinger (Something Sweet,
Look, Anything You Say),
i Run On sembrano spesso una versione d'avanguardia dei Walkabouts.
Non a caso il disco va in gloria
con un'epica ballata come Sinnerman (revisione di un traditional),
condotta a ritmo marziale e
contrappuntata da un trascinante strimpellio country and western, nove minuti
di canto passionale e di corride strumentali quasi a parodiare i complessi del
rock sudista degli anni '70.
Piu` che mai i miracoli del loro sound si reggono sull'asse Brown-Licht,
il primo uno dei piu` grandi batteristi di tutti i tempi e il secondo una
mente diabolica, che sta tentando di trasportare in ambito chitarristico lo
stile minimalista di LaMonte Young.
Contemporanei all'album sono usciti
gli EP Scoot (Sonic Bubblegum, 1997),
con splendidi inediti come Complainer (una composizione minimalista di
Licht), Hit Run (quasi post-rock) e
Renee Away (che fa venire in mente Patti Smith),
e Sit Down (Matador, 1997), con Owe You, quasi gotica e industriale, e Double Gemini.
Brown, oltre ai Run On e ai Les Batteries, ha anche un trio chiamato Timber,
che ha registrato un album per la Rift.
Gentile suona negli Special Pillow con ex membri degli Yo La Tengo
e degli Hypnowheel.
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The veterans who ran Run On,
drummer Rick Brown and bassist Sue Garner of Fish & Roses,
plus guitarist Alan Licht of Love Child, and violin player Katie Gentile,
showed how prog-rock could yield engaging songs and not only difficult
constructs. Start Packing (1996) was a festival of instrumental lunacy, brainy hypnosis, eccentric arrangements, and lightweight cacophony that mostly stuck to the format of the pop song.
The oneiric folk-rock of No Way (1997), inconspicuously raised on acid-rock and Indian music, homaged the classics (Bob Dylan, Lou Reed, Neil Young) while steering away from classic rock.
Nothing in these albums was obvious.
Every note was where it was because "that" was not where it should have been,
if one were a traditional composer.
Brown and Garner's vision of music was a place where
we should (obviously) all have been but have never even dreamed of being.
Still (1999), credited to Garner and Brown, was, de facto, a late addition to the Run On canon.
If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
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(Translation by/ Tradotto da xxx)
Se sei interessato a tradurre questo testo, contattami
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Peach Cobbler is a collaboration between Run On's Rick Brown and Sue Garner
and French
accordionist Monique Alba and guitarist Dominique Grimaud.
Georgia Peach (Ajax, 1995) contains
avantgarde blues, combining fragmented noises and languid dirges
(Come On In My Kitchen, Indian Giver).
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Sue Garner, questa reduce indomita di Fish And Roses e Shams,
ha pubblicato To Run More Smoothly (Thrill Jockey, 1998)
un disco in sordina,
da cantautrice intimista, coadiuvata in parti minori da amici del calibro di
Chris Stamey (DB's), Rick Brown (Run On) e Georgia Hubley (Yo La Tengo).
La melodia solare di Nightfall, il registro nasale e l'accento sudista
fanno pensare ai Walkabout, ma Garner e` figlia (ormai stagionata)
del progressive-rock, e puo` permettersi partiture ben piu` complesse:
come nell'arrangiamento surreale di Glazed, forte di elementi al tempo stesso
cacofonici e minimalisti, o nel mini-concerto di musica d'avanguardia di
Sense Enough, a meta` strada fra This Heat e Soft Machine, o nel brano
strumentale Something Else, di un'intensita` quasi religiosa.
Chiude il disco la ballata sottotono di Continuous Play, registrata
originariamente dalle Shams.
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If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
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(Translation by/ Tradotto da Marina)
Still (Thrill Jockey, 1999), attribuito a Sue Garner e Rick Brown,
con la collaborazione del produttore Chris Stamey (
DB's), di Doug McCombs (Tortoise) al basso, di
Tara Key (Antietam) alla chitarra e di Doug
Weiselman
(clarino e sax).
Quando Garner e` la figura centrale, l'album sembra il prosieguo del suo
To Run More Smoothly (Thrill Jockey, 1998). La sua maniera eclettica
di comporre, cosi` sottilmente ripartita e fortemente personale, seppur
radicata nel folk e nel country, permea il dolce trip-hop swing di
Swimmingly.
Il contributo di Brown si puo` rilevare principalmente nell'arrangiamento
dei ritmi, componenti chiave di molte di queste canzoni: percussioni
africane e tastiere sinfoniche enfatizzano la danza globale dell'ouverture
strumentale Synthbug;
il sincopato Damp Spirit, metronomia industriale ereditata dal
techno-pop di Peter Gabriel; Asphalt Road e` una cantilena che
viaggia come un treno boogie guidato da frenetiche percussioni; l'epico
Fussy Fuss, infine, chiude l'album con un selvaggio pow-wow (gli
Holy Modal Rounders e i Velvet Underground eseguono l'inno Navajo).
La fusione fra i ritmi di Brown, l'etereo canto di Garner e i fiati di
Weiselman genera scene surreali come accade per Abosrbed, a meta`
strada fra Enya e Robert Wyatt.
Brown e Garner hanno prodotto per decenni musica di grande qualita` e il
principio di fondo e` stato sempre l'uso di procedure non convenzionali pur
mantenendo intatta l'armonia e la struttura dei brani.
Non c'e` niente di scontato nella loro produzione ne` tantomeno in questa
incisione. Ogni singola nota si trova dov'e` perche' quello e` esattamente
il posto dove naturalmente dovrebbe trovarsi. La visione musicale di Brown e
Garner e` quella di un luogo dove noi tutti dovremmo ovviamente gia` essere
stati, ma, allo stesso tempo, dove non abbiamo mai sognato di essere.
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Still (Thrill Jockey, 1999) is credited to Sue Garner and
Rick Brown, and it includes contributions by producer
Chris Stamey ( DB's), bassist Doug McCombs
(Tortoise),
guitarist Tara Key (Antietam) and Doug Weiselman
(on clarinet and saxophone).
When Garner is centerstage, the album sounds like the follow-up to
her To Run More Smoothly (Thrill Jockey, 1998).
Her eclectic songwriting, slightly offbeat and strongly personal, albeit
rooted in folk and country music, permeates the softly swinging trip-hop of
Swimmingly.
Brown's contribution can be felt mainly in the arrangement of the rhythms,
a key component of many of these songs:
African percussions and symphonic keyboards accent the global dance of
the instrumental ouverture Synthbug;
Damp Spirit's syncopated, industrial metronomy borrows from
Peter Gabriel's techno-pop;
Asphalt Road's lullaby flows like
a boogie train propelled by frantic gamelan-like percussions;
and the epic Fussy Fuss closes the album on a wildly distorted pow-wow
(the Holy Modal Rounders and the Velvet Underground performing
the national Navajo anthem).
The combination of Brown's rhythms with Garner's ethereal singing and
Weiselman's reeds yields surreal vignettes like Abosrbed, a cross
between Enya and Robert Wyatt.
Brown and Garner have been producing high-quality music for decades
and the basic tenet has always been to use non-conventional processes
while preserving harmony and song structure.
Nothing in their career is obvious and nothing on this record is.
Every note is where it is because "that" is not where it should be,
if one were a traditional composer. "That" turns out to be the natural place
to be for that note. Brown and Garner's vision of music is a place where
we should (obviously) all have been but have never ever dreamt of being.
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Sue Garner's Shadyside (Thrill Jockey, 2002) takes advantage of
electronic and digital production techniques (and of the usual super-cast of
guests) to enhance her folk primitivism.
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(Translation by/ Tradotto da xxx)
Se sei interessato a tradurre questo testo, contattami
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