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The Pigeon Is The Most Popular Bird, 8/10
Machine Cuisine, 4/10 Severe Exposure, 7.5/10 Paranormalized, 6/10 Law Of Ruins, 6/10 | Links: |
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Quintetto di Providence (Rhode Island), i Six Finger Satellite vengono
alla luce nel 1992 con un EP omonimo (per la SubPop), che fa parlare per gli
arrangiamenti bizzarri di Weapon e Niponese National Anthem
e per il "noise-rock" gratuito di Satchmo.
E certamente sono il rumore e il caos gli elementi fondamentali dell'album
The Pigeon Is The Most Popular Bird (SubPop, 1993).
Suonato all'insegna di un
dadaismo innocente che deflagra improvvisamente in atroci e selvaggi deliri,
con un debole per i ritmi sgangherati e le stonature, l'album e' nobilitato
dal cantante Jeremiah Ryan nei panni di un esagitato predicatore profano che
racconta parabole di sconfitta ed umiliazione nelle quali si nasconde in effetti
una sottile crudelta' analitica. Le sue liriche nevrotiche sembrano fondere
Freud, Sartre e Bukowski in un unico flusso di coscienza.
Esce poi a sorpresa un (monotono) mini-album di musica elettronica, Machine Cuisine (SubPop, 1994), interamente dedicato a pastiche elettronici in uno stile a meta' strada fra Kraftwerk e Residents. Magic Bus e Greek Arts gli aspiranti hit di synthpop, The Well-Tempered Monkey il brano piu' ambizioso. White Temples lo show piu' industriale. Colti al punto da citare Jacques Derrida fra le loro influenze, i 6FS operano in effetti a piu' livelli di interpretazione, da quello metalinguistico di appropriarsi degli stilemi di tanti generi diversi a quello psicodrammatico di mettere in scena bozzetti fortemente grotteschi. Come ha dichiarato Ryan: "Noi non scriviamo musica, siamo scritti dalla musica".
Nel 1995 Severe Exposure (SubPop) riesce a fondere lo stile del primo disco
con quello del secondo e a ottenere una singolare via di mezzo.
Dopo pochi secondi di melina la musica esplode con un riff distorto e una
cadenza cingolata alla Chrome (Bad Comrade) e da li' in poi il disco e'
tutto condotto su cadenze trascinanti.
L'atmosfera si fa ancor piu' new wave con le fiondate singhiozzanti
e la gag del sintetizzatore di Parlour Games.
White Queen To Black Knight ruba il riff alla Sunshine Of Your Love dei
Cream e tira la volta a Pulling A Train, il picco emotivo del disco,
detonato da un rullo terrificante e da un voltaggio fulminante.
Il caos scomposto di Simian Fever al ritmo di un techno selvaggio si fregia
anche di latrati degni di un David Yow.
Il Moog di Ryan fa faville come non succedeva dai tempi di Ravenstine (Pere Ubu)
e pennella persino una novelty come Cock Fight che incrocia un'ouverture
strumentale un po' retro` (Todd Rundgren?) e un finale rock and roll
altrettanto anacronistico che sa di parodia degli anni '60 alla Residents.
L'opera termina e culmina con il gran finale di Board The Bus, che fa tesoro
delle gloriose danze di guerra marziane dei Chrome.
Paranormalized (SubPop, 1996) invece delude, non avendo la stessa grinta viscerale e lo stesso genio bizzarro, ma gli elementi costitutivi rimangono il moog-folletto di J. Francis Ryan, le tastiere elettroniche di John MacLean (che non sempre si ricorda di essere il chitarrista del gruppo). A puntellare l'opera sono due voodoobilly scalmanati e irreverenti come 30 Lashes e White Shadow. I momenti di tensione e violenza (ovvero The Greatest Hit e Padded Room) sono occultati da sketch demenziali in cui ritmi da epilessi si sposano a riff grotteschi, nella tradizione dei Devo (Do The Suicide su tutti), fino a precipitare in pieno cabaret spaziale con Coke And Mirrors e in piena sceneggiata brechtiana con Slave Traitor. E` rimasto quel qualcosa di sghembo e spigoloso che fa ormai parte del motto del gruppo, ma gli eccessi dell'album precedente sono stati prudentemente accantonati a favore di un formato piu` meditato e intellettuale, che offre comunque molti spunti per chi vuole evadere dal formulaico.
L'alienazione da Moog di questi dischi giunge a maturazione su
Law Of Ruins (SubPop, 1998), epitome del genere noir del rock post-industriale.
Il quartetto continua ad eccitarsi troppo facilmente in fase di arrangiamento,
lasciando spesso la sensazione di un sound pasticciato e irrisolto.
Race Against Space confonde caoticamente punk-rock, acid-rock e rock
industriale.
Lo strumentale Fall To Pieces sconfina persino nella musica ambientale e
nel jazz-rock.
Sea Of Tranquillity (dodici minuti) alterna una jam strumentale nello
stile dello space-rock vigoroso degli Hawkwind e una coda dadaista di rumori
elettronici.
MacLean e Ryan tentano forse di stipare un po' troppe forme nelle loro canzoni.
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In Rhode Island, Six Finger Satellite played industrial rock'n'roll that was both demented and visceral. The chaos and the noise of The Pigeon Is The Most Popular Bird (1993) were hardly in line with the aesthetics of post-rock. Skewed, jolting rhythms and off-kilter or plainly out-of-tune melodies were injected lethal gas by John McLean's and Peter Phillips' abrasive guitars, and ripped apart by the emphatic, possessed vocals of Jeremiah Ryan, who engineered the best synthesis of Freud, Sartre and Bukowski on record; while instrumental interludes referenced everybody from John Cage to Throbbing Gristle to Chrome to the Velvet Underground. Severe Exposure (1995) was even more brutal and frantic, but still managed to cohere into a vision of post-nuclear wastelands.
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