If English is your first language and you could translate
the Italian text, please contact me.
Scroll down for recent reviews in english.
|
Nella cittadina di Olympia, stato del Washington, ai tempi delle "riot-grrrrls"
Corin Tucker era stata la cantante delle Heavens To Betsy, autrici di un album,
Calculated (Kill Rock Stars, 1994)
su cui spiccavano storie tragiche di adolescenti come Waitress Hell,
Baby's Gone e Stay Away.
Nel suo universo di aborti, stupri, prostituzione e tradimenti
non c'era spazio che per urlare.
(L'altra meta` del gruppo, Tracy Sawyer, avrebbe formato i LIes).
Sleater-Kinney e` un progetto congiunto con l'altra chitarrista e cantante
Carrie Kinney Brownstein delle Excuse 17 (titolari di
Such Friends Are Dangerous, su cui compare Watchmaker).
Inizialmente influenzate da Courtney Love nelle canzoni del mini-album
Villa Villakula (Chainsaw, 1995), come Sold Out e Her Again,
il duo articolo` meglio la sua dialettica sull'album
Call The Doctor (Chainsaw, 1995), una delle pietre miliari del tardo
foxcore,
quando le grezze armonie delle Bikini Kill si sposano a liriche da brivido.
Preseguendo di fatto il programma di Watchmaker,
Quelle dodici canzoni (per appena mezz'ora di musica) rappresentano prima di
tutto lo stato dell'arte in fatto di cultura femminile. Gran parte del dramma
si compie nelle parti vocali, gli strumenti essendo asserviti alla sceneggiata.
L'urlo terrorizzato di
Tucker crea momenti altissimi di pathos, come in I'm Not Waiting, e le
due ragazze non lesinano armonie vocali tanto sgraziate quanto epiche, per
esempio in Stay Where You Are e I Wanna Be Your Joey Ramone.
Pallidi tentativi di rendere il tutto anche musicale sortiscono
una tribale Hubcap, un'ipnotica Anonymous e una
concitata Little Mouth. Ma questa musica ha fondamentalmente poco di
musicale, per quanto sia agghiacciante come documento sociale.
La batterista Laura MacFarlane lascio` il gruppo per formare i
Ninety-Nine (Endearing, 1997).
Alla qualita` approssimativa del sound pone rimedio il successivo
Dig Me Out (Kill Rock Stars, 1997), che annovera anche una veterana
batterista (Janet Weiss).
Turn It On e Not What You Want hanno la ruvidezza e la
propulsione del garage-rock. Words And Guitar e Little Babies
(che fa il verso a Mother's Little Helper degli Stones)
giocano con le armonie vocali.
Big Big Lights e` il singolo.
Completano l'opera un curioso esperimento come Dance Song 97 e
lo spettrale melodramma, carico di tensione, di Jenny.
Le reporter di un tempo, che mandavano telegrafici dispacci dal fronte
femminista, ancora intrisi di sangue mestruale, tentano con questo disco
di promuoversi a musiciste.
Purtroppo Tucker non e` un gran che' di cantante, e quasi tutte le canzoni
vengono rovinate dal suo ringhio selvatico. Un conto e` strillare angoscia,
un altro e` cantare una melodia.
La chitarrista e` in forma smagliante su
The Hot Rock (Kill Rock Stars, 1999), l'album piu` musicale della
loro carriera. Ma entrambe le ragazze sono pessime cantanti, e la produzione
piu` professionale finisce per metterne in mostra i difetti piu` che i pregi.
Start Together e Burn Don't Freeze hanno i numeri per farsi
ascoltare, ma troppe canzoni valgono soltanto per i messaggi delle liriche.
The Size Of Our Love e A Quarter To Three hanno forse i
ritornelli piu` orecchiabili.
Sleater-Kinney sono da molte considerate le massime portavoce del movimento
"riot grrrl", il culmine, in pratica, di dieci anni di musica per la donna.
Sull'eredita` di proto-riotgrrrrl come
Patti Smith e
X-Ray Specs,
le due cantautrici di Seattle hanno edificato un piccolo monumento
all'indipendenza della donna in musica.
|
Sleater-Kinney keeps moving towards a more psychological and less visceral
sound with All Hands On The Bad One (Kill Rock Stars, 2000).
The girls have learned how to control their voices and how to make them
duet in a very persuasive and effective manner.
So much so that songs have become chats: the two voices are two different
personae that interact, overlap, argue, sympathize and clash.
Carrie Brownstein has become more of a singer and less of a shouter.
She can modulate a tune as well as any pop singer.
Corin Tucker's raging, neurotic shrills are still very much to the center,
echoing a Patti Smith without the religious fervor and sometimes regressing to
pre-natal screams. Janet Weiss' solemn pow-wow tempos give the songs a bit of
extra-epos.
Signs of impending adulthood are everywhere.
Their trademark angst is mutating into
Television-style guitar neurosis
(The Ballad Of A Ladyman).
All Hands On The Bad One careens on a surf beat with soaring
B52s vocal harmonies.
Leave You Behind sounds like a sunny country ballad with West-Coast
harmonies and a touch of psychedelic trance, even if the subject is a loss.
New forms, namely
a catchy and sarcastic singalong (You're No Rock'n'Roll Fun) and
a reverb-drenched impressionistic vignette (The Swimmer),
complement
their raw and wild rock and roll dances (Ironclad, Youth Decay).
The metamorphosis from political icons to musicians is far from complete,
but well on its way.
Cadallaca is the duo of Corin Tucker and Sarah Dougher.
One Beat (Kill Rock Stars, 2002) is the album that keeps the promise of
Call The Doctor. The band is a mature, determined, tight entity that
deals with issues the way Chuck Berry did: rhythm, riff and sarcasm.
The anthemic Combat Rock, the gritty One Beat, the
catchy Oh constitute the front line of a raucous and militant
album that revitalizes the sound of Sleater-Kinney.
The band also dares introduce rhythm'n'blues, soul, garage and electronic
arrangements, such as
the marching-band brass section of in Step Aside and
the theremin in Funeral Song.
The mixture of boldness and sophistication yields a satisfying hybrid of
mainstream pop and riot-grrrrls anger (The Remainder,
Hollywood Ending, Step Aside, Light Rail Coyote).
The best parts of The Woods (SubPop, 2005), such as
What's Mine is Yours, Entertain and
the 11-minute Let's Call it Love,
hark back to the hard blues-rock sounds of the Sixties.
|
(Translation by/ Tradotto da Walter Consonni)
Le Sleater-Kinney si sono orientate verso un sound più psicologico e
meno viscerale con All Hands On The Bad One (Kill Rock Stars, 2000).
Le ragazze hanno imparato a controllare le loro voci e ad eseguire duetti in
maniera molto convincente ed efficace. Così che le canzoni sono
diventate chats: le due voci sono due diversi individui che interagiscono,
si sovrappongono, discutono, simpatizzano e si scontrano. Carrie Brownstein
è diventata qualcosa di più di una cantante e qualcosa di meno
di uno shouter. È in grado di modulare una melodia come lo è
qualsiasi cantante pop. Gli strilli rabbiosi e neurotici di Corin Tucker
costituiscono ancora l'asse portante, facendo eco a Patti Smith senza il
fervore religioso e talvolta regredendo ad urla pre-natali. I solenni tempi
pow-wow di Janet Weiss danno alle canzoni un pizzico di epos supplementare.
Segni dell'imminente sopraggiungere dell'età adulta sono disseminati
ovunque. L'angoscia esistenziale che le caratterizza si sta trasformando in
una nevrosi chitarristica alla maniera Television (The Ballad Of A Ladyman).
All Hands On The Bad One ondeggia su un ritmo surf con armonie vocali
che si librano secondo lo stile dei B52's. Leave You Behind suona
come un gioioso country con armonie West-Coastiane ed un tocco di trance
psichedelica, anche se parla di una perdita.
Nuove forme musicali, vale a dire un'orecchiabile e sarcastica cantilena
(You're No Rock'n'Roll Fun) ed una vignetta impressionista imbevuta
di riverberi (The Swimmer), fanno da complemento ai loro rock and
roll crudi e selvaggi (Ironclad, Youth Decay). La metamorfosi
da icone politiche a musicisti è ancora lontana dall'essere
completata, ma la strada è quella giusta.
(Tradotto da Luca Battistini)
Cadallaca e' il duo di Corin Tucker e Sarah Dougher.
One Beat (Kill Rock Stars, 2002) e' l' album che mantiene la promessa di Call The Doctor. La band e'
un'entita' matura, determinata, salda, che affronta i problemi alla maniera di Chuck Berry: ritmo, riff e sarcasmo.
La anthemica Combat Rock, la risoluta One Beat e l'orecchiabile Oh costituiscono la prima linea di un album roco
e militante, che rivitalizza il suono delle Sleater-Kinney. Il gruppo azzarda anche arrangiamenti rhythm'n'blues, soul,
garage ed elettronici, come la sezione di ottoni di Step Aside e il theremin di Funeral Song. L'insieme di
sfrontatezza e ricercatezza produce un appagante ibrido di pop mainstream e rabbia riot-grrrrls (The Remainder,
Hollywood Ending, Step Aside, Light Rail Coyote).
|
|