Soundgarden
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Ultramega OK, 7/10
Louder Than Love, 6.5/10
Temple Of The Dog, 6.5/10
Badmotorfinger, 6/10
Hater, 6/10
Superunknown, 7.5/10
Down On The Upside, 5/10
A Sides, 7/10 (comp)
Chris Cornell: Euphoria Morning, 5.5/10
Chris Cornell: Carry On (2007), 3/10
Chris Cornell: Scream (2009), 4/10
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The riff became a totem with Soundgarden, fronted by Chris Cornell, one of the few vocalist who could be both emphatic and monotonous within the same song, propelled by guitarist Kim Thayil, one of Tony Iommi's and Jimmy Page's greatest disciples, and anchored to the seismic rhythm section of bassist Hiro Yamamoto and drummer Matt Cameron. Ultramega OK (1988) and Louder Than Love (1989) counterfeited the classic sound of Black Sabbath and Led Zeppelin, and enhanced (at least on the former) it with a bit of punk-rock fury and heavy-metal tension, but the masses loved it, and the band's routine (and sold-out) led to the massive success of Badmotorfinger (1991), although Temple Of The Dog (1991), a joint effort between half of Pearl Jam and half of Soundgarden, was probably more sincere and original. The bad news is that Soundgarden was playing on automatic pilot, but the good news was that they were capable of crafting the most baroque form of hard-rock ever. The tour de force of Superunknown (1994) was not only the zenith of their mannerism, but perhaps grunge's ultimate swan song.
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I Soundgarden sono in un certo senso i puristi del grunge di Seattle, quelli che meglio si avvicinano allo stereotipo. All'inizio rappresentavano l'ala "dura" del movimento, quella piu' direttamente influenzata dai Led Zeppelin e piu' vicina all'heavymetal. Dieci anni dopo rappresentano invece uno stile classico, quasi vellutato, quasi barocco, nel quale sono si` presenti le scosse epidermiche dell'hard-rock, ma trasformate in innocue emozioni da salotto.

Chris Cornell, cantante monotono, per quanto enfatico, che tenta di rifare il verso a Robert Plant e Ozzy Osbourne (con risultati per la verita' talvolta da dilettante) e soprattutto Kim Thayil, chitarrista alla Jimmy Page che non lesina fraseggi blues e brucianti staccato, costituiscono l'ossatura del gruppo, anche se un merito non indifferente va alla sezione ritmica (Hiro Yamamoto al basso e Matt Cameron degli Skin Yard alla batteria), forse la componente piu' originale del loro sound. Nell'insieme i Soundgarden forgiano un sound fra i piu' creativi di Seattle, un'alternativa meno ottusa all'heavymetal dozzinale che scala le classifiche alla fine del decennio.

Sia come sia, il Grand Guignol chitarristico di Thayil defini' uno standard per tutta la scuola di Seattle. A sua volta il tenore di Cornell ridisegno` il ruolo del canto nel rock moderno, riportandolo spesso agli eccessi degli anni '50, quando il complesso era soltanto funzione dell'"urlatore".

I Soundgarden esordirono in sordina con il singolo Hunted Down/ Nothing To Say (1987) e gli EP Screaming Life (SubPop, 1987) e Fopp (Subpop, 1988). Cornell dominava l'hard-rock melodico del power-trio, che simulava riff arcinoti ma con un piglio ancora parzialmente punk (Entering, Nothing To Say).

Fu Ultramega OK (SST, 1988) a lanciarli nelle stratosfere dell'hard-rock, a farne personaggi da culto della scena alternativa di Seattle e a lanciare di fatto il genomeno grunge. L'album, ancorato fra Black Sabbath (la tenebrosa e marziale Beyond The Wheel) e Led Zeppelin (il blues agonizzante di Incessant Mace), rimane una delle pietre miliari del genere. Le musiche che contano sono soprattutto quelle di Thayil, che scrive l'anthem Flower e la melodica ed incalzante All Your Lies. Di punk-rock e` rimasto soltanto il thrash satanico di Circle Of Power (con il riff principale in 5/4). Semmai e' molto piu' forte l'impronta blues.

La penna di Cornell prende il sopravvento su Louder Than Love (A&M, 1989). Se il disco indugia ulteriormente in muri di suoni enfatici e sguaiati, come Loud Love, Gun, Ugly Truth (il tumulto chitarristico di maggiore effetto), Big Dumb Sex (degna dei Kiss, per riff e machismo), il gruppo mostra al tempo stesso una sempre piu' spiccata propensione a imitare la complessita' espressiva e la dinamica armonica dei Led Zeppelin (Get On The Snake, Uncovered, Power Trip), trovando in Hands All Over il giusto equilibrio di urla selvagge, fremiti tellurici e scosse elettriche, come dal manuale di Whole Lotta Love e How Many More Times. Il disco vende a tonnellate e contribuisce a lanciare su scala mondiale il fenomeno del grunge e la scena di Seattle.

Cornell domina anche l'album dei Temple Of The Dog (A&M, 1991), registrato con Gossard e McCready dei Mother Love Bone alle chitarre, Ament al basso (dello stesso gruppo) e Cameron alla batteria. Say Hello To Heaven e' un accorato tributo allo scomparso cantante dei Mother Love Bone, Andrew Wood, un solenne gospel che rimarra' fra i capolavori canori del cantante. Ma il disco e` soprattutto uno show personale di Cornell. E' ancora il suo "shout" bianco a tenere in piedi il lungo blues di Reach Down per undici minuti.
Il sound che lo accompagna e' quello dell'hardrock roccioso dei Mother Love Bone, radicato nei blues dei Led Zeppelin (echi di Dazed And Confused in Four Walled World, composta da Gossard), che tocca vertici d'intensita' quasi mistica in Hunger Strike e momenti di commosso epos in Times Of Trouble, il requiem-spiritual definitivo (ancora di Gossard, con Rick Parashar al piano). Opera intrisa di religiosita' profana (Wooden Jesus, con i versi "Wooden Jesus, I'll cut you in twenty percent of my future sin"), in fatto di tensione psicologica e di mera classe strumentale Temple Of The Dog potrebbe persino essere ricordato come il capolavoro dell'intera scuola di Seattle. Mutatis mutandis, e' l'equivalente di Blind Faith per la generazione grunge.

Rusty Cage, a passo di galoppo, e la lenta e torturata Outshined sono i classici di Badmotorfinger (A & M, 1991), con il nuovo bassista Ben Shepherd, disco che perfeziona con accordi insoliti, da Sonic Youth, e tempi irregolari, da rock progressivo, uno dei cimeli piu' vendibili del grunge. Ma, nonostante le acrobazie un po' patetiche di Cornell, il loro sound e' sempre piu' rigido, freddo, meccanico. Non bastano gli altisonanti allestimenti drammatici di Slaves & Bulldozers e Searching With My Good Eye Closed e il folle e blasfemo galoppo di Jesus Christ Posse a fugare l'impressione che questo repertorio di gesti hardrock si stia citando addosso.

Nel 1993 esce anche il primo disco degli Hater, formazione di John McBain (ex Monster Magnet) che annovera Shepherd, Cameron e Brian Wood (ex Fire Ants), e che evolvera` nei Wellwater Conspiracy.

Cornell e Thayil sono all'apice del loro mestiere, e Shepherd ha portato una ventata di originalita` nell'hard-rock decrepito del gruppo. A conferma, il tour de force di Superunknown (A&M, 1994) proclama definitivamente i Soundgarden campioni del grunge di Seattle e fra i classici dell'hardrock di sempre. Abbandonando le pose piu' corrivamente heavymetal, e riscoprendo il fascino delle sonorita' gotiche e psichedeliche, il gruppo scrive le pagine piu' lineari e razionali della sua storia, ripulendo il sound di tutti gli eccessi accumulati negli ultimi anni, semplificando al massimo le armonie, comunicando in maniera diretta a "metallari" e non. E' Cornell ad aver preso saldamente il timone della nave, e il suo diktat sembra far bene ai compagni, piu' concentrati ed essenziali del solito. Le stravaganze (come la chitarra stratificata a piu' livelli) sono amalgamate senza traumi in un flusso di suoni scorrevole. Emblematici di questa posata "mezza eta'" artistica sono Head Down, show di maestria strumentale pervaso di psichedelia e di raga-rock, e Black Hole Sun, un lento atmosferico che incorpora l'elettronica minacciosa del "dark punk" britannico.
Anche il blues riacquista la sua posizione centrale, ma rallentato e appesantito in maniera orrifica (Mailman) o snellito con variazioni timbriche e ritmiche insolite (Fresh Tendrils). Il limite della musica dei Soundgarden e' sempre lo stesso: quante volte si possono ripetere i riff ipnotici di How Many More Times. Let Me Drown (versione epidermica), la title-track (versione epica) e Spoonman (versione frenetica/ballabile) sono forse i tre brani "classici" dell'album, ma fanno tutti perno attorno a quello stesso schema armonico. Per giunta Limo Wreck e' l'ennesima revisione dei riff cadaverici di Dazed And Confused. Lo stile di Cameron alla batteria cita John Bonham praticamente ad ogni battuta; per non parlare di Thayil, che e' un clone di Jimmy Page. Cornell e' invece diventato la voce davvero originale dei Soundgarden, poiche' la sua maniera di moderno "shouter" puo' dar senso a interi brani, come succede in The Day I Tried To Live, e animare anche le prove piu' sbiadite.
Se gran parte del disco e` semplicemente il coronamento di uno stile lungamente perfezionato, Black Hole Sun rappresenta qualcosa di veramente nuovo e da` all'intero disco un tono diverso dal semplice concentrato di riff che altrimenti sarebbe.

Down On The Upside (A&M, 1996) fa perdere al gruppo le simpatie che Superunknown (e in particolare Black Hole Sun) aveva loro conquistato. Pretty Noose e Ty Cobb sono gli unici brani dotati di un minimo di verve. Le prolisse power-ballad di Blow Up The Outside World e Tighter & Tighter li relegano fra gli amatori del grunge. Burden In My Hand indovina se non altro un intrigante compromesso con il boogie sudista dei Lynyrd Skynyrd. Non c'e` limite a quanto Cornell possa annoiare quando i compagni sono fuori forma. L'album serve a rinfrescare la memoria a chi si era dimenticato quanto mediocre fosse questo gruppo.

A Sides (A&M, 1997) e` un'ottima antologia di tutti i singoli del gruppo piu` blasonato di Seattle. Da Screaming Life viene ripescata Nothing To Say. Da Ultramega OK la sola Flower. Da Louder Than Love quelli che furono forse i loro primi classici, Loud Love e Hands All Over, nonche' Get On The Snake. Da Badmotorfinger altre due pietre miliari, Rusty Cage e Outshined, insieme a Jesus Christ Posse (scelta un po' discutibile). Da Superunknown soltanto tre brani: Black Hole Sun, Spoonman, The Day I Tried To Live. Da Down On The Upside, infine, ben quattro: Burden In My Hand, Pretty Noose, Ty Cobb e Blow Up The Outside World. Una nuova traccia, Bleed Together, che si difende bene.

I Soundgarden hanno inventato pochissimo, ma, sfruttando fino in fondo ogni minima inflessione, ogni minimo evento sonoro, di un genere vecchio ed abusato come l'hardrock, hanno coniato uno stile inconfondibile che va incontro alle esigenze di vibrazioni "dure" di un pubblico sempre piu' ampio senza ricorrere ai trucchi da guitti dell'heavymetal.

Euphoria Morning (A&M, 1999) is Chris Cornell's first solo album and it harks back to the Temple Of The Dog album rather than to grunge. Cornell shows how uninspired a composer he can be without Thayil and Shepher, but also what an emotional and tantalizing voice he boasts, one of rock's most visceral. The problem is that the role of the vulnerable soul fits him as well as the role of the refugee would fit Saddam Hussein. Backed by two members of Eleven (guitarist Alain Johannes and keyboardist Natasha Shneider), Cornell the tunesmith sounds like a parody of Cornell the hard-rock shouter. With his insisted homage to the school of depressed folksingers, Cornell makes Jeff Buckley turn in his grave. Can't Change Me and Flutter Girl sound like mystical Beatles, Moonchild and Steel Rain are merely catchy. But the falsetto virtuosity of Preaching The End of The World, the dejected ode of Sweet Euphoria and the noir blues of When I'm Down are masterful sculptures of vocal innuendos. When they disbanded, Soundgarden were at their creative peak. This schizophrenic album shows that sometimes Cornell was only the modest singer of a terrific power-trio and sometimes he was the whole band.

In 2000 Cameron joined Pearl Jam. A couple of years later Cornell launched Audioslave.

Cornell resurfaced solo with Carry On (Interscope, 2007), eight years after Euphoria Morning, a terrible hodge-podge of mainstream pop-rock, and Scream (2009), a mismatched collaboration with producer Timbaland.

Telephantasm (2010) is a Soundgarden anthology.

Euphoria Morning (A&M, 1999) e` il primo album solista di Chris Cornell. Cornello dimostr quanto possa essere mediocre come compositore senza Thayil e Shepher. Il ruolo di animo vulnerabile (Can't Change Me) gli calza tanto bene quanto quello di rifugiato calzerebbe a Saddam Hussein. Coadiuvato da due membri degli Eleven, Cornell il cantautore e` una parodia di Cornell lo shouter. Con il suo omaggi insistito alla scuola dei folksinger depressi, Cornell fa rivoltare nella tomba Jeff Buckley.
(Translation by/ Tradotto da xxx)

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