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I Tiny Lights furono uno dei gruppi piu` originali di folk-rock degli
anni '80. Provenienti da Hoboken (New Jersey), facevano leva su tre talenti
naturali come
Donna Croughn (canto e violino), John Hamilton (chitarra) e Jane Scarpantoni
(violoncello).
Le loro canzoni amalgamavano i loro eclettici talenti
in un folkpop tenue e innocente, venato di
jazz e di funk, che riportava alle atmosfere utopistiche e agli esperimenti naif
degli anni '60, secondo un approccio e una musica che facevano pensare alle
tenere allucinazioni di un Joseph Byrd (USA).
Si presentarono con Prayer For The Halcyon Fear (Uriel, 1985) nelle vesti
di tardi hippie ammaliati dalle atmosfere celestiali e dalle armonie gentili,
rifacendo il verso ai Mamas & Papas in Country Song con intrecci vocali
d'epoca e cadenze sbrigliate, e ai primi Jefferson Airplane in
Singing At Your Door con ritornelli in crescendo e magie strumentali,
aggiornando le marce hare krishna in Sweet Solutions e il raga-rock
nella danza esotica condotta in punta di piedi di Song Of The Weak.
G Does The Limbo riporta all'era spensierata dei girl-group,
Blue Dot Cleanser riporta all'era idealista degli esperimenti psichedelici.
Dominato dagli interventi quasi jazz di Scarpantoni,
Hazel's Wreath (Gaia, 1988) raffino`
ulteriormente la loro pudica scienza di arrangiamenti, quel situarsi sempre
fra folk e madrigale rinascimentale, sfruttando al massimo la suggestione di
soavi armonie vocali e semplici melodie (Around It Goes Around),
divagando ogni tanto in bislacchi blues-jazz da night club (The Bridge)
e invitanti canti di palude equatoriale (Before You Go). Il disco e` un
festival di fisarmoniche, sassofoni, tabla, sitar, mandolini, violini,
flauti, mellotron, tromboni e tube; strumenti che si infilano dappertutto nelle
armonie, ma sempre con decoro e discrezione.
Capricious Yearnings e` caratteristico di questo loro imbastardire il folkrock
con un misto di riff danzanti alla Neil Diamond e di arrangiamenti sinfonici
alla Moody Blues.
Il loro e` un circo surreale di brani mutanti, policromi, eterodossi, in cui
melodie, ritmi e arrangiamenti si rincorrono come su un otto volante
(Colors And The Light, Grown-Up Fish).
Know It You Love, registrato nel 1989, rimarra` inedito. Alcune canzoni
verranno resuscitate per l'antologia The Young Person's Guide
(Bar None, 1995).
L'album della maturita' e`
Hot Chocolate Massage (Absolute A Go Go, 1990),
ancora legato al dualismo fra cantilene delicate (Moonwhite Day) e
rock and roll grintosi (Wave, degna dei Led Zeppelin, e Sweet Romance,
un po' "hendrixiana").
Sono al culmine soprattutto le capacita' strumentali del gruppo (adesso
un sestetto), che si permette qualche licenza come nel pasticcio blues, jazz
e gospel di Closer.
La maestosita' della melodia di Lavenderman passa in secondo piano davanti
alla complessita' del ponte strumentale, che riesce a intrecciare con
naturalezza passi di raga e di folk.
Riescono cosi' a cesellare una vignetta anni '30 come Big Straw Hat.
Se manca un tema unitario, i Tiny Lights rimangono fra i promotori piu'
creativi del folkpop in chiave minore.
Persa Scarpantoni, ma con
arrangiamenti d'archi ancor piu' lambiccati del passato,
Stop The Sun (Dr Dream, 1992), attenua l'immagine
eterea e pastorale, ma non la capacita' di comporre soavi scavi psicologici come
Sugar e Everybody's In The Park,
da far invidia ai 10,000 Maniacs.
Il lato tenero del gruppo risalta anche nella
jazzata e sognante It's Really A Happening (un'ode sulla morte)
e nel lento svenevole di Papermoon.
Gli onnipresenti violini sono particolarmente efficaci nell'elegia solenne di
All To You e nell'eroica cantilena di Big Ghost.
Un po' di kitsch infierisce sotto forma di una fanfara di fiati rhythm and blues
in Curlyeyed Open Stare e Better, ma torna invece utile al gran
finale di Planet Love, lunga jam con coro paradisiaco.
Ci sono persino alcuni brani rock, dal
"rave-up" strumentale di Facedown alla vibrante Miss Hose.
Ogni brano vive di tremule emozioni, convogliate in squisite melodie.
Croughn e Hamilton mettono insieme una nuova formazione per
Milky Juicy (Dr Dream, 1994), forse il loro album piu` eclettico,
certamente un ambizioso summa della loro arte preziosa.
Catherine Bent al violoncello, Andy Demos alle percussioni,
Dave Dreiwitz al basso, Andy Burton al piano elettrico e John Kruth al
mandolino e al flauto rinforzano le armonie.
Nelle partiture piu' scipite (la scenetta da discoteca di Spinning e
quella ouverture funky-jazz decostruita che e' Ashtray) si avverte
l'influenza di Zappa, ma in generale le canzoni hanno fondamenta molto
piu' semplici (anche se le piu' svariate, dal dixieland scatenato di
Less Is More all'hard-rock a tutto volume per Shoulderback).
Il marchio di fabbrica e' semmai quel modo
di deformare tutto con una lirica ed eccentrica sensibilita':
un rantolo degno di Neil Young come Rattling si fregia del controcanto
angelico di Croughn, la filastrocca folk di I Don't Enjoy Life finisce in un
bailamme di armonica e mandolino.
Circle Sky e' un capolavoro post-moderno che in due minuti riesce a
ripercorrere le strade del rhythm and blues, delle marcette di
Tommy Roe, del riff di Hang On Snoopy e delle armonie vocali dei Beatles.
The Smaller The Grape The Sweeter The Wine (Bar None, 1997) segna invece
un capitolo stanco nella storia di questo grande gruppo.
I Tiny Lights hanno raccolto l'eredita` piu` sottovalutata degli anni '60,
quella di sperimentare in maniera ingenua e innocua, e non pedante o violenta,
con la forma della canzone rock, e l'hanno sposata ai nuovi climi intellettuali
e alienati di Hoboken.
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One of the most unassuming and probably the most
endearing folk-rock combo of the era,
the Tiny Lights,
also hailed from Hoboken. Prayer For The Halcyon Fear (1985)
capitalized on the talents of
Donna Croughn (violin), John Hamilton (guitar) and Jane Scarpantoni (cello).
The tenuous harmonies, studded with jazz and funk accents,
and the gentle, celestial atmospheres, argued in favor of
latter-day hippies, who
frequently evoked Joseph Byrd's United States Of America.
A stronger jazz, neoclassical and folk underpinning (accordion, saxophone,
tabla, sitar, mandolin, violin, flute, mellotron, trombone, tuba) sustains
the dreamy circus of Hazel's Wreath (1988).
A six-unit line-up crafted the elegant vignettes of Hot Chocolate Massage (1990), which, given the combo's instrumental prowess, sound like mini-jams.
Despite Scarpantoni's departure, Stop The Sun (1992) boasted
baroque arrangements, but still retained that feeling of meticulous incubation
of tender melodies.
The ambitious Milky Juicy (1994), almost a summary of their career's
experiments, was basically progressive-rock with a soul.
Equally versed in free-form jams and riff-driven rave-ups, the new line-up
used its versatility to increase the emotional depth of the music.
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