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Vas Deferens Organization (VDO)
e` un collettivo di Dallas (capitanato da Matt Castille e Eric Lumbleau,
originari della Louisiana)
che da anni promuove una visione tutta personale e
eccessivamente surreale della musica psichedelica.
VDO e` anche uno studio (trasferitosi nel 1998 a New Orleans) che mette a
disposizione le apparecchiature piu` bislacche
ai gruppi psichedelici della zona.
Castille e Lumbleau registrarono una decina di cassette come risultato dei
loro esperimenti. Il primo vinile fu
Miasmata (Womb Tunes, 1996).
Con Brad Laner dei Medicine i V.D.O. registrano
Transcontinental Conspiracy (Quaquaversal Vinyl, 1996), sul quale
figurano tre lunghe suite dadaiste. Puramente strumentali, queste
composizioni si avvalgono di tecniche elettroniche e di manipolazione
di nastri. L'unica parentela con la musica rock e` in pratica rappresentata
dalla batteria.
First Plane Not To Plummet Seaward (sedici minuti) si apre con un
motivo orientaleggiante, una specie di bolero con versi di giungla, che
muta in un frenetico carillon di vibrafono con sottofondo di percussioni
tribali. La melodia si sbriciola fino a diventare un concitato ritmo
di batteria e trilli elettronici (una sorta di "drums and bass" ante-litteram
mediato dalle cacofonie di Morton Subotnik),
una fase di geniale incastro e sovrapposizione di suoni che da sola
giustificherebbe l'esistenza del disco. La musica si fa pero` ancor piu`
dissonante, come se il nastro venisse deformato e suonato a velocita` variabile.
Poi il ritmo riprende incalzante e i sintetizzatori si mettono a cantare come
uccelli stonati in una giungla di metallo. Le percussioni prendono di nuovo
il sopravvento con una cadenza metallurgica che sfocia in violente distorsioni
e dissonanze e in caotico finale di campionamenti.
Last Few Days In The Land Of Happy Dreams (venti minuti), sul quale
compaiono soltanto Castille, Lumbleau e Laner, e` un brano piu` arduo,
costruito con campionamenti e manipolazioni di nastri, popolato di una folla
eterogenea di suoni ostici e spesso estremi.
Anche quando (dopo sette minuti) entra la batteria, la jam continua a
dispensare dissonanze casuali. Priva di melodie e di veri ritmi, la suite
vive soprattutto di concitassimi collage.
T (nove minuti) fa pensare a un gruppo di orchestrali che accordano
gli strumenti. Non succede nulla: semplicemente gli strumenti emettono
suoni disarticolati, come se si cercassero senza mai trovarsi, su uno snervante
crepitio di sottofondo.
Il disco puo` collocarsi tranquillamente accanto alle opere piu` importanti
della musica d'avanguardia.
Castille e Lumbleau compongono tutte le musiche di
Saturation (VDO, 1996 - Aether, 1997), accreditato a
Vas Deferens Organization, e Jim Edgerton
suona tutte le parti di chitarra e sitar. La musica e` improvvisata
selvaggiamente, ora con intensita` free-jazz e trascendente degna della
Mahavishnu Orchestra (On The Threshold Of Some Great Discovery,
in un fitto pullulare di rumori con un sottofondo sinistro di sintetizzatore,
o Beacon From A Nostalgic Future Past, una frenetica improvvisazione
chitarristica su un minimalismo delle tastiere alla Terry Riley)
e ora con tipica foga raga-psichedelica (Lazy Eyed Locusts In Defocused
Landscapes, fra lamenti buffi di elettronica e scrosci di raga e ventate
di distorsioni di chitarra).
Buona parte del disco e` ancor piu` audace, ancor piu` sperimentale.
Purple Aerosol e` aperto e chiuso da un tema epico della chitarra, ma
in mezzo c'e` spazio per una voce orrendamente deturpata dall'elettronica e per
fasce sinistre di tastiere.
Lo sketch irriverente di Amon Doo & Popol Poo lambisce la
musique concrete (toilette, crepitio di porta, tam-tam africani, cinguettii e
cornamuse). Il pastiche surreale di
Transmissions From The Pineal Bandwidth usa soltanto rumori, cosi` come
il finale indecifrabile di Headlong Plunge.
I Vas Deferens si spingono ben oltre il rock psichedelico. Questa e` musica
d'avanguardia, ispirata dalle esperienze piu` radicali del free-jazz e del
dadaismo. L'album pecca qua e la` di ingenuita`, ma la coppia dimostra un
talento impressionante.
Matt Castille aiuta anche i Mazinga Phaser.
I Vas Deferens Organization tornano con il doppio EP a 45 giri
Zyzzybaloubah (VDO, 1997 - Aether, 1997), che contiene cinque
lunghe suite. Non solo le musiche sono piu` studiate e prodotte in maniera
piu` professionale, ma ogni parte e` suonata con una cura e una diligenza
che sono insolite per i punk psichedelici e si addicono semmai piu` ai
conservatori. I VDO si concedono piu` spazio
(tempo) per sviluppare a fondo le loro idee. I concitati collage dell'album
precedente si trasformano in flussi organici di suono.
La "timbrica" dell'album e` completamente diversa dal precedente, in quanto
manca il sitar e abbondano invece le tastiere elettroniche.
Accanto a Castille e Lumbleau, anche Doug Ferguson viene accreditato di
tutti gli arrangiamenti e gli strumenti.
Pongcraft e` di fatto una lunga improvvisazione di chitarra ed
elettronica, una cervellotica escursione nei meandri della psiche che ricorda
le piu` coraggiose "fughe" di Helios Creed e Jimi Hendrix.
Effortless Pilgrimage si immerge invece nella spiritualita` orientale,
con quel ronzio trattenuto che e` tipico dei mantra e un rapido strimpellio
mutuato dai raga.
Futura Perspective e` al tempo stesso due cose diverse: la prima parte
corona la progressione verso suoni sempre piu` artificiali con una specie di
incrocio fra il poema elettronico di Edgar Varese e la musica industriale dei
Throbbing Gristle, mentre la seconda parte recupera il ritmo (una batteria
incalzante).
A indulgere nei consueti abissi cosmico-psichedelici e` soltanto il finale
di Zyzzybaloubah.
Sweat Your Cheeses (Charnel, 1997) e` il primo
CD di VDO (fatte salvo ristampe), che fa seguito a cassette e dischi
distribuiti a livello locale.
Ancora una volta
le loro piece strumentali si riallacciano agli esperimenti piu` cacofonici e
piu` provocatori della musica d'avanguardia. Il loro tecnologismo e` quello di
Marinetti. Il loro humour e` quello di Dada. Gran baccanali di sintetizzatori e
di percussioni come Reverie fanno pensare a una versione clownesca dei
Crash Warship. Nonsense paradossali, venati di infantilismo ad oltranza, come
Whirling Dervish e Tao City Hovercraft,
ricordano i pasticci di We're Only In It For The Money (Frank Zappa).
Parti eguali di Karlheinz Stockhausen, Pierre Henri e This Heat si mescolano
nella musica concreta e nelle ritmiche industriali di The Matmos e Cyclone.
Il ritmo prende improvvisamente corpo con Modular Squad e allora sembra
davvero di assistere a uno degli apocalittici show dei Crash Worship.
Tutto e` abbastanza amatoriale e comico da far classificare l'operazione nel
campo del rock invece che in quello della classica. L'unico disappunto e` che
il gruppo ha sacrificato le improvvisazioni chilometriche per cui e`
leggendario a favore di un formato piu` stringato e meglio prodotto.
J. Bone Cro (alias J. Scott Sutton, chitarra, fisarmonica, sassofono e flauto)
entra nel giro della VDO con
Music That Aliens Left Behind (Womb Tunes, 1995), seguito da
For Crying Out Loud (Womb Tunes/Rockadelic, 1996) e soprattutto da
Late Nite Songs (Womb Tunes, 1996), su cui alita il fantasma di Jimi
Hendrix
(Sonny's Blues System, Fell In Love With The Pain).
Sutton cambia poi nome in Jaloppy e da` alle stampe
Jaloppy/ Vas Deferens Organization (Womb Tunes, 1996) e soprattutto
Owners Manual (Womb Tunes, 1997).
La raccolta di ballate distorte
Walking Off Naked (Womb Tunes, 1999) e` invece una mezza delusione.
As My Mind Drifts Off (Womb Tunes, 1995), accreditato a
Dragline, e` una collaborazione fra J. Bone Cro e Castille.
Tone Float is a Texas supergroup that includes Matt Castille,
Ohm's Doug Ferguson and
Mazinga Phaser's Wanz Dover.
Musik Von Tone Float (Timothy's Brain, 1997) is sort of a tribute to
German rock of the 1970s (Tone Float is the title of Kraftwerk's
proto-album, before they renamed themselves Kraftwerk) and it runs the gamut
from Tangerine Dream-y cosmic symphonies
(Shangri-La Mirage)
to Guru Guru-like extravaganzas
(Tonight We Sleep With The Eggroll King).
In The Summer Of The Mushroom Honey (Aether, 1998)
e` il prodotto di un supergruppo underground formato da membri di quattro
formazioni del Midwest. In tutto si alternano una decina di musicisti, in
gran parte chitarristi e percussionisti (ma nessuno suona su tutti
i cinque brani). Uno di loro, Stan Denski, ha anche prodotto il disco.
Quasi tutti sono presenti in I Am Aware Of My Heart, che infatti
sfoggia la "groove" piu` complessa, un intricato groviglio di percussioni
e di suoni laterali mentre Richelle Toombs
(dei Tombstone Valentine)
intona il suo sermone invasato
alla Patti Smith e il chitarrista Daniel Noland l'accompagna ripetendo una
melodia indianeggiante.
Deep Beneath The Water vira invece verso il folk-rock psichedelico
di It's A Beautiful Day e Jefferson Starship, con Toombs nei panni di una
Grace Slick ancor piu` "nera". Thank You Mr Bishop e` una jam
improvvisata dalle chitarre elettriche con dovizia di feedback e glissando.
Il disco e` certamente naif e dispersivo, ma l'idea riporta ai tempi leggendari
dell'acid-rock, non solo nei suoni ma anche nello spirito.
Queas And Art (Eerie Materials, 1998) raccoglie materiale registrato
dai VDO su cassetta fra il 1992 e il 1995.
Muz (Skill Crane Kollektiv, 1998) e` lo pseudonimo con cui Matt Castille
registra una lunga suite di eccessi psichedelici con l'aiuto di
David Fargason.
David Fargason e` il terzo membro dei VDO su
Idiot Parade (Eerie Materials, 1999). Il disco li presenta in vesti
piu` "serie" ma non meno folli, nella tradizione di compositori iconoclasti
come Franz Zappa, Edgar Varese e Sun Ra. Le suite sono animate da
strati e cicli sempre piu` spericolati e gongolano attorno a
timbri elettronici sempre piu` buffi (theramin, moog, campionamenti).
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The Dallas collective Vas Deferens Organization, or VDO, founded by New Orleans-natives Matt Castille and Eric Lumbleau,
highlighted the link between psychedelic culture and the century-old cultures of dadaism and futurism. They specialized in a form of narrative nonsense for electronics and percussions that relied on a vast sonic puzzle.
The three mad suites of Transcontinental Conspiracy (1996), featuring Medicine's guitarist Brad Laner, fluctuated between the most childish compositions of Frank Zappa and the most daring pieces of the classical avantgarde.
Saturation (1996) combined the Mahavishnu Orchestra's wild jazz-rock with Terry Riley's keyboards-driven minimalism, musique concrete with raga.
Abandoning the reckless frenzy of those early works, the five compositions on Zyzzybaloubah (1997) flew with more aplomb, displaying a brainy, pretentious attitude where merry pranksters used to play.
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Short discography
J. Bone Cro:
- Music That Aliens Left Behind (Womb Tunes, 1995)
- For Crying Out Loud (Womb Tunes/Rockadelic, 1996)
- Late Nite Songs (Womb Tunes, 1996)
Jaloppy (J. Bone Cro + V.D.O.)
- Jaloppy/ Vas Deferens Organization (Womb Tunes, 1996)
- Owners Manual (Womb Tunes, 1997)
- Walking Off Naked (Womb Tunes, 1999)
Vas Deferens Organization
- Christopher and V.D.O.: Miasmata (Womb Tunes, 1996)
- V.D.O. and Brad Laner: Transcontinental Conspiracy (Quaquaversal Vinyl, 1996)
- Saturation (OR, 1997)
- Zyzzybaloubah (OR, 1997)
- Queas And Art (Eerie Materials, 1998)
- Drug Bubbles (Tekito, 1999)
- More Pelvis Wick For The Baloney Boners (Tekito, 1999)
Dragline:
- As My Mind Drifts Off (Womb Tunes, 1995)
Matt Castille:
- Muz (Skill Crane Kollektiv, 1998)
- Muz: Featuring Frankie Teadrop (Tekito, 1999)
- Electric Voodoo: Stayin Powers (Tekito, 1999)
Eric Lumbleau:
- Sound: Drunk On Confusion (Tekito, 1999)
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Nel 1999 la Vas Deferens Organization è tornata con due mini-album.
Drug Bubbles (Tekito, 1999), composto ed eseguito da Castille,
Lumbleau, Ferguson e Jim Edgerton, presenta un totale di 20 brani suddivisi nelle tre parti di un ideale menu gastronomico. Ognuna delle tre suites è un collage di concerti di micro avanguardia.
Hors D'Oeuvres e Entrees si presentano estremamente caotiche e chiassose e hanno poco in comune con quello che comunemente si intende per musica popolare.
Candies And Confections esibisce un approccio più musicale ed una fluida disposizione dei (sette) frammenti.
Quantunque quest'opera, riuscita soltanto a metà, non regga il
confronto con i lavori più ambiziosi del passato della VDO, essa mette
in evidenza un accrescimento della familiarità con le tecniche di
studio e una genuina aspirazione volta a distruggere qualunque cosa suoni
intrigante.
Largamente inferiore è l'altro album della VDO, una breve collaborazione
con l'amico di vecchia data Brad Laner dei Medicine,
che ama dissimularsi sotto il nome di battaglia Electric Company.
More Pelvis Wick For The Baloney Boners (Tekito, 1999) ha poco da vantare, altro che Tinsel Termites (un miscuglio di percussioni ipnotiche e
di space-rock chitarristico).
Il collage sconnesso di A Hep Cat's Electric Hair Ball Apparatus &e grave; musica d'avanguardia al massimo grado di condiscendenza.
Gli altri brani hanno valore solo come satire di generi vecchio stile (per esempio, la parodia della musica ambient di Hushed Plateau).
Nel frattempo, l'iperattivo Matt Castille pubblica il secondo album dei Mux e
collabora con gli Electric Voodoo, un progetto di New Orleans che fa capo a Tom
Tom Piquant (percussioni), Vavv Varr (chitarra), Franchisca Mena (flauto) and
Michelle Tillemand (canto).
Il conciso Stayin Powers (Tekito, 1999) degli Electric Voodoo e` un
disco di musica rituale vagamente ispirata alle bande marcianti di New Orleans,
ma senza i fiati.
Gli abbozzi avanguardistici di Calls Ov Powers e Cimetiere Hounsi sono semplici stuzzichini prima del piatto principale.
Tillers Azaka è la parte che conta: allucinate danze caraibiche,
cadenza supersonica reggae-samba, e, ogni tanto, un salmodiare da manicomio.
Il disordine abissale ` condito con surreali rumori elettronici, dovuti alle tastiere di Castille.
Il demoniaco pow-wow di Houngan Dancer è sottoposto a dementi
manipolazioni (e accelerazioni) di studio.
Humide's Aromas sposa l'avanguardia e gli aspetti rituali della loro musica in una suite che in parte è musica industriale ed in parte ritmi tribali, gli uni complementari all'altra. Sconsigliato ai sani di mente.
Featuring Frankie Teadrop (Tekito, 1999) dei Muz è di fatto una suite free-form.
Il temine "auto-indulgente" neanche si avvicina a descrivere il modo in cui Castille, Doug Ferguson e sei altri collaboratori affrontano la musica.
La moltitudine e la varietà degli elementi sonori raramente si fondono in
brani strutturati (con una notevole eccezione, il minaccioso
Dysfunctional Boxspring Blues).
Più spesso l'ispirazione vaga a caso attorno allo studio di registrazione,
con occasionali esibizioni di genialità assoluta, dall'assolo di tromba
(su un sottofondo di salmodiare da strega e di basso incontrollato) di
Hiram Takes A Beatin' ai rumori alieni di carro armato di
Spit Valve.
Un'inclinazione per le canzoni rustiche da ballo è responsabile delle
abominevoli Happy Rasputin's Chef Salad Dance e Milosevic Party Machine.
Se state ancora cercando il significato della vita, il glorioso apocalittico
caos di Please Get Your Speakers Out Of The Water potrebbe suggerirvi
una risposta.
Eric Lumbleau e Joel Zoch sono infine i Sound, un progetto dadaista di
collage/montage audio.
Drunk On Confusion (Tekito, 1999) celebra l'epoca delle macchine con una pletora di frammenti per lo più a base di tastiera incollati su un inorganico pantano sonoro.
Più successione di idee che atmosfera stratificata, il suono dei Sound richiama i Negativland senza l'ironia.
Con i loro incontrollati pastiches (Dream In Purple Perspex, un miscuglio di cupo mormorio mantra e drumming caotico, una figura pianistica minimalista, una lamentazione di tromba e un vortice di rumori) e con le loro scipite caricature (in particolare, il carillon superbamente demente di It Only Hurts When I Laugh) Lumbleau e Zoch aspirano comunque ad una musica seria nella tradizione di Edgar Varese e Frank Zappa.
Raggiungono il loro scopo per lo meno con la suite in quattro parti Phantasmagoricon, che in rapida successione esibisce una locomotiva techno, un riff di chitarra distorta, percussioni tribali, una melodia patetica di sintetizzatore e chitarra a ritmo marziale, e, infine, una frenetica cadenza di tabla che tira la volata a un raga supersonico.
Allo stesso modo, The Fizzy Lifting Gas TimeMachine (un pizzicato di violoncello, un'aria romantica ed una voce di soprano che fluttuano su un ritmo dance sincopato) è una stralunata forma di musica da camera.
Incapace di scrollarsi di dosso il proprio passato, Lumbleau indulge in una jam più psichedelica, Diaphonous Trails Of Narcotic Vapour..., un raga solenne per chitarra, sitar e salmodiare.
La destrutturazione psicoanalitica della musica operata dai Sound è una metafora per la mente così come un leggiadro incubo privo di senso.
Ovunque egli sia, Zappa e` fiero di questo album.
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In 1999 the Vas Deferens Organization returns with two mini-albums.
Drug Bubbles (Tekito, 1999), composed and played by Castille, Lumbleau,
Ferguson and Jim Edgerton, features a total of 20 tracks divided into three
parts of an ideal food menu. Each of the three suites is a collage of
micro avantgarde concerts. Hors D'Oeuvres and Entrees
are chaotic and noisy to the extreme and have little in common with
common sense popular music.
Candies And Confections boasts a more musical approach
and a fluid disposition of the (seven) fragments.
While this half-baked affair cannot compare with VDO's more ambitious works
of the past, it shows an increasing familiarity with the studio techniques
and a genuine aspiration for wasting everything that sounds intriguing.
Also inferior is the other VDO album, a short collaboration with long-time
friend Brad Laner of Medicine,
this time disguised under the nome de guerre Electric Company.
More Pelvis Wick For The Baloney Boners (Tekito, 1999) has little to
commend itself, other then Tinsel Termites
(a blend of hypnotic tribal percussions and guitar-driven space-rock).
The disconnected collage A Hep Cat's Electric Hair Ball Apparatus
is avantgarde music at its most indulgent. The other tracks are worth only
as satires of fashionable genres (eg, Hushed Plateau's take on
ambient music).
In the meantime, the hyperactive Matt Castille releases the second Mux album
and collaborates to
Electric Voodoo, a New Orleans project run by Tom Tom Piquant (percussions),
Vavv Varr (guitar), Franchisca Mena (flute) and Michelle Tillemand (vocals).
Electric Voodoo's brief Stayin Powers (Tekito, 1999)
sounds like ritual music vaguely inspired by
New Orleans' marching bands, save the horns.
The avantgarde sketches of Calls Ov Powers and Cimetiere Hounsi
are mere appetizers for the main dishes.
Tillers Azaka is the real thing:
tribal caribeean music, propulsive reggae-samba beat, and, every now and then,
cerimonial chanting.
The abysmal mess is decorated with surreal electronic noises,
courtesy of Castille's keyboards.
The demonic pow-wow of Houngan Dancer is subjected to demented
tape manipulation (and acceleration).
Humide's Aromas weds the avantgarde and the ritual aspects of their music
in a suite which is part industrial music and part tribal rhythms, the ones
complementing the other.
Not for the sane of mind.
Muz's Banana In Portuguese (Tekito, 1999) is de facto a free-form
suite. The term "self-indugence" doesn't even come close to describe the way
Castille, Doug Ferguson and six more cohorts deal with music.
The multitude and variety of sonic events rarely coalesces in structured
songs (with one notable exception, the menacing, cartoonish theme of
Dysfunctional Boxspring Blues).
More often the inspiration wanders at random around the recording studio,
with occasional displays of sheer genius, from
the trumpet solo (on a background of witch chanting and stand-up bass)
of Hiram Takes A Beatin'
to the alien panzer noises of Spit Valve.
A penchant for absurd dance ditties is responsible for the abominable
Happy Rasputin's Chef Salad Dance and
Milosevic Party Machine.
As for the meaning of life, the glorious apocalyptic mayhem
of Please Get Your Speakers Out Of The Water has the answer.
Eric Lumbleau and Joel Zoch are Sound, a dadaistic project
of audio collage/montage.
Drunk On Confusion (Tekito, 1999) celebrates the machine age
with a plethora of mostly keyboard-based snippets glued together in
inorganic mud of sound. More train of thoughts than layered atmosphere,
Sound's sound resembles Negativland without the satire.
With their wild pastiches
(Dream In Purple Perspex, a blend of
deep mantra humming, chaotic drumming, a minimalistic piano figure,
a trumpet wail and a maelstrom of noises)
and often silly caricatures
(notably the superbly demented carillon of It Only Hurts When I Laugh)
Lumbleau and Zoch nonetheless aim for serious music
in the tradition of Edgar Varese and Frank Zappa.
They succeed at least with the four-part suite Phantasmagoricon,
whose rapid-fire sequences include a
propulsive techno locomotive, a distorted guitar riff, tribal percussions,
a pathetic synth-and-guitar melody over martial beats, and, finally, a frenzied
tabla pace that leads to a supersonic raga.
By the same token, The Fizzy Lifting Gas Time Machine
(a cello plucking a romantic aria and a soprano voice floating
over a syncopated dance beat) is chamber music.
Unable to shake his past away, Lumbleau indulges in one more
psychedelic jam, Diaphonous Trails Of Narcotic Vapour..., a solemn
raga for guitar, sitar and chanting.
Sound's psychoanalitic deconstruction of music is a metaphor for mind as a
beautifully pointless nightmare.
Wherever he may be, Zappa is listening to this album.
VDO's Suspension (Beta, 2001)
is a collaboration with Chris Moock and appears to be one of their
most extreme works.
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