Introduzione agli anni '90 fuori dagli USA


Indice completo della Storia del Rock
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Questa pagina contiene i paragrafi introduttivi, non le schede dei musicisti. Tutti i paragrafi introduttivi necessitano di una completa revisione e qui trovate man mano le correzioni e aggiunte che apporto.

I grandi maestri del rock Australiano
Il folkpop amatoriale della Nuova Zelanda
I cento pop della Scozia
Il melodramma Irlandese
Il gotico Britannico
Postumi del punkrock
Il dance-pop Inglese
Dreampop
Gli shoegazer
Il rock di retroguardia Inglese
I reduci della new wave Inglese
L'heavymetal europeo: death, grind e doom
Il tramonto della musica industriale
Il rock alternativo del Canada
Il punkpop Inglese
Gli eccentrici del rock Inglese
Le dive del rock Inglese
La canzone psichedelica
Il rock d'avanguardia Australiano
Il rock globale dell'Europa continentale
Vancouver, Halifax e dintorni
Il nuovo rock progressivo
Dopo il dreampop
Il trionfo del kitsch in Gran Bretagna
Il rock sperimentale Tedesco
La musica industriale in Australia
La musica dei rave
Body music e diramazioni in Europa
Il rock elettronico del Canada
Il rock mitteleuropeo
La musica postindustriale
Suoni ambientali
Il gotico elettronico della Scandinavia
I rumoristi Giapponesi
Dal jungle al trip hop
Post-ambientale

I grandi maestri del rock australiano

A cavallo fra gli anni '70 e gli anni '80 la musica australiana aveva prodotto, accanto a fenomeni commerciali di calibro internazionale, anche una generazione di "autori" del rock che ha pochi rivali al mondo.

Cinque o sei musicisti sono bastati a catapultare la musica australiana all'avanguardia degli anni '90. Ciascuno di loro e` passato attraverso esperienze diverse e sempre intense, ed e` l'insieme di tali esperienze ad aver infine definito la sua personalita`. Fra i "maestri" australiani si contano Ed Kuepper (Laughing Clowns e Aints), Kim Salmon (Scientists e Surrealists), Tex Perkins (Beasts Of Bourbon, Salamander Jim, Cruel Sea), David McComb (Triffids e Blackeyed Susans), Rowland Howard (Crime And The City Solution e These Immortal Souls).

L'Australia rimane comunque, dal punto di vista artistico, un popolo di esuli: gran parte dei suoi maggiori artisti vivono infatti all'estero. Su questa scena di emigrati troneggia Nick Cave, forse il massimo musicista australiano di tutti i tempi.

Go-Betweens e Church furono a loro volta fra i grandi innovatori della canzone melodica. Hunters And Collectors sono forse coloro che sono riusciti a trasformare quel genere in qualcosa di piu` di una semplice variante della musica leggera.

La tradizione di garage-rock che data dai Radio Birdman continua ad essere rigogliosa, benche` non abbia piu` espresso nomi a livello internazionale. Dai Celibate Rifles agli Hoodoo Gurus, dai Lime Spiders, di cui si ricordano i due singoli 25th Hour (1983) e soprattutto Slave Girl, prima della conversione all'heavymetal, ai Died Pretty, l'Australia ha sempre sfornato gruppi di volenterosi imitatori.

I Moodists di Dave Graney erano influenzati piu` che altro dal punkrock gotico della Gran Bretagna su Engine Shudder (Red Flame), con Gone Dead, e Thirsty's Calling, con Machine Machine, e nei singoli Double Life (1985) e Justice And Money Too (1986).

Gruppi come i Cosmic Psychos.

I Philisteins sono fra i migliori rappresentanti del garage-rock a cavallo fra i due decenni, come dimostra il loro biglietto da visita Early Morning Memory dal primo album Bloody Convicts (Greasy Pop).

Inflessioni punk/demenziali alla Ramones sono evidenti negli Exploding White Mice di Paul Gilchrist, perlomeno nei primi brani, come Burning Red e Dangerous sull'EP del 1985 In A Nest Of Vipers (Greasy Pop), come il singolo Blaze Of Glory e come Bury Me sull'album del 1988 Brute Force And Ignorance (Festival), perche` piu` avanti gli scherzi, come Intuition e Do The Crunch sull'album omonimo del 1990 (per la Normal), si faranno piu` scontati. Il doppio Collateral Damage (NKVD) del 1992, che si rifa` a New York Dolls e Stooges, e We Walk Alone (Lucky) del 1995 ridaranno credibilita` a questo gruppo di fanatici dei garage.

Eredi di Stems e Moffs sembrano essere i Bo-Weevils, autori dal 1987 di diversi singoli e di tre album, fra cui Destroyer Of Worlds (Rubber), con uno stile che inizialmente era debitore nei confronti dei Died Pretty (Ward 28 e Ain't Coming Back), ma poi ha affrontato tanto il garage-rock piu` rude (Past Lives) quanto l'acidrock piu` spaziale (Planetarium). Burn riassume il loro eclettismo, conteso fra power-pop (If You Want To) e psichedelia (Weary Smile).

Nessuno di questi ha pero` lambito le vette toccate da Beasts Of Bourbon e Scientists.


Il folkpop amatoriale della Nuova Zelanda

Nello scenario internazionale della musica rock la Nuova Zelanda fa caso a parte. Inizialmente i suoi complessi (Crowded House e similia) erano stati catalogati nell'orda di musicisti pop australi, ma il tempo ha messo in luce prerogative locali, e in particolare il sound spartano della Flying Nun (Clean, Verlaines, Jean Paul Sartre Experience, Chills, Tall Dwarfs, Straitjacket Fits), che anticipava sonorita` e prassi del college-rock americano.

L'albero genealogico del rock neozelandese si e` nel frattempo infittito, portando a galla diversi personaggi e formazioni di tutto riguardo.

A lungo andare l'espediente del pop neozelandese ha pero` mostrato la corda, in quanto, se non fosse "nobilitato" (o impoverito, a seconda dei punti di vista) dagli arrangiamenti e dagli atteggiamenti "indipendenti", questo sarebbe davvero soltanto pop da classifica.

I Puddle di George Henderson se non altro si rifanno alla follia di Syd Barrett nel primo album, Into The Moon (Flying Nun), dopo un decennio di attivita`.

I fratelli Jefferies, Graeme e Peter, sono i massimi riformatori di questo genere.

I Bats e i 3DS sono un buon esempio delle contraddizioni del genere nel momento in cui giunge alla perfezione, mentre Able Tasmans e Bailter Space testimoniano del tentativo di spingersi oltre.

E oltre si stanno spingendo le nuove generazioni, a partire dai Dead C e soprattutto dai Dadamah di Roy Montgomery.

I Terminals

Alastair Galbraith

I Supergroove rappresentano invece l'aspetto piu` corrivo e deteriore del rock neozelandese. Nella confusa sintesi di funk, soul e hip hop dei loro hit You Gotta Know, Scorpio Girls, Can't Get Enough, Sitting Inside My Head, raccolti nel 1995 su Traction (RCA), non si ritrova nulla dell'intelligente ingenuita` dei loro compatrioti. Il tastierista e cantante Karl Steven punta semplicemente al pubblico delle grandi arene che ha arricchito i suoi maestri Red Hot Chili Peppers.


I cento pop della Scozia

Durante tutti gli anni '80 la Scozia ha battuto la grancassa per l'intero rock britannico. Prima fu il "twee pop" della Postcard, timido e melenso, che porto` a una generale ritirata del punkrock e a un ritorno alle atmosfere intimiste. Poi il "dream pop" dei Cocteau Twins, che ridiede lustro al vocalismo e e agli arrangiamenti. Poi il "feedback pop" dei Jesus And Mary Chain riporto` in auge la violenza piu` brada. Infine venne il "bedroom pop" a confermare il dominio (artistico) assoluto da parte dei gruppi scozzesi sulla musica rock britannica.

Con la casa discografica Creation, fondata da Alan McGhee a Glasgow nel 1983, in Scozia nacque una versione sofisticata del rock psichedelico e soprattutto uno dei massimi fenomeni commerciali del decennio. La maggioranza dei suoi complessi (Jasmine Minks, Loft, Meat Whiplash, Revolving Paint Dream, Weather Prophets, gli stessi Biff Bang Pow del padrone), ai tempi osannati come il non plus ultra del rivoluzionario, sono rapidamente scomparsi e non hanno lasciato alcuna traccia. Ma il periodo rimane uno dei piu` pittoreschi e il sound ad esso associato, quello si`, ha lasciato tracce.

Da quel marasma di cianfrusaglie emersero, per esempio, i Jesus And Mary Chain, e la loro moderna versione della psichedelia: melodie soavi, armonie con l'impeto punk, muro di feedback e riff a cascata; nonche' i Primal Scream, che aggiornarono il sound dei Rolling Stones (la tradizione piu` importante del Regno Unito) all'era dei rave. E` una scuola che avrebbe fatto proseliti a bizzeffe in Inghilterra.

A parte queste eccezioni, pero`, questa di matrice scozzese e` una forma di pop adolescenziale che rinnova la formula di successo che fu del Merseybeat, del surf, della Tamla, di Spector: ritmi veloci, melodie semplici e arrangiamenti eccentrici. L'entusiasmo adolescenziale si sfoga cosi` da quando Bill Haley intono` Rock Around The Clock.

Per quanto le premesse fossero le stesse di tanta musica leggera britannica, il "Creation rock", e in particolare il "feedback pop" dei Mary Chain, venne in gran parte interpretato come un fenomeno di reazione nei confronti del timido e melenso "twee pop" della Postcard (Orange Juice, Aztec Camera) e del resto del pop soffice scozzese (come Lloyd Cole). I Pastels furono fra i pochi a tentare, con il loro "anorak pop", un ponte esplicito fra due generi che, lungi dall'essere antitetici, erano in realta` quasi gemelli.

In fondo era quella la strada giusta. Gruppi come Shop Assistants e Soup Dragons cercarono un equilibrio (spesso precario) fra le ruvide sonorita` dei garage degli anni '60 e il mellifluo melodismo del Merseybeat. Se e` vero che basta un nonnulla per piombare nella mediocrita` di Close Lobsters, Proclaimers e Cud, il pop scozzese ritrova in parte la sua verve con gruppi come i Thanes.

Mentre gli "shoegazer" inglesi spingevano al limite le intuizioni dei Mary Chain, la Scozia tornava cosi` sui suoi passi e puntava ancora una volta sul melodismo puro.

Un ruolo non indifferente lo giocano anzi proprio i veterani del "twee pop", gente come Paul Haig, Edwyn Collins e Davey Henderson (Nectarine #9), che, lungi dall'appendere la chitarra a un chiodo, continuano imperterriti a proporre la stessa solfa.

Gli Spirea X, il gruppo formato da Jim Beattie (ex Primal Scream), hanno goduto di una popolarita` effimera con i singoli del 1991, Chlorine Dream (4AD) e Speed Reaction, che tracciavano per la chitarra del powerpop una traiettoria verso il ballabile psichedelico, ma sono sprofondati nel pop epigonico di Fireblade Skies e delle sue Smile.

Del Amitri

Ancor piu` tradizionali sono i Deacon Blue di Ricky Ross, il cui unico hit fu Real Gone Kid nel 1988, ma che in seguito hanno continuato a propinare un pop all'antica (come il singolo del 1991, Your Swaying Arms, o il successivo I Was Right And You Were Wrong), con echi degli anni '50.

I Texas saranno la grande eccezione, legati al folkrock americano ed estranei (finalmente) alle mode.

Il pop anonimo degli anni '90 sbarca in Scozia attraverso i Baby Chaos, che dal 1993 in poi hanno inanellato la rituale sequenza di singoli orecchiabili (Sperm, Buzz, Golden Tooth, Hello Victim); i Thrum di Monica Queen, lanciati da So Glad e da Rifferama (Fire). Gli Orchids hanno presto abbandonato il lezioso folkpop di Lyceum (Sarah) per la canzone melodica piu` moderna di Striving For The Lazy Perfection (Sarah), in particolare Obsession #1.

Trash Can Sinatras

Il pop scozzese e` sempre piu` pop, ma anche sempre meno eccitante.

Al principio degli anni '90 arrivera` la prima vera novita`, rappresentata da gruppi che si ispirano ai Big Star: Teenage Fanclub e Eugenius.

La voce piu` nobile ad uscire dalla Scozia negli ultimi anni e` pero` forse quella di un altro veterano, Chris Connelly.

A meta` degli anni '90 la bandiera della blasonata scuola scozzese sara` ancora tenuta alta da complessi come i Bis (Candy Pop la gemma dell'EP The Secret Vampire Soundtrack).

Il melodramma irlandese

Il rinascimento musicale dell'Irlanda deve molto alla riscoperta del patrimonio popolare celtico, avvenuto gia` negli anni '60. L'isolamento di questa regione cattolicissima dalla storia antica ha favorito lo sviluppo di uno stile unico che si rivela essere piu` attuale di tanto folk europeo. Dal successo mondiale della musica celtica ha inizio un generale risveglio dell'industria discografica e in breve fra le giovani generazioni impregnate di musica rock proveniente dalla vicina Gran Bretagna si accendono scintille di creativita`. Il pathos reale, e non soltanto immaginario, dovuto alla secolare guerra fra separatisti e unionisti non fa che aggiungere autenticita` alle ballate del nuovo folk dell’isola. Il trauma nazionale e` d'altronde anche piu` profondo, se e` vero che si estende indietro nel tempo fino alla carestia del secolo scorso, fino alle prime ondate di emigrazione, che in breve spopolarono la madrepatria.

Per molti anni a dominare la scena locale furono i gruppi di folk revival, come i Chieftains e i Clannad. Eredi di quella tradizione folk sono oggi Enya e Kirsty MacColl.

Durante l'esplosione del punkrock e della new wave vennero a galla Stiff Little Fingers, Boomtown Rats e Undertones, ma ci volle il successo degli U2 e di Sinead O'Connor per portare il rock irlandese alla ribalta mondiale.

U2 e Sinead O'Connor hanno dato fiducia a un'intera generazione di musicisti. Da allora la canzone irlandese e` rimasta all'avanguardia della musica leggera britannica. L'atteggiamento dei musicisti irlandesi e` spesso simile a quello dei neri del rap: violentemente polemico, nazionalista, arrogante. Grandi vecchi come Shane McGowan (Pogues) e Gavin Friday hanno insegnato come trasferire quelle emozioni brutali al mondo del pop.

Al tempo stesso complessi meno pubblicizzati ma forse piu` importanti, come Steppes e My Bloody Valentine, compivano una profonda operazione di revisione del rock psichedelico. I Valentine, in particolare, crearono di fatto il movimento "shoegaze", destinato a spargersi in tutto il mondo.

Gli U2 sono invece gli antesignani dell'aspetto piu` deteriore del pop irlandese, quello smaccatamente romantico e pedantemente impegnato.

Tipici di quell'atteggiamento pomposo e irritante sono gli Hothouse Flowers.

Analogamente vige un folkpop intellettualoide (o perlomeno "impegnato") la cui ispirazione e` forse stata soprattutto Van Morrison. Formulaico e, in ultima analisi, anonimo. Emblematiche le ballate malinconiche degli A House.

I Frank And Walters

Verranno poi i Chimera (Ellis Bleeds, Cyan Daze, Lughnasa i primi tre singoli), e tanti altri complessi uno uguale all'altro, in una scena sempre piu` scontata e ripetitiva, ma anche sempre piu` seguita dai discografici. An Emotional Fish

I Rollerskate Skinny e i Whipping Boy saranno fra le vere rivelazioni del fronte psichedelico.

I Fatima Mansions e i Cranberries sono i gruppi che forse chiudono quella stagione poco creativa e aprono le porte a una generazione musicalmente piu` coraggiosa.

Al tempo stesso la scena punkpop che era stata creata dagli Undertones e` stata rinnovata dai Therapy? Quella scena rimane una delle piu` fertili dell'isola.

Gli Ash propongono un ancor piu` esuberante punkpop alla Undertones.

I Compulsion propongono un sound da grande platea.

Alla generazione dei Cranberries appartengono anche i Glee Club, praticamente un duo di Joanne Loughman (canto) e Hugh O'Carroll (chitarra e violino), il cui minialbum del 1993 (per la Setanta), poi ripreso per l'album Mine (4AD), contiene ballate folk atmosferiche come Need.

Piu` leziosi (e noiosi) i Butterfly Child.:

Il chitarrista dei Microdisney, Sean O'Hagan, ha formato gli High Llamas. L'album di debutto, Gideon Gaye (Epic), si cimenta con il pop piu` certosino di Brian Wilson (Giddy And Gay) e con gli stereotipi piu` commerciali delle produzioni soul e country da classifica (Checking In Checking Out).


Il gotico britannico

I maestri riconosciuti del "gotico" (letterario o cinematografico o musicale che sia) sono i britannici. Dai Black Sabbath in poi quella prerogativa si e` trasmessa anche alla musica rock. Negli anni '80 si era sviluppata anzi un'intera corrente del punkrock (forse la piu` prolifica e redditizia) improntata a sonorita` sinistre, se non macabre tout court.

Ma il "dark punk" britannico fu un movimento che si autodistrusse a causa della mediocrita` dei propri protagonisti. Con il passare degli anni Siouxsee e tutti gli altri mostri in costume dell'era (persino i pochi che sembravano avere qualcosa da dire, come i Public Image Ltd) sono affondati nelle sabbie mobili del rock che non interessa a nessuno. Le loro ultime opere non sono peggiori delle prime, sono semplicemente passate di moda (persino la fama imperitura dei Joy Division e` dovuta piu` alla morte del cantante che alla reale consistenza del loro repertorio).

Quasi tutti cercarono soprattutto di saltare sul "fashion bandwagon", sul fronte della moda, pitturandosi da omosessuali o vestendosi da zombie. Dei tanti Gene Loves Jezebel, Sex Gang Children e Red Lorry Yellow Lorry non rimase gran che'. Qualcuno, piu` furbo, e` riuscito a sfondare a livello internazionale spostando l'accento sull'hardrock (i Cult e i Mission). Per il genere non fu una fine molto dignitosa.

Su rovine simili non e` stato facile per i superstiti edificare qualcosa di nuovo. Qualcuno, come i Cure, e` tornato a fare cio` che gli inglesi sanno fare meglio: musica leggera. Altri, come gli In The Nursery, Death In June, Fields Of The Nephilim, Current 93, Clock DVA, hanno provato a spostarsi verso la musica industriale, quella folk e quella psichedelica, talvolta con risultati indubbiamente suggestivi. Le parentele con la musica industriale (fin dai tempi dei Throbbing Gristle) sono anzi numerose e profonde, avendo quella come obiettivo quello di rappresentare l'"orrore" del mondo industriale (differenziandosi in tal senso dal futurismo, che ne esaltava il trionfo).

I gruppi che hanno lasciato un'eredita` piu` duratura sono inevitabilmente quelli che introdussero delle vere innovazioni armoniche, che poi sono state riprese in altri contesti: Sisters Of Mercy, Alien Sex Fiend, Fields Of The Nephilim, Love And Rockets, Wolfgang Press.

Discepoli dei Sisters Of Mercy sono soprattutto i Nosferatu, i Cassandra Complex e i Rosetta Stone.

I Nosferatu del cantante Vlad Janicek e del chitarrista Damian Deville sono in circolazione dagli inizi del decennio, quando comparvero, avvolti nell'alone piu` fosco, gli EP Blood Lust (Gothic Society) e Symphony Of Shadows, ma si sono conquistati una credibilita` con gli album di qualche anno dopo, Rise (Cleopatra) e Prophecy, considerati dei classici del gotico moderno.

Con il passare del tempo, insomma, il genere si e` guadagnato un posto di rilievo nell'ambito del rock britannico, ridimensionando gli aspetti da Grand Guignol e concentrandosi sul fatto musicale.


Postumi del punkrock

Il rock britannico degli anni '90 e` (metaforicamente parlando) piu` effeminato che virile. A dominare e` il ritornello per casalinghe, non il riff per camionisti. Le classifiche sono dominate costantemente da gruppi pop.

Il Regno Unito rimane comunque la patria dell'hardrock e del punkrock europei. Pur con tutte le annacquature del caso, quella tradizione e` viva e continua a produrre talenti.

Il punkrock non e` morto, ma in una Gran Bretagna sempre piu` immersa in mode neo-neo-neo-psichedeliche e in suoni disco-pop nessuno ha piu` raccolto l'eredita` dei Sex Pistols, la quale si e` indubbiamente conservata meglio oltre oceano. A deludere sono stati soprattutto gli idoli storici del movimento, che hanno rivelato una mediocrita` ideologica ed artistica di fondo. Il punk era stato soprattutto una moda, e poi un fenomeno discografico, ma mai una cultura; e il tempo ha ampiamente messo in luce il vuoto culturale che si nascondeva dietro l'esibizionismo programmatico dei divi.

Nei tardi anni '80 sono ancora legati a quella scuola gruppi blasonati come Membranes, New Model Army e World Domination Enterprise, che peraltro iniziano a modificare lentamente il canone a favore di una maggiore fruibilita`.

Decisamente affini allo spirito del '77 sono collettivi anarchici come Chumbawamba e Dog Faced Hermans, che usano la musica nel senso piu` totale del termine.

Il rinnovamento della scena e` proseguito con fenomeni come quelli dei Big Audio Dynamite, dei Prisoners e degli Screaming Blue Messiah, che attenuavano l'impeto punk senza rinunciare alla tensione di fondo.

Il rock piu` grezzo trova dei grandi esponenti negli American Ruse.

Sul versante garage-rock operano anche gli Stairs di Edgar Summertyme, il cui Mexican R'n'B (Go Disc) del 1992 propone il rhythm and blues bianco (Stones, Yardbirds) eseguito e registrato con assoluta fedelta` agli anni '60; e i Family Cat, titolari se non altro di un barrage chitarristico degno dei Mudhnoey, temibili su singolo (Tom Verlaine nel 1989, Place With A Name nel 1990, Steamroller nel 1992, Springing The Atom e Airplane Gardens nel 1993), efficaci sul minialbum Tell 'Em We're Surfin' (Bad Girl), ma debolissimi sugli album Furthest From The Sun (Dedicated) del 1992 e Magic Happens del 1994.

Al sound piu` incendiario degli anni '60 ritornano gli Stewed di Tim Ray con i loro EP Black Mamba (Twist), Heavenly Blues e Reducer e con il loro album Deep Down Thing. Il loro revival e` una pallida copia di quello americano, o anche soltanto australiano, ma nell'Inghilterra del pop a oltranza e` un fatto saliente.

Contributi originali al rinnovamento della canzone pop vengono da Gallon Drunk e dai Breed di Simon Breed (Shaking The Bone nel 1992 e Splinter nel 1993 i singoli apripista), che si ispirano alla tradizione del blues bianco maledetto di Tom Waits, Gun Club e Nick Cave.

Alla fine del decennio si assiste a un fuoco di fiamma del punkrock con i Silverfish e i Daisy Chainsaw.

Le riot grrrls approdano all'Inghilterra con le Huggy Bear.

Le Die Cheerleader si spingono oltre, con un insolito connubio di acidrock e heavymetal, piu` prossimo a L7 che Babes In Toyland, attraverso i primi tre singoli (D.C., Saturation e 69 Hayloft Action), raccolti nel 1993 su Filthy By Association (Abstract) o Son Of Filth (London).

Le Voodoo Queens fanno del pop mascherato da punkrock negli hit del 1993, Supermodel e Kenuwee Head. Chocolate Revenge (Too Pure) non ha canzoni di rilievo, ma i singoli Neptune e F Is For Fame tengono a galla la formazione, mentre forse si tenta di studiare un cambiamento di stile e di immagine.

La Bandit Queen di Manchester, ovvero Tracy Godding (coadiuvata da una bassista e un batterista), sfrutta un registro vocale arrabbiatissimo, all'incrocio fra Chrissie Hynde (Pretenders) e Justine Frischman (Elastica), e un chitarrismo rude e dissonante, non lontano dai Breeders, per i concentrati di energia e furore di canzoni-proclami come Scorch, Back In The Belljar, Oestrogen e Miss Dandy's, le pallottole di Hormone Hotel (Mammoth), bilanciate dall'orecchiabile Big Sugar Emotional Thing.

Gli Oil Seed Rape prendono come riferimento i Big Black negli EP Paid (Jackass), Six Steps To Womanhood e Parker Knoll.


Il dance-pop britannico

Per tutti gli anni '80 a dominare il formato della musica da ballo bianca e` stata l'Inghilterra.

La prima svolta importante del pop ballabile fu rappresentata dal movimento romantico uscito dalle discoteche dei primi anni '80. I Talk Talk e i Depeche Mode inserirono le emozioni e un tocco di angoscia mitteleuropea nello "stile" fine a se stesso che aveva caratterizzato fino ad allora la scena britannica. Ai tempi rimasero invece inascoltate le voci di Blue Nile e Pulp, che forse erano i piu` intelligenti di tutti.

Intorno al 1984 era venuta la seconda ondata di star: Howard Jones (New Song e What Is Love), George Michael, prima nei Wham (Wake Me Up e Freedom) e poi da solo, i Frankie Goes To Hollywood (Relax e Two Tribes), i Dead Or Alive dell'androgino Pete Burns a Liverpool (You Spin Me Around, 1985), Jimmy Somerville, prima nei Bronski Beat e poi nei Communards, e i Sigue Sigue Sputnik di Tony James (Love Missile F-11). Tutte trovate pubblicitarie inventate a tavolino da produttori astuti. Il mondo del synthpop raschiava il fondo del barile, spostando vieppiu` l'enfasi sulle pose decadenti e sul ritornello puerile.

Tears For Fears e Pet Shop Boys tentarono di farne un genere serio, ma ci riuscirono soltanto per pochi minuti.

Una prima ventata di rinnovamento nel mondo del pop ballabile venne da gruppi come Art Of Noise, A R Kane e M/A/R/R/S, Pop Will Eat Itself, e dal solito Malcom McLaren, che lo interpretavano in maniera meno angusta, in particolare alla luce dell'hip hop.

Fondamentale si rivelera` il lavoro compiuto da Adrian Sherwood con New Age Steppers (per quanto tutti i loro dischi siano infelicemente noiosi) per sintetizzare dub (il reggae lento, pesante e riverberato), hip hop e discomusic. Sherwood e` anche il patron dei Tackhead, i massimi apostoli di quel sound.

Al tempo stesso un'operazione di allargamento del fronte veniva condotta dagli Hula (che fungono da cinghia di trasmissione con la musica industriale di Sheffield), dai Renegade Soundwave (che fungono da cinghia di trasmissione con il punkrock) e dai Weathermen (che fungono da cinghia di trasmissione con la musica elettronica tedesca). Da quelle fondamenta si parte comunque a costruire la nuova musica da ballo che sia meno ovvia, e in genere meno melodica e piu` ritmica.


Il Dreampop

Un'influenza enorme su tutto il mondo britannico hanno esercitato i gruppi di pop atmosferico: Cocteau Twins, Talk Talk, Breathless, This Mortal Coil, A R Kane. Sono gruppi che, per un verso o per l'altro, abbandonano la melodia a se stessa, rinunciano alla suggestione dei ritmi, e puntano quasi tutto sull'atmosfera.

Will Heggie (il bassista dei Cocteacu Twins), ha formato nel 1983 i Lowlife, con i quali ha tentato di coniare una musica leggera superbamente arrangiata, nei dintorni dei New Order e del suo complesso precedente, senza peraltro mai trovare la coerenza e l'intensita` giuste. Permanent Sleep (Nightshift) e Diminuendo rimangono cosi` dei lavori irrisolti, che affascinano piu` per i loro (ambiziosi) fallimenti che per i loro successi.

Il genere viene ulteriormente raffinato dai Shelleyan Orphan di Caroline Crawley e Jemaur Tayle, che arrangiano le canzoni con un arsenale da orchestra sinfonica (viola, violoncello, oboe, flauto, e cosi` via). Helleborine (Rough Trade) del 1987 e Century Flower (Rough Trade) del 1989 contengono brani fascinosi, ma raramente coinvolgenti (forse Shatter sul secondo). Humroot segna invece un'improvvisa regressione verso un sound piu` semplice e, tutto sommato, piu` umano. Vocalizzi e arrangiamenti sono il segreto del successo.

Agli inizi degli anni '90, sull'esempio dei Cocteau Twins, sono numerosi i gruppi che propongono un sound pretenzioso, ispirato tanto all'avanguardia quanto agli auteur piu` raffinati del rock, fronteggiato da una cantante criptica ed eterea. Il tutto viene asservito all'idea di un "dreampop" che sia quasi una musica da relax. Nei casi peggiori, come gli All About Eve e i Kitchens Of Distinction, ne viene fuori l'AOR piu` generico. Nei casi migliori sboccia la musica piu` creativa del decennio.


Gli shoegazer

La canzone melodica della Gran Bretagna aveva seguito un percorso tortuoso e confuso dopo l'esaurirsi della spinta punk. Ad emergere come piu` duraturi erano alla fine stati fenomeni che tendevano a dilatare il concetto di canzone, piuttosto che a ricopiare pedestremente i classici del melodismo rock. La prima rivoluzione era stata apportata dai Cocteau Twins, la seconda dai Jesus And The Mary Chain. Dalla Scozia, non dall'Inghilterra, erano giunte le intuizioni piu` acute. Il programma di molti gruppi era allora diventato quello di sgretolare l'armonia, ma sempre conservando la melodia al suo centro.

I My Bloody Valentine capitalizzarono su questo stato d'animo e impressero un'accelerazione determinante al processo. Con loro il metodo divenne uno stereotipo: melodie orecchiabili su un sottofondo densissimo di distorsioni.

Il loro era il logico sviluppo dell'ambiguo pop psichedelico della Gran Bretagna, sempre poco psichedelico e molto pop. La psichedelia dei Valentine e` manieristica, non e` quella rude e selvaggia dei garage, e` quella ipnotica e narcotica dei salotti. Sul loro esempio, Spacemen 3, Loop, e i loro derivati Spectrum, Darkside, Spiritualized, Hair And Skin Trading Co, rifondarono il genere a due passi dalla musica new age e da quella ambientale (sara` quello infatti l'ulteriore evoluzione del genere, con i Main).

Partendo piu` specificamente dal sound dei My Bloody Valentine emersero una quantita` sterminata di complessi praticamente identici, cosiddetti "shoegazer", dai Swervedriver ai Ride.

I Ride daranno a loro volta origine a una nuova scuola, molto piu` commerciale, della quale sono significativi esponenti i Blind Mr Jones.

Il sound verra` irrobustendosi con il tempo fino alla nuova impennata di stile, causata questa volta dai Catherine Wheel.

I Drugstore


Il rock di retroguardia britannico

Per tutti gli anni '80 il pop sofisticato rimane la specialita` dell'Inghilterra. E da questo punto di vista e` Manchester, non Londra, la nuova capitale della musica britannica. Dai Buzzcocks agli Smiths e` stata Manchester a stabilire i cliche' a cui poi si e` ispirato il resto della nazione.

Quella tradizione di pop certosino e` stata continuata da Chameleons, Simply Red, James, e, migliori di tutti, Wedding Present.

Nel resto dell'Inghilterra complessi come Prefab Sprout, Everything But The Girl, World Party, Housemartins (e poi Beautiful South) sono invece i nuovi capiscuola di una canzone retro' da salotto, che recupera le atmosfere romantiche degli anni '50, e rappresenta la versione ultracommerciale di quel sound melodico e intimista.

Nick Laird-Clowes, che all'inizio degli anni '80 con gli Act aveva tutto sommato prodotto delle toccanti ballate populiste, nei Dream Academy canta sofisticate filastrocche folkrock come Life In A Northern Town (1985), trasfigurata dalloboe di Kate St John e dalle tastiere di Gilbert Gabriel (entambi di formazione classica). I loro tre album, Dream Academy (Reprise), con Lobve Parade, Remembrance Days e A Different Kind Of Weather (Blanco Y Negro) fluttuano pero` in un limbo a meta` strada fra le orchestrazioni dei Moody Blues e gli arrangiamenti barocchi della psichedelia inglese senza quasi mai coagulare in brani compiuti (Mercy Killing e Waterloo le migliori dellultimo).

I Thrashing Doves in Beautiful Imbalance, su Bedrock Vice (A&M) del 1987, rifanno il verso al jingle jangle ma applicando al canto le inflessioni lascive di Prince.


A Sea Urchins webpage Le vie alla noia sono infinite, ma toccano l'apice probabilmente con i Sea Urchins di A Morning Odyssey (Sarah) del 1990, i St Christopher, gli Orchids, gruppi specializzati nelle sonorita` piu` sonnolente.

I St Christopher, attraverso i singoli You Deserve More Than I Maybe (Sarah) del 1989, All Of A Tremble e Antoinette, l'EP del 1990 Bacharach e l'album Man I Could Scream (Vinyl Japan) hanno tracciato la parabola della canzone di questo genere, assolutamente priva di nerbo. Anche volendolo, sarebbe difficile creare un tedio di questo livello.

I La's furono forse i migliori di questa generazione.

I complessi che rifanno il verso agli anni '60 offrono, se non altro, un momento di spensieratezza. I maestri, coloro che hanno saputo compiere quest'operazione di revival nella maniera al tempo stesso piu` personale e piu` trascinante, sono Woodentops, Primitives e Pooh Sticks.

Dagli Adult Net della stagionata Brix Smith (ex Fall ed ex moglie di Mark Smith), che eseguono un pop frizzante/nostalgico (Honey Tangle); a diligenti scopiazzatori come i Candyskins dai Mock Turtles (And Then She Smiles nel 1990, Can You Dig It nel 1991) ai Dylans, ai Jane Pow, pallidissima copia dei Fleshtones negli album State (Target) del 1990 e Love It Be It (Target) del 1992, la scena e` piu` vivace che mai.

Vanno di nuovo di moda soprattutto i gruppi con cantante femminile alla girl- group, come Primitives e Heart Throbs. Mentre avvincenti saranno qualche anno dopo gli Heavenly di Amelia Fletcher.

L'ennesimo tentativo di resuscitare il sound dei "girl group" sortisce le Fuzzbox, i Transvision Vamp (Wendy James), le Voice Of Beehive, i Popinjays (A Popinjays webpage) e infine i Darling Buds, forse i migliori; gruppi a meta` fra i Primitives e le Bananarama che producono ritornelli beat finemente arrangiati.
A Darling Buds webpage

Le Voice Of The Beehive, ovvero Tracey e Melissa Belland, americane espatriate a Londra, fecero colpo con Let It Be (London) del 1988, che contiene Beat Of Love e Trust Me, e con Honey Lingers (London) del 1991, sul quale brilla il loro capolavoro, Monsters And Angels.

Un'appendice alla musica leggera britannica e` quella dei gruppi che si ispirano al folk, rimasugli della grande stagione dei primi anni '80. Il cosiddetto "rogue folk" annovero` complessi irriverenti e provocatori come i Pogues e i loro cugini Men They Couldn't Hang.

Dopo quell'ubriacatura, pero`, il movimento trentennale del folk revival e` stato notevolmente ridimensionato. Sono pochi (oltre ai Pogues e ai Waterboys, Blue Aeroplanes e la Oyster Band) i nomi da citare.

Band Of Holy Joy

Il folk militante ha i suoi massimi esponenti nei Levellers.

L'ensemble piu` originale e` quello dei Barely Works, che annovera una formazione con fisarmonica, dulcimer, tuba, banjo, trombone, violino e flauto. Il primo album del 1990, Big Beat (Cooking Vinyl), e il successivo del 1992, Don't Mind Walking (Green Linnet), sono divisi fra medley di brani tradizionali, riveduti nella loro ottica jazz-funk, e composizioni originali che ricordano i Poi Dog Pondering (Let's Go And Have A Good Time sul primo, Something'll Have To Change sul secondo).

Da una costola dei Wedding Present (Pete Solowka) sono nati gli Ukrainians. Il primo album era soltanto una raccolta di ballate tradizionali dell'Ukraina, ma riusci` ad entrare in classifica. L'albumo omonimo del 1991 (per la Cooking Vinyl) e` ancora cantato in lingua originale, ma contiene anche materiale del gruppo. Nel 1994 e` uscito Vorony (Green Linnet). Il loro folk a ritmo hardcore segue un approccio piu` simile a quello (serio) dei Pogues che a quello (parodistico) dei 3 Mustaphas 3. A contraddistinguerli e` in effetti l'entusiasmo da ubriachi con cui si avventano su mandolini, balalaika e fisarmoniche. Temibili.


I reduci della new wave inglese

La transizione dalla figura tradizionale del cantautore a quella piu` completa del musicista e` stata favorita da quelli che sono oggi i reduci della new wave inglese, i quali continuano a tracciare la via per le nuove generazioni. Se spesso questi veterani si impelagano in opere ambiziose, che richiederebbero una statura musicale molto superiore a quella di cui dispongono, la loro orgogliosa indipendenza rappresenta comunque un esempio con cui tutti i nuovi musicisti rock si devono misurare.

Marc Almond e Julian Cope sono sintomatici delle ambizioni di questi vecchi lupi della canzone.

Gli ex membri dei Police, Andy Summers e Steward Copeland, e quelli dei Japan, David Sylvian e Mick Karn, hanno forse tentato le vie piu` avventurose, spigendosi in aree che vanno dal jazz alla world-music.

Due gloriosi bassisti, Barry Adamson (Magazine) e Jah Wobble (Public Image Ltd), sono attivi sul fronte piu` "intellettuale", al limite talvolta della musica d'avanguardia.

I fratelli degli Swell Maps, Nikki Sudden e Epic Soundtracks, hanno entrambi avviato un'originale carriera solista, molto lontana dal rock catastrofico del loro complesso.

La maggioranza, comunque, ha finito per ricostruirsi una personalita` da cantante melodico, piu` o meno sofisticato: Billy Idol (Generation X), Sting (Police), Peter Murphy (Bauhaus), Paul Weller (Jam), Morrissey (Smiths), Ian McCulloch (Echo & The Bunnymen).

Clive Gregson era stato il cantante degli Any Trouble. Il sound di Yesterday's Love e dell'album Where Are All The Nice Girls (Stiff) era forse il piu` soul del 1980. Walking In Chains, da Wheels In Motion, e Northern Soul, dall'album omonimo del 1983 (per la EMI), sono gli unici brani che si ricordano di un complesso commerciale senza grandi spunti. Gregson registro` nel 1985 Strange Persuasion (Demon), mettendosi in luce come cantautore patetico, e poi si uni` (in tutti i sensi) a Christine Collister per Mischief (Special Delivery) e A Change In The Weather, opere tanto personali quanto scialbe.

Rolo McGinty (ex Woodentops) ha cominciato dal 1992 (con il singolo Floorstuck) un'inopinata riconversione al sound di moda (ovvero house), proseguita con Free To Run, Diablo e Rockefeller, raccolti su Rising.


L'heavymetal europeo: death, grind e doom

L'heavymetal europeo ha perso presto i suoi connotati new wave per dedicarsi invece al filone gotico. All'interno dell'heavymetal e` sempre stato preminente infatti il genere "nero" dedicato al male e a ogni sorta di forza sinistra. I Venom in Inghilterra, gli Slayer a Los Angeles, i Death in Florida, i Possessed a San Francisco hanno stabilito negli anni '80 le coordinate del death metal: preminenza della chitarra ritmica, liriche mormorate in maniera incoerente, tempo appena piu` lento dello speedmetal. E` impressionante la quantita` di complessi che sono nati per sfruttare quelle anguste premesse. Celtic Frost, Venom e Helloween costituiscono comunque la triade di riferimento in Europa.

Il death metal e` in realta` un fatto lirico, che non dipende dalla velocita`: e` aggressivo nelle pose e nei testi, ed e` ossessivo fino alla nausea.

In Inghilterra il migliore gruppo death e` forse quello dei Cancer, esorditi con Death Shall Rise che vanta James Murphy alla chitarra (ex Obituary e Death), ma maturati con nel 1993 con The Sins Of Mankind (Vinyl Solution), fantasioso e monolitico al tempo stesso, dopo l'abbandono di James Murphy e l'ingresso di Barry Savage. A catena spunteranno poi Disincarnate, Nuclear Death, Ripping Corpse, Sadist, Sorrow.

L'internazionale del death e` forte soprattutto in Scandinavia. In Svezia operano Carnage, Dismember, Eucharist, Unleashed, Therion, Merciless.

I Carnage di Mike Amott, Johnny Dordevic e David Blomqvist sono autori del classico del male Dark Recollections (Earache). Dopo la defezione dei primi due Blomqvist e la sezione ritmica hanno continuato con la sigla Dismember, pubblicando un altro classico del genere: Like An Ever Flowing Stream (Nuclear Blast). In seguito riusciranno a moderare gli eccessi in un suono meno "pesante", fino a Death Metal (Nuclear Blast, 1997).

I Therion dedicano i loro primi album, Of Darkness (HOK), Beyond Sanctorum (Active, 1992), con la Symphony Of The Dead, e Symphony Masses (Nosferatu, 1994), a visioni apocalittiche della societa` tecnologica. La loro e` una progressione verso un sound sempre piu` scuro, dominato da riff ciclopici, da convulsioni apocalittiche.

Gli Entombed

I Comecom sono un progetto di Lars Petrov (Entombed), quelli di Megatrends In Brutality (Century Media), e poi di Martin Van Brunen (Asphyx), quelli di Converging Conspiracies.

La Norvegia vanta forse i gruppi piu` originali, reminescenti di arie ed epiche medievali: i Bathory, i Mayhem, gli Immortal, gli Emperor, i Mortiis, gli Enslaved, i Darkthrone. In The Nightside Eclipse (Century Black, 1994) degli Emperor, Battles In The North (Osmose, 1994) degli Immortal, De Mysteriis Dom Sathanas (Century Black) dei Mayhem e Now Available Without A Prescription (Relapse, 1994) dei Mortiis costituiscono un poker d'assi del "black metal" degli anni '90. L'assassinio di Euronymous dei Mayhem mettera` simbolicamente fine al movimento.

Gli svizzeri Coroner e Samael, gli olandesi Sinister e Gorefest, i finlandesi Sarcofagus (titolari all'inizio degli anni '80 di due album dedicati ai miri dell'Antico Egitto, Cycle Of Life e Envoy Of Death per la Mellotron) e Amorphis, i tedeschi Helloween, Pyogenesis, Lemming Project, Miasma, i Morgoth di Curse, Sodom infoltiscono la truppa europea. Gli austriaci Pungent Stench, in particolare sull'EP Dirty Rhymes And Psychotronic Beats, sono all'avanguardia della perversione piu` truculenta.

Uno dei gruppi piu` influenti del death metal, i Sepultura, e` addirittura brasiliano, un altro, i Brujeria, e` messicano.

Purtroppo quasi tutti questi gruppi non riescono ad andare oltre un paio di album senza perdere del tutto l'ispirazione.

La grande novita` dei secondi anni '80 e` quella del grindcore, il genere nato sulle ceneri dell'hardcore britannico, portando alle estreme conseguenze il progetto politicizzatissimo di Crass e Discharge. "Grind" significa "polverizzare". Coerentemente la musica e` violenta, rapida, scomposta, caotica. I riff sono meccanici, i tempi ultrasonici, le melodie inesistenti. A contare e` soltanto la virulenza.

Birmingham e` uno dei centri piu` importanti, grazie all'opera di Napalm Death, Scorn, Godflesh e Bolt Thrower. Da Liverpool rispondono i Carcass. Sono gruppi che ripetono stancamente gli stessi accordi e gli stessi testi, tetragoni fino alla nausea. Ma un luminare dell'avanguardia americana come John Zorn interpretera` proprio questo genere come il freejazz della musica rock. Fra i primi gruppi grindcore vanno annoverati anche Extreme Noise Terror e Satanic Malfunctions.

Molto ricco anche il panorama del doom metal, la variante ultra-anemica che proprio in Gran Bretagna ebbe i suoi natali. Il manifesto del doom metal fu infatti la compilation Dark Passages (Rise Above) del 1991, un'iniziativa di Lee Dorrian. Se il grind e` impostato sul furore epilettico e rappresenta l'estremismo ritmico dell'heavymetal, il doom e` tanto "duro" quanto lento.

Le legioni britanniche del genere comprendono i Confessor del cantante Scott Jeffreys e dei chitarristi Brian Shoaf e Ivan Colon. Da Birmingham arrivano i Cathedral, dal nord i Paradise Lost, da Liverpool gli Anathema. I My Dying Bride consacrano la stagione d'oro del genere.

A meta` del decennio si fanno avanti i gallesi Acrimony, venuti alla ribalta con l'album Hymns To The Stone (Godhead) del 1994 e l'EP Acid Elephant del 1995, due lavori al confine con la psichedelia che hanno fatto coniare il termine "hippie doom". Con loro i Mourn (album di esordio del 1995 per la Rise Above).

In Scandinavia la scena viene aperta dai Candlemass, titolari del classico Solitude del 1986. I Count Raven, esorditi nel 1990 con Stormwarning (Active), sono venuti a galla due anni dopo grazie alle patologiche rappresentazioni di decadenza civile e morale di Destruction Of The Void, e hanno forse toccato l'apice su High On Infinity con Masters Of All Evil.

In Olanda dominano i Pestilence e i Thanatos. I Pestilence di Patrick Mameli e (inizialmente) Martin Van Drunen sono stati rivelati nel 1988 da Malleus Maleficarum (Roadrunner) e l'anno dopo da Consuming Impulse; poi con gli album Testimony Of The Ancients e Sphere si sono inoltrati alla ricerca di un "progressive-death" che si imbastardisca con il jazzrock. Gli Asphyx, formati dal bassista Martin Van Brunen (ex Pestilence) e dal chitarrista Eric Daniels, reggono soltanto due dischi, Rack e Last One On Earth. Risorgeranno con Asphyx (Century Media), tanto banale quanto i precedenti.

Le tragedie dell'umanita` diventano il pretesto per mettere insieme queste colonne sonore ultra-metal. Questa volta la ribellione non e` contro uno o due eventi particolari e locali, ma contro le aberrazioni internazionali. Questa e` una generazione di ragazzi cresciuti guardando alla televisione i massacri, i disordini, le guerre di mezzo mondo. Questa non e` musica dell'apocalisse, ma del suo opposto: e` la colonna sonora di questa sorta di eterno ripetersi del trionfo dell'odio in tutte le sue piu` mostruose forme. L'umanita` non e` affatto destinata ad estinguersi, bensi` a replicare all'infinito le sue orrende abitudini.

Non c'e` redenzione in questa musica di suoni violentissimi. Non ci sono redentori, martiri, eroi: soltanto aguzzini e vittime. Non c'e` speranza, non c'e` compromesso, non c'e` appello alla ragione: semplice denuncia del regime del terrore che da millenni opprime il pianeta, e che ormai e` puo` essere considerato un sinonimo della condizione umana. Non e` piu` l'assenza di dio ad ossessionare l'artista, ma la presenza dell'uomo.


Il tramonto della musica industriale

In Inghilterra la musica industriale ha mostrato presto il suo vero volto, quello di banco di sperimentazione per la musica da ballo. Fin dai pionieri, Throbbing Gristle (oggi Chris And Cosey, Psychic TV, Coil) e Cabaret Voltaire (e oggi Richard Kirk), e` infatti stato questo l'obiettivo: pasticciare un po' con l'elettronica, piu` che altro per generare la curiosita` dei media e darsi pose di avanguardisti, e poi studiare il modo di vendere al pubblico dei club quei suoni "sperimentali" (che sono tanto sperimentali quanto le suite di Giorgio Moroder).

Con il passare degli anni la scena industriale ha insomma molto ridimensionato le proprie ambizioni. In retrospettiva molti "maestri" inglesi del genere sembrano piuttosto mediocri, poco artisti e molto opportunisti. All'inizio, se non altro, erano in pochi a cimentarsi con questo genere; durante gli anni '80 ne sono spuntati centinaia, e in gran parte erano semplicemente musicisti che si si rifugiavano nel rumore per giustificare la propria carenza di idee.

Se per musica industriale si intende un genere che, facendo ricorso ai mezzi elettronici, propone di fornire una rappresentazione musicale della disumanizzazione causata dal progresso tecnologico (all'estremo opposto, per esempio, del genere elettronico che intende esaltare l'immaginazione fantascientifica, ovvero della cosiddetta musica "cosmica"), e` indubbio che soltanto con la scuola britannica di Sheffield (Throbbing Gristle e Cabaret Voltaire) nacque un "genere".

Durante gli anni '80 quella scuola capi` che da quel pretesto si poteva candidamente derivare una musica persino ballabile, e quel ballabile, proprio in quanto espressione di disumanizzazione, costituiva un'ideale prosecuzione dell'ideologia decadente della musica da ballo moderna, cosi` come avviata dalla discomusic degli anni '70. La musica industriale e` pertanto vissuta fin dagli inizi della contraddizione di essere al tempo stesso musica d'avanguardia e musica da ballo, a volte tentando di dimostrare l'equivalenza (o perlomeno la compatibilita`) fra le due, a volte propendendo per l'una o l'altra interpretazione.

Il gioioso ottimismo dell'universo techno/house contrasta con le atmosfere oppressive della musica industriale; negli anni '90 sono di rigore effervescenza ed esuberanza, non colossal funerei e pessimisti. Sono pochi coloro che si ostinano a violare questo diktat commerciale proponendo elettronica selvaggia, testi apocalittici, atmosfere gotiche.

Fra gli artigiani piu` onesti del genere figurano veterani come Hafler Trio, Konstruktivists, Whitehouse, Attrition, Nocturnal Emissions, 23 Skidoo, Zoviet France e Test Dept; anche se le loro opere sono quasi sempre pretenziose e amatoriali.

Ma in generale hanno fatto il loro tempo le pose pacchiane dei musicisti che si celavano dietro nomi d'arte misteriosi, che spacciavano accozzaglie banali di suoni per avanguardia, che propinavano teorie esoterico-musicali di quindicesima mano e che in definitiva cercavano poi soltanto il successo in discoteca. Si e` trattato per molti versi di uno dei fenomeni piu` ipocriti della storia della musica britannica (che di fenomeni ipocriti ne ha visti molti). In fondo questi "stregoni elettronici" furono soltanto i messia dell'house.


Il rock alternativo del Canada

Il Canada, a parte la scuola di cantautori che ha dato Neil Young e Leonard Cohen e una breve parentesi di notorieta` dei suoi complessi heavymetal, e` sempre rimasto ai margini degli sconvolgimenti della musica rock. Gli anni '80 non hanno cambiato di molto la situazione, ma, se non altro, hanno portato alla luce una matrice nazionale di rock alternativo.

A cominciare erano stati gruppi come Martha And The Muffins e Rational Youth, che proponevano una versione stralunata del discopunk di Blondie e B52's. Poi vennero complessi piu` commerciali, che, abbandonate le pose sperimentali della new wave, puntavano soprattutto alle classifiche.

Benche' i risultati siano in gran parte mediocri, durante gli anni '80 si distinguono i Barenaked Ladies e i 13 Engines.

I Tragically Hip di Gordon Downie compongono ballad intrise di Neil Young, Rolling Stones e REM (da Evelyn del 1987 a Bring It All Back del 1989).

La tradizione dei grandi cantautori canadesi (Young, Mitchell, Cohen) e` stata continuata dalle voci di Jane Siberry, Loreena McKennitt e Daniel Lanois. Alla stessa tradizione folkrock appartengono di fatto i Cowboy Junkies e i Blue Rodeo.

Nel campo del rock progressivo i canadesi vantano i Miriodor, i Fat e i Visible Wind, autori di lavori fantasiosi come A Moment Beyond Time (Progressive) e Emergence (Visible Wind).

La scuola hardrock, che in Canada e` sempre stata forte, sfoggia prima gli Honeymoon Suite e poi i Pursuit Of Happiness.

Gli Honeymoon Suite di Johnnie Dee suonano del banale AOR da classifica (New Girl Now il primo successo nel 1982, Feel It Again quello che li rese celebri nel 1986).

Analogamente si e` creata una piccola scuola di punkpop, della quale sono esponenti i Forgotten Rebels di Toronto, gli Asexuals e i Bliss di Montreal, nonche', emigrati in California, i D.O.A. e gli Youth Brigade.

Alla fin fine e` probabile che il fenomeno piu` importante emerso in Canada negli ultimi dieci anni (e forse venti) sia il rock strumentale degli Shadowy Men On A Shadowy Planet, che e` anche il piu` isolato.


Il punkpop britannico

La Gran Bretagna aveva praticamente inventato il punkpop con i Buzzcocks, fondendo quella che era un'autentica istanza locale, il melodismo a tutti i costi, con quella che era un'istanza importata dagli USA, la violenza bestiale dei giovani urbani.

Quell'idea aveva attecchito meglio oltre oceano. In Gran Bretagna il meglio che ci si potesse aspettare dalla fusione fra impeto e melodia era l'hardrock. E infatti nel segno di questo genere gli anni '80 ebbero qualche sussulto.

I complessi "grebo", ovvero che propugnano una fusione di umori hippie e umori punk, come Seers, Zodiac Mindwarp e Mission, hanno avuto un ruolo determinante nel ridefinire il punkrock britannico, anche se si e` trattato di un'ennesima moda fuggevole, che spesso ha semplicemente sconfinato nell'hardrock da classifica.

E` rimasto per anni senza seguaci il punkpop dei Wonder Stuff, peraltro il migliore d'Inghilterra.

Ma gli anni '90 si sono se non altro aperti con un nutrito stuolo di complessi che sembrano ispirarsi agli Husker Du: i Venus Beads (Day Of Nightmare il singolo d'esordio del 1989); i Midway Still di Paul Thompson (titolari di due anthem come Won't Try del 1991 e Wish del 1992); i Drive di Ian Roche (No Girls il singolo d'esordio del 1990, Go Out Be Happy il terzo del 1991); gli Edsel Auctioneer (Stickleback del 1990, Starfish del 1991, Slouch e Undertow del 1992, Summer Hit del 1995); i Crane di Roy Fox (Clay del 1991, Burning Hole del 1992). A dominare la scena erano comunque Leatherface, Mega City Four, Ned's Atomic Dustbin e Senseless Things. E` in questi gruppi che va cercato forse il vero lascito dei punk, aggiornato ai tempi.

Sull'onda del successo colossale del punkpop americano spunteranno poi finalmente negli anni '90 i Compulsion e gli Smash.

L'influenza del rock alternativo americano si fa sentire, anche se rimane sempre un fattore secondario nel Regno Unito.

A scoprire le cupe e intense sonorita` che arrivano da oltre oceano sono al principio del decennio Fudge Tunnel e Jacob's Mouse.

I Quireboys, lanciati con i singoli Mayfair e There She Goes Again come la risposta britannica ai Guns & Roses (con buona pace dei Guns & Roses) si sono assestati sul classico soulrock britannico dei Faces con l'album del 1990, A Bit Of What You Fancy (EMI).

Semmai e` piu` vicino all'hardrock di strada dei Guns And Roses il sound dei Manic Street Preachers.

A parte si situano i Milk di Vic Kemlicz, il cui Tantrum (Link) del 1992 e` pregno in realta` di armonie blues (Cream e Led Zeppelin rivisti alla luce degli Helmet). Kemlicz formera` nel 1993 gli Skyscraper in compagnia di Adi Vines (ex Swervedriver): Superstate (Dynosupreme) raccoglie i loro singoli, fra cui Lovesick (Incoherent) e Never Again (Scared Hitless).

Altrettanto influenzati dal successo degli americani Black Crowes sono gli Spitfire. I singoli Translucent (Eve), Minimal Love (Paperhouse), Womb Child e Wild Sunshine, in parte raccolti su Sex Bomb nel 1993, scorrono all'insegna di un hardrock di terza mano.

Poi verranno i Bivouac e i Bush, e il fenomeno trovera` il successo internazionale.

Poi, come sempre in Gran Bretagna, arriveranno a valanga gli Headcleaner, nel 1992 con Au Fou (Eve), i Loveblobs, sempre nel 1992 con i minialbum Congealed (Wiiija) e Prehistoric Extraction, e ;poi tanti altri, tutti destinati a durare due settimane o poco piu`.

I Fretblanket

Il revival dell'hardrock finisce inevitabilmente per dar spazio a trovate commerciali piuttosto squallide come quella dei Terrorvision.

Sul fronte rap-metal operano i multirazziali Skunk Anansie.

Senser sono i Rage Against The Machine britannici.

Skyclad, il gruppo formato dal cantante Martin Walkyier, dal chitarrista Steve Ramsey e dalla violinista Fritha Jenkins, sono fra i pochi a tentare di uscire dagli angusti schemi del genere. Nel 1991 The Wayward Sons Of Mother Earth (Noise) inaugura una visione allargata dell'heavymetal, che non disdegna la tradizione folk, rifacendosi tutto sommato all'hardrock magico, pagano e medievale degli High Tide. Dreamweaver, A Burnt Offering, Jonah's Ark, Prince Of The Poverty Line e Silent Whales Of Lunar Sea hanno perfezionato l'idea, anche se non sono ancora riusciti a farla diventare vera arte.

Improvvisamente, all'inizio degli anni '90, torna di moda anche il vetusto mod, il sound che fu degli Who e degli altri complessi arrabbiati degli anni '60.

Nel caso dei Godfathers la tradizione arrabbiata e populista del pub-rock ha dato origine a un rock and roll proletario nel segno di Coughar e Springsteen, ma venato di riferimenti a Who e Small Faces. I Want Everything, dall'album Hit By Hit (Link), Cause I Said So, da Birth School Work Death (Epic) del 1988, Life Has Passed Us By, da More Songs About Love And Hate del 1989, Something About You, da Unreal World del 1991 hanno tracciato una parabola di amaro pessimismo.

Il revival del mod era stato favorito dal successo dei Five Thirty, esorditi nel 1990 con Abstain (EastWest) e scomparsi quasi subito. Paul Bassett ha poi formato gli Orange Deluxe, conservando piu` o meno lo stesso schema di pop rude nel singolo Love 45 e sull'album Necking (Dead Dead Good) del 1995. Tara Milton ha invece formato i Nubiles.

A trasformare il fenomeno in moneta sonante sono These Animal Men e Menswear.

I piu` romantici del lotto, i piu` vicini ai Blur, sono i Thurman, lanciati nel 1995 da Famous, Talk To Myself e English Tea, religiosamente raccolti sull'infame Lux (Righteous).

Al versante piu` rock and roll, quello degli Who, si rifanno i Wildhearts,

Per etichettare tutti questi epigoni degli epigoni e` stata giustamente coniato il termine "new wave of new wave", che (nel resto del mondo) viene usato con il meritato sarcasmo.


Gli eccentrici del rock inglese

Negli anni '60 il cantautore britannico era innamorato e bucolico, triste e politicizzato. Syd Barrett e` l'uomo che cambio` tutto cio`. A partire dai suoi dischi (benche' riscoperti anni dopo) sulla scena britannica emerse una figura di cantautore diversa: che, intanto, e` piu` autore che cantante; e poi e` innanzitutto un eccentrico, un bizzarro, un irregolare. Il valore artistico viene trasferito dalla specifica canzone (piu` o meno melodica, piu` o meno commovente) alla personalita` complessiva del musicista.

Inevitabilmente le figure piu` tipiche sono quelle dei tardi psichedelici, che meglio replicano la personalita` bizzarra del loro maestro. Edward Ka-Spel (Legendary Pink Dots), Martin Bates (Eyeless in Gaza) e Bevis Frond hanno dato in tal senso monumentali opere di omaggio a quell'era.

Poi c'e` spazio per gli altrettanto tipici intellettuali britannici, eleganti, ironici, imprevedibili. Jazz Butcher e Martin Newell sono emblematici esponenti di questa folla di curiosita` umane.

E non possono mancare i poeti decadenti, spiriti romantici da feuilleton come Paul Roland e Momus.

Anche i nuovi folksinger esibiscono quella caratteristica di estroversa eccentricita`, che li distingue nettamente dai loro antenati umili e introversi degli anni '60 e '70. A definire lo standard in era punk era stato Billy Bragg, giovane arrabbiato per eccellenza. Uno dei pochi a riallacciarsi alla tradizione dei folksinger e` stato John Wesley Harding.

Fra le nuove leve si e` messo in luce David Gray. L'album del 1993, A Century Ends (Caroline), lo vedeva alle prese con arringhe arrabbiate cantate nel registro del giovane Van Morrison (Let The Truth Sting e la title-track) e con qualche tenerezza romantica (Shine) cantata nello stile del Dylan di Blonde On Blonde. Flesh (Vernon Yard) non ha pero` eliminato i difetti caratteriali di questo cantautore mercuriale.

Per tutti vale lo stesso avvertimento: in America ce ne sono cento di Daniel Johnston e di Vic Chestnut, che valgono ciascuno dieci volte di piu`.


Le dive del rock inglese

A partire da Kate Bush, una delle musiciste piu` influenti del rock britannico degli anni '70, l'Inghilterra ha costantemente vantato un'elite di cantanti/musiciste dotate di una forte personalita` e di un'immagine pubblica aggressiva.

A meta` degli anni '80 erano molte a tentare di emulare il pop d'avanguardia di Bush. Fra le maggiori si contano almeno Virginia Astley, Danielle Dax, Anna Domino.

A lanciare pero` l'immagine da prima pagina fu l'irlandese Sinead O'Connor verso la fine del decennio. O'Connor aggiunse quel tocco da rotocalco che fece compiere un ulteriore passaggio, non soltanto da cantante a musicista, ma ora anche a personaggio tour court.

Definitivamente scomparse le umili folksinger di un tempo, che oggi fanno quasi la figura delle casalinghe al cospetto delle donne in carriera, si sono succedute musiciste sempre piu` creative. In realta` in buona parte si e` trattato di delusioni. Da Tanita Tikaram a Alison Moyet molte hanno infatti dimostrato una paurosa carenza di talento e di immaginazione, che le relega a fenomeno effimero.

Carmel (McCourt) e Sade (Adu) sono le dive piu` note di quel sound elegante e morbido che assimila jazz, soul e funk, e che richiama le atmosfere notturne del cocktail lounge degli anni '50.

Annie Lennox degli Eurythmics ha tentato nel 1992 di costruirsi la personalita` di Diva (Arista) del soul e del funk con il singolo Why e altre ballad da cocktail lounge.

Nulla di tutto cio` e` durato piu` di un paio di stagioni.

Polly Jean Harvey ha in tempi recenti risollevato quella scuola, riagganciandosi paradossalmente proprio alla vetusta scuola delle cantautrici.

Heidi Berry

Heather Nova e` la rivelazione del 1994, grazie a un album dal vivo, Blow (Big Cat), in cui la tecnica prevale sulle canzoni, come nella tradizione tutta britannica di Kate Bush e Sean O'Connor. Maybe An Angel, Mother Tongue e Sugar sfoggiano comunque anche buoni ritornelli e testi crudi. Oyster si perde invece un po' negli estetismi canori, abbandonando lo slogan di Walk This World a se stesso.

Sally Timms, la sorridente sirenetta dei Mekons che era diventata un po' la loro Stevie Nicks, ha pubblicato nel 1995 il suo primo disco solista, To The Land Of Milk & Honey (Feel Good All Over), ma canzoni come Longing Madness & Lust sono di fatto ancora materiale di Langford.

Kate St John (ex Dream Academy e Ravaging Beauties, collaboratrice abituale di Roger Eno e membra dell'ensemble d'avanguardia Channel Light Vessel) canta musica d'altre epoche con accompagnamento acustico ed elettronico sul suo Indescribable Night (Gyroscope).


La canzone psichedelica

In Gran Bretagna il revival psichedelico (musica, abbigliamento, club) e` di moda dalla fine degli anni '70, e nessuno meglio dei complessi britannici ha saputo speculare commercialmente su quel paradigma.

In realta` tutto il "revival" dei Sixties, psichedelici o meno, e` sempre stato pochissimo fedele all'ethos dei Sixties, e semmai profondamente radicato negli aspetti piu` futili degli Eighties: la (contro-)cultura dei Sixties era focalizzata sul contenuto, sull'espressione di un'emozione o un'ideologia, mentre il revival britannico negli Eighties e` unicamente interessato alla forma, a replicare le sonorita` di quell'epoca.

Soltanto piu` tardi (con la cultura rave) verra` alla luce anche un contraltare socioculturale; ma le ondate a ripetizione di complessi neo-psichedelici erano soprattutto figli della sottocultura (e forse non "controcultura") degli "yuppie", quella che, identificati un mercato e un prodotto, applica semplici leggi economiche per massimizzare il profitto. Non erano "figli dei fiori", ma alunni delle facolta` di Economia. L'intero movimento "retro`" britannico e` insomma soltanto un fenomeno di riproduzione oleografica delle sonorita` dell'epoca psichedelica, senza alcun approfondimento del ruolo semantico che quei suoni rivestivano, senza alcuna nozione delle ragioni che spinsero ad utilizzare quei suoni piuttosto che altri.

L'imitazione gratuita di modelli e` tipica dei momenti di decadenza culturale e dell'insicurezza psicologica di una generazione (che tenta di rimediare ricostruendo il mondo dei propri genitori, dando per scontato che fosse piu` stabile).

La strada era stata tracciata da Teardrop Explodes, Echo & The Bunnymen e Soft Boys. Dove quella strada portasse lo dimostrarono subito gruppi come Dentists e House Of Love, per i quali lo scavo archeologico e` in funzione di un suono melodico da classifica. Sono gruppi non solo ambigui ma anche scarsamente dotati, che non possono fare a meno dell'imitazione.

A quel punto le redini vennero prese in mano dai Jesus And Mary Chain e da quanti, come i Walking Seeds, proponevano un punkrock iper-distorto e violento, recuperando la matrice di Stooges e MC5.

Gli Hollow Men, per esempio, perseguivano le idee dei Mary Chain senza grande fantasia, da Tales Of The Riverbank (Dead Man's Curve) del 1987 al piu` sperimentale quarto album, Twisted (November).

Venne cosi` l'epoca della violenza brutale di gruppi (tanto pretenziosi quanto puerili) come Telescopes, Thee Hypnotics e Terminal Cheesecake, esplosi intorno al 1989.

Nel frattempo la lezione dei Velvet Underground era stata assimilata da Perfect Disaster e Stereolab.

Nella storia del rock alla violenza si contrappone da sempre la melodia. Non sorprende pertanto che il passo successivo consista nel ridurre il ruolo del ritmo e delle distorsioni e nell'aumentare quello dei ritornelli.

I Badgeman di Neale Hancock esordiscono nel 1990 con l'album Kings Of The Desert, fortificato da ritornelli pop e da una grinta punk, ma la fama e` arrivata nel 1992 con il piu` indulgente Ritual Landscape (Paperhouse), sul quale svettano Black Song e la suite Swarm.

All'inizio degli anni '90, alla disperata ricerca di variazioni sul tema, si fanno avanti i Revolver e i Moose di Russell Yates, prepotentemente alla ribalta nel 1992 con i primi tre EP (contententi Last Night I Fell Again, Jack e soprattutto Butterfly Collector, il loro ritornello piu` felice) e altrettanto rapidamente caduti nell'oblio dopo aver dimostrato di non saper reggere la lunghezza dell'album (sopravvivendo per un po' con i singoli Little Bird e Uptown Invisible).

Alice's Orb propongono canzoni oblique nello stile dei Soft Boys sugli album Even The Grass Is Full Of Acid (Strangely Brown) del 1993 e Indeleble Witch Cream.

Richard Butler degli Psychedelic Furs e` tornato nel 1994 alla testa dei Love Split Love con l'album omonimo (per la Imago). A rendere diverse Seventeen e Jigsaw non e` pero` tanto il monotono baritono di Butler quanto la chitarra fantasmagorica di Richard Fortus (ex Pale Divine).

Agli anni '60 si rifanno ancora una volta i Bleach di Nick Singleton e Salli Carson, su Killing Time (Dali) del 1992, e i Blair 1523.

Scadente l'operazione di revival intavoltata dai Vibrasonic (Simon Fitch e Victor Paul Jones) con Don't Leave Me Tired (Target) nel 1993, Kingsley J (Yep) nel 1994 e il primo album nel 1995 (per la Yep), una specie di campionamento scientifico del pop psichedelico degli anni '60 che e` gia` stato compiuto innumerevoli volte e per fini meno triviali.

I nomi si accavallano talmente in fretta che pochi riescono a sopravvivere oltre il primo album. La chiave di volta degli anni '90 non sono comunque i ritornelli orecchiabili, che vengono presto dimenticati, ma gli arrangiamenti.

I Faith Healers e i Jellyfish Kiss sono un po' i capifila di un movimento di arrangiatori eccentrici, affini agli americani Flaming Lips e Mercury Rev.

Fra i meno dotati gli Elevate, passati attraverso l'EP Magic Spill (Encyclopedia) e il singolo Judas per arrivare all'album Bronzee (Flower Shop) e al nuovo singolo Two Stray Insight, con un sound molto confuso che rimescola disordinatamente il sound di cento complessi americani d'avanguardia.

Gli Shiva Affect hanno debuttato con il singolo Rest It Easy e l'album del 1994 Yahweh (Frog).

Ai Flaming Lips si rifanno anche i Submarine, i cui singoli (come Dinosaurs e Lips And Fingers) hanno fatto ben sperare, ma il cui album di debutto (per la Ultimate nel 1994) ha proposto soltanto l'ennesimo complesso britannico alla ricerca di due minuti di gloria.

Gli scozzesi A.C. Acoustics si affermano come validi epigoni del rock alternativo che impazza negli USA (Big Black, Jesus Lizards, Codeine, Flaming Lips) con il singolo Sweatlodge (Elemental), l'EP Hand Passes Plenty (con la psichedelica/ambientale Love Lies) e il minialbum Able Treasury.

Seguaci dei Sonic Youth, gli A.C. Temple (di Sheffield) ne hanno seguito l'evoluzione, dall'ostica sperimentazione di Songs Of Praise (Blast First) e Blowtorch al pop d'avanguardia di Sourpuss e Belind Backwards, che ne ha completato la mutazione, con canzoni come Spacebore e un sound piu` umile. Impostata sulle armonie vocali epiche di Jane Bromley e sui crescendo monumentali (e spesso dissonanti) dei chitarristi Tim Beckham e Noel Kilbride; ma la loro musica sfrutta l'intensita` nevrotica dei Sonic Youth per fini puramente sensazionalisti. Tutto sommato, gli A.C. Temple sono soltanto una brutta copia del complesso piu` importante degli anni '80.

I massimi protagonisti di questa corrente sono forse i Rosa Mota.

La vicenda del rock psichedelico sembrava giunta all'estrema ripetizione di se stessa quando sono comparsi i nuovi divi degli anni '90, i Verve, che semplicemente sposano sonorita` psichedeliche e melodismo glam. Piu` o meno la stessa cosa che stanno facendo per altre vie gli Auteurs. Un trucco che vale miliardi.

Nel complesso anche nel caso del nuovo boom psichedelico il rock britannico ha prodotto centinaia di complessini e una moda inesauribile, finendo per chiudersi nell'ennesima impasse conservatrice e confermando che l'industria discografica britannica e` la piu` smaliziata nel costruire trend. Ogni novita` e` stata salutata da una valanga di imitazioni, trasformandola quasi subito in banalita` da rotocalco scandalistico. Alla fine di tutto il gran bailamme neo-psichedelico si e` rivelato semplicemente un'altra tappa dell'evoluzione del pop britannico, nel corso che dai Beatles aveva portato ai Buzzcocks.


Il rock d'avanguardia australiano

Il boom della musica australiana degli anni '80, che ne ha fatto uno dei maggiori articoli d'esportazione per citta` come Sydney e Melbourne, e` proseguito anche negli anni '90. Complessi come Inxs e Midnight Oil hanno continuato a capeggiare le "charts" internazionali. Al tempo stesso e` continuata l'opera di scavo archeologico nel punkrock australiano, che continua a portare alla luce nomi nuovi. I vecchi protagonisti di quella scena, a loro volta, sono ancora attivi e stanno ammucchiando un repertorio di tutto riguardo.

Se il filone centrale del rock australiano e` rimasto quello di un garage-punk sporco e selvaggio (Feedtime, Bloodloss e Affected ne sono le estreme propaggini in era grunge), con il passare degli anni si sono formate delle scuole influenzate dagli ultimi ritrovati della scena britannica e della scena americana d'avanguardia. E` forse in questo campo che il rock australiano sta consolidando la sua fama.

La fusione fra il tetro umore locale e le influenze straniere ha sortito le esaltanti carriere di Lubricated Goat e King Snake Roost.

Il pop dei Go-Betweens e dei loro discepoli sembra invece irrimediabilmente datato. Pertanto delle giovani generazioni sembrano piu` promettenti non tanto gli epigoni calligrafici, come i Nice, ma piuttosto coloro che sanno usare quella forma a scopi meno nobili, come i Cannanes. A rinnovare quel genere sono pero` riusciti, indirettamente, i Dead Can Dance e gli Eden, recuperando sonorita` medievali, classiche e folk. Un'altra variante, meno sperimentale, ma anche meno ovvia, e` quella dei Frente.

Il fascino dei Single Gun Theory nasce dall'incontro fra le musiche eteree dei tastieristi Pete Rivett-Carnac e Kath Power e il canto sublime di Jacqui Hunt. Dopo un primo album ancora nel segno delle spigolosita` industriali, nel 1991 hanno iniziato una nuova carriera con Millions (Nettwerk), da cui il fortunato singolo From A Million Miles, e uno stile che sa di discomusic metafisica, o, se si preferisce, di new age ballabile. I successivi Flow River Of My Soul e Fall hanno perfezionato l'idea.

Il fronte hardcore e` da anni monopolizzato dagli Hard-Ons.

La novita` saliente degli anni '90 sara` l'arrivo dei Meanies e degli Smudge.

Il grunge di Seattle viene riciclato al mittente dai Silverchair, venuti alla ribalta nel 1995 con Frogstomp (Epic), un sound che e` la quintessenza degli Helmet e Daniel Johns nei panni di Kurt Cobain. Il singolo Tomorrow ne fara` il massimo export australiano dell'anno.

I Tumbleweed (nati sulle ceneri dei Proton Energy Pills) indulgono in un hardrock psichedelico e melodico, imitando il lato piu` deteriore del sound di Seattle. Dopo i singoli Captain Log e Stoned hanno trovato la forma definitiva sui due EP Theatre Of Gnomes (Waterfront), con Carousel, e Weedseed (Relativity), vertice amfetaminico lo strumentale Fritz e vertice melodico Fish Out Of Water.

A Sydney gli Swirl di Ben Aylward provano a fabbricare una versione nazionale del dreampop britannico con Aurora (Half A Cow) e nel 1994 The Last Unicorn (Dirt). Il singolo Fade Away e Hyperon Crash creano un minimo di interesse attorno a quest'ultimo.

Gli Underground Lovers riescono se non altro a reinventare la tradizione psichedelica e i Dirty Three la spingono nel territorio del free-jazz.


Il rock globale dell'Europa continentale

La scuola progressiva della Francia che diede Magma e Heldon non ha piu` dato nomi di quella levatura, a parte forse i Philharmonie. In compenso alla fine degli anni '80 la Francia e` diventata per la prima volta esportatrice di hit, grazie a gruppi che eseguono una forma molto raffinata e gioviale di world-music, a partire dai Les Negresses Vertes per arrivare ai Mano Negra, eclettici emuli dei Clash. Piu` famosi di tutti i Gypsy Kings, titolari di uno stile latino che sfrutta le mosse vertiginose del flamenco (Bamboleo il brano che nel 1986 li lancio` su scala internazionale).

La scuola del rock progressivo (quella che frutto` nomi di prima grandezza cone Magma, Heldon, Art Zoyd e Universe Zero) e` ancora ben viva, come dimostrano i casi che continuano a presentarsi di anno in anno.

Nel 1995 e` la volta dei Volapuk (un trio di clarinetto, violoncello e batteria), il cui Le Feu Du Tigre (Cuneiform) oscilla fra partiture "stravinskyane" (come la title-track, Bach Is Back e Chandelle Verte), fanfare clownesche (come We Can e El Sombrero), piece dadaiste (come Des Objects De La Plus Grande Importance) e temi di latin jazz (La 7e Nuit).

Il punkpop dei Les Thugs rappresenta invece l'ennesimo tentativo fallito di creare una scuola rock locale.

In Olanda il rock melodico e` ben rappresentato da Nits, attivi dal 1976, e dai piu` recenti Bettie Serveert, Daryll-Ann e Nightblooms.

Joost Visser (ex De Artsen come i Bettie Serveert) e` un po' il Robyn Hitchcock olandese, consacrato dall'intricato Partners In Hair (Ajax) del 1995.

Fuori da qualsiasi categorizzazione invece i Trespassers W.

Sul fronte opposto, la gloriosa scuola del rock impegnato e` ben rappresentata dagli Ex.

Gli austriaci H.P. Zinker tentano di rinnovare l'hardrock.

In Germania il primo nome a far breccia negli anni '90 e` quello dei Blumfeld.

Questa scuola di rock maturo e avventuroso culmina con gli 18th Dye. La Germania e` finalmente riuscita a costruire una tradizione nel rock vero e proprio, che in passato non era mai stato il forte dei suoi musicisti (per meta` avanguardisti a oltranza e per meta` melodici a oltranza).

Ma e` soprattutto dal Nord che arrivano le notizie piu` sensazionali. La Scandinavia e` improvvisamente diventata uno dei centri di musica rock piu` importante d'Europa. La scuola piu` influente e` probabilmente quella del rock da camera di Bel Canto (Norvegia) e Sugarcubes (Islanda). Ma non mancano proseliti dell'heavymetal e del garage-rock, della musica industriale e del techno. E` l'intera scena musicale ad essere in fermento.

A conferma della statura del rock scandinavo, e` dalla meta` degli anni '80 (per non contare gli Abba) che si susseguono casi da classifiche internazionali: prima i norvegesi Aha di Take On Me (1985), poi gli svedesi Lolita Pop di Rain Of Days (1987) e gli Europe di Final Countdown (1986) e Carrie (1986).

Adesso i Roxette sembrano voler rilevare lo scettro degli Abba, a partire dal bubblegum psichedelico di Joyride. Listen To Your Heart e The Look, dall'album Look Sharp (EMI), How Do You Do da Tourism e Queen Of Rain sono costruiti attorno ad altri ritornelli memorabili.


A Cardigans webpage Meglio ancora dal punto di vista melodico faranno i Cardigans, capitanati dalla bionda chanteuse Nina Persson. I loro Carnival, Sick And Tired e Hey Get Out Of My Way, raccolti nel 1995 su Life, riportano all'era del bubblegum.

Irriventi invece i Whale, esponenti del trip hop.

La Scandinavia si e` rivelata come una delle terre piu` fertili per il garage-rock. In Finlandia operano Electric Blue Peggy Sued di Ray Katz, titolari fra il 1987 e il 1988 del trittico Revolution (Gaga Goodies), Evolutionion e Destruction, e gli storici Hanoi Rocks.

In Svezia a cominciare sono i Nomads, seguiti da gruppi come i Creeps, titolari del classico Enjoy (Tracks On Wax) del 1986, che sono pero` un po' troppo derivativi dei modelli originali.

A parte si situa il chitarrista prodigio Yngwie Malmsteen, che ha fatto gavetta all'estero, prima negli Steeler e poi negli Alcatrazz, e si e` imposto nel 1984 alla testa dei Rising Force (Polydor) con un hardrock virtuoso ed elegante in cui riecheggiano stili della musica classica e del jazz. Far Beyond The Sun rimarra` un classico dell'heavymetal moderno.

Una piccola rivoluzione e` pertanto rappresentata dagli Union Carbide Productions, un fenomeno autenticamente scandinavo, e dall'heavymetal iper-distorto e molto "glam" degli Shotgun Messiah (ex Kingpin), il cui loro terzo album Violent New Breed (Roadrunner) flirta ipocritamente con la musica industriale.

Gli Spacious Mind prenderanno la psichedelia di petto, con risultati molto piu` interessanti, se non proprio originali. Cosmic Minds At Play (Garageland) nel 1994 e Organic Mind Solution nel 1995 sono i loro primi album.

I norvegesi Motorpsycho sono invece emblematici degli aspetti negativi di questo genere nato a cavallo fra Blue Cheer e Hawkwind.

Peggio ancora le nuove generazioni, capitanate da gruppi come Hedge Hog alla ricerca testarda di un'imitazione pedestre di scene che sono troppo distanti (geograficamente e qualitativamente) da loro.

Fedeli al loro nome, gli islandesi Deep Jimi & The Zep Creams danno con l'EP Blowup (Technicolour) del 1992 e l'album Funky Dinosaur (East West) del 1993 un tributo festoso al bluesrock degli anni '70.

In Danimarca esercitano i Royal Hunt, campioni dell'heavymetal melodico.

La Svezia e` terreno fertile anche per il rock progressivo, che ha messo radici fin dagli anni '70, e che durante due decenni ha prodotto talenti di levatura internazionale come Samla Mammas Manna e Ragnarok. Dei Ragnarok sono leggendari gli album Ragnarok (Silence), Fjarilar e Fata Morgana e le loro atmosfere apocalittiche. L'impronta lasciata da Canterbury, Frank Zappa e King Crimson e` ancora nitida, dal rock sinfonico di Atlas e Kaipa all'esperienza di Lars Hollmer, fino ad arrivare alle promesse degli anni '90, gli Anglagard di Hybris (Mellotronen).


Vancouver, Halifax e dintorni

Durante gli anni '90 il Canada viene inevitabilmente contaminato dal rock alternativo degli USA. Prima Vancouver e poi Halifax sono diventate le capitali dell'underground canadese.

La scuola pop di Vancouver vanta i King Clancy di Cows Kill Salmon e gli Happy Man di Tripped On Our Tongues Si tratta di gruppi non particolarmente innovativi, ma graziosamente classici.

A Vancouver esercitano alcuni dei gruppi hardcore piu` innovativi, i NoMeansNo gli Itch, gli SNFU.


A Pure webpage In citta` i divulgatori ufficiali delle mode "indipendendi" di USA e UK sono i Pure, che suonano alternativamente come i Nirvana, i Jesus Jones, i Faith No More, i Charlatans,... (Blast il singolo rivelazione del 1992).

I Mystery Machine di Luke Rogalsky hanno pubblicato Glazed (Nettwerk) nel 1993 e 10 Speed) nel 1996 all'insegna di un melodismo piuttosto anonimo nonostante velleita` artistiche.

Il dreampop dei Cocteau Twins ha i suoi alfieri nei Rose Chronicles (Kristy Thirsk al canto, Richard Miranda alla chitarra). L'EP Dead And Gone To Heaven (Nettwerk) del 1993 imita i maestri su Awaiting Eternity ma propone anche un singolare duetto fra la pioggia e il didjeridu nella title-track. Purtroppo l'album Shiver e` una raccolta di canzoni piuttosto melense.

Gli An April March di Danella Hocevar e Christopher Perry vengono alla luce nel 1995 con l'EP Instruments Of Lust And Fury (Bedazzled), palesemente epigonico nei confronti dei Cocteau Twins, ma trovano una voce piu` personale, nei paraggi dei Mazzy Star, su Lessons In Vengeance.

Uno dei grandi successi degli anni '90 e` quello dei demenziali Crash Test Dummies.

Il fatto piu` significativo e` forse l'emergere di Halifax fra le capitali della musica internazionale. Halifax, gia` battezzata la "Seattle" canadese, e` stata infatti teatro di una piccola esplosione, che ha portato alla luce Eric's Trip, Jale, Hardship Post, Sloan.

I Thrush Hermit

Di Halifax, ma trasferitisi a Toronto, sono anche i piu` commerciali Rusty, eredi della tradizione country con un piglio alla Replacements. Fluke (Handsome Boy) l'album d'esordio nel 1995.

A meta` degli anni '90 il Canada e` anche teatro di un vasto movimento di revival. Specialisti del "rave-up", e in particolare del rock and roll in stile d'epoca, sono i Teenage Heads di Frankie Venom. Le Cub imitano i girl-group degli anni '60. Altrettanto retro', ma di tutt'altro genere, e` l'operazione compiuta dagli Zumpano.

Da questa scuola usciranno le "riot grrrls" di Toronto, le Fifth Column.

I Tea Party di Jeff Martin sono stati i dominatori delle classifiche nel 1993 con Splendor Solis (EMI) e il singolo The River e nel 1995 con The Edges Of Twilight e il singolo Fire In The Head. Il loro e` pero` un hardrock piuttosto scontato, che non aggiunge nulla a quello di vent'anni prima.

I Chixdiggit suonano il punkpop piu` sferragliante.

Il panorama e` nel complesso dispersivo, ma ricco di individualita` di valore internazionale.


Il nuovo rock progressivo

Fra i tanti revival della Gran Bretagna viene anche il momento del rock progressivo, di quel genere che, alimentato dalla psichedelia e dall'avanguardia, supero` la forma angusta della canzone e diede vita a una ricerca di armonie libere.

Questa volta ad essere privilegiato e` il rock cosmico-psichedelico degli Hawkwind e di Todd Rundgren, proprio quello che si potrebbe definire "progressive di serie B" (come ci sono i film di serie B).

Il rock progressive del versante psichedelico, quello che prende come riferimenti i primi Pink Floyd e i primi King Crimson, o, meglio i Gong e gli Hawkwind, in Inghilterra per la verita` non era mai del tutto morto. La Magic Mushroom Band era attiva fin dal 1982, e per tutti gli anni '80 si erano susseguiti festival dedicati al formato della jam estesa, sulla falsariga di quelli americani dei Grateful Dead.

A cavallo fra gli anni '80 e gli anni '90 quel lavoro preparatorio frutta una nuova generazione di validi esponenti: Mandragora, Webcore (un album omonimo nel 1987 per la A Real Kavoon, un secondo nel 1988 per la Jungle, poi la mutazione in Zuvuya), Dead Flowers (Smell The Fragrance per la Mystic Stone nel 1988, Moontan del 1992 e Altered State Circus per la Delerium nel 1994), Dr Brown (The Land Of Red And Gold per la Beard nel 1989, Live In The Mind's Eye nel 1991, Another Realm nel 1993), Harrold Juana (Higher per la Mystic Stones nel 1991), Wobble Jaggle Jiggle (Overflowing Bowl Of Green Jelly, registrato nel 1992, ma pubblicato anni dopo dalla Delerium), Omnia Opera (album omonimo per la Delerium nel 1993).

I limiti del genere sono evidenti in gruppi come gli Strobe, gruppo con tre chitarristi ma senza fantasia che ha cercato testardamente di ricostruire il sound degli Hawkwind (See Beyond The Sun per la Mystic Stones nel 1991, Maya per la Fuofo nel 1992, The Circle Never Ends per la Debris nel 1994).

Gli Ship Of Fools, che debuttarono nel 1992 con l'EP Visions (Dreamtime), rappresentano invece i pregi del genere nei loro album interamente strumentali. Close Your Eyes si riallaccia alle pagine piu` brillanti e maestose del rock progressivo, ai King Crimson e agli Yes, benche` qualche brano tradisca tentazioni techno (In The Wake e S.O.L.). Nel 1994 su Out There Somewhere il sound si fa ancor piu` limpido e classico, dalla romantica ouverture di Elevator fino alla trance elettronica di Eternal Guidance

Fra le eccentricita` del caso vanno citati anche Dr Phibes & The House Of Wax Equations, i quali mescolano un po' tutti i suoni degli anni '70 (ma in particolare Jimi Hendrix) per secernere un autoindulgente "super-progressive".

I Soma esplorano il versante piu` esotico ed elettronico (Epsilon del 1991 su Mystic Stones, Dreamtime del 1995 su Beard Of Stars).

Si tratta spesso di comuni tardo-hippie, intente a tramandare cerimoniali edonistici e visionari degli anni '60.

E` un genere trascurato, che invece culminera` nelle opere degli Ozric Tentacles e dei Sundial, gettando forse le basi per una nuova ondata di epigoni.

Negli anni '90 la sperimentazione giungera` alle soglie dei Can con Flying Saucer Attack, Pram e Hood, mentre Porcupine Tree ripercorrera` fedelmente i passi dei Pink Floyd.

Ai Pink Floyd sono rimasti fermi anche gli Earcandy di David Tor (stagionato hippie californiano) con la loro ambiziosa trilogia uscita a cavallo fra il 1993 e il 1994: Space Is Just A Place (Poor Person), Time Is Just A State Of Mind e Sound Is Just The Way You Hear It (Poor Person, 1994). Sono raccolte di lunghe jam e cacofonie di studio effects. Un'operazione meglio riassunta forse dalla monumentale suite Telescopic Voyager sul quarto Tasting. Tor si e` ulteriormente sbizzarrito con i Mynd Muzik, esorditi nel 1994 con Imagine This e maturati l'anno dopo con I?. Beyond the Cornfields, accreditato a Bus Trip, contiene 73 minuti di acid rock. Torr e` anche responsabile dei THC Roller.

Si riscopre (dopo quasi un quarto di secolo di oblio!) anche l'esperienza fondamentale della Third Ear Band.

Su The Conference Of The Birds (Delerium) i Saddar Bazaar eseguono raga psichedelici che si rifanno sia alla Third Ear Band sia alla new age panetnica.

I Kangaroo Moon sono un ensemble folk (originariamente dall'Australia) che propone una fusione pan-etnica alla Third Ear Band sugli album Belongil (Kangaroo Moon, 1994) e Bagpipes On The Beach (Music Suite, 1995), sfruttando il momento di popolarita` del didjeridu (suonato da Mark Robson, ex collaboratore di Daevid Allen) e infiorettando le armonie di flauti, violini, bouzouki e cosi` via. Il singolo No One's Slave (dal primo album) e la suite Lily Loch (dal secondo) dimostrano le possibilita` dell'ensemble. Kangaroo Moon is Mark Robson's Australian band, featuring Elliet Mackrell (violin, guitar, vocals and percussion), Daffyd Secombe Williams (balalaika, bouzouki, guitar, percussion and vocals), Matthew Mutant Ledgar (congas, drums, dumbek, clothes peg and percussion) and of course Mark Robson (whistles, didgeridoo, keyboards, vocals and percussion). Their first album, recorded at The Music Suite, is titled 'Bagpipes on the Beach' and is described as an exciting mixture of Australian and Celtic music performed by four of the finest musicians to come out of Australia. This album, produced by Adrian Wagner and Kangaroo Moon, retains all the feel of their energetic live performances. Ambient Whirly tracks are No-One's Slave and The 1000 Richest People, both of which were released on a white label 12". No-One's Slave also features on the '92 tape only album 'Kangaroo Moon Live'. Kangaroo Moon, Keep Them Warm (Kangaroo Moon, 1996) Mark Robson, In Search of a Simple Life (GAS Records, 1997) Kangaroo Moon is a folk-rock band out of Australia and based in Great Britain Their Keep Them Warm is a mix of musical styles, frequently backed with a traditional Australian didgeridoo. Kangaroo Moon member Mark Robson creates a similar mix of music on his solo recording, In Search of a Simple Life. Keep Them Warm is an eclectic selection of Celtic, rock, new age, and Eastern European elements, frequently mixed together in rather interesting ways. The strongest of this is "Whirlimix," which starts off with a Jewish-sounding fiddle tune with didgeridoo underneath and adds in a techno-percussion beat and base line with very ethereal vocals. What could have easily been a nonsensical mishmash is a successful and unique piece of music in this case. Unfortunately, the mixtures of styles are not always as successfully combined. The unnecessary uses of didgeridoo solos at the end of several otherwise wonderful pieces -- the otherwise hauntingly lovely Eastern European "Bela Lughoti" and the Calypso-Celtic mix "Sally Sandwich", especially -- seem tacked on and are annoying. More successful, with a similarly eclectic mixture of styles, is Mark Robson's In Search of a Simple Life. The Celtic sequence of "Taimse I M'chodladh" and "The Geese in the Bog" is a lovely blend of instruments with the combination of Uillean pipes and didgeridoo drone sounding like very eerie bagpipes. This stands out as an example of good use of the didgeridoo -- one that Robson uses in several other tunes -- to enhance the music, instead of creating a distraction. Other superb tracks are the Hearts-of-Spanish "Fluoro Buffalo" and the most beautiful rendition of "Sally Gardens" that this reviewer has heard.

Il rock progressivo rappresenta da sempre la parte piu` seria e originale del rock britannico, forse il suo contributo piu` duraturo alla storia della musica rock. Se nessuno di loro e` riuscito ad avvicinare i risultati ottenuti in altri paesi (per esempio dai White Heaven in Giappone), questi gruppi hanno comunque avuto il coraggio di continuare una gloriosa tradizione in un paese e in un'epoca (quella del retropop) in cui erano ghettizzati dall'industria discografica e dai media.


Dopo il dreampop

Il dreampop dei Cocteau Twins ha rappresentato una delle novita` piu` significative degli anni '80. Per tutto il decennio si sono avute ripercussioni a iosa, e non soltanto nei complessi guidati da una cantante donna. L'idea fondamentale era quella di innestare una melodia angelica su un arrangiamento ancor piu` angelico.

Lush, Pale Saints, e Cranes sono fra i primi a raccogliere queste intuizioni e consolidarle in regole armoniche al tempo stesso raffinate e commerciabili.

Slowdive, Bark Psychosis e Levitation si possono considerare i maestri di questo barocco del rock atmosferico, al confine fra psichedelia, pop e avanguardia, raffinato fino a far emergere le qualita` austere della musica da camera. Con loro non soltanto il ritmo ma anche la melodia perde il suo ruolo di protagonista. A dominare e` il resto, ovvero quella partitura strumentale che solitamente nella musica pop e` limitata agli intermezzi.

Boo Radleys e Curve rappresentano invece l'astuzia di coloro che riescono a fabbricare canzoncine pop anche sulle premesse piu` sperimentali.

La variante piu` originale e` forse quella dei Miranda Sex Garden, che adattano il madrigale rinascimentale a quelle sonorita`.

Le premesse si prestano comunque per infinite varianti.

Cosi` gli Swallow (il polistrumentista Mike Mason e la cantante Louise Trehy), che assorbono la polifonia degli "shoegazer": Sugar Your Mind, sull'album Blow (4AD, 1992), e` "rubata" ai Jesus And Mary Chain. Paradossalmente, i remix di Blowback (4AD, 1992) mostrano un gruppo molto piu` originale.

Cosi` gli Earwig.

Un dreampop piuttosto scontato propongono i Fur sui singoli del 1994, Camomile (Che) e St Petersburg.

La rivelazione del 1994 e` comunque quella degli Sharkboy.

A forza di puntare sull'atmosfera si finisce pero`, come nel caso dei Disco Inferno, per non fare piu` musica ma qualcos'altro che con la musica ha un rapporto molto lato.

Oltre il dreampop si spingeranno finalmente con decisione i Tindersticks, una delle massime rivelazioni degli ultimi anni.

La stampa britannica, giunta al limite delle risorse umane per coniare nuove mode, cerchera` subito di lanciare l'idea di una "new wave of new wave"...


Il trionfo del kitsch in Gran Bretagna

Gli anni '90 segnano forse la peggior depressione dell'intera storia della musica rock britannica: la qualita` dei dischi (e dei complessi) e` scadente, le idee in circolazione sono sempre le stesse, riciclate da almeno quindici anni.

Nella sua vorticosa corsa al rinnovamento continuo, nella sua caccia spasmodica alle mode, l'industria discografica britannica e` praticamente riuscita ad autodistruggersi: non ha cresciuto nessun artista valido e non ha consentito a nessun movimento di esprimere un autentico spirito popolare. I nomi si susseguono rapidamente, ma sono sempre meno talentuosi, e i loro dischi sono sempre meno interessanti. La stragrande maggioranza dei nuovi complessi britannici non troverebbero probabilmente un contratto discografico in nessun altro paese.

Il tema comune a gran parte della musica britannica degli anni '80 e '90 e` quello del passato. La musica si giustifica in funzione del proprio preesistere a se stessa. Non si tratta di un'estetica postmoderna, in quanto non si tratta di decostruire il passato, ma di tracopiarlo fedelmente. L'ottica e` semmai la stessa dei jazzisti inglesi dei primi anni '60, quelli che diedero vita al fenomeno del "trad jazz" che si rifaceva fedelmente al Dixieland; la stessa dei bluesmen inglesi degli anni '50, gli unici bianchi a citare pedestremente gli originali di Chicago. Il "trad rock" a cavallo fra gli anni '80 e gli anni '90 parte dalle stesse premesse: un amore sconfinato per i classici che degenera in una sorta di perverso feticismo e porta a uno stallo totale nella ricerca musicale.

In quell'accavallarsi frenetico di nomi (effimeri, ma invariabilmente annunciati come "the next big thing") e di mode (futili, ma invariabilmente analizzate come espressioni sociali della gioventu` frustrata) che e` il "rock" britannico (o, piu` propriamente, la "musica leggera britannica") sono poche le correnti che meritino davvero l'attributo artistico, e meno ancora quelle destinate a rimanere nel tempo. Complessi che soltanto tre anni fa capeggiavano le classifiche oggi sono del tutto dimenticati. Quel grande circo della vanita` produce una minima percentuale di Arte, paragonato con qualsiasi altro paese.

Si tratta spesso di gruppi la cui misura naturale e` quella del singolo, non quella dell'album. Non a caso e` consolidata (fino alla nausea) la prassi di pubblicare una serie di singoli e poi un album di debutto che li antologizza. Con ogni singolo il gruppo si limita a ritoccare il formato in funzione del gradimento del pubblico, avendo l'obiettivo di convergere verso la formula giusta. Nulla piu` e nulla meno di qualsiasi studio di marketing per introdurre nuovi profumi o detersivi.

Sono anche gruppi effimerissimi, che durano una o due stagioni (per quanto puntualmente idolatrati dalla stampa come i nuovi Beatles), e poi scompaiono senza lasciare una sola canzone valida. Molti non sono neppure diventati ricchi: hanno soltanto arricchito le case discografiche e tutto l'indotto discografico (comprese le testate di cui sopra). Loro erano soltanto dei burattini. Di molti non e` stata neppure poi cosi` importante la musica, semmai il guardaroba.

In ogni caso i loro album risultano quasi sempre zoppicanti, pieni di riempitivi, allestiti in tutta fretta per tenere in vita un nome. Alla lunga sono tutti complessi da giudicare dal "Greatest Hits", dalla raccolta di singoli; gli album non fanno testo.

In questo scenario sono rari gli artisti britannici che provino ad esprimere se stessi, e di quei pochi ancora di meno riescono a pubblicare dischi. Nel complesso la musica rock della Gran Bretagna e` oggi meno interessante (e meno importante) di quella Tedesca e di quella Giapponese, e persino di quella Australiana.

E` l'industria discografica, non la musica, a guadagnarsi un posto nella storia del rock. Quell'industria, e tutto il suo apparato tentacolare di sfruttamento delle mode, finisce per condizionare anche gli USA, e pertanto per generare modelli di riferimento. Il punk stesso funziono` cosi`: nato con i Ramones a New York, divenne un mito per gli adolescenti Americani dopo il bailamme pubblicitario dei Sex Pistols e degli altri gruppi britannici. Mutatis mutandis e` sempre stata questa la dinamica dell'industria musicale britannica.

L'impressionante carenza di talenti e di idee e`, in realta`, la vera caratteristica della musica leggera britannica degli anni '90.

Dal punto di vista musicale gli anni '90 sono pertanto il trionfo del kitsch. La musica leggera degli anni '80 aveva posto le basi per un ritorno alle sonorita` piu` corrive e commerciali.


A Lightning Seeds webpage I piu` influenti sulle generazioni successive di complessi pop furono forse i Lightning Seeds, costruiti a tavolino dal produttore Ian Broudie: Joy (Ghetto) e soprattutto Pure (Ghetto), i singoli del 1989, stabilirono un provvisorio ponte fra la neopsichedelia degli anni '80 e il neopop degli anni '90, e le zuccherosissime chicche di Cloudcuckooland (Ghetto, 1990), come All I Want e Sweet Dreams, o quelle di Sense (MCA, 1992), come Life Of Riley e la title-track, definirono uno standard con cui si sono dovuti misurare tutti, dai Suede ai Blur. Jollification (Trauma, 1994) e l'EP Change (Epic, 1995) ben riassumeranno l'idea di fondo.

Il revival degli anni '60 continuera` con i Dodgy, gli Ocean Colour Scene e con i Flamingoes, titolari nel 1994 di due singoli da capogiro come Teenage Emergency (Pandemonium) e Disappointed, raccolti sull'album Plastic Jewels.

Come il successo dei Beatles ebbe un'influenza enorme nell'alimentare la continua produzione di gruppi di musica leggera negli anni '60 e '70, indifferenti al progresso del rock, cosi` quello degli Smiths ha garantito all'industria musicale britannica una sorgente pressoche` inesauribile di risorse, a prescindere da tutte le novita` armoniche che possano prendere piede nel frattempo.

All'inizio degli anni '90 i cloni degli Smiths sono gia` moltissimi, migliori forse i Sundays e i Radiohead.

I Field Mice lanciarono alla fine del decennio il "bedroom pop", che si esprime per canzoni tristi e dimesse dal ritmo ballabile.

I Kingmaker emersero nel 1991 grazie a brani come The Celebrated Working Man (primo singolo del 1991), Really Scrape The Sky e Eat Yourself Whole (dal primo album Eat Yourself Whole del 1991), Ten Years Asleep (singolo del 1992), Armchair Anarchist e Queen Jane (dal secondo album Sleepwalking del 1993). Ancora pop di quinta mano, maturato con il tempo, ma sorprende che siano riusciti a registrare un terzo disco, In The Best Possible Sense (Chrysalis).

Epigoni degli epigoni i Kinky Machine, emersi fra il 1992 e il 1993 con una stringa di singoli che sono la quintessenza del dejavu` (Going Out With, Swivelhead, Supernatural Giver, Shockhaholic), o gli Strangelove.

I Blab Happy sono forse i piu` pop di tutti: l'album Boat (F-Beat) del 1991, l'EP Inside Out e il singolo Blinding.

Il 1993 e` l'anno degli Adorable di Coventry.

Animals That Swim propongono un pop appena piu` sofisticato.

Sempre dagli Smiths prendono lo spunto gli Shed Seven.

I massimi discepoli degli Smiths saranno forse i Gene.

I Marion, che erano stati presentati come il complesso cardine del nuovo pop ai tempi di Violent Man (Rough Trade) per essere prontamente dimenticati, devono attendere This World And Body (London) per raccogliere i frutti di un sound un minimo piu` vivace e passionale della media. Come sempre, pero`, l'album e` soltanto un pretesto per raccogliere i singoli del 1995: Sleep, Let's All Go Together, Time e Toys For Boys.

Il sound di questo genere e` pretenzioso e sussiegoso, privo di sostanza e di nerbo. Spesso si tratta di complessi formati da ragazzi arroganti e ambiziosi, disposti a qualsiasi cosa pur di diventare delle rock star. Le loro canzoni sono concentrati di banalita`. Nonostante il barrage della stampa britannica attorno a ogni nuovo nome, secondo i modi di uno stanchissimo e patetico dejavu della "beatlemania", la pochezza dei contenuti rende talvolta difficile distinguere un complesso dall'altro.

Gli anni '90 si aprono con le grandi truffe di Blur e Suede, che dimostrano come l'arte di copiare i classici sia ormai diventata una scienza di laboratorio. Questi complessi non hanno uno stile, il loro stile e` di non avere stile.

Ma e` quello il segreto del successo. I grandi esordi dei primi anni '90 sono infatti tutti in quella direzione: Oasis, Elastica ed Echobelly.

Gli Sleeper hanno dalla loro le liriche oltraggiose di Louise Wener nei singoli Delicious, Swallow, Alice In Vain e In Betweener, diligentemente raccolti nel 1995 su Smart (Indolent). La musica e` un altrettanto diligente compromesso fra Elastica ed Echobelly. I responsabili della loro campagna pubblicitaria non potrebbero volere di piu`.

Gli Spacehog imitano Bowie.

A trionfare, con complessi come questi e con i coevi Low Pop Suicide, e` soprattutto l'anima "glam" del rock britannico.

Il Brit-pop si avvicina sempre piu` all'astrazione sonora di un lungo sbadiglio.


Il rock sperimentale tedesco

Verso la fine degli anni '70, in corrispondenza con l'avvento negli USA della new wave, primitivismo faustiano, musica industriale e influenze Pere Ubu avevano dato origine a una new wave sperimentale tedesca (o, meglio, a una "neue Deutsche Welle"). Se si tiene conto che la new wave inglese aveva sfruttato molte delle idee piu` radicali dei primi gruppi tedeschi, non c'e` da stupirsi che il flusso ritornasse alle origini, debitamente temperato dai nuovi umori.

In Germania il ballabile elettronico ha avuto le origini con i Kraftwerk, ma per almeno vent'anni non e` riuscito ad andare oltre quelle intuizioni. Per tutti gli anni '80 la scena musicale tedesca ha balbettato idee che erano ora scontate (Trio, Propaganda, Alphaville) ora pretenziose (Deutsche Amerikanische Freundschaft per tutti), senza riuscire a dar luogo ne` a un nome di statura mondiale ne` a una corrente che potesse esercitare un'influenza paragonabile a quella della "musica cosmica" dei Tangerine Dream. I gruppi rock erano innumerevoli, ma tentavano goffamente di fondere musica d'avanguardia, musica industriale e musica ballabile.

I Trio hanno conquistato mezza Europa con il nonsense di Da Da Da Ich Lieb Dich (1981), la canzoncina antimilitarista 99 Luftballoons (1983) di Nena (Gabriela Kerner) e` arrivata persino in testa alla classifica americana, il synthpop di Major Tom (1983) di Peter Schilling ha trasformato in moneta sonante le intuizioni dello sperimentallismo cosmico, i Munchener Freiheit di Stefan Zauner (il chitarrista cantante degli Amon Duul) diventano miliardari con il loro pop melodico, l'austriaco Falco (Johann Hoelcel) produce ottuse jam di funk (Der Kommissar, 1982; Rock Me Amadeus, 1984). Gli Alphaville hanno scalato le charts dal 1983 in poi con Big In Japan, Red Rose, Forever Young e Dance With Me. I Propaganda imitano il synthpop britannico con Duel (1985).

Gli unici ad ottenere risultati originali in questo campo sono gli svizzeri Yello. Con loro si possono citare un paio di gruppi che si dedicano a una forma involuta di musica da ballo: gli Xmal Deutschland (Amburgo) di Anja Huwe, autrici su Fetisch (4AD) nel 1983 di un ballabile gotico che si ispira al dark punk inglese e al Kammerspiel espressionista; e i Palais Schaumburg di Holger Hiller (Amburgo), bizzarri e dadaisti allievi del funk latino di Kid Creole su Palais Schaumburg (Kamera) del 1982. Hiller dara` poi ancora due lavori d'avanguardia come A Bunch Of Foulness In The Pit (Ata Tak) e Hyperprism (Wave), noto anche come Oben Im Eck.

In era "new age" gli elettronici tedeschi torneranno in auge, capitanati tanto da veterani come Klaus Schulze e Deuter, Peter Frohmader e Asmus Tietchens, quanto da matricole come Paul Schutze e Pete Namlook (vedi l'Enciclopedia della Musica New Age).

Dai Kraftwerk continuano a prendere lo spunto in molti per fabbricare synthpop piu` o meno intelligente (i Plastic Noise Experience sono in circolazione dal 1989). Ma il cuore degli anni '90 batte altrove.

Negli anni '90 la capitale del ballabile e` Francoforte, la cui scena e` sostenuta dalle case discografiche di Heinz Roth, attorno alle quali operano personaggi come Matthias Hoffmann e Sven Vath: la Eye Q e` l'etichetta di punta, la Harthouse quella underground del techno piu` duro e la Recycle Or D ie quella dedicata alle musiche ambientali o d'avanguardia. Hoffmann e` uno dei produttori piu` richiesti e Vath e` uno degli animatori della scena notturna (ovvero uno dei dj piu` famosi). Il locale di riferimento e` l'Omen, guarda caso gestito da Roth.

Oltre a Vath la scuola ha prodotto diversi talenti, fra cui Lassigue Bendthaus, Love Is Colder Than Death, i Das Ich, i Drome.

Oliver Lieb e` uno dei musicisti piu` prolifici della scuola, attivo sia come Spicelab sia come Ambush (Harthouse). Spicelab ha alle spalle Lost In Spice (Harthouse) del 1993, una raccolta di vertiginose discese nel ballabile piu` sfrenato (come Spicelab e Last Supernova, ciascuna di un quarto d'ora), e A Day On Our Planet (Eye Q) del 1994, quattro pulsanti escursioni di venti minuti ciascuna.

Mo Boma e Air Liquide rappresentano la corrente ambientale.

I risultati piu` sorprendenti sono forse quelli raggiunti dai Mouse On Mars.

Gli Aurora e i Trauma sono i migliori rappresentanti del gotico in terra teutonica.

Sul fronte dell'avanguardia piu` pura, oltre ai pionieri Cranioclast, i Malaria, i P16D4, i Der Plan, troneggiano gli Einsturzende Neubaten e, in parte, i Die Haut e gli Young Gods. Da allora sono stati sempre numerosi gli ensemble sperimentali, ma per lo piu` i risultati dei loro esperimenti sono soltanto pretenziosi.

Il gruppo piu` nutrito e` forse quello dei complessi che eseguono sinfonie di "rumori", collage piu` a meno a tesi di suoni trovati, di suoni elettronici e di strumenti acustici che, per il loro variopinto e tumultuoso sviluppo, nonche' per le immagini-shock che evocano, sarebbero piaciuti ai surrealisti.

I collage di musica concreta dei Die Fabriek, come il Made In Spain del 1986, il Labish Intermediaries, con Conrad Schnitzler e Michael Otto, la suite di settantaquattro minuti che occupa l'intero Untitled (Artware Studio), o il Made In Germany, replicano pregi e (soprattutto) difetti di quella stessa scuola. Compressie Slag (Artware Studio) dara` cenni di voler provare a imitare anche l'elettronica pulsante dei Controlled Bleeding. PWZ (Com Four) e` un progetto parallelo appena piu` vellutato, con flauti e monaci tibetani a temperare le spigolosita` metalliche.

Gli Strafe Fur Rebellion (Bernard Kastner e Siegfried Syniug) hanno proposto attraverso Lufthunger (Soleilmoon) e Oschle (Staalplaat) un'opera coerente di ricostruzione dei detriti musicali della civilta` umana. Lufthunger in particolare e` una sinfonia concreta, dedicata a dieci catastrofi della storia dell'umanita`, che impiega un arsenale sterminato di strumenti e di suoni. Nel 1993 Moor ha proposto una versione meno ardua del loro collage, ma con una produzione quasi barocca per il numero e la qualita` di eventi sonori.

E` soltanto con i KMFDM che il rock elettronico tedesco ritrova un complesso con la stoffa del "fuhrer": KMFDM riprendono lo scettro della musica industriale che i Kraftwerk avevano ceduto ai britannici. Saranno fra i primi e migliori a fondere il genere con l'heavymetal.

Dalla loro esperienza prenderanno spunto i Testify, emersi nel 1994 con Testify 01 (Van Richter) e in particolare Ride.

Ad apportare suggestive modifiche al modello saranno poi Haujobb e Steril.

Il techno avra` numerosi esponenti, dai risorti Die Krupps ai gotici Kode IV, dai disimpegnati Bigod 20 agli And One.

I Kode IV (Hans Schiller e Peter Ziegelmeier) si sono spostati dall'originale goticizzante Possessed (Kk) alla scuola di Nitzer Ebb con il secondo Insane e i vortici di campionamenti di Accelerate e Disobey, e con il terzo Silicon Civilisation;

And One sono forse i maggiori concorrenti dei Front 242, cosi` come Fair Sex vorrebbero esserlo dei Front Line Assembly.

5Phase (Sven Rohrig), uno degli animatori della scena techno di Berlino, dimostra la discendenza dai Tangerine Dream nel 1994 con Schlangenfarm (NovaMute).

Analogamente X Marks The Pedwalk

L'elettronica dei Placebo Effect e` crepuscolare e minacciosa, ispirata da un lato alle colonne sonore dei film dell'orrore e dall'altro alla ballabilita` dei Front 242.

I nuovi dominatori del gotico teutone sono forse i Phallus Dei.

Al versante piu` sperimentale appartengono gli svizzeri Alboth! e Swamp Terrorist, e i Massaker di Caspar Brotzmann.

Svizzera anche Eve Gallagher, che nel 1992 mise a soqquadro le discoteche con Love Is A Master Of Disguise e Love Come Down e nel 1994 e` tornata con Change Your Mind.


La musica industriale in Australia

Considerata tutt'al piu` un'appendice della Gran Bretagna, l'Australia fu in realta` all'avanguardia nel campo della nascente musica industriale. Severed Heads, SPK e Foetus si vantano fra i grandi pionieri del genere. E quella tradizione e` stata continuata negli anni '90 da gruppi come Snog.

Le ultime mode giunte dagli USA e dagli UK hanno rapidamente attecchito. Nel campo del techno eccellono i Third Eye (Olie Olsen e Simon Polinski), autori nel 1994 di Ancient Future (Nova Zembia). La musica ambientale vanta Transcendental Anarchist, dei quali e` Cluster Zone, con The Ester e 6th Sense, e soprattutto Shinjuku Thief. Esponenti di primo piano della danza transglobale sono i Trial Of The Bow (Renato Gallina e Matthew Skarajew), dei quali impressiona la quantita` di reperti etnici stipati nelle armonie spessissime degli strumentali dell'EP Ornamentation (Release).


La musica dei rave

La musica da ballo britannica era passata durante gli anni '80 attraverso ogni sorta di metamorfosi, sfoderando mode su mode, cliche` su cliche`.

Ad accentuare l'atmosfera di delirio fu il fenomeno dei rave. I primi rave erano stati i party di "acid house" a Chicago, che servivano soprattutto il pubblico degli omosessuali neri e che erano nati come reazione all'imborghesimento della discomusic, rispetto alla quale era piu` tribale e meno sofisticato. Piu` tardi prese il sopravvento il "new beat techno" di Detroit, ancor piu` essenziale dell'house, una cadenza martellante pura e semplice, ma con maggior consapevolezza di nuove tecnologie come sequencing e campionamento, e si affermarono le sonorita` pilotate da dj come Kevin Saunderson, Juan Atkins, Derrick May, che si ispiravano a Parliament e Kraftwerk, ma anche al synthpop romantico di Depeche Mode e New Order.

All'incirca nel 1988 il genere esplose in Gran Bretagna. L'"acid house" britannico fu il primo derivato commerciale del techno. Guru Josh, Black Baxter furono alcuni dei disk jockey inglesi che originarono i primi festival di "acid house", i primi rave nel senso moderno del termine. Acid Trax dei Phuture fu forse il brano che defini` il genere. Il fenomeno fece scalpore soprattutto per l'alzata di scudi delle autorita`, che scatenarano retate e bandi degni del proibizionismo. Fu in Inghilterra che il rave usci` dai ghetti e divenne un fenomeno di massa.

Lanno dellesplosione dellhouse e` il 1989. In quellanno a trionfare sono prima gli stessi italiani che erano stati inizialmente copiati dai dj di Chicago (Ride On Time di Black Box, Numero Uno di Starlight Sensation, Touch Me di 49ers), tanto da far parlare di uno "spaghetti house", e poi i primi fenomeni da classifica britannici (Pump Up The Volume dei M.A.R.S.S., Pump Up The Jam dei Technotronics, Keep On Movin' di Soul II Soul, Buffalo Stance di Neneh Cherry, Ladies First e Dance For Me di Queen Latifah).

Trapiantato in Belgio e Germania, il "techno" divenne presto il veicolo di trasmissione della scena rave. La musica dei rave si distingueva da quella delle discoteche normali in quanto piu` veloce e piu` violenta, e in quanto impiegava sistemi di luci e di suoni che erano ordini di grandezza piu` sofisticati. In Belgio e Germania si tennero alcuni dei rave piu` affollati: per esempio, a Berlino il "Love Parade" dell'Agosto 1992 con diecimila persone. Soltanto nel 1991, quando la moda si stava gia` sgonfiando in Europa, il rave sarebbe riapprodato negli USA, attraverso le porte della California.

A capitalizzare sui rave fu soprattutto Madchester. Ad aumentare la confusione e l'eccitazione la citta` divenne il centro di un parossismo paragonabile a quello dell'estate di San Francisco del 1965. La stampa britannica conio` il termine "Mad-chester sound" per identificare il sound, per la verita` composito, dei complessi della citta`.

Manchester vantava gia` un pedigree di tutto rispetto: Buzzcocks, Magazine, Fall, Joy Division, New Order, Smiths... In fondo l'obiettivo di questa scuola era sempre stato quello di scrivere dei ritornelli al tempo stesso orecchiabili e ballabili in un contesto "alternativo". Portando quell'idea alle estreme conseguenze, la nuova ondata di Manchester non fa altro che fondere psichedelia e discomusic, due scale dei tempi, rimaste ferme l'una alla meta` degli anni '60 e l'altra alla fine degli anni '70. Quel genere si sposa a meraviglia con l'emergente controcultura dei rave. Se l'acid house e` la colonna sonora dei rave, il Madchester sound ne diviene presto l'inno nazionale.

La scena rave di Manchester trova in Stone Roses e Happy Mondays i suoi eroi da classifica, presto seguiti da Inspiral Carpets e dai Charlatans. Sono gruppi che riscoprono l'entusiasmo innocente degli anni '60 e lo immergono nel delirio della discoteca.

Fast Automatic Daffodils

I piu` gioviali e spensierati del lotto sono i Northside, il cui album d'esordio, Chicken Rhythms, e` una delle creazioni migliori di Manchester del 1991. Take 5, il loro massimo hit, vanta un riff per meta` funk e per meta` rock, tanto epidermico quanto "progressivo", sulla falsariga degli Spin Doctors. E` sempre la frase sincopata della chitarra a trascinare le altre danze demenziali del disco, da Funky Munky all'indiavolata jam strumentale Yeah Man. L'ipercinetica Shall We Take A Trip e la soffice My Rising Star pagano il tributo ai generi di moda.

Il fenomeno si sgonfia rapidamente. I media annaspano nel mucchio di aspiranti star e riescono a tirar fuori soltanto pellegrini come i Molly Half Head, i cui singoli del 1993 (Taste Of You, Just, Toe To Sand e Barny), poi raccolti diligentemente su Sulk (Playtime), e quelli non meno pacchiani del 1994 (Braking The Ice e Shine) in anteprima del tanto pubblicizzato quanto vuoto Dunce (Columbia), riescono persino a far rimpiangere la scena futile e vanesia di qualche anno prima.

Tutte operazioni cinicamente calcolate a tavolino, tutti fenomeni effimeri e futili. La stampa britannica, come sempre del tutto disinteressata al fatto musicale, segue le vicende delle star di Manchester con lo stesso cretino entusiasmo con cui seguiva quelle del Merseybeat, a dimostrazione che non tutto il mondo del rock e` progredito negli anni. Ma presto, come sempre, subentra una noia mortale.

Al di fuori dell'effemera scena di Madchester, l'acid house diede origine a una quantita` sterminata di fenomeni commerciali. Se precursori ne furono gli Shamen, l'epitome dell'era sono i Nitzer Ebb.

I disc jockey che aprono le porte all'acid house sono Coldcut (Matt Blanc e Jonathan Moore), autori di Doctorin' The House (1988), S'Express, con Theme From S'Express (1988), e Bomb The Bass (Tim Simenon), con Beat Dis (1988). E` un'intera generazione di autori/distributori/promotori che si mette al servizio del nuovo fenomeno.

Fra gli eroi rave si annoverano anche i Beloved di Jon Marsh e Steve Waddington, che, pervenuti al rave dopo una carriera camaleontica come poche (formati nel 1984, avevano registrato una serie di singoli alla New Order), non rinunciano alla melodia nei loro deliri ritmici (The Sun Rising l'hit del 1988, su Where It Is per la Flim Flam, e Hello l'hit del 1990, su Happiness per la Atlantic).

Alla fine anni '80 si fanno largo il synthpop a ritmo techno di Adamski (lanciato dai singoli N-R-G e Killer) e Guru Josh (titolare di uno dei primi successi del genere, Infinity); per non parlare delle soporifere manipolazioni di brani celebri compiute dai Beats International di Norman Cook (ex Housemartin).

La fusione con il Sixties revival (secondo lo schema di Manchester) frutta le canzoni isteriche dei Saint Etienne.

Fra le trovate commerciali del momento si segnalano i Carter The Unstoppable Sex Machine e i Jesus Jones, eredi dei Pop Will Eat Itself che sfruttano tutte le mode dell'ultima ora per attaccare le classifiche.

I primi grandi innovatori del genere sono i Meat Beat Manifesto, che alla fine del decennio sopravanzano le infinite sottomode con un sound ritmico e polifonico di grande effetto.

Il genere progredisce rapidamente da quegli inizi un po' naif e perviene in pochi anni (forse mesi) a sonorita` ben piu` sofisticate. Fra i maggiori esponenti del techno vanno annoverati Altern8 e Lagowsky.

Anche gli Utah Saints, come i Renegade Soundwave, cercano di conservare delle sonorita` (e delle asprezze) punkrock.

Prodigy, LFO

Lo spirito autenticamente ribelle e contro-culturale dei rave rimane negli Spiral Tribe, validi organizzatori e animatori della scena che sono spesso finiti nei guai con la giustizia, anche se pessimi musicisti sull'album di debutto Tecnoterra (Big Life) del 1993. I loro anatemi anarco- teppisti del 1992 (Breach The Peace e Forward The Revolution) discendono direttamente da quelli dei Sex Pistols.

I Back To The Planet della carismatica cantante Fil sposano la cultura techno a quella ska con i singoli di grande successo Teenage Turtle e Please Don't Fight, preceduti da altri singoli e cassette autoprodotti. Il meglio verra` raccolto nel 1993 sull'album Mind Soul Collaboration (Parallel).

Dave Clark e` uno dei nuovi guru del movimento. I suoi tre EP Red, contenenti Protective Custody, Wisdom To The Wise e Storm, e raccolti nel 1995 su Archive One (Deconstruction), rappresentano non soltanto la musica da ballo piu` elettrizzante dell'epoca ma anche gli arrangiamenti piu` potenti e sofisticati.

L'universo della musica strumentale per rave e` sconfinato e, soprattutto nei primi anni '90, viene occupato da infinite sigle. Si tratta spesso gruppi senza personalita` che eseguono musiche senza contenuto. Anche qui il fatto piu` impressionante e` la tenacia con cui i gruppi britannici cercano il successo di classifica. Disposti praticamente a tutto, non esitano a cambiare completamente stile, atteggiamento, personalita`, persino nome, pur di cavalcare le mode che si susseguono a velocita` folle.

Fra i piu` originali si contano gli Eat Static, sotto-progetto di Joie Hinton degli Ozric Tentacles e gli

Underworld.

Meno originale e` il dance-rock degli EMF.

E puro bubblegum di pessima qualita` e` il dance-pop dei Farm (nonostante le vendite sostenute del singolo Groovy Train).

Il pop da discoteca, aggiornato al punkpop e alla musica industriale, rivive negli Scorpio Rising di Michael Banks (Strangest, Watermelon, Silver Surfing, Evelyn la sterile serie di sterili canzonette fra il 1991 e il 1993).

Fra i fenomeni piu` commerciali una citazione di merito spetta agli Sheep On Drugs.

Sabres Of Paradise e` il progetto del dj Andy Weatherall. New Mind e` il progetto techno di Jonathan Sharp

Ma in realta` e` difficile stabilire cosa sia rave e cosa non lo sia. Il movimento assimila e ricicla un po' di tutto.

Si scopre cosi` che il techno ha avuto un grande merito: quello di non richiedere una faccia telegenica e una personalita` da rotocalco per consentire a un'artista di affermarsi su scala mondiale. E` con il techno che vengono alla ribalta decine di musicisti elettronici che componevano da anni in solitudine, ignorati dal grande pubblico della musica rock. D'incanto cio` che negli anni '70 era avanguardia e negli anni '80 era new age (entrambe limitate a un'elite di ascoltatori, sia pur di tipo diverso) negli anni '90 diventa musica da discoteca, musica di consumo, musica di massa.


Body music e diramazioni in Europa

La mappa della musica industriale corre a zigzag per i piccoli stati dell'Europa continentale. E` qui che negli anni '80 si e` compiuta la trasformazione della musica industriale in e del techno di Detroit in body music. Ma non si tratta in realta` di un movimento unico e compatto. La body music e` un aggregato discontinuo di nuclei locali con un raggio d'azione ben delimitato.

La regione piu` colpita dall'epidemia cyberpunk e` il Belgio, in cui operano i precursori di tutti, i Front 242. Quella solida tradizione ha costuito le premesse per un boom negli anni '90, con i Klinik, i Dive, gli Insekt e molti altri.

Poi la corrente si differenziera` nettamente in quelli dediti al ritmo, come i Digital Orgasm (ovvero Jade 4U e Channel X) e Lords Of Acid, titolari del techno piu` feroce, e quelli dediti all'"ambient", come gli Hybrids e i Vidna Obmana.

Trait d'union con il techno e il synth-pop sono i Neon Judgement e gli A Split Second, cioe` Mark Ickx e Chrismar Chayell (Flesh, Rigor Mortis, Scandinavian Bellydance, The Colosseum Crash, Backlash i loro successi), e i Die Form.

Luc Van Acker, uno dei membri fondatori dei Revolting Cocks, e` protagonista anche dei piu` tradizionali Mussolini Headkick, affiancato da John Butcher alle tastiere, con i quali ha inciso Themes For Violent Retribution (World Domination) del 1989 e Blood On The Flag del 1990. Van Acker aveva gia` al suo attivo nel 1985 un autoindulgente Taking Snapshot. Con diversi collaboratori ha dato alle stampe l'EP Spine Grinder (Antler) all'insegna di un brutale heavymetal.

Piu` tardi la piu` classica body music belga trovera` negli Insekt (costole di Klinik e Vomito Negro, ovvero Mario Varewijak e Erik Van Wonterghen) dei fedeli ma un po` anonimi discepoli. Il secondo album (Kk), Stress, e Dreamscape hanno raggiunto eccelsi livelli formali, ma senza inventare nulla di nuovo. Il quarto In The Eye ha provato ad incorporare anche la chitarra, ma di nuovo con risultati piu` di forma che di contenuto.

I primi dischi di Pablo's Eye (Axel Liebert e Thierry Royo), come Barcelona (Celsius Blanco) del 1991 e l'EP Devotions del 1993, sono raccolte di brevi accenni di una musica ambientale etnica e jazzata. Questo matrimonio di Brian Eno, David Sylvian e Miles Davis trova compiuta espressione sull'album You Love Chinese Food (Extreme) del 1995.

Raksha Mancham si riallaccia alla musica ambientale e transglobale della Gran Bretagna con l'album del 1995, Ghazels (Musica Maxima Magnetica), affiancati da musicisti berberi per un excursus surreale nei ritmi mediorientali e nordafricani.

Il gotico e` ben rappresentato dai La Muerte.

Anche durante gli anni '80 i dj belgi conserveranno il primato di sofisticazione a livello europeo. CJ Bolland, con il suo Electronic Highway (R&S) e la sua arte di "break" spasmodici, e` ben rappresentativo di questa prestigiosa scuola.

La Francia resta un po` emarginata dal movimento rave, ma vanta un esperimento d'avanguardia come quello dei Les Tambours Du Bronx (direttore artistico Etienne Terruchon), versione transalpina per ventidue percussionisti delle orge primitiviste dei Crash Worship, e soprattutto i Lightwave, uno dei massimi ensemble elettronici degli anni '90.

Fra i primi a fondere heavymetal e musica industriale erano stati gli svizzeri Young Gods, dietro i quali sono venuti innumerevoli gruppi. I loro massimi discepoli sono forse i francesi Treponem Pal.


Il rock elettronico del Canada

Il Canada, tradizionalmente emarginato dalle grandi rotte della musica rock, si fa trovare invece puntualissimo all'appuntamento con il techno. In parte cio` e` dovuto agli stretti legami culturali con l'Europa (sia quella di lingua inglese sia quella di lingua francese) e in parte al rigoglio culturale di due delle sue metropoli: Vancouver (sulla costa Pacifica) e Toronto (a Est).

A Vancouver si sviluppa la scuola piu` influente, quella di Skinny Puppy e Front Line Assembly, che piu` tardi figliera` anche gruppi estremisti come i Numb. Passeranno anni prima che il resto del Canada imiti Vancouver. A Toronto oggi esercitano i Digital Poodle, i Malhavoc, i Dogpile, che imitano i Godflesh in Revved Up (Electrip) e Black Fag, i Dasein e tanti altri.

Malhavoc, il progetto di James Cavalluzzo, viene alla ribalta quando i KMFMD e i Ministry diventano famosi con la miscela di heavymetal e di rhythm-machine che lui va propugnando da tempo. The Release (Metal Blade) del 1992, Premeditated Murder del 1993 e Get Down (4901) del 1995 mettono in vetrina la sua arte.

Uno dei gruppi piu` geniali della musica industriale a livello mondiale nasce proprio a Toronto: i Vampire Rodents.

I Nimrod fondono grunge e musica industriale.

Fra Front 242 e Depeche Mode si svolge la parabola dei Voice Industrie, titolari nel 1995 di Anatomie (Factoria).

Haters e` Gerald X Jupitter-Larsen, uno degli ultimi "rumoristi", autore di dischi estremisti come In The Shade Of Fire (Silent) del 1986, The Totimorphous (Staalplat), Urban Sensitivity (Commercial Failure), Blank Banner (Silent), Rot (Apraxia), attivo anche nei piu` ambientali Big City Orchestra, come in Quirks In Law. L'opera omonima e` da citare piu` che altro per il "conceptual packaging": l'anti-CD si suona versando acqua sui suoi contenuti.


Il rock mitteleuropeo

Un'area fertile di sperimentazione musicale e` quella della vecchia Mitteleuropa, che, oltre a conservare il retroterra culturale del primo Novecento, e` passata negli anni '90 attraverso il trauma di essere uscita dall'incubo comunista per entrare in quello capitalista.

In quelle zone erano gia` attivi decine di collettivi sperimentali, come i lettoni ZGA e gli yugoslavi Autopsia, che negli anni '90 hanno goduto di una diffusione piu` ampia. Al tempo stesso e` venuta alla luce la scuola della Slovenia, forse la piu` rappresentativa dell'intera Mitteleuropa grazie a Laibach e Borghesia.


La musica post-industriale

La musica industriale volge al tramonto, ma lascia eredita` di vario tipo. Se quella piu` abusata e` il techno, altre rimangono piu` fedeli alle premesse, se non alle sonorita`, delle origini. Alcuni dei vecchi protagonisti vengono convertiti al folk magico e alla musica ambientale. Alcuni dei nuovi nuovi protagonisti della musica industriale spostano l'attenzione verso l'heavymetal industriale (o techno-trash) inventato da Ministry e Nine Inch Nails.

I Current 93 sono stati fra i primi a deviare verso una musica folk ispirata all'antica iconografia druidica. Non propriamente gotica, ma certamente non industriale, questa musica ha in comune con il futurismo soltanto il fascino per tempi e luoghi mitologici. Lo spirito da nevrotico e` mutato in bucolico. Dalla violenza brutale delle macchine si e` passati alla grazia delle corti rinascimentali. I Death In June e i Sol Invictus sono i primi capitalizzare su quell'idea.

Nature And Organization e` il progetto di Michael Cashmore, che era stato chitarrista proprio dei Current 93. Beauty Reaps The Blood Of Solitude (Durtro) e` un'operina modesta nel segno di un folk per ensemble da camera.

Le Strawberry Switchblade

La corrente ambientale e` una delle piu` ricche degli anni '90. Anche quella puo` essere fatta risalire agli esperimenti dei musicisti industriali, ma non certo di quelli che producevano cacofonie, semmai a quelli che, rimanendo nell'ambito della musica tonale, sperimentavano con le qualita` piu` subdole dell'armonia.

Gli In The Nursery furono sempre un caso a parte nella storia della musica gotica e industriale del Regno Unito. Il loro rock sinfonico appartiene piu` alla tradizione francese e tedesca che a quella britannica.

Lustmord e` stato forse il ponte fra il vecchio modo di fare rumore e il nuovo modo di fare suono.

Gli Scorn calano i loro incubi nel sound plumbeo dei Public Image Ltd.

L'altra grande rivoluzione degli anni '90 e` rappresentata dalla fusione fra sonorita` (chitarristiche) heavymetal e sonorita` (elettroniche) industriali. I Godflesh sono i profeti britannici del techno-trash.

I Crowforce, per la verita` sembrano dovere piu` ai Clock DVA che ai Ministry. L'album omonimo del 1992 (per la Devotion) fra tanti deliri ritmici (White King su tutti) non lesina neppure ritornelli orecchiabili (come Don't Look Down).

I piu` fedeli all'esempio dei Godflesh sono forse i Pitchshifter e i Cubanate.

Ultraviolence sperimenta invece con il techno, dotandolo dell'attacco cardiaco del grindcore. Johnny Violent si comporta da maniaco psicopatico afflitto da crisi epilettiche su Life Of Destructor (Earache) del 1995, in particolare in brani di efferata violenza come Digital Killing, Hiroshima e Electric Chair. Psycho Drama e` la prima opera techno, un concept che segue le vicende di due giovani e che si avvale di uno stuolo di ospiti d'onore. La violenza viene attenutata, ma ampiamente compensata da un collage eclettico di stili. In parallelo i singoli Shout e North Corea Goes Bang conquistano le discoteche alternative.

Gli Old Lady Drivers hanno abbandonato lo speed-metal per dedicarsi a una musica chitarristico-elettronica (Jim Plotkin) con gorgheggi da death-metal (Alan Dubin). Dopo aver accorciato il nome in Old, hanno registrato Lo Flex Tube (Earache), Hold On To Your Face e soprattutto Formula, con il quale ultimo si compie la transizione verso un techno "progressivo" suonato soltanto con strumenti elettronici (sintetizzatori, loop, campionatori) che copre lo spettro dai Suicide ai Ministry.

L'ultima moda sara` quella dei supergruppi, come Pigface e Hyperhead, attorno ai quali si raccolgono vecchie glorie del genere. Sono loro a dar origine a un ripensamento di fondo, che rimette in discussione l'attacco radicale di un tempo e recupera gesti e icone dei generi tradizionali. Cosi` Pigface riscopre il valore della batteria (contrapposta alle macchine elettroniche del ritmo o all'assenza totale di ritmo).

Il chitarrista dei Pigface, Matthew Schultz, ha dato vita a Chicago ai Lab Report. Figure X-71 (Invisible) e` un arduo concerto d'avanguardia per droni, rumori percussivi e distorsioni. Nel 1993 ha radunato Genesis P-Orridge e Lydia Lunch per un altro collage elettronico un po' gratuito, quello di Unhealthy. Terminal Soundtrack e` interamente suonato alla chitarra- mostro da lui costruita. Il progetto porta il marchio di velleita` e ridondanza dei Pigface.

I labirinti di suoni di State (Steve Tanza), sia su Control del 1992 sia su Searchers For Naked Forms (Sound Sound) del 1994, si riallacciano all'avanguardia classica degli anni '60.

I Cable Regime riprendono tutto sommato la lezione dei Chrome.

E` soltanto verso la fine degli anni '80 che si avverte il bisogno di ritornare a sonorita` violentemente dissonanti, a esperimenti estremi di disintegrazione dell'armonia.

Kevin Martin e` forse il piu` rigoroso e coerente nei suoi excursus cacofonici, quasi in area free-jazz.

Analogamente i Chemical Plant hanno fuso le armonie cacofoniche degli Einsturzende Neubauten e le percussioni metalliche dei Test Dept nell'EP World Is Bankrupt (D.O.R.) del 1992 e nell'album Caveat Emptor (D.O.R.) del 1993.

Thule e Chemical Plant lasciano intendere che forse non tutti si sono dimenticati delle premesse, di quel voler scardinare l'armonia alla base. Forse fra i tanti revival escogitati dall'industria musicale britannica e` in agguato anche quello della musica industriale...


Suoni ambientali

L'invenzione britannica piu` importante degli anni '70 fu probabilmente la musica ambientale di Brian Eno. Il genere venne esplorato per una dozzina d'anni soprattutto all'estero prima di essere riscoperto in Gran Bretagna. Il fatto curioso e` che venne riscoperto grazie alla musica da ballo. Fu infatti nei rave che si comincio` a suonare musica ambientale come musica di sottofondo per coloro che volevano riposarsi nelle "chill-out room". L'idea prese piede e presto i dj si specializzarono nel produrre brani piu` o meno statici e atmosferici, contrapposti all'esuberante techno che andava per la maggiore. Da li` a comporre delle vere e proprie partiture elettroniche il passo fu breve.

Originariamente l'idea era molto umile, ma presto creo` un sottogenere a se stante: l'"ambient house". L'idea di fare della musica da ballo con arrangiamenti sofisticati non era nuova, ma gruppi come 808 State e Fini Tribe ne fecero un'arte. In pratica l'obiettivo era di produrre una forma di musica da ballo che si potesse ascoltare anche in salotto.

I protagonisti della scena sono inizialmente KLF, Orb, Ultramarine, e, forse involontariamente, William Orbit e Orbital.

Sul fronte etnico si contano i i Muslimgauze e gli O Yuki Conjugate.

Con questi gruppi il confine fra musica ballabile e musica di sottofondo sfuma completamente. E scompare del tutto l'idea della "canzone", del singolo di tre minuti, del ritornello da fischiettare, delle liriche da canticchiare. Non e` soltanto la musica da ballo ad esserne rivoluzionata, e` il concetto stesso di musica popolare.


Il gotico elettronico della Scandinavia

Le istanze della musica industriale e dei suoi derivati commerciali sono state superate con stile ed epos (nonche' spesso horror) tipicamente nordici dai gruppi scandinavi, in particolare svedesi e danesi, degli anni '90.

In Danimarca la scena postindustriale, inevitabilmente condizionata dai vicini tedeschi, e` dominata da Leaether Strip, Sloppy Wrenchbody e Psychopomps. Fra i loro discepoli si distinguono i Birmingham 6, un duo che con Israel (Neo Ego) diede vita a un'inquietante fusione di elettronica cosmica alla Tangerine Dream e campionamenti a 360 gradi. Assassinate (Cleopatra) raccoglie i loro successi, dall'orecchiabile Birmingham 6 al techno a dirotto di Mind Hallucination 2, mentre il singolo Policestate e` il loro ballabile piu` truculento.

Ma e` in Svezia che la musica industriale compie la metamorfosi piu` suggestiva, avvicinandosi progressivamente all'elettronica tedesca degli anni '70 e alla musica ambientale di Brian Eno.

In Svezia l'ambientale ha i suoi fautori in gruppi sui generis come In Slaughter Natives e i Raison D'Etre. Fra i pionieri del genere si annoverano i Morthound, i cui dischi, da This Crying Age (Cold Meat Industry) a The Goddess, contengono lunghe suite elettro- acustiche, e i Megaptera, il cui Beyond The Shadow (KNT) fara` girare piu` di una testa. Peter Nystrom dei Morthound e Marten Kellerman dei Megaptera sono insieme gli Each Dawn I Die, il cui Notes From A Holy War (Dark Vinyl) rimane fedele alla sinfonia elettronica dei due gruppi ma con un tocco medievale.

Fra gli episodi piu` radicali vanno citati gli Ordo Equilibrio.

Per quanto riguarda la musica della trance la Svezia diventa presto uno dei paesi piu` fertili.

Anche gli LCD passano dalla parte del techno ambientale con il loro Jupiter And Beyond Infinity (Cascade) del 1994, aperto dai quaranta minuti di 2001. Gli Inside Treatment, su Underneath My Purple Shades (Energy) e Estate Of Insanity, sono epigoni dei Front Line Assembly. I Mindpop ripartono dai Tangerine Dream sul primo album del 1995 (per la Cascade).

Ultimi residui di musica industriale si hanno nei Deutsch Nepal.

In Olanda l'ambient house vanta tre dei nomi piu` importanti d'Europa: Psychic Warriors Ov Gaia, Clan Of XYMOS e Exquisite Corpse. Con To An Undefined Public (Antler) nel 1992 i Voltage Control avevano proposto una suggestiva variante dell'house, per strumenti indiani e organo gotico.

Quella dei Virtualizer e` invece soprattutto psichedelia. Il tribalismo dell'album del 1994 (per la ZZO) e gli scenari elettronici di Sex Technologies (Hypnotic) del 1995, in particolare quelli da trance di Dreamflower e Acid Warriors, sono dieci anni piu` avanti delle suite puerili di Magic Mushroom e Mandragora.


I rumoristi giapponesi

Negli anni '90 l'effervescenza della scena musicale riflette la posizione di assoluto rilievo conquistata dal Giappone in campo economico.

Negli anni '80 il Giappone era diventato di fatto la seconda potenza mondiale, e poco a poco, forse suo malgrado, si era aperto alla cultura occidentale. All'inizio i pochi nomi ad emergere dalla folla di musicisti pop erano i fenomeni che imitavano piu` o meno smaccatamente il rock americano o britannico: il synthpop delle Frank Chickens, su We Are (Kaz) del 1984, o il folkrock delle Shonen Knife. Ben presto pero` l'imitazione si amplia a tutto lo spettro dei generi e in ciascun genere cominciano ad emergere talenti originali.

Fra i punk si contano i pionieri Star Club e American Soul Spiders, e i Soap-Joh Henshi, titolari di un album omonimo (per la Soap Label).

I punk piu` feroci sono pero` gli Ultra Bide`, che fanno proprie istanze rap e heavymetal.

Del rock da classifica sono rappresentativi i Funhouse, titolari dell'EP Overdrive Cloudy Skies (Bloody Butterfly).

Le due Cibo Matto (residenti a New York) hanno successo nel 1995 con la novelty Birthday Cake e poi con un album, Viva La Woman (Warner Bros), interamente dedicato al cibo, che usa hip hop e jazz in maniera ironica (Know Your Chicken e Sugar Water).

Il pop trova esponenti di rilievo nei Gumdrops, il cui album d'esordio, High Speed (Grass), esce nel 1995: canzoni come My Girlfriend danno una sonora lezione ai complessini britannici del momento.

Ma, al di la` del rigoglio generale della scena musicale, la ragione per cui il Giappone e` assurto alle cronache mondiali della musica moderna e` la sua corrente di sperimentatori.

A parte casi isolati come Stomu Yamashta negli anni '70 e Ryuichi Sakamoto negli anni '80, il Giappone non poteva vantare un movimento d'avanguardia che fosse giapponese senza essere tradizionale, che fosse moderno senza essere occidentale. Quello che e` forse il piu` grande disco mai registrato da un giapponese, April Is The Cruelest Month (April Disk), del chitarrista Masayuki Takayanagi, sarebbe diventato famoso soltanto vent'anni dopo, nel 1995 (i venti minuti di My Friend Blood Shaking My Heart anciticipano vent'anni di noise-rock giapponese). Yellow Magic Orchestra, After Dinner e Ruins ruppero il ghiaccio, imponendo una via giapponese al rinnovamento della musica pop.

Fra coloro che aprirono la pista vanno ricordati gli YBO2 (Yellow Biomechanik Orchestra 2) di Tatsuya Yoshida.

Gli anni '90 hanno portato alla luce precisamente questo movimento, nelle vesti di un rock estremamente degradato, che spinge alle estreme conseguenze l'involuzione armonica iniziata a New York con i Sonic Youth. I protagonisti si chiamano Boredoms, Zeni Geva, Merzbow, Space Streakings. Sotto la protezione di John Zorn, Fred Frith, Steve Albini, Kramer e altri intellettuali della musica rock occidentale, e` venuta alla luce una generazione di musicisti giapponesi che non conosce stereotipi.

Fondamentale l'esperienza dei Fushitsusha di Keiji Haino, titolari di dischi come Pathetique (PSF), quattro improvvisazioni dal vivo per un totale di un'ora e un quarto. Il chitarrista Miura Maki e il batterista Kosugui Jun formeranno poi gli Shizuka per imitare i Cocteau Twins. Dopo diversi lavori radicali, Haino dara` alle stampe The Book Of Eternity Set Aflame (Forced Exposure), che riassume la sua filosofia musicale con (fra l'altro) un pezzo per chitarra solista e un pezzo per droni e voce in stile LaMonte Young.

I Sodom eseguono sinfonie industriali al confine fra Foetus e Cop Shoot Cop, come in TV Murder (SSE).

I Melt-Banana fondono la velocita` dell'hardcore e la cacofonia della musica industriale.

La maggioranza degli sperimentatori eseguono collage di stili americani, come i Children Coup D'Etat di Masochistic Instruments (Bloody Butterfly).

Altri si dedicano a una forma di quel rock "gestuale" legato alle velleita` degli anni '60, aggiornato alla volgarita` masochista di GG Allin e alle trovate futuristiche dei Survival Research Labs: fra i pionieri si contano gli Hijo Kaidan, i Masonna, gli Hanatarashi di Yamatsuka Eye (poi nei Boredoms), i Daihakase (formati dal batterista degli Hanatarashi, Omiya Ichi), i Gerogerigegege, titolari dei devastanti Tokyo Anal Dynamite (Vis A Vis Audio) e Senzuri Power Up e Endless Humiliation. Nelle ultime generazioni spiccano i Les Soeurs De Lils Noirs.

A parte si situa la funambolica arte/collage dei Violent Onsengeisha, autori nei tre album, soprattutto nel terzo Otis (My Fiance's Lifework) del 1994, di una commedia umana alla Negativland composta tramite la giustapposizione di suoni e rumori trovati o riprodotti in studio.

Piu` leggeri i Tanzmusik, che riprendono il melodismo sintetico della Yellow Magic Orchestra nel doppio Sinsekay (Rising High), e i Pizzicato Five, che lo aggiornano alle mode retro' degli anni '90.

Popolare anche il rock progressivo, che ha ottimi esponenti nei Ghost e negli Happy Family.

Gli White Heaven sono candidati al titolo di massimi psichedelici degli anni '90 fuori dagli USA.

L'opera degli Angel In Heavy Syrup si rivolge invece al lato piu` onirico della psichedelia, ai confini con il dream pop britannico.

La generazione del techno e` rappresentata da Tetsu Inoue: quello di Om (Subharmonic) e Cymatic Scan, in coppia con Bill Laswell, e` il techno piu` cervellotico e raffinato del mondo. Il secondo contiene una suite di un'ora, Monochrome Existence, al confine fra avanguardia e ambient house.

Dalla loro i gruppi giapponesi hanno forse un'innocenza e una spontaneita` che il rock non ha piu` ritrovato dopo che i Ramones gridarono per la prima volta "gabba gabba hey".


Dal jungle al trip hop

"Jungle" e` una variante piu` selvaggia del techno piu` frenetico, un nuovo stile di musica elettronica che, oltre alle melodie morbide del soul e le figure di basso del dub, assimila anche il "toasting" dei disc jockey giamaicani e qualche preziosismo orientale (gorgheggi indiani, sitar) con velleita` spirituali.

Nata nei sobborghi settentrionali di Londra, sostenuta da radio pirata con nomi come Don FM, Kool FM, Flex FM, Dream FM, oltre alla stagionata Kiss FM, e da club come il "Raw" e il "Mars Speed", imposta da disc jockey alla moda come Fabio e Hype, ha rapidamente conquistato le classifiche della musica da ballo.

Fra i successi si contano Challa di Reshma, Kangna di DC5, Jago Aya di Premi, Open Your Mind di Foul Play, e soprattutto Incredible di General Levy, che la fece conoscere al grande pubblico. In breve il genere si divide in due filoni: la versione pop di A Guy Called Gerald (Gerald Simpson) e la versione ambient di Goldie.

Subtropic (Jake Smith) ha abbandonato l'acid house di Throb (Reflective) del 1993 per gettarsi a corpo morto sulla jungle ambientale nel 1995 con Wild Card. E` l'anteprima al leggiadro Homebrew, uno degli album che danno credibilita` al genere.

A Guy Called Gerald (Gerald Simpson) fu uno degli alfieri della "Madchester" con il suo singolo del 1988, Voodoo Ray. Gli album Automanikk del 1990 e 28-Gun Bad Boy (Juice Box) del 1993 proposero una miscela originale di hip hop americano, synth-pop britannico, dub giamaicano e pop-soul da classifica. Nel 1995 con Black Street Technology si e` invece convertito alla jungle ambientale, abbandonando la nevrosi urbana per la trance metafisica.

In margine al jungle si situa anche un fenomeno come quello dei Laika.

I Portishead lanciano nel 1995 in tutto il mondo il "trip hop", che al battito da discoteca unisce fiati jazz e "ambience" psichedelica. Ad anticipare lo stile erano stati i Coldcut, che avevano come obiettivo quello di rinnovare l'hip hop e fonderlo alla cultura giamaicana dei loro quartieri, e i Chemical Brothers.

Le etichette Ninja Turtle e Mo'Wax fungono da catalizzatori. La citta` di Bristol, dove esercitarono Pop Group e Rip Rig & Panic, e dove qualche anno prima erano esplosi i fenomeni commerciali di Soul II Soul e Neneh Cherry, e` al centro dell'attenzione. Tricky e Nightmares On Wax sono fra gli animatori della nuova scena.

Il movimento conta anche gli Hedfunk di Jonathan Moore (uno dei due Coldcut) e i Massive Attack. Il suo braccio politico e` stato fondato dai Fun-Da-Mental.

Luke Vibert (Wagon Christ) e gli Skylab rappresentano l'ala piu` sperimentale del movimento.

Gli Arthur si districano fra funk, jazz e rhythm and blues nei singoli When Being Begins (Target), Punisher e Garnish Fantasy e sul'album del 1994, Right Off.

Rub Ultra propongono una miscela di dub, funk e metal sul loro esordio del 1995, Liquid Boots And Boiled Sweets (Hi Rise), uno degli album piu` monocordi del decennio.

Tipici del nuovo umore anche i pasticci rhythm anb blues e funk dei Kava Kava: l'EP Dither (Chocolate Fireguard) del 1993, il singolo Swivel, l'album You Can Live Here (Delerium) del 1995.

I Sandals sono guidati dal poeta e cantante Derek Delves, che spesso usa il loro misto di acid jazz, rhythm and blues, funk, rap e techno come sottofondo per le sue recitazioni. Rite To Silence (Ffrr) nel 1994 sfoggia la jam rocambolesca di Profound Gas e un'ipnotica Feet, quasi ambientale.

Inevitabilmente viene preso di mira anche il folklore etnico. Fondendo world- music, jazz e techno nasce il movimento della "transglobal dance", capitanato da Loop Guru e Transglobal Underground.


Post-ambientale

L'intuizione di Orb e compagni, che si potesse vendere a un grande pubblico (in particolare quello delle discoteche) una musica strumentale, lenta, statica e amorfa, ovvero che fosse l'esatto opposto della "canzone", e` stata una di quelle che hanno portata rivoluzionaria.

Gli anni '90 stanno cosi` vedendo nascere e moltiplicarsi una scuola di musicisti elettronici che riscoprono le potenzialita` armoniche degli strumenti elettronici. Mutatis mutandis, sta succedendo in Gran Bretagna cio` che successe un quarto di secolo prima in Germania con la musica cosmica e vent'anni prima negli USA con la new age elettronica. Questi dilettanti inglesi reinventano insomma la ruota, e spesso lo fanno in maniera pedestremente epigonica. Ma le mode sono mode, e i loro dischi trovano un pubblico (improvvisamente) affezionato al genere.

Le idee sono quelle dei grandi visionari dell'alta tecnologia musicale, da Klaus Schulze a Jon Hassell, passando per infiniti altri musicisti dell'Europa continentale e degli USA che, al confronto dei britannici, sono dei veri giganti della musica. Si tratta di manipolare il suono fino a farne una pasta timbrica ad alta suggestione, con allusioni piu` o meno esplicite alle profondita` cosmiche e al folklore etnico, alla fantascienza e all'antropologia.

In questo campo, piu` che in ogni altro, risalta pertanto come i musicisti britannici siano soltanto degli onesti dilettanti al confronto degli sperimentatori della musica continentale (Schutze, Vangelis, Zazou, Teitchens, Schonning), e americana (Greinke, Roach), per i quali rimando alla mia Enciclopedia della New Age. I loro dischi, anche quando sono buoni relativamente al resto della produzione britannica, raramente sarebbero degni di una nota a pie` di pagina se fossero stati prodotti fuori dalla Gran Bretagna.

Orb, Aphex Twins e i loro seguaci si raccolgono attorno al "Megadog" di Michael Dog, il tempio della nuova scena rave.

Un'importante opera di rinnovamento hanno compiuto i Future Sound Of London e Black Dog, che definiscono un nuovo standard di qualita` per il techno.

Fra i tanti a lanciarsi sul carrozzone dell'ambientale ci sono il rispettabile Kevin Martin (God), titolare ora dei Techno Animal, il musicista industriale Robin Storey (Zoviet France), ora con i Rapoon, e lo "shoegazer" Robert Hampson (Loop), lestissimo a cavalcare la nuova moda con i suoi Main.

Rivelati dal singolo Crazy Earth, una danza insolitamente "cosmica", i Fortran 5 dimostrano debiti verso l'elettronica tedesca degli anni '70 nell'album Blues (Mute) del 1991, tanto nella travolgente "body music" di Love On The Line quanto nei collage di rumori. Persian Blues e` la "groove" che tira la volata al successivo Bad Head Park (Mute), in cui il gruppo propone una piu` ambiziosa "ambient house", con tocchi di minimalismo, jazz e new age.

Seefeel esaltano le somiglianze fra il genere inventato da Brian Eno e le sonorita` ultra-eteree di Cocteau Twins e My Bloody Valentine.

Come sempre in UK, quando scoppia la moda dell'"ambient" sono subito in migliaia a gettarcisi addosso, dai Bandulu ai Drum Club (Lol Hammond e Charlie Hall) di Drums Are Dangerous (Instinct), dai Pentatonik (Simon Bowring), autore degli EP Autonomous e Re-Solution, raccolti nel 1995 in Anthology, ai generici Spooky.

Irresistible Force funge da cinghia di trasmissione fra l'elettronica d'avanguardia e l'ambient house.

I Tangerine Dream sono l'anima della musica di sciacalli come Autechre e Global Communication.

O'Rang (la sezione ritmica dei Talk Talk)

Forse non lo sanno, ma Syzygy (Mixmaster Morris), sull'album Morphic Resonance (Rising High), approdano dieci anni dopo alla musica new age elettro- esotica degli anni '80. Risultati non molto piu` originali ottengono i Zuvuya (ex Webcore) con i loro Dream Matrix Telemetry (Delerium) e Shamania, appesantiti dalla presenza ingombrante del guru psichedelico Terence McKenna.

Attorno alla Time Recording si raccolgono altri epigoni di quindicesima mano, dai Woob ai Qubism, dai Miasma ai Symmetrics.

I Woob

Dalle intuizioni di Muslimgauze e O Yuki Conjugate partiranno gli esperimenti di Dreadzone, come 360 Degrees (Creation) nel 1993 e di Second Light, e soprattutto Banco De Gaia.

Fra gli sperimentatori individuali va citato Beaumont Hannant, autore di diversi EP in proprio, in particolare la serie dei Tastes And Textures, e di Sculpture, portato alla ribalta da una collaborazione con Lida Husik, l'EP Evening At The Grange (Astralwerks).

Il piu` fedele a Eno e il piu` austero e` forse Solar Quest.

I piu` grandi musicisti ambientali britannici sono, non a caso, in esilio: Stephen Kent, ovvero Trance Mission, e Jonah Sharp, ovvero Spacetime Continuum, entrambi, non a caso, residenti a San Francisco.

Nonostante l'inventore del genere sia stato un britannico (Brian Eno), gran parte di questi musicisti in teoria "ambientali" si rifanno in realta` apertamente alla musica cosmica tedesca degli anni '70, e ben pochi di loro valgono quanto i loro omologhi canadesi, tedeschi e scandinavi.