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Neneh Cherry (figlia di un'artista svedese e un percussionista africano, e
figliastra di Don Cherry) si fece le ossa nei
Rip Rig & Panic e nei Float Up
prima di essere trasformata nel 1989 in diva da discoteca da Bomb The Bass con
il singolo Buffalo Stance. La gioviale esuberanza era autentica, il sex
appeal forse studiato a tavolino, ma il risultato fu
Raw Like Sushi (Virgin, 1989), una delle poche novita` nel mondo
dell'hip hop di fine decennio.
E in effetti Cherry riusciva meglio nei panni dell'erotomane alla Madonna
((So Here I Come, Outre Risque` Locomotive,
Kisses On The Wind). Le musiche, al limite del nascente trip hop, sono
pero` merito del produttore, Cameron McVey, proveniente dallo stesso milieu
di Soul II Soul,
Portishead,
Massive Attack.
Passano tre anni prima che Cherry, sposatasi (con McVey) e diventata mamma,
pubblichi il successivo Homebrew (Virgin, 1992).
Cherry, accompagnata da ospiti d'onore hip-hop e rock,
vi mette in luce la personalita` matura di un'interprete che sa essere al
tempo stesso "pop singer" e rapper (Sassy, Buddy X).
Riesce meglio come "pop singer", soprattutto quando il ruolo di
protagonista le viene rubato dalla chitarra elettrica (Money Love e Trout, che usa il riff di
Pusher degli Steppenwolf).
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