Cornershop


(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions )
Hold On It Hurts, 6/10
Woman's Gotta Have It, 7/10
When I Was Born For The 7th Time, 6.5/10
Clinton: Disco & The Halfway To Discontent , 5/10
Handcream For A Generation , 5/10
Judy Sucks A Lemon For Breakfast (2009), 5.5/10
The Double-O Groove Of (2011), 4.5/10
Urban Turban (2012) , 4.5/10
Links:

I Cornershop sono un quartetto multirazziale dell'hinterland industriale britannico, capitanato dall'anglo-indiano Tjinder "Talvin" Singh (cresciuto a Birmingham), che impiega anche strumenti etnici.

Gli EP del 1993, In The Days Of Ford Cortina (Wiiija), con canzoni eterodosse ed eterogenee come Waterlogged e Kawasaki, e Lock Stock And Double Barrell (Wiiija), con l'orecchiabile England's Dreaming e il raga psichedelico di Trip Easy, sono lavori complessi e sperimentali. Gli EP verranno poi raccolti sul minialbum Elvis Sex Change (Wiiija, 1993).

Il primo album, Hold On It Hurts (Wiiija, 1994), con i due singoli Readers` Wives e Born Disco Died Heavy Metal, e il balletto punjabi di Counteraction, li propose in una veste piu` demenziale che etnologica. Le liriche fortemente politicizzate sono sorrette da uno stile aggressivo ed eclettico che ricorda i Chumbawamba senza gli atteggiamenti hippie e punk.

Woman's Gotta Have It (WB, 1995) e` un disco piu` indiano che inglese, e piu` elegante che demenziale. Le canzoni si distendono in strutture armoniche piu` lunghe e rilassate. L'agit-prop del disco precedente e` diluito in un'atmosfera esotica e fiabesca.
Aperto e chiuso dalla lunga baraonda di campionamenti, sbuffi di sintetizzatore, litanie arabiche e battiti techno di Jullandar Shere, il disco prova quella formula un altro paio di volte, con la chitarra rock in primo piano Jansimram King e in fedele stile indiano My Dancing Days Are Gone, a testimoniare che Singh ha trovato la sua vocazione, anche se deve ancora metterla a fuoco. Looking For A Way In (otto minuti) invoca cosi` il raga-boogie dei Velvet Underground, benche' infarcito di infinite cacofonie, per allestire un'ipnosi transculturale; e Wog verra` remixato su EP per diventare una lunga trance etno-elettronica. Il resto del disco e` un po' confuso e dispersivo. Hong Kong Book Of Kung Fu, un blues-rock alla Rolling Stones, sembra suonato da un complesso diverso da quello che campiona canti rurali indiani per comporre il mosaico percussivo di Camp Orange. Gli esperimenti stanno diventando un po' stucchevoli, ma ogni tanto Singh indovina la melodia e l'arrangiamento che fanno gridare al miracolo.

When I Was Born For The 7th Time (Wiiija, 1997 - Luaka Bop/Warner, 1997) mette a frutto quel melange stilistico in un formato piu` commerciale. Eliminate le cacofonie, reso professionale il sound, mimetizzate le radici indiane, esaltate le melodie e introdotti i circuiti elettronici, quel che rimane sono canzonette disinvolte come il singolo di successo Brimful Of Asha (sorprendentemente cadenzato alla Velvet Underground) o We're In Your Corner (una briosa tarantella indiana). Sleep On The Left Side, per rap, sitar, batteria, tamburello, loop di harmonium e basso dub.
Il grosso del disco e` ballabile ed elettronico, trasudante di ritmi da trance e di produzioni alla moda. Funky Days Are Back Again e Road Back Country (una ballata country!) sono brani cromatici e mimetici, costruiti su armonie viscide che sgusciano dai generi senza lasciar traccia. Gli strumentali Butter The Soul e It's Indian Tobacco sono completamente artificiali, collage di eventi sonori distesi su una gradevole base ritmica. In altre parole: riempitivi di lusso. D'altronde il disco nel suo insieme e` un riempitivo di lusso nella carriera di Singh.

If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
Clinton is the name of a parallel project launched by Tjinder Singh and Ben Ayres with the single Jamjar (Wiiija, 1995). The project eventually led to the album Disco & The Halfway To Discontent (Luaka Bop, 1999) of politically charged keyboards-driven dance-music.

The problem with Handcream For A Generation (Wiija, 2002) is the problem with being eclectic: sometimes, you end up being mediocre in all the styles you try out. The single Lessons Learned From Rocky I to Rocky III is one of Cornershops' most aggressive and straightforward numbers. The 14-minute opus Spectral Mornings is an acid raga that compares well with similar endeavours of the Sixties. But too many songs seem to exist only for the sake of trying out something new. This is a sample of musical styles of the late twentieth century that even the performers do not seem to enjoy.

There are good songs on the sitar-tinged Judy Sucks A Lemon For Breakfast (2009), the first album in seven years, such as The Roll Off Characteristics and Who Fingered Rock and Roll, but the post-dub instrumental Chamchu and the 17-minute The Turned On Truth steal the show.

Pared down to the duo of Singh and multi-instrumentalist Ben Ayres, Cornershop relaxed in a collaboration with female Indian singer Bubbley Kaur, The Double-O Groove Of (2011), that includes the 2004 singles Topknot and Natch, and especially the new Double Decker Eyelashes; but the rest is filler of the lowest quality.

By the time of Urban Turban (2012), Cornershop had become a much simpler project and the music had acquired a laid-back tone best represented by the nursery rhyme What Did the Hippie Have In His Bag.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

Se sei interessato a tradurre questo testo, contattami

What is unique about this music database