Dead C
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
DR503, 6/10
Helen Said These, 6/10
Trapdoor Fucking Exit, 7/10
Eusa Kills, 6/10
Harsh '70s Reality, 8/10
The Operation Of The Sonne, 7/10
Clyma Est Mort, 6/10
White House, 7.5/10
Repent, 6.5/10
Wreck Small Speakers On Expensive Stereos, 5/10
Gate, 5/10
Gate: Dew Line, 7.5/10
Morley: The Pavillion Of Fools, 6/10
Gate: The Mono Lake, 6.5/10
Gate: The Lavender Head , 7/10
Gate: The Wisher Table , 6.5/10
Trash: Mihiwaka , 5/10
A Handful Of Dust: Concord , 6/10
A Handful Of Dust: The Philosophik Mercury , 7/10
A Handful Of Dust: Now Gods Stand Up For Bastards, 6/10
A Handful Of Dust: Jerusalem Street Of Graves, 6.5/10
A Handful Of Dust: Mares' Milk Mixed With Blood (2004), 5/10
Dead C: Tusk, 7/10
Bruce Russell: Project For A Revolution In New York, 6/10
Bruce Russell: Maximalist Mantra Music , 6.5/10
Bruce Russell: Painting The Passports Brown , 6/10
Dead C: Dead C , 6.5/10
Dead C: New Electric Music , 6.5/10
Dead C: The Damned (2003), 5/10
Dead C Future Artists (2007), 7/10
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The most radical were New Zealand's Dead C, i.e. Michael Morley and Bruce Russell. The primitive, guitar-based cacophony of DR503 (1987) evolved into Trapdoor Fucking Exit (1990), which harmonized raga-rock, acid-rock, the Velvet Underground's Sister Ray and the Grateful Dead's Dark Star, and into the improvised chamber psychedelic jams of Harsh '70s Reality (1992), whose rhythm-less, droning, electronic soundscapes evoked both Lou Reed's Metal Machine Music and Gordon Mumma's sonic scupltures. If hell exists, Beatles fans will spend eternity listening to this album. More anti-atmospheric improvisations surfaced on The Operation Of The Sonne (1994), containing three apocalyptic jams (notably Air). If Brian Eno invented music that should not be listened to, Dead C invented music that is impossible to listen to. However, blurred shapes of ballads appeared behind the thick, magmatic mist of White House (1995), one of their most emotional "sculptures", Repent (1996) and Tusk (1998).

Morley's project Gate indulged in hyper-abrasive and dilated ballads on Dew Line (1994), but progressively evolved towards the gentle, languid computer-generated electronic music of The Lavender Head (1998).

Russell's collaboration with violinist Alastair Galbraith, A Handful Of Dust was best represented by the two lengthy improvisations of The Philosophik Mercury (1994) and by The City of God, off Jerusalem Street Of Graves (1998). Mares' Milk Mixed With Blood (Non Mi Piace, 2004) collects live improvisations with Steve Stapleton.

Bruce Russell's trilogy of solo albums, Project For A Revolution In New York (1998), Maximalist Mantra Music (2000) and Painting The Passports Brown (2001), focused on the atmospheric quality of his extended compositions for distorted guitars and bedroom electronics


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Il neozelandese Michael Morley e Bruce Russell sono due dei protagonisti mondiali del rock d'avanguardia. I loro Dead C hanno composto alcuni fra gli album piu` radicali e intriganti della loro epoca.

I Dead C vennero formati da Michael Morley (ex This Kind Of Punishment), Bruce Russell (ex Xpressway) e Robbie Yeats (ex Verlaines).

Il loro album di debutto, DR503 (Flying Nun, 1987), ristampato in seguito con altre rarita` dell'epoca, e` una delle opere piu` sperimentali dell'intero rock neozelandese, forte delle cacofonie di Angel e dell'apocalittica Sun Stabbed. La musica e` peraltro ancora incerta e naive.

Il mini-album Helen Said These (Siltbreeze, 1989) lo ha forse persino superato in pervicacia rumoristica.

Il capolavoro del primo periodo e` comunque Trapdoor Fucking Exit (Siltbreeze, 1990), che comprende Helen, un album in cui le loro radici (raga-rock, acid-rock, Velvet Underground, Grateful Dead) si compenetrano per dar luogo a estenuanti cerimoniali sonori. Le chitarre torturate di Michael Morley e Bruce Russell creano al massimo una patina di rumore, oltre la quale si stende al massimo il picchiettio distratto di una batteria. Le canzoni non sono pertanto di facile digestione: Heaven e` una ballata "acida" che accoppia le armonie vocali degli Holy Modal Rounders allo strimpellio sgangherato dei Royal Trux. Le canzoni piu` virulente e ritmate, come Mighty, propongono un genere molto scadente di garage-rock. Quelle piu` sperimentali, come Krossed, sono incubi d'infanzia (cacofonie libere che lasciano spazio a una marcia militare con tanto di coro di soldati). Il bailamme cadenzato e ipnotico di Power lascia intravedere cio` che sta per succedere nei due lunghi brani del disco.
Bury (dopo una prima parte di feedback riverberati all'infinito e di recitazione incomprensibile) s'inoltra in sedici minuti di maelstrom di rumori indecifrabili nel quale vorticano mormorii sottovoce, tamburi tribali, versi di animali, un accordo saltuario di chitarra. Alla fine rimangono soltanto cupi droni in lontananza. E` la loro personale Virgin Forest.
La loro personale Sister Ray e` invece Helen Said This, undici minuti di cerimoniale esoterico, una chitarra contro l'altra in un crescendo marziale, con un finale ancora di fantasmi, una chitarra che emette soltanto accordi anemici e riverberi infiniti, e l'altra che intona un raga stridulo.

Il contemporaneo Eusa Kills (Flying Nun, 1990) mette in risalto la scrittura orrendamente spastica del trio in brani che conservano il formato della canzone rock.

Il doppio Harsh '70s Reality (Siltbreeze, 1992) supera ogni baluardo armonico, specialmente nei ventidue minuti di Driver UFO. Questa estenuante jam psichedelica da camera dilata praticamente le fughe dei Grateful Dead, lasciando in primo piano soltanto feedback, glissando e riverberi, eliminando del tutto il ritmo, e stendendo veli di turpissima elettronica sulle sconclusionate elucubrazioni delle chitarre. Il battibecco siderale delle chitarre e` quasi l'antitesi della storia della musica rock. I dodici minuti di Love non sono da meno, con quel lungo crepitio di chitarra, le innumerevoli stecche, il battito casuale della batteria, e neppure un minimo di senso della canzone. Un lungo ispido assordante drone trascina quell'altra tortura di Sea Is A Violet, con le percussioni amatoriali scatenate senza ritegno. Le chitarre si divertono in Suffer Bomb Damage a simulare un bombardamento.
Pochi i momenti di tregua. Sky si riallaccia invece al garage-rock Australiano, a Scientists e Feedtime; Constellation copia spudoratamente il tribalismo e la distorsione di Sister Ray. Hope (dieci minuti) chiude il disco con una cantilena pseudo-hippie, affogata in accordi stanchi di chitarra, ancora una volta senza batteria ma con colpi di gong.
Il disco rappresenta l'apice della ricerca anti-armonica di Russell e Morley. Il suo paesaggio sonoro e` delimitato dal secondo album dei Velvet Underground, dalle prime vertiginose suite dei Pink Floyd, dai piu` sconclusionati deliri dal vivo dei Grateful Dead e dalla Metal Machine Music di Lou Reed. Soltanto il Twin Infinitive dei Royal Trux puo` fargli concorrenza. Se esiste l'inferno, i fans dei Beatles passeranno l'eternita` ad ascoltare questo disco.

The Operation Of The Sonne (Siltbreeze, 1994) raccoglie tre lunghe improvvisazioni che sono fra le loro opere piu` ostiche. La monumentale Air costituisce forse il loro gesto piu` apocalittico.

White House (Siltbreeze, 1995) ha riproposto lo stesso dadaista approccio alla composizione in un formato appena piu` accessibile. Il disco si apre con le vibrazioni/distorsioni assordanti di Voodoo Spell, subito sommerse da Spell (dodici minuti), un magma di cacofonie in continuo movimento solcato da improvvisazioni stonatissime delle chitarre. Il volo psichedelico di Aime To Prochain Comme Toi Meme e la ballata ultra-distorta di Bitcher (che piacerebbe a Brother J.T.) aprono nel modo piu` solenne le porte dell'inferno alla torrenziale Outside che chiude il disco. Quest'ultima e` un capolavoro di attesa snervante di una canzone che non prendera` mai forma, una forma di apologo Beckett-iano i cui protagonisti sono i minacciosi rumori che si accavallano agli accordi sgranocchiati dalla chitarra. Il drone quasi mantrico si auto-alimenta di una forza selvaggia, ma quella forza non si libera mai. E` come il preludio a una cavalcata degli Amon Duul, ma un preludio che non riesce mai a suonare il riff di partenza. Mutatis mutandis (la strumentazione rock invece dei marchingegni elettronici) questi brani sono imparentati con le sculture sonore di Gordon Mumma. Brian Eno invento` la musica che non si fa ascoltare. I Dead C hanno inventato la musica che e` impossibile ascoltare.

Dello stesso anno, anche se rimasto inedito per qualche tempo, e` il bootleg ufficiale dal vivo Clyma Est Mort (Siltbreeze, 1994).

Repent (Siltbreeze, 1996) ne raccoglie altre sei, ormai senza titolo, di circa dieci minuti ciascuna. Lento, quasi eroinomane, avvolto in sibili lancinanti, il primo brano si sviluppa secondo i crescendo di suspence dei primi Pink Floyd. Il secondo stende rumori curiosi su un ritmo di danza pellerossa che si trasforma in un battito monoliticamente ipnotico. Il quarto e` un'orgia di eccessi sonori, un tripudio anti-fonico che seppellisce la scienza del contrappunto sotto un fitto strato di sibili lancinanti, di ronzii abrasivi, di clangori stordenti.

Sono dischi sempre piu` estremi, registrati da un combo sempre piu` sicuro dei propri mezzi, ma per il quale e` difficile intravedere un futuro. Non e` un caso che i membri siano da tempo corsi ai ripari con numerosi progetti paralleli.

Il primo album solista di Bruce Russell, Poison + Lie$ = Money + Death (Crank Automotive, 1996), contiene una sola composizione che e` sostanzialmente un lungo drone di chitarra.

Morley, che aveva per anni coltivato in segreto gli esperimenti usciti a nome Wreck Small Speakers On Expensive Stereos su A Child's Guide To (Flying Nun, 1988), in seguito raccolti su River Falling Love (Ajax, 1993), avvia anche il progetto Gate, con cui la New Zealand ha trovato i propri alfieri del rumore industriale. I primordi, consegnati a cassette come Fear Of Music (Precious Metal, 1989), Hate (Precious Metal, 1990) e Metric (Precious Metal, 1991), sono tanto velleitari quanto quelli dei suoi omologhi britannici. Guitar (Majora, 1993) e Amerika (Majora, 1993) dimostrano soltanto incertezze. Anche Golden (IMD, 1995) raccoglie materiale dei primi tempi. Lounge (Twisted Village, 1993) ritorna al sound dei Dead C. La maturazione inizia pero` quell'anno.

Dew Line (Table Of Elements, 1994) e` un disco di canzoni, ma le loro armonie non potrebbero essere piu` ostiche, tutte dissonanze, loop ed effetti abrasivi a tutto volume. Il terzo (dodici minuti) e` una delle ballate piu` dilatate della storia del rock, composta da una nenia agonizzante lasciata fluttuare su un mare di distorsioni in ebollizione. Il canto si affievolisce ancor piu` nel quarto brano (nove minuti), ancora una ballata ma sempre piu` avvolta in questa fitta nebbia di distorsioni. Il rock psichedelico trova una formulazione al tempo stesso epica e apocalittica, come non accadeva dai tempi di Tim Buckley.
Il disco costituisce anche un significativo passo in avanti, in quanto Morley prende coscienza del proprio stile come chitarrista. Il secondo brano (undici minuti) e` un mini-concerto per droni minimalisti e, con le sue geometrie aperte, segna un netto stacco rispetto alle improvvisazioni caotiche dei Dead C. Il quinto (nove minuti) sprigiona le forze diaboliche della sua chitarra come se Morley volesse bruciare al napalm tutta la storia del rock.

Dopo una serie di improvvisazioni dal vivo con Thurston Moore, Lee Ranaldo, raccolte su Boston New York City (Poon Village, 1996), che ne consacrano lo status di genio del rumore improvvisato, Morley completa la sua maturazione prima con un disco uscito a suo nome, The Pavillion Of Fools (FSS, 1996), e poi con un'opera dei Gate tanto selvatica quanto elegante nella sua selvatichezza, The Mono Lake (Table Of Elements, 1997).

Gate's The Lavender Head (Precious Metal, 1998), recorded in 1996 and reissued as My Dear Sweet Reluctant Sweetheart (Hell's Half Halo, 2001), is a two-disc four-tracks album of computer-generated electronic music (sort of Lou Reed's Metal Machine Music updated to the era of samplers and computers). The Blurred Tree is relatively similar to previous Gate albums, but the other three side-long pieces sound like gentle, lazy mantras. Gate's The Wisher Table (Precious Metal, 2002), recorded in 1997, offers similar "metal machine pop".

Morley ha lavorato anche al progetto 2 Foot Flame (Matador, 1995) con Peter Jefferies e Jean Smith (Mecca Normal). Il loro secondo album si intitola Ultra Drowning (Matador, 1997). Sono due dischi molto piu` accessibili di quelli che li hanno preceduti, e forse piu` vicini allo stile di Jefferies che a quello di Morley.

Yeats ha registrato Mihiwaka (IMD) a nome Trash, con Bruce Blucher e Paul Cahill.

Russell, critico musicale che ha scritto manifesti sul "free noise" e sulle "improvised sound sculptures", e` anche titolare di A Handful Of Dust con il violinista Alastair Galbraith. Dopo un primo EP (Twisted Village, 1992), e` uscito il primo album, Concord (Studio 13, 1993). Questi e altri brani del primo periodo verranno poi raccolti su Musica Humana (Corpus Hermeticum, 1994) e su Spiritual Libertines (Crank Automotive, 1996). Sul loro secondo album, The Philosophik Mercury (Corpus Hermeticum, 1994), Galbraith accompagna al violino e al liuto due lunghi deliri elettronici di Russell registrati dal vivo nel 1993, Fama Fraternitatis e God's Love To His People (trenta minuti). Now Gods Stand Up For Bastards (Corpus Hermeticum, 1995) ne annovera un altro, Dark Lantern Of Reason. Jerusalem Street Of Graves (Corpus Hermeticum, 1998) contiene forse la loro suite piu` spaventosa, The City of God.

Russell (under the moniker Dust) also collaborated with Clinton "Omit" Williams on Deformed (Corpus Hermeticum, 1997).

Tusk (Siltbreeze, 1998), arroccato attorno alla terribile bruttezza Tusk (dodici minuti di sabba infernale con il martellante battito della Sister In Ray dei Velvet Underground), di Plane (undici minuti di confuse percussioni e found objects) di Half (cinque minuti di dissonanze e frequenze radio), di Imaginary (sette minuti di rantoli funerei e cacofonia delirante), e di Head (undici minuti di distorsione allucinata in crescendo), ha riportato i Dead C alla gloriosa stagione di White House.

Russell ha infine pubblicato a suo nome Project For A Revolution In New York (Siltbreeze, 1998), comprendente due lunghi brani dal vivo (Eraser, un assolo chitarristico che ricorda i deliri inediti di Von Lmo, e Recollections Of The Golden Triangle, un'improvvisazione pseudo-jazz per piccolo ensemble sullo stile dei Borbetomagus).

DR503C (Flying Nun, 2000) e` un'antologia di rarita` e inediti.

Bruce Russell's Maximalist Mantra Music (Crank Automotive, 2000) pays his homage to Lou Reed's Metal Machine Music with three extended compositions for bedroom electronics (actually, guitars and keyboards). As cacophonous as its predecessor, Russell's album, like all concept art, is more about the whole than its parts: sounds grow and move, like living organisms, but the overall structure remains the same, a subdued psycho-industrial symphony. The War Between Desire And Technology is almost new age music (by his standards) but On Certain Obsolete Notions will make Lou Reed proud of his disciple.

Painting The Passports Brown (Corpus Hermeticum, 2001) completes the trilogy of solo albums and increases the "atmospheric" quality of his music.

(Traduzione di Alessandra De Angelis)

Maximalist Mantra Music (Crank Automotive, 2000) di Bruce Russell e` di fatto un tributo alla Metal Machine Music di Lou Reed con tre prolungate composizioni per elettronica da camera (in realta', chitarre e tastiere). Cacofonico quanto il suo predecessore, l'album di Russell , come tutta l'arte di concetto, si occupa piu' del totale che delle singole parti: i suoni si sviluppano e si muovono come fossero organismi viventi, ma la struttura complessiva rimane la stessa, una sommessa sinfonia psicoindustriale.

Dead C (Language, 2000), a sprawling double-CD album, covers material ranging from 1995 till 1999. Technologically, it displays broader skills than previous recordings (particularly for samples and tape manipulation), but the inspiration is only occasionally up to the task. One is left with the feeling that most of this material is leftovers from previous recordings. The 33-minute Speederbot marks one of their peaks, though. When the trio of Russell, Morley and Yeats succeed, it is often in the merging of free-jazz and raga techniques. It is not a coincidence that a few tracks recall Velvet Underground and Jimi Hendrix.

Dead C's New Electric Music (Language, 2002) is a mixed blessing: the gigantic Forever ranks among their masterpieces, but the other four tracks are negligible. As they age, Dead C are becoming less noisy and more structured.

The Damned (Starlight Furniture, 2003) is a more confused work that alternates between free noise and song structures.

Vain, Erudite And Stupid (Ba Da Bing, 2006) is an odd career retrospective that omits some of their best material (e.g., nothing is from Trapdoor Fucking Exit).

Future Artists (Ba Da Bing, 2007) totally annihilated the revisionist experiment of The Damned by focusing on what Dead C do best: absolute chaotic noise with an avantgarde penchant and occasionally a faint rock rhythm (the 13-minute The AMM Of Punk Rock, the 17-minute Eternity, the glorious cacophonous 20-minute crescendo of Garage).

Gilded Splinters (Spirit Of Orr, 2007) collects five Bruce Russell tape Works from 1995 to 2005.

Dead C (Language, 2000), un monumentale album doppio, copre materiale registrato fra il 1995 e il 1999. Tecnologicamente parlando, mette in luce un'abilita` superiore nel gestire campionamenti e nastri, ma l'ispirazione e` solo di tanto in tanto alla pari. Sembra quasi che si tratti di rimasugli piu` che di composizioni maggiori. Quella di 33-minute, Speederbot, e` comunque uno dei loro momenti piu` genialmente estremisti della loro carriera. Quando il trio di Russell, Morley e Yeats ingrana la marcia giusta, e` spesso nella fusione di tecniche free-jazz e raga. Non a caso qualche brano ricorda i Velvet Underground e Jimi Hendrix.
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