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The most radical were New Zealand's Dead C, i.e. Michael Morley and Bruce Russell. The primitive, guitar-based cacophony of DR503 (1987) evolved into Trapdoor Fucking Exit (1990), which harmonized raga-rock, acid-rock, the Velvet Underground's Sister Ray and the Grateful Dead's Dark Star, and into the improvised chamber psychedelic jams of Harsh '70s Reality (1992), whose rhythm-less, droning, electronic soundscapes evoked both Lou Reed's Metal Machine Music and Gordon Mumma's sonic scupltures.
If hell exists, Beatles fans will spend eternity listening to this album.
More anti-atmospheric improvisations surfaced on The Operation Of The Sonne (1994), containing three apocalyptic jams (notably Air). If Brian Eno invented music that should not be listened to, Dead C invented music that is impossible to listen to. However, blurred shapes of ballads appeared behind the thick, magmatic mist of White House (1995), one of their most emotional "sculptures", Repent (1996) and Tusk (1998).
Morley's project Gate indulged in hyper-abrasive and dilated ballads on Dew Line (1994), but progressively evolved towards the gentle, languid computer-generated electronic music of The Lavender Head (1998).
Russell's collaboration with violinist Alastair Galbraith, A Handful Of Dust was best represented by the two lengthy improvisations of The Philosophik Mercury (1994) and by The City of God, off Jerusalem Street Of Graves (1998).
Mares' Milk Mixed With Blood (Non Mi Piace, 2004) collects
live improvisations with Steve Stapleton.
Bruce Russell's trilogy of solo albums, Project For A Revolution In New York (1998), Maximalist Mantra Music (2000) and Painting The Passports Brown (2001), focused on the atmospheric quality of his extended compositions for distorted guitars and bedroom electronics
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Il neozelandese Michael Morley e
Bruce Russell sono due dei protagonisti mondiali del rock d'avanguardia.
I loro Dead C hanno composto alcuni fra gli album piu` radicali e
intriganti della loro epoca.
I Dead C vennero formati da Michael Morley
(ex This Kind Of Punishment),
Bruce Russell (ex Xpressway) e Robbie Yeats (ex Verlaines).
Il loro album di debutto, DR503 (Flying Nun, 1987), ristampato in seguito
con altre rarita` dell'epoca, e` una delle opere
piu` sperimentali dell'intero rock neozelandese, forte delle cacofonie di
Angel e dell'apocalittica Sun Stabbed. La musica e` peraltro
ancora incerta e naive.
Il mini-album
Helen Said These (Siltbreeze, 1989) lo ha
forse persino superato in pervicacia rumoristica.
Il capolavoro del primo periodo e` comunque
Trapdoor Fucking Exit (Siltbreeze, 1990), che comprende Helen,
un album in cui le loro radici (raga-rock, acid-rock, Velvet
Underground, Grateful Dead) si compenetrano per dar luogo a estenuanti
cerimoniali sonori.
Le chitarre torturate di Michael Morley e Bruce Russell creano
al massimo una patina di rumore, oltre la quale si stende al massimo il
picchiettio distratto di una batteria.
Le canzoni non sono pertanto di facile digestione:
Heaven e` una ballata "acida" che accoppia le
armonie vocali degli Holy Modal Rounders allo strimpellio sgangherato dei
Royal Trux.
Le canzoni piu` virulente e ritmate, come Mighty,
propongono un genere molto scadente di garage-rock. Quelle piu` sperimentali,
come Krossed, sono incubi d'infanzia (cacofonie libere che lasciano
spazio a una marcia militare con tanto di coro di soldati).
Il bailamme cadenzato e ipnotico di Power lascia intravedere cio`
che sta per succedere nei due lunghi brani del disco.
Bury (dopo una prima parte di feedback riverberati all'infinito e di
recitazione incomprensibile) s'inoltra in sedici minuti di maelstrom di rumori
indecifrabili nel quale vorticano mormorii sottovoce, tamburi tribali,
versi di animali, un accordo saltuario di chitarra. Alla fine
rimangono soltanto cupi droni in lontananza.
E` la loro personale Virgin Forest.
La loro personale Sister Ray e` invece Helen Said This, undici
minuti di cerimoniale esoterico, una chitarra contro l'altra in un crescendo
marziale, con un finale ancora di fantasmi, una chitarra che emette soltanto
accordi anemici e riverberi infiniti, e l'altra che intona un raga stridulo.
Il contemporaneo Eusa Kills (Flying Nun, 1990) mette in risalto la
scrittura orrendamente spastica del trio in brani che conservano il formato
della canzone rock.
Il doppio Harsh '70s Reality (Siltbreeze, 1992) supera ogni baluardo
armonico, specialmente nei ventidue minuti di Driver UFO.
Questa estenuante jam psichedelica da camera dilata praticamente le fughe
dei Grateful Dead, lasciando in primo piano soltanto feedback, glissando
e riverberi, eliminando del tutto il ritmo, e stendendo veli di turpissima
elettronica sulle sconclusionate elucubrazioni delle chitarre. Il battibecco
siderale delle chitarre e` quasi l'antitesi della storia della musica rock.
I dodici minuti di Love non sono da meno, con quel lungo crepitio
di chitarra, le innumerevoli stecche, il battito casuale della batteria,
e neppure un minimo di senso della canzone.
Un lungo ispido assordante drone trascina quell'altra tortura di
Sea Is A Violet, con le percussioni amatoriali scatenate senza ritegno.
Le chitarre si divertono in Suffer Bomb Damage a simulare un
bombardamento.
Pochi i momenti di tregua.
Sky si riallaccia invece al garage-rock Australiano, a Scientists e
Feedtime; Constellation copia spudoratamente il tribalismo e la
distorsione di Sister Ray.
Hope (dieci minuti) chiude il disco con una cantilena pseudo-hippie,
affogata in accordi stanchi di chitarra, ancora una volta senza batteria
ma con colpi di gong.
Il disco rappresenta l'apice della ricerca anti-armonica di Russell e Morley.
Il suo paesaggio sonoro e` delimitato dal secondo album dei Velvet Underground,
dalle prime vertiginose suite dei Pink Floyd, dai piu` sconclusionati deliri
dal vivo dei Grateful Dead e dalla Metal Machine Music di Lou Reed.
Soltanto il
Twin Infinitive dei Royal Trux
puo` fargli concorrenza.
Se esiste l'inferno, i fans dei Beatles passeranno l'eternita` ad ascoltare
questo disco.
The Operation Of The Sonne (Siltbreeze, 1994) raccoglie tre lunghe
improvvisazioni che sono fra le loro opere piu` ostiche. La monumentale
Air costituisce forse il loro gesto piu` apocalittico.
White House (Siltbreeze, 1995) ha riproposto lo stesso dadaista
approccio alla composizione in un formato appena piu` accessibile.
Il disco si apre con le vibrazioni/distorsioni assordanti di
Voodoo Spell, subito sommerse da Spell (dodici minuti), un magma
di cacofonie in continuo movimento solcato da improvvisazioni stonatissime delle
chitarre.
Il volo psichedelico di Aime To Prochain Comme Toi Meme e la ballata
ultra-distorta di Bitcher (che piacerebbe a Brother J.T.) aprono nel
modo piu` solenne le porte dell'inferno alla torrenziale Outside che
chiude il disco. Quest'ultima e` un capolavoro di attesa snervante di una
canzone che non prendera` mai forma, una forma di apologo Beckett-iano i cui
protagonisti sono i minacciosi rumori che si accavallano agli accordi
sgranocchiati dalla chitarra. Il drone quasi mantrico si auto-alimenta di
una forza selvaggia, ma quella forza non si libera mai. E` come il preludio
a una cavalcata degli Amon Duul, ma un preludio che non riesce mai a suonare
il riff di partenza.
Mutatis mutandis (la strumentazione rock invece dei marchingegni elettronici)
questi brani sono imparentati con le sculture sonore di Gordon Mumma.
Brian Eno invento` la musica che non si fa ascoltare. I Dead C hanno inventato
la musica che e` impossibile ascoltare.
Dello stesso anno, anche se rimasto inedito per qualche tempo, e`
il bootleg ufficiale dal vivo Clyma Est Mort (Siltbreeze, 1994).
Repent (Siltbreeze, 1996) ne raccoglie altre sei, ormai senza titolo,
di circa dieci minuti ciascuna.
Lento, quasi eroinomane, avvolto in sibili lancinanti, il primo brano si
sviluppa secondo i crescendo di suspence dei primi Pink Floyd.
Il secondo stende rumori curiosi su un ritmo di danza pellerossa che si
trasforma in un battito monoliticamente ipnotico.
Il quarto e` un'orgia di eccessi sonori, un tripudio anti-fonico che seppellisce
la scienza del contrappunto sotto un fitto strato di sibili lancinanti, di
ronzii abrasivi, di clangori stordenti.
Sono dischi sempre piu` estremi, registrati da un combo sempre piu` sicuro
dei propri mezzi, ma per il quale e` difficile intravedere un futuro.
Non e` un caso che i membri siano da tempo corsi ai ripari con numerosi
progetti paralleli.
Il primo album solista di Bruce Russell,
Poison + Lie$ = Money + Death (Crank Automotive, 1996), contiene una
sola composizione che e` sostanzialmente un lungo drone di chitarra.
Morley, che aveva per anni coltivato in segreto gli esperimenti usciti a nome
Wreck Small Speakers On Expensive Stereos su
A Child's Guide To (Flying Nun, 1988), in seguito raccolti su
River Falling Love (Ajax, 1993),
avvia anche il progetto Gate, con cui la New Zealand ha trovato
i propri alfieri del rumore industriale.
I primordi, consegnati a cassette come
Fear Of Music (Precious Metal, 1989),
Hate (Precious Metal, 1990) e
Metric (Precious Metal, 1991), sono tanto velleitari quanto quelli dei
suoi omologhi britannici. Guitar (Majora, 1993) e
Amerika (Majora, 1993) dimostrano soltanto incertezze.
Anche Golden (IMD, 1995) raccoglie materiale dei primi tempi.
Lounge (Twisted Village, 1993) ritorna al sound dei Dead C.
La maturazione inizia pero` quell'anno.
Dew Line (Table Of Elements, 1994) e` un disco di canzoni, ma le
loro armonie non potrebbero essere piu` ostiche, tutte dissonanze, loop ed
effetti abrasivi a tutto volume.
Il terzo (dodici minuti) e` una delle ballate piu` dilatate della storia del
rock, composta da una nenia agonizzante lasciata fluttuare su un mare
di distorsioni in ebollizione.
Il canto si affievolisce ancor piu` nel quarto brano (nove minuti), ancora una
ballata ma sempre piu` avvolta in questa fitta nebbia di distorsioni.
Il rock psichedelico trova una formulazione al tempo stesso epica e
apocalittica, come non accadeva dai tempi di Tim Buckley.
Il disco costituisce anche un significativo passo in avanti,
in quanto Morley prende coscienza del proprio stile come chitarrista.
Il secondo brano (undici minuti) e` un mini-concerto per droni minimalisti
e, con le sue geometrie aperte, segna un netto stacco rispetto alle
improvvisazioni caotiche dei Dead C.
Il quinto (nove minuti) sprigiona le forze diaboliche della sua chitarra
come se Morley volesse bruciare al napalm tutta la storia del rock.
Dopo una serie di improvvisazioni dal vivo con Thurston Moore,
Lee Ranaldo, raccolte su Boston New York City (Poon Village, 1996),
che ne consacrano lo status di genio del rumore improvvisato, Morley
completa la sua maturazione prima con un disco uscito a suo nome,
The Pavillion Of Fools (FSS, 1996), e poi con un'opera dei Gate
tanto selvatica quanto elegante nella sua selvatichezza,
The Mono Lake (Table Of Elements, 1997).
Gate's
The Lavender Head (Precious Metal, 1998), recorded in 1996 and reissued
as My Dear Sweet Reluctant Sweetheart (Hell's Half Halo, 2001), is a
two-disc four-tracks album of computer-generated electronic music
(sort of Lou Reed's Metal Machine Music updated to the era of
samplers and computers). The Blurred Tree is relatively similar
to previous Gate albums, but the other three side-long pieces sound like
gentle, lazy mantras.
Gate's The Wisher Table (Precious Metal, 2002), recorded in 1997,
offers similar "metal machine pop".
Morley ha lavorato anche al progetto 2 Foot Flame (Matador, 1995)
con Peter Jefferies e Jean Smith (Mecca Normal).
Il loro secondo album si intitola Ultra Drowning (Matador, 1997).
Sono due dischi molto piu` accessibili di quelli che li hanno preceduti,
e forse piu` vicini allo stile di Jefferies che a quello di Morley.
Yeats ha registrato Mihiwaka (IMD) a nome Trash, con Bruce
Blucher e Paul Cahill.
Russell, critico musicale che ha scritto manifesti sul "free noise" e sulle
"improvised sound sculptures", e` anche titolare di A Handful Of Dust
con il violinista Alastair Galbraith.
Dopo un primo EP (Twisted Village, 1992), e` uscito il primo album,
Concord (Studio 13, 1993). Questi e altri brani del primo periodo
verranno poi raccolti su Musica Humana (Corpus Hermeticum, 1994) e su
Spiritual Libertines (Crank Automotive, 1996).
Sul loro secondo album, The Philosophik Mercury
(Corpus Hermeticum, 1994), Galbraith accompagna
al violino e al liuto due lunghi deliri elettronici di
Russell registrati dal vivo nel 1993, Fama Fraternitatis e
God's Love To His People (trenta minuti).
Now Gods Stand Up For Bastards (Corpus Hermeticum, 1995) ne annovera
un altro, Dark Lantern Of Reason.
Jerusalem Street Of Graves (Corpus Hermeticum, 1998) contiene forse
la loro suite piu` spaventosa, The City of God.
Russell (under the moniker Dust) also collaborated with Clinton "Omit" Williams
on Deformed (Corpus Hermeticum, 1997).
Tusk (Siltbreeze, 1998), arroccato attorno alla terribile bruttezza
Tusk (dodici minuti di sabba infernale con il martellante battito
della Sister In Ray dei Velvet Underground),
di Plane (undici minuti di confuse percussioni e found objects)
di Half (cinque minuti di dissonanze e frequenze radio),
di Imaginary (sette minuti di rantoli funerei e cacofonia delirante),
e di Head (undici minuti di distorsione allucinata in crescendo),
ha riportato i Dead C alla gloriosa stagione di White House.
Russell ha infine pubblicato a suo nome Project For A Revolution In New York
(Siltbreeze, 1998), comprendente due lunghi brani dal vivo
(Eraser, un assolo chitarristico che ricorda i deliri inediti di Von Lmo,
e Recollections Of The Golden Triangle, un'improvvisazione pseudo-jazz
per piccolo ensemble sullo stile dei Borbetomagus).
DR503C (Flying Nun, 2000) e` un'antologia di rarita` e inediti.
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