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Vladislav Delay (Sasu Ripatti) is a techno producer from Finland who
writes lengthy ambient pieces that employ
slow-motion, icey dub-like reverbs and jazz-like improvisations cast in a
digital landscape of samples, glitches, analog waves, and complex bass lines.
His cubism of melodic and rhythmic fragments first appeared on
the EP The Kind of Blue (Huume, 1997).
The live
Ele (Sigma Editions, 1999) already contained two of his masterpieces,
Kohde and Ele .
Entain (Mille Plateaux, 2000) reprises those two tracks from
Ele,
Kohde (21 minutes) and Ele (17 minutes),
and adds
Poiko (19 minutes) and Notke (17 minutes).
The psychological aspect of Delay's art is embodied in
Kohde's minimalist pulsation of subdued, watery, organic patterns
that slowly begin to interact and refract each other, while the background
of glitches becomes more visible and slowly moves to the foreground.
The ambient calm of Ele is swept by swampy beats, like the sounds of
someone rowing a boat.
Poiko feels like a distant tremor of breezes and solar flares that picks up debris along the way, as it circles and radiates and vanishes.
Notke concocts industrial polyrhythms and quasi-dub steps
out of specks of dust.
Multila (Chain Reaction, 2000 - Huume, 2007) veered towards a more
dynamic (even melodramatic) kind of music. For example,
Ranta could be a horror soundtrack (a horde of rodents chewing on a
corpse); Raamat evokes some kind of decomposing organism; and
the dense revolving tapestry of Karha feels like an asteroid traveling
through empty space.
Huone is even a majestic 22-minute techno juggernaut, finally shaking
the groundfloor instead of drilling into the psyche, and a seven minute
intermezzo of pure noise does not damage the catchy pulsation at all.
Viite, instead, returns to Ele's swampy theme, and
the magnificent, incendiary turbulence of Pietola has a repetitive and undulating undercurrent that is reminiscent of Terry Riley's minimalism (like most
of Ele).
Luomo is Delay's lighter, fun, childish, disco project.
Vocalcity (Forcetracks, 2000) collects all of the house EPs:
Market (12 minutes),
Class (12 minutes),
Synkro (14 minutes,
The Right Wing (16 minutes),
Tessio (12 minutes),
She-Center (10 minutes).
Uusitalo is yet another moniker for Onnekas. This time, on the double album
Vapaa Muurari Live (Force, 2000), he performs four lengthy techno (or,
at least, "groove-oriented") suites
(Notke 2, Terra, Serti, Lunni)
that recall Terry Riley's Persian Surgery Dervishes, minus the
spirituality and plus the beats.
Anima (Mille Plateaux, 2001 - Huume, 2008)
is a 61-minute electronic poem, a prime
example of digital soundscaping that draws inspiration from both
musique concrete and industrial music. Its structure is fundamentally the
structure of a collage. There is a logic, though, in the way the collage is
assembled. Delay tries consistently to maintain a grip on his listener's
psyche. Melodic fragments and disjointed noises coexist and blend into each
other in a sort of "call and response" format: for each languid chord there is
a "choir" of tiny dissonances. The contrast creates waves of meaning. The music
"talks", at times frantically. But mostly it talks in a subliminal way, through
a stream of consciousness of cryptic sounds. The piece is as much a
philosophical meditation as a sonic exploration.
Naima (Staubgold, 2002) documents Delay's live performance at Ars Electronica Klangpark 2001, and by far his most experimental album (with references to Morton Subotnick's free-form electronica and Robert Ashley-ian conversational operas).
Demo(n)tracks (Huume, 2004) is a meandering (although certainly soothing)
ambient-dub symphony.
Explode (AGF, 2005) is a collaboration with spoken-word artist AGF.
The Four Quarters (Huume, 2005) finally returned Delay to his ambient
dub/glitch aesthetic, and did so with cold, surgical precision.
Whistleblower (Huume, 2007) exhibited the same meticulous production and
cryptic coldness. Recovery Idea sounds like Multila seen through
the eyes of a wiser, calmer man.
Uusitalo's Tulenkantaja (2006) and Karhunainen (2007)
did to techno what Luomo had done to house.
Vladislav Delay's limited-edition double-LP Tummaa (Leaf, 2009) documents a collaboration with Lucio Capece on clarinet and saxophone, and Scottish soundtrack composer and arranger Craig Armstrong on keyboards.
Luomo released
The Present Lover (2003),
Paper Tigers (2006) and
Convivial (2008).
Vladislav Delay, who was also the drummer in the Moritz Von Oswald Trio,
formed a quartet (on which he plays drums and percussions) with Mika Vainio (on electronics), Lucio Capece (bass clarinet and soprano sax) and Derek Shirley (double bass), documented on
Vladislav Delay Quartet (Honest Jons, 2011), notably the subliminal
12-minute Santa Teresa.
Vantaa (Raster-Norton, 2011) returned Delay to his icy brainy murky
dub-industrial techno whose pieces sound like the stream of consciousness of a
mathematician trying to prove a difficult theorem.
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(Translation by/ Tradotto da Sara Montefiori)
Vladislav Delay (Luukas Onnekas) è un produttore techno finlandese che scrive lunghi pezzi ambient,
impiegando effetti al rallentatore, gelide vibrazioni dub e improvvisazioni di stile jazz fuse in un
paesaggio digitale fatto di campionamenti, impulsi, onde analogiche e complesse linee di basso. Il suo
cubismo dai frammenti melodici e ritmici è apparso per la prima volta nell' EP The Kind of Blue (Huume,1997).
(Translation by/ Tradotto da Andrea Marengo)
L'album dal vivo Ele (Sigma Editions, 1999) conteneva già
due dei suoi capolavori, Kohde ed Ele. Entain (Mille Plateaux, 2000) riprendeva
quelle due tracce da Ele, Kohde (ventuno minuti) ed Ele (diciassette minuti);
le altre tracce erano Poiko (diciannove minuti) e Notkle (diciassette minuti).
L'aspetto psicologico dell'arte di Delay è rappresentato dalla pulsazione
minimalista dei pattern organici sommessi e inumiditi di Konde, che si
rinfrangono e interagiscono l'un l'altro, mentre il sottofondo di suoni glitch
diviene sempre più visibile mentre emerge lentamente in primo piano. La quieta
ambient di Ele dilaga nei ritmi paludosi allo stesso modo di qualcuno che rema
una barca. Poiko somiglia ad un fremito di brezze e fiamme solari distanti che
recuperano detriti lungo il percorso come se si muovessero in circolo
irradiandosi per poi svanire. Notke miscela poliritmi industriali fuoriuscendo
dalle chiazze di polvere dub.
Multila (Chain Reaction, 2000 - Huume, 2007) proponeva una
musica più dinamica (e drammatica). Ranta Could, ad esempio, potrebbe essere
l'ideale colonna sonora di un film dell' orrore (rievoca un'orda di roditori
che mastica un cadavere); Raamat ricorda un organismo in decomposizione; mentre
il denso arazzo roteante di Karna somiglia ad un asteroide che viaggia nel
mezzo di uno spazio vuoto. Huone è un altro maestoso monolite techno di
ventidue minuti che preferisce mettere i piedi a terra piuttosto che
incanalarsi nella psiche, mentre un intermezzo di sette minuti di rumore puro
li fa apparire meno brutali della pulsazione orecchiabile della traccia. Viite
riprende il tema paludoso di Ele, mentre la magnifica turbolenza incendiaria di
Pietola è una corrente sotterranea ondeggiante e ripetitiva che rievoca (ancor
più di Ele) il minimalismo di Terry Riley.
Luomo è il suo progetto "disco" più accessibile,
divertente e infantile. Vocalcity (Forcetracks, 2000) raccoglie tutti i suoi EP
di musica House: Market (dodici minuti), Class (dodici minuti), Synkro
(quattordici minuti), The Right Wing (sedici minuti), Tessio (dodici minuti) e
She-Center (dieci minuti).
Uusitalo è un'altro nome d'arte di Onnekas. Sul doppio Vaapa
Muurari Live (Force Live) egli proponeva quattro lunghe suite techno (o, per
meglio dire, "orientate sul ritmo"): Notke 2, Terra, Serti e Lunni,
che ricordano un ipotetico Persian Surgery Dervishes di Terry Riley ritmico e
privato della sua spiritualità.
Anima (Mille Plateaux 2001 - Huume, 2008), un poema
elettronico di sessantuno minuti, è un esempio fondamentale di scultura sonora digitale
che si ispira tanto alla musica concreta quanto a quella industriale. La sua
struttura è, fondamentalmente, quella di un collage che segue però una logica
precisa, come se il musicista volesse mantenere una stretta nella psiche
dell'ascoltatore. Frammenti melodici e rumori dsgiunti coesistono tra loro
miscelandosi in una specie di formato "call and response": per ogni
languido accordo vi è un"coro" di dissonanze minute che genera un
contrasto di onde di significato. Talvolta la musica "parla" freneticamente,
facendolo spesso in modo subliminale e tramite un flusso di coscienza di suoni
criptici. Questa traccia è tanto una meditazione filosofica quanto
un'esplorazione sonora.
Naima (Staubgold, 2002) documenta un'esibizione dal vivo di
Delay all'Ars Electronica Klangpark 2001. Questo è di gran lunga il suo album
più sperimentale (che include riferimenti all'elettronica free-form di Morton
Subotnick e alle opere conversazionali di Robert Asley).
Demo(n)tracks (Huume, 2004) è una sinfonia ambient-dub divagante
(anche se, indubbiamente, mitigante).
Explode (AGF, 2005) è una collaborazione con l'artista
spoken word AGF.
Delay ritornava infine alla sua estetica ambient dub/glitch
in The Four Quarters (Huume, 2005), dove la musica veniva composta con precisione
chirurgica fredda ed estrema.
Whistleblower (Huume, 2007) metteva in evidenza la stessa
produzione meticolosa e la sua freddezza criptica. Recovery Idea somiglia a
Multila visto dagli occhi di un uomo più calmo e saggio.
Tulkentaja (2006) e Karhunainen (2007), attribuite a
Uusitalo, facevano alla techno quello che Luomo ha fatto alla musica house.
Il doppio LP in edizione limitata Tummaa (Leaf, 2009)
documenta una collaborazione con Lucio Capece (al clarinetto e al sassofono) e
con il compositore di colonne sonore e arrangiatore scozzese Craig Armstrong
(alle tastiere).
Luomo pubblicò The Present Lover (2003), Paper Tigers (2006)
e Convivial (2008).
Vladislav Delay, anche attivo come batterista nel Moritz Von
Oswald Trio, fondò un quartetto (nel quale suonava batteria e altre
percussioni) con Mika Vainio (all'elettronica), Lucio Capece (al clarinetto
basso e al sassofono soprano) e Derek Shirley (al basso doppio), come
documentato su Vladislav Delay Quartet (Honest Jons, 2011), nel quale sono degni
di nota i dodici minuti di Santa Teresa.
Delay riprendeva la sua glaciale industrial-dub techno
oscura e cerebrale su Vantaa (Raster Norton, 2011), le cui tracce somigliano ad
un flusso di coscienza di un matematico che prova a risolvere un teorema complesso.
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