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Gateway To The Mysteries , 8/10
Healingbow , 6/10 (EP) Fire And Rain , 7/10 | Links: |
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Eden e` uno dei progetti di Sean Bowley, sperimentatore di Melbourne
attivo anche negli All Things Unseen e nei Sunwheal.
Eden sono il progetto piu` ambizioso, ispirato ai Dead Can Dance.
L'ensemble, comprendente violoncello, violino e
un assortimento di strumenti medievali, esegue un rock da camera che incorpora
sonorita` della musica classica e del folk medievale.
Dal vivo Bowley si faceva accompagnare persino da
un druido e proiezioni di video.
Le atmosfere arcane, mistiche, ed esotiche lambiscono spesso il sound di Nico.
Gli Eden esordirono con l'EP The Light Between Worlds (Nightshift, 1989)
e il singolo Searching for Angels Hands (Ultimate, 1990). L'album
Gateway To The Mysteries (Shock, 1990 - Third Mind, 1991) e` di fatto
un ciclo di canzoni d'impronta medievale, ispirato a una mitologia ancestrale.
La dizione "ecclesiastica" del leader si sposa a
melodie vagamente orientali, arrangiamenti esotici e ritmi marziali.
L'ensemble lo asseconda imbastendo partiture eleganti e rarefatte, maestose e
psicologiche. Ci sono tracce di rock
psichedelico nel carillon celestiale di The Slow Bells, di
spiritualismo orientale nel mantra di The Unveiling Of Brigid.
Gli Eden diventano un duo per l'EP
Healingbow (Projekt, 1993). Al fianco
di Bowley, ormai saldamente ancorato alle tastiere elettroniche e al canto,
e` salito in cattedra un altro sperimentatore, Pieter Bourke, suo collaboratore
dal 1988 e attivo anche nei Soma,
al quale vengono demandate le
percussioni. Gli arrangiamenti si fanno ancor piu`
superbi, ancor piu` ispirati al medioevo e al barocco.
Bourke lascio` il gruppo dopo questo disco, per dedicarsi ai dischi di
Lisa Gerrard
e alla collaborazione con David Thrussell
Le ballate macabre e decadenti di Fire And Rain (Projekt, 1995)
sono talmente evocative da far pensare a fantasie
ambientate nello iato temporale fra la vita e la morte.
Il sound e` adesso dominato dal tenebroso baritono di Bowley e dagli
arrangiamenti elettronici di Paul Machliss.
La tetra litania di The Darkness In Me,
scandita dalla chitarra con l'organo che s'impenna epico sul ritornello, li installa nella penombra fra i
Doors e i Joy Division. L'altro riferimento d'obbligo e` Nick Cave, ma un Cave che canti dalla bara appena
saldata, come nella ballata melodiosa di Why, resa con un crooning da brivido. Il sound riposa
inevitabilmente sugli arrangiamenti, squisiti, spesso classicheggianti, che, se talvolta rasentano il
synthpop piu` commerciale, riescono pero` sempre a erigere atmosfere caustrofobiche. Il disco si
avventura in brani sempre piu` audaci, in "om" sempre piu` trascendenti, fino ai borboglii cosmici di
Rooms Above The Sea.
Il gotico moderno degli Eden flirta con il fascino della morte e della putrefazione come se si trattasse si estasi allucinogene. | If English is your first language and you could translate this text, please contact me. |
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