Lubricated Goat
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Plays The Devil's Music (1987), 7/10
Paddock Of Love (1988), 7/10
Psychedelicatessen (1990), 7/10
Forces You Don't Understand (1994), 7/10
Crunt (1994), 6.5/10
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L'australiano (nato in Inghilterra) Stuart "Stu Spasm" Gray e` l'uomo che si cela dietro la sigla Lubricated Goat, fondamentale esperienza del rock australiano. Gray e` uno dei musicisti che epitomizzano il "punk", sia come arte sia come vita. Figlio dello stesso concetto degenere di musica che aveva prodotto i Birthday Party e Foetus. Come loro, Gray e` uno dei piu` autentici e "maledetti" anti-intellettuali dell'era. Tutta l'opera di questo DeSade del rock e` imbevuta di istinti animaleschi, ma in realta`, piu` che di apologia del male, si tratta di una forma di sfogo, di catarsi, di purificazione dal male, per favorire una radicale palingenesi del genere umano.

I Lubricated Goat non sono in realta` mai esistiti come complesso: di disco in disco Gray si e` contornato di collaboratori diversi, a seconda dell'estro e, soprattutto, della sua nuova residenza.

Gray comincio` a suonare a Melbourne: conobbe Brett Ford e divenne il cantante dei suoi Singing Dog. A Sydney nel 1983 si uni` ai Salamander Jim di Tex Perkins (poi Beasts Of Bourbon), con Lachlan McLeod al basso e Martin Bland alla batteria. Li univa la comune passione per Captain Beefheart e i Pere Ubu.

Come i Birthday Party e Foetus, anche Gray si trasferi` a Londra. Li` formo` un gruppo con Renastair E.J. alla chitarra, Mike Delanian al basso (poi con i Gallon Drunk) e Ford alla batteria. Quando rientrarono in Australia, Ford decise di stabilirsi a Perth, dall'altra parte del continente. Li` nell'estate del 1986 Gray e Ford registrarono la prima meta` di quello che sarebbe stato l'album di debutto dei Lubricated Goat: Plays The Devil's Music (Black Eye, 1987). Tornato ad Adelaide, Gray fini` di registrare il disco con Bland. Al basso era sempre Pete Hartley.

Plays The Devil's Music dispone sul tavolo le proprie carte. Se in Guttersnipe si avverte l'influenza della scuola punk dei Celibate Rifles, Jason The Unpopular resuscita il raga cibernetico dei Suicide per il suo incedere elettronico ossessivo e le sue distorsioni vertiginose; se i rumori "buffi", la cadenza da mostro e il registro turpe di Nerve Quake puntano a un connubio di Pere Ubu e Captain Beefheart, con Beyond The Grave Gray conia invece un blues gotico, in cui i gorgheggi da vampiro e le cadenze grottesche intonano lugubri (e autoparodistici) inni all'aldila`. Ossessionato dalla sodomia, dal demonio e dalla morte, Gray racimola detriti del rock d'avanguardia per le sue pantomime tragicomiche, che alla fine conservano pero` sempre una rigorosa struttura di canzone.
Il resto del disco e` composto da una raccolta di brani strumentali (o, meglio, brani senza liriche, poiche` il canto, sia pur ridotto a gemiti e guaiti, e` comunque presente) in cui Gray da` spazio alla componente piu` ridanciana e goliardica della sua ispirazione. Se e` facile dedurre dal titolo e dal passo "cabarettistico" di Anal Injury, l'intento sarcastico, la danza satanica un po` carnevalesca di Hornraiser e il balletto meccanico di Frotting With Ennio non lasciano dubbi sul fatto che Gray voglia rappresentare il Male nelle sue vesti piu` grottesche, invece che spaventose.
Improvvisamente si fa largo anche il jazz: Goats And The Men Who Ride Them caracolla a passo swingante da anni ruggenti e in Can't Believe That We're Really Making Love Gray canticchia su un liquido jamming di chitarre funky.

Lo spirito nichilista del punk rimane sempre in agguato, e non lascia mai degenerare l'opera in un pedante esercizio esoterico. Il disco costituisce in definitiva una colossale notte valpurgica, in cui Belzebu` prende in mano la chitarra e conduce l'orgia di pervertiti.

Gray mise poi insieme Ford, Hartley (passato alla chitarra) e il bassista Guy Maddison dei King Snake Roost e questa formazione registro` il secondo album, Paddock Of Love (Black Eye, 1988). L'umore e` drasticamente cambiato: l'album trasuda violenza e dolore. Ogni brano e` un concentrato tale di emozioni che la vita vissuta di Gray sembra sprizzare fuori dai solchi. I temi macabri assortiti, il registro da "Mefistofele che seduce Faust", le atmosfere tenebrose sono soltanto dei corollari a un teorema piu` ambizioso, quello di un "grunge" massacrante, che non concede tregua: In The Raw e` un festival dei suoi grugniti esagitati, che si fanno largo in un lento maelstrom cacofonico alla Helios Creed; Funeral On A Spit e` un rock and roll alla Summertime Blues propulso da cadenze bestialmente sincopate e lacerato da chitarre chiassosamente heavymetal; Broken Glass sfreccia con una cadenza tribale della batteria e un arpeggio ossessivo della chitarra; e la discese negli inferi e` coronata dall'incalzante voodoobilly di Promised Land (liriche terribili: "The promised land is six feet deep", "Hell is where the mind is").
Nella ricerca di effetti macabri il quartetto si spinge ai limiti della musica industriale e del minimalismo (Gargoyles), affonda in ipnotiche ragnatele blues-psichedeliche (On The Gear), si lascia cullare in un bebop dissonante alla Lounge Lizards (The Spectator), dimostrando, se non altro, un insolito eclettismo.
Fra le righe c'e` abbastanza ironia da annullare qualsiasi riferimento ai Sonic Youth e da giustificare semmai qualche stretto grado di parentela con i Butthole Surfers, e c'e` un uso "adulto" del sintetizzatore (da parte di Gray in persona) che ha come precedente soltanto quello di Ravenstine nei Pere Ubu (vedi la filastrocca demenziale di Elsewhere Else, al solito ritmo di sabba, che la chitarra contrappunta in maniera tutta dissonante, o il veemente ballabile funky di Cannibal's Lament, ruggito alla Beefheart. Ma anche negli sketch piu` mondani, come All Too Sane, Gray riesce a insinuare il dubbio di una tetra verita` ("Is insanity cured by death? It's a cure I'm willing to try").
La formazione di quel disco si disperse rapidamente: perso quasi subito Hartley, drogato fino al punto da non riuscire piu` a tenere la chitarra in mano, Gray dovette fare a meno anche di Ford, che si era felicemente accasato. L'ultimo documento di quella fase fu l'EP Schadenfreude, con Tolnay alla chitarra, Maddison al basso e Gene Ravet alla batteria. I climi torbidi di Shut Your Mind e Magumbo Head vengono creati da un rock and roll concitato e chiassoso e da un canto sempre piu` terrificante. Apice del male e` Toys, sulla quale sfrecciano lancinanti distorsioni di chitarra e infieriscono martellanti figure di basso. Di efferatezza in efferatezza si giunge al marasma sonoro di Melting, al confine fra voodoobilly, danza dalla morte e un preludio futurista di Jimi Hendrix.

Gray era pronto per un nuovo cambiamento di scena e parti` per gli USA. Lo seguirono Bland alla batteria, Renastair alla chitarra e al sassofono e McLeod ai campionamenti. Nella primavera del 1990 il rinnovato quartetto registro` il terzo album dei Lubricated Goat, Psychedelicatessen (Amphetamine Reptile). Il sound e` di nuovo profondamente mutato: con il synth e i campionamenti piu` "presenti", le chitarre sono relegate a un contrappunto cacofonico. A prendere il sopravvento sono, in prima istanza, i climi da musichall di Stroke, di Give Chance A Piece, di Lullaby (per non parlare della fanfara jazz di You're Fading Out). La violenza barbara viene a galla nel nuovo sabba demoniaco, New Kind Of Animal, nell'hip-hop "industriale" di Stu's, nel rock and roll vertiginoso di Never Know What Hit You, nel grunge truculento di Spoil The Atmosphere. Stu rimane soprattutto un Eternal Loser, immerso fino al collo in storie orrifiche e oscene.

Durante un tour europeo, Gray venne accoltellato e dovette trascorrere un mese in ospedale. Al ritorno, si trasferi` a New York ed entro` a far parte dell'ensemble aperto dei Motherhead Bug.

I rinnovati Lubricated Goat, con Vinnie Signorelli (ex Foetus e Swans) alla batteria Tod Ashley dei Cop Shoot Cop alla chitarra, Tony Lee dei Railroad Jerk al basso e Jim Collaruso dei Motherhead Bug alla tromba, registrarono un nuovo album, Forces You Don't Understand (PCP, edito soltanto nel 1994). Si tratta, tutto sommato, del disco piu` melodico (e meglio prodotto) della carriera di Gray. Centellinati le dissonanze, gli effetti del synth, le irregolarita` ritmiche, in The Soul Remains In Pain sembra di ascoltare al tempo stesso Tom Waits che canta uno dei suoi temi blues-jazz da nightclub e Nick Cave che predica uno dei suoi sermoni invasati; e con qualche strato in meno di rumore l'orientaleggiante Next World potrebbe ben figurare in un album di Peter Gabriel. Canzoni come You Remain Anonymous esibiscono comunque un eccesso di complessita` armonica, fratturate e triturate da stormi di accordi alieni. Nascono cosi` composizioni formalmente perfette come Crave, che sono al tempo stesso accattivanti (ritmo tribale tutto corporeo e ritornello caraibico) e rivoluzionarie (non solo l'andamento, ma anche il grande assolo di piano scordato). Lost Time nasce all'incrocio fra voodoobilly e grunge: conserva l'andamento psicotico e incalzante del primo ma aggiunge la pesantezza e il rumore del secondo (e sempre con intermezzi e code strumentali altamente creative, che non esitano a tirare dentro fiati ed elettronica, finendo per portare il tutto nel campo del rhythm and blues).
Quando questi provetti musicisti si lasciano prendere la mano dal prurito sperimentale, nascono brani come The Hedonists, un bebop per clarinetto e chitarra distorta con bisbigli erotici in sottofondo, con un crescendo di riff alla Led Zeppelin e accordi d'organo blues; insomma un brano strumentale di consumata classe, che potrebbe benissimo furoreggiare nei club e nei rave. The Psychic Detective e` l'ideale colonna sonora per qualche serial televisivo, con tromba e synth a fornire il contrappunto atmosferico sul solito selvaggio tappeto ritmico di batteria, basso e chitarra. Sono da antologia un po` tutte le code di rumori elettronici e voci manipolate.
Nel complesso e` il disco meno tragico, meno demoniaco e meno intenso della sua carriera, ma anche quello (di gran lunga) piu` musicale.

Finita anche questa esperienza, Gray, eterno nomade, si trasferi` a Seattle, dove l'amico Martin Bland aveva formato i Bloodloss (con Renastair, Maddison e Mark Arm dei Mudhoney), e i Monkeywrench (sempre con Arm). I Lubricated Goat si ri ricostituirono con McLeod al basso (nel frattempo stabilitosi in Texas) e Bland alla batteria, e registrarono due nuovi singoli: Shut Your Mind/ In The Wrong Hands (Sympathy) nel novembre 1992 e Play Dead/ Prayer For The Blood (SubPop) nel febbraio 1993.

A Seattle lo segui` anche la donna che Gray aveva sposato, la cantante e chitarrista Kat Bjelland delle Babes In Toyland. Con lei e Russell Simins alla batteria (dei Jon Spencer Blues Explosion) Gray registro` Crunt (Trance Syndicate, 1994).
Lo stile di questo combo e` compatto e violentissimo (lo strumentale Theme From Crunt funge un po` da manifesto estetico), rigurgitante di suoni ostili nella miglior tradizione dei gruppi di garage-punk australiani (Changing My Mind, Snap Out Of It). Il grunge di Seattle infervora Swine, con le sue sincopi da boogie sudista e i suoi eccessi chitarristici, il tornado di riff stordenti alla Jimmy Page di Elephant e l'incedere martellante alla Deep Purple di Black Heart). Ma forse il meglio del disco e` da cercarsi nelle cadenze cannibalesche del blues di Sexy in cui Gray libera finalmente il suo alter ego luciferino e da` sfoggio di virtuosismo "beefheartiano". I Crunt servono insomma a risvegliare l'ego selvaggio di Gray, proprio quando sembrava che il Musicista avesse preso il sopravvento.

Alla fine del 1993 Gray e Bjelland si trasferirono di nuovo a New York e due anni dopo si separarono.

Stuart "Stu Spasm" Gray, the brain behind Lubricated Goat, epitomized punk aesthetics and ethos as much as Foetus or Darby Crash. A citizen of the world, Gray instantiated the band first in Australia, then in Britain and finally in the USA. Plays The Devil's Music (1987) sounded like sheer provocation. The "songs" referenced Sex Pistols, Pere Ubu, Suicide and Birthday Party, but no care was put into composing or performing them. Paddock Of Love (1988) was tragic were the previous one had been grotesque. The theme of these works was simply the explosive energy, the discharge of sadomaso libido, unbridled violence and massive gloom. Macabre and psychedelic effects increased the suicidal atmosphere. Gray began cleaning up with the electronic Psychedelicatessen (1990), which ventured into industrial music and his own idea of dance-music. The New York incarnation of Lubricated Goat, which featured Swans' drummer Vinnie Signorelli, Cop Shoot Cop's guitarist Tod Ashley, Railroad Jerk's bassist Tony Lee and Motherhead Bug's trumpet player Jim Collaruso, changed course again: Forces You Don't Understand (1994), his most musical work, offered calmer, wiser and even elegant blues-jazz excursions. Gray came full circle with Crunt (1994), a new project launched with wife and Babes In Toyland's guitarist Kat Bjelland, and Jon Spencer Blues Explosion's drummer Russell Simins. Its tight garage-punk was just a bit old-fashioned.
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