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I Mandragora appartengono a un movimento underground che riprende le
intuizioni dell'underground psichedelico/progressivo degli anni '70.
Protagonisti di innumerevoli concerti gratuiti tenuti all'aperto, i Mandragora
hanno contribuito a tener viva un'idea di musica come liberazione.
Il visionario del gruppo e` il chitarrista Simon Williams, al cui estro si
deve gran parte del fascino di Over The Moon (Bab, 1988), opera naif
che ha comunque il pregio di rifondare il genere su premesse ambiziose.
Nel sound di brani come
Rainbow Warrior hanno diritti di cittadinanza i sintetizzatori,
usati alla Ravenstine (Pere Ubu).
L'ingresso del tastierista Phil Thornton determina una svolta radicale verso paesaggi sonori che fanno leva sull'elettronica e lambiscono la world-music.
Head First (Resonance, 1991) rispolvera cosi` i viaggi
psichedelici di Pink Floyd e quelli etnici di Third Ear Band alla luce delle
visioni cosmiche di Ash Ra Tempel e Tangerine Dream.
Zen Guitar e Raga sono i pezzi transglobali.
Earthdance (Mystic Stones, 1993) e` un disco forse meno innovativo, ma piu`
brillante in termini di arrangiamento e produzione.
Brani tumultuosi e rocamboleschi come Zarg e la title-track non solo
contenitori di bizzarrie, bensi` flussi organici di emozioni, e
il sabba di Around The World
consacra il sound della maturita`.
Non a caso
nello stesso anno Thornton licenzia While The Green Man Sleeps (Mystic Stones, 1993).
Inside The Crystal Circle e la suite Rainbow Chant abbandonano
le velleita` psichedeliche e si avventurano in territori decisamente cosmici
e new age.
Temple Ball (Mystic Stones, 1996) sembra pero` chiudere la carriera
di questo coraggioso e sregolato artista.
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