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I Miriodor sono un combo strumentale di Montreal (Quebec) che nacque attorno
alle personalita` di
Pascal Globensky al piano, Sabin Hudon al sax, Remi Leclerc alle percussioni,
Francois Emond al flauto e al violino, Marc Petitclere al sintetizzatore e Denis
Robitaille al basso.
Il loro stile e` il rock orchestrale popolarizzato da Art Zoyd e Univers Zero,
con una vena dadaista che ricorda pero` anche i primi Soft Machine
Il loro rock sinfonico ha indubbiamente il pregio di
una snellezza e una compattezza da manuale. I loro album sono ricchi di spunti,
ma i brani peccano talvolta di comunicativita`.
Nel 1984 venne registrato il primo album, Rencontres,
molto naif e epigonico, ma anche ricco di intuizioni promettenti.
La fanfara minimalista di fiati Checkmate e` ispirata dai primi lavori di
Michael Nyman,
le briose ouverture di Stowaway e Encounters al Zappa piu` tradizionale.
I brani piu` ambiziosi sono Road To Martyrdom, dieci minuti introdotti da
una specie di requiem d'organo,
l'affresco impressionista di Fog, nei quali la dinamica dei timbri gioca
da protagonista.
Lake Of Vanity immette finalmente un minimo di emozione con una romantica
melodia dei fiati, che avrebbe ben figurato nei primi King Crimson.
Assembly Of Spirits chiude con una canzone (si`, cantata) che inneggia
religiosamente alla comunione degli spiriti, in maniera forzatamente new age.
Nel 1985 usci` la cassetta auto-prodotta Tot Ou Tard (Rio), con enfasi
su armonie da salotto e arrangiamenti dell'assurdo, ma non troppo: il tema
"soft jazz" di Suspicion e l'impressionismo suggestivo di
Convoi Nocturne, e anche le cose piu` sperimentali, come Moyen Age
(free-jazz e minimalismo), risultano piacevoli senza essere banali.
La ristampa di Rencontres (Cuneiform, 1998) contiene l'album e i brani
migliori della cassetta.
Nel 1987 la formazione si stabilizzo` e l'anno dopo vide la luce l'album
omonimo Miriodor (Cuneiform, 1988), che immette nei loro strumentali
dosi massicce di umorismo.
La musica equestre di Regards e la fanfara di Valence sono gli
emblemi del nuovo corso. Ma tipica del loro modo di concepire la composizione
e` Insomnie Premonitoire, una suite d'avanguardia che non impiega quasi
nulla di oltraggioso e dissonante, ma soltanto un'architettura insolita.
Il disco succesivo e` Third Warning, altro calderone di folk, musica da
circo, cabaret, colonne sonore e free-jazz; un altro labirinto post-moderno di armonie camaleontiche.
Dopo la partenza di Hudon e l'ingresso di Bernard Falaise alla chitarra,
basso e batteria, esce Elastic Juggling (Cuneiform, 1995).
Le coordinate sono sempre quelle,
ma l'approccio e` piu` bonario, sornione, ironico. La fanfara equestre di
Knife Thrower, il motivetto da strada di Funambule, la marcia
minimalista e dissonante di Bloody Party, il blues di Caterpillar
Tamer sono sketch affabili e spiritosi, ma gli esperimenti dadaisti di
34+9, Telephage e Mme X fanno capire come si appoggiano a
strutture complesse e imprevedibili.
I Miriodor si sono conquistati una posizione di preminenza nel campo del
rock strumentale.
La loro fusion gioviale trae ispirazione in egual misura da Henry Cow, Ornette
Coleman e Nino Rota.
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(Translation by/ Tradotto da Gianluca Mantovan)
Il nuovo quartetto (Pascal Globensky alle tastiere, Nicolas Masino al basso,
Bernard Falaise alla chitarra e Remi Leclerc alla batteria), con l'aggiunta
di violino, trombetta e sassofono, pubblico' Mekano (Cuneiform, 2001), il
loro album piu' elegante ed orchestrale. Con l'eta', Globensky ha raffinato
le sue capacita' cinematografiche. A differenza di molte loro partiture,
le narrazioni suonano qui minaccianti e criptiche, conferendo atmosfera.
Le Regne des Termites e L'Inevitable potrebbero facilmente essere usati
come soundtrack e richiamano alla mente una piu' vivace Clubfoot Orchestra.
Circo, fiera locale e musichall, tradizionali fonti per Miriodor, sono in
secondo piano in quest'album (eccezion fatta per la meravigliosa Le Sorcier).
Elementi jazz and classici, d'altro canto, brillano in Toutes Proportions
Gardees e Singularite`, e, come d'abitudine, sono perfettamente incorporati
e mixati. Il tono frammentario, leggero e gioviale di questa musica scredita
il concetto generale. Le Fantome De Escher, basato sulle loro stupefacenti
capacita', indica cio' di cui questo combo e' capace.
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Miriodor's new quartet (Pascal Globensky on keyboards, Nicolas Masino on bass,
Bernard Falaise on guitar and Remi Leclerc on drums), with the addition of
a violin, a trumpet and a saxophone,
released Mekano (Cuneiform, 2001), their most
elegant and orchestral album yet.
With age, Globensky has refined his cinematic skills. Unlike most of their
scores, the narrative ones
sound menacing and
cryptic, adding to the atmosphere.
Le Regne des Termites and L'Inevitable
could easily be used as film soundtracks and recall a more sprightly
Clubfoot Orchestra.
The circus, the county-fair and the musichall, that have always been a
source of inspiration for Miriodor, are somewhat less prominent in this
album (with the exception of the marvelous Le Sorcier).
Jazz and classical elements, on the other hand, shine in
Toutes Proportions Gardees and
Singularite`, and, as usual, they are flawlessly incorporated and mixed.
The fragmentary and light, jovial tone of this music detracts from the overall
concept. Le Fantome De Escher, leveraging on their stunning skills,
let one guess what this combo is capable of.
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Parade (Cuneiform, 2005) is another highly inventive work.
This time around the proverbial prog-rock fanfares are deconstructed to sound
quite different from the cliches (Frank Zappa and the likes).
Pyramide seems to continuously implode on its own melody.
So does Polar, in an even more sophisticated manner, repeating simple
keyboard notes until the music takes off into galactic space.
Contrees Liquides never quite emancipates itself from the loose piano
patterns that open it.
Bonsai Givre has a theme that keeps floating around, passing from
instrument to instrument at different rhythms, but remains unfocused to the end.
The exotic overtones of Boite A Surprises sound robotic and faulty.
Uppsala turns into a frantic rocker,
and Talrika into a mess of a folk dance.
The twisted waltz of
Foret Dense is perhaps the most characteristic piece, dense and
elegant, but maybe
the highlight is the puntillist chamber music of
Le Cruciverbiste, which is also the least "Miriodor-esque" piece
on the album.
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(Translation by/ Tradotto da Gianluca Mantovan)
Parade (Cuneiform, 2005) e' un altro lavoro ricco d'inventiva.
Le proverbiali fanfare prog-rock sono decomposte, e si allontanano dai
cliche'
(Frank Zappa e similia).
Pyramide pare implodere in continuazione sulla propria melodia.
Lo stesso vale per Polar, in modo ancor piu' complesso,
ripetendo semplici note di tastiera finche' la musica decolla nello
spazio.
Contrees Liquides insiste sul pattern di apertura al pianoforte.
Bonsai Givre ha un tema ondivago, differenti ritmi e strumenti,
privo di una sua centralita'.
L'esotica armonica superiore di Boite A Surprises suona robotica e
fallosa.
Uppsala e' un rock spaventevole, e Talrika un folk dance
confusionario.
Il valzer contorto di Foret Dense e' forse il pezzo piu'
caratteristico,
denso ed elegante, ma il probabile highlight e' la musica da camera
in
Le Cruciverbiste, il pezzo piu' "alla Miriodor" dell'album.
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