My Bloody Valentine
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Isn't Anything, 8/10
Loveless, 9/10
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When My Bloody Valentine walked on the stage of feedback-pop, something truly magic was finally created in the realm of psychedelia. The mini-album Ecstasy (1987) explored the ambiguity that would make their mature sound so haunting and devastating: ecstasy and terror were two faces of the same moon, and that moon shone day and night. Daydreaming and nightmare became the same state of mind as guitars enveloped naive melodies and drums smashed vocal harmonies. Isn't Anything (1988) went one step further than Jesus And Mary Chain, in that it renounced punk's violence and harked back to the most dilated forms of acid-rock. Kevin Shields' "shoegazing" guitar fullfilled Jerry Garcia's and Jimi Hendrix' galactic bliss, and helped the sweet litanies grind their way into a transcendental trance. Electronic keyboards joined guitar noise on Loveless (1991), the ultimate exploration of textures in rock music. Its stunning chaos can be viewed both as an enraptured "om" to the universe or as a deranged scream in a madman's cell or as a terrified paralysis in the face of a supernatural force. The album changed the meaning of the word "music" by proving the equivalence between "noisy" and 'symphonic", the same way that Einstein proved the equivalence between inertial and gravitational mass.
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I My Bloody Valentine sono stati fra i complessi piu` originali, importanti e influenti degli anni '80, benche' abbiano registrato pochi dischi e tenuto pochi concerti. Come tutte le rivoluzioni, la loro fu soprattutto un'idea: quella di fare rumore con le chitarre, ma un rumore quasi trascendente nel senso buddista del termine, un rumore che poteva tanto placare quanto eccitare gli animi, un rumore capace di evocare al tempo stesso estasi e terrore. Quella semplice idea lancio` il fenomeno degli "shoegazer", l'equivalente dello zen per la generazione punk, e di fatto inauguro` un'idea di musica rock da camera che avrebbe portato al revival della musica ambientale.

I My Bloody Valentine vennero formati a Dublino nel 1983. Crebbero nel mezzo della cultura del "batcave", in scenari cupamente gotici, ma si liberarono presto degli stereotipi del dark-punk. Sull'EP This Is Your Bloody Valentine (Tycoon, 1985) il quartetto constava ancora di Kevin Shields (nato a New York) alla chitarra, David Conway al canto, Colm O'Ciosoig alla batteria e un organista. Conway, con i singhiozzi e gli ululati del baritono basso, imita Brian Setzer nella swingante rievocazione di Forever And Again. Inferno e` quasi un gospel degli Animals. Il "drumming" ossessivo e acrobatico di O'Ciosoig propelle la tribale Don't Cramp My Style. Il loro retroterra "gotico" veniva alla luce in rock and roll trascinanti all'incrocio fra Cramps e ai Doors (Homelovin` Guy e soprattutto Love Gang).

L'anno successivo uscirono altri due EP. Se il primo, Geek (Fever, 1986), proponeva composizioni ancora incerte come No Place To Go e Love Machine, ancora influenzate dal gotico di Doors e Nick Cave, The New Record (Kaleidoscope, 1986) cominciava a rallentare le armonie con l'eterea e naif Lovelee Sweet Darlene. Sunny Sundae Smile (Lazy, 1987) fu l'ultimo EP con Conway, destinato a una carriera di scrittore di fantascienza.

L'ingresso della nuova chitarrista, Bilinda Butcher, diede l'impulso ad adottare il pop distorto dei Jesus And Mary Chain. Laddove gli scozzesi erano ancora legati alla violenza e alla frenesia del punk-rock, i Valentine se ne emancipavano del tutto, attingendo semmai al vecchio acid-rock. Il suono non era stordente e aggressivo, ma morboso e onirico.

Il gruppo riprende idee degli anni '60 e le spinge agli estremi, avvalendosi tanto di una tecnologia che ai tempi non esisteva quanto di una potenza di sfondamento come quella dell'era punk. Il wall of sound di Phil Spector diventa cosi` pura cacofonia stratificata, il jingle-jangle dei Byrds diventa un incubo freudiano, e le armonie vocali dei Beach Boys sembrano bisbigli d'angeli. L'EP Strawberry Wine (Lazy, 1987) mostra cosi` l'influsso del folk-rock dei Love (Can I Touch You, Never Say Goodbye), e il mini-album Ecstasy (Lazy, 1987) scopre le virtu` ipnotiche delle distorsioni (The Things I Miss e Clair). Per quanto interlocutori, questi dischi lasciano gia` trapelare l'intento di spingersi al di la` di tutti gli stereotipi in voga: rinnovato il feedback-pop, rinvigorito il revival psichedelico, i My Bloody Valentine veleggiano verso un sound che e` il summa di tutti i sound dell'epoca, ma che al tempo stesso li supera. Ecstasy And Wine (Lazy Records, 2002) raccoglie il periodo Lazy.

La maturita`, e con essa un suono davvero personale, impostato sulla "glide guitar" (un'esasperazione dell'effetto di tremolo), arriva con gli EP del 1988: You Made Me Realise (Creation, 1988), con Cigarette In Your Bed e la leggendaria distorsione della title-track, e Feed Me With Your Kiss, fra l'incalzante rock and roll della title-track e la languida I Believe.

Nel novembre del 1988 esce finalmente il primo album, Isn't Anything (Creation, 1988 - Sony, 2002). Il quartetto e` perfettamente bilanciato (anche sessualmente, dopo l'ingresso della bassista Deborah Googe) e riesce a costruire un ponte psichedelico fra ieri e oggi. Se Soft As Snow e` ancora epigonica nei confronti dei Sixties (i Beatles di Day In The Life) e Cupid Come prende lo spunto dallo strimpellio trascendente dei Velvet Underground, brani come You're Still In A Dream e You Never Should spingono il pedale del distorsore deformando la cadenza rock and roll e le armonie vocali beat. Il culmine di estasi viene anzi raggiunto nelle litanie trasognate che Butcher bisbiglia con tono quasi distratto (Lose My Breath e No More Sorry), riuscendo almeno in Several Girls Galore a cesellare una ninnananna memorabile (e sfiorando il folkrock degli REM in Nothing Much To Lose).
E` questo sound svenevole, sfumato, senza nerbo, che sembra una prova di canzone piu` che la sua versione finale, a costituire la vera innovazione apportata dai My Bloody Valentine al rock psichedelico. Il disco esercito` un'influenza enorme sui gruppi della generazione successiva, quella del "dreampop". A differenza dei loro imitatori, i My Bloody Valentine non abbelliscono melodie pop con chitarre distorte, ma fanno emergere le melodie dal caos (non soltanto delle chitarre). La musica dei My Bloody Valentine diventa "eterea" a posteriori, mentre molti loro discepoli prenderanno l'"etereo" a priori. In questo senso il loro rock e` uno dei pochi che davvero imiti la psichedelia degli anni '60, invece che prenderne soltanto in prestito le sonorita` "dopo il fatto". E` il processo che conta, non il risultato. La loro e` pertanto una ricerca di tessiture musicali, parente di quella dei Sonic Youth, non di quella dei Jesus And Mary Chain.

Il singolo accoppiato all'album, Instrumental, anticipa persino la jungle di qualche anno dopo.

I My Bloody Valentine pervengono alla trance bella e buona sull'EP dell'aprile 1990, Glider, in particolare il lungo brano ipnotico Soon, che ha l'indubbio pregio di poter essere ballato ai rave.

Nel febbraio del 1991 e` la volta di Tremolo, con la bizzarria armonica di To Here Knows When, Honey Power e Moon Song. La formula e` ormai diventata maniera, ma lo "shoegazing" fa proseliti a valanga.

Ci vogliono tre anni perche' il gruppo che ha scatenato la bagarre si ripresenti con un secondo album, Loveless (1991 - Warner, 2002), che esce nel novembre 1991, prodotto da Alan Moulder (un allievo di Brian Eno). I My Bloody Valentine hanno aumentato le loro potenzialita` ricorrendo alla tecnologia, in particolare infittendo il "mix" di campionamenti e suoni elettronici. La tenue cantilena di Only Shallow non e` soltanto cullata dal ritmo vellutato della chitarra e della sezione ritmica, ma anche squarciata all'improvviso dalle impennate melodrammatiche delle tastiere. La distorsione di I Only Said e` forse la piu` martellante della loro carriera per effetto di un'accurata elaborazione della sua timbrica, come se si fosse fatto un feedback del feedback; su quel caos assordante solca poi un motivetto quasi demenziale dell'elettronica e le armonie vocali vengono fuse in un sibilo unico con la chitarra. L'armonia di Blown A Wish e` talmente raffinata da portarli in area Cocteau Twins.
Come In Alone recupera peraltro la psichedelia cadenzata di Sgt Pepper. Il loro metodo tocca vertici sperimentali in Loomer, bisbigliata ancor piu` lentamente e immersa in un frenetico strimpellio di chitarra, e in Sometimes, con un ruvido rombo di basso in primo piano e un altro fitto strimpellio (acustico) in sottofondo. I momenti piu` grintosi si chiamano When You Sleep e What You Want, gli unici in cui si riconosca il complesso di musica rock. I brani vanno alla deriva senza che succeda nulla, appagati di esistere in questo loro stato di permanente stupore. La melodia e` un puro orpello, che affiora soltanto di quando in quando. Da qui alla new age il passo non dovrebbe essere troppo complicato.
Dal vivo quei brani durano talvolta venti minuti.

Isn't Anything e Loveless sono due degli album piu` importanti del decennio. I loro ectoplasmi chitarristici hanno portato il rock psichedelico a nuovi vertici espressivi e hanno di fatto coniato un nuovo genere musicale. In un momento in cui il rock britannico ritorna sui suoi passi e tutto viene giustificato solamente sulla base del suo preesistere, i Valentine hanno rappresentato uno dei pochi impulsi a stravolgere davvero la tradizione.

Deborah Googe formera` poi gli Snowpony.

Kevin Shields collaborera` poi agli Experimental Audio Research.

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