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Isn't Anything, 8/10
Loveless, 9/10 | Links: |
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When My Bloody Valentine walked on the stage of feedback-pop,
something truly magic was finally created in the realm
of psychedelia. The mini-album Ecstasy (1987) explored the ambiguity
that would make their mature sound so haunting and devastating:
ecstasy and terror were two faces of the same moon, and that moon shone
day and night. Daydreaming and nightmare became the same state of mind
as guitars enveloped naive melodies and drums smashed vocal harmonies.
Isn't Anything (1988) went one step further than Jesus And Mary Chain,
in that it renounced punk's violence and harked back to the most dilated forms
of acid-rock. Kevin Shields' "shoegazing" guitar fullfilled Jerry Garcia's and
Jimi Hendrix' galactic bliss, and helped the sweet litanies grind their way
into a transcendental trance.
Electronic keyboards joined guitar noise on Loveless (1991), the
ultimate exploration of textures in rock music. Its stunning chaos can be
viewed both as an enraptured "om" to the universe or as a deranged scream
in a madman's cell or as a terrified paralysis in the face of a supernatural
force. The album changed the meaning of the word "music" by proving the
equivalence between "noisy" and 'symphonic", the same way that Einstein proved
the equivalence between inertial and gravitational mass.
If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me. |
I My Bloody Valentine sono stati fra i complessi piu` originali, importanti e
influenti degli anni '80, benche' abbiano registrato pochi dischi e tenuto
pochi concerti. Come tutte le rivoluzioni, la loro fu soprattutto un'idea:
quella di fare rumore con le chitarre, ma un rumore quasi trascendente nel
senso buddista del termine, un rumore che poteva tanto placare quanto eccitare
gli animi,
un rumore capace di evocare al tempo stesso estasi e terrore.
Quella semplice idea lancio` il fenomeno degli "shoegazer",
l'equivalente dello zen per la generazione punk, e di fatto inauguro` un'idea
di musica rock da camera che avrebbe portato al revival della musica ambientale.
I My Bloody Valentine vennero formati a Dublino nel 1983. Crebbero nel mezzo della cultura del "batcave", in scenari cupamente gotici, ma si liberarono presto degli stereotipi del dark-punk. Sull'EP This Is Your Bloody Valentine (Tycoon, 1985) il quartetto constava ancora di Kevin Shields (nato a New York) alla chitarra, David Conway al canto, Colm O'Ciosoig alla batteria e un organista. Conway, con i singhiozzi e gli ululati del baritono basso, imita Brian Setzer nella swingante rievocazione di Forever And Again. Inferno e` quasi un gospel degli Animals. Il "drumming" ossessivo e acrobatico di O'Ciosoig propelle la tribale Don't Cramp My Style. Il loro retroterra "gotico" veniva alla luce in rock and roll trascinanti all'incrocio fra Cramps e ai Doors (Homelovin` Guy e soprattutto Love Gang). L'anno successivo uscirono altri due EP. Se il primo, Geek (Fever, 1986), proponeva composizioni ancora incerte come No Place To Go e Love Machine, ancora influenzate dal gotico di Doors e Nick Cave, The New Record (Kaleidoscope, 1986) cominciava a rallentare le armonie con l'eterea e naif Lovelee Sweet Darlene. Sunny Sundae Smile (Lazy, 1987) fu l'ultimo EP con Conway, destinato a una carriera di scrittore di fantascienza. L'ingresso della nuova chitarrista, Bilinda Butcher, diede l'impulso ad adottare il pop distorto dei Jesus And Mary Chain. Laddove gli scozzesi erano ancora legati alla violenza e alla frenesia del punk-rock, i Valentine se ne emancipavano del tutto, attingendo semmai al vecchio acid-rock. Il suono non era stordente e aggressivo, ma morboso e onirico. Il gruppo riprende idee degli anni '60 e le spinge agli estremi, avvalendosi tanto di una tecnologia che ai tempi non esisteva quanto di una potenza di sfondamento come quella dell'era punk. Il wall of sound di Phil Spector diventa cosi` pura cacofonia stratificata, il jingle-jangle dei Byrds diventa un incubo freudiano, e le armonie vocali dei Beach Boys sembrano bisbigli d'angeli. L'EP Strawberry Wine (Lazy, 1987) mostra cosi` l'influsso del folk-rock dei Love (Can I Touch You, Never Say Goodbye), e il mini-album Ecstasy (Lazy, 1987) scopre le virtu` ipnotiche delle distorsioni (The Things I Miss e Clair). Per quanto interlocutori, questi dischi lasciano gia` trapelare l'intento di spingersi al di la` di tutti gli stereotipi in voga: rinnovato il feedback-pop, rinvigorito il revival psichedelico, i My Bloody Valentine veleggiano verso un sound che e` il summa di tutti i sound dell'epoca, ma che al tempo stesso li supera. Ecstasy And Wine (Lazy Records, 2002) raccoglie il periodo Lazy. La maturita`, e con essa un suono davvero personale, impostato sulla "glide guitar" (un'esasperazione dell'effetto di tremolo), arriva con gli EP del 1988: You Made Me Realise (Creation, 1988), con Cigarette In Your Bed e la leggendaria distorsione della title-track, e Feed Me With Your Kiss, fra l'incalzante rock and roll della title-track e la languida I Believe.
Nel novembre del 1988 esce finalmente il primo album, Isn't Anything
(Creation, 1988 - Sony, 2002). Il quartetto e` perfettamente bilanciato (anche sessualmente, dopo l'ingresso
della bassista Deborah Googe) e riesce a costruire un ponte psichedelico fra ieri e oggi. Se Soft As
Snow e` ancora epigonica nei confronti dei Sixties (i Beatles di Day In The Life) e Cupid
Come prende lo spunto dallo strimpellio trascendente dei Velvet Underground, brani come You're
Still In A Dream e You Never Should spingono il pedale del distorsore deformando la
cadenza rock and roll e le armonie vocali beat. Il culmine di estasi viene anzi raggiunto nelle litanie
trasognate che Butcher bisbiglia con tono quasi distratto (Lose My Breath e No More
Sorry), riuscendo almeno in Several Girls Galore a cesellare una ninnananna memorabile (e
sfiorando il folkrock degli REM in Nothing Much To Lose).
Il singolo accoppiato all'album, Instrumental, anticipa persino la jungle di qualche anno dopo. I My Bloody Valentine pervengono alla trance bella e buona sull'EP dell'aprile 1990, Glider, in particolare il lungo brano ipnotico Soon, che ha l'indubbio pregio di poter essere ballato ai rave. Nel febbraio del 1991 e` la volta di Tremolo, con la bizzarria armonica di To Here Knows When, Honey Power e Moon Song. La formula e` ormai diventata maniera, ma lo "shoegazing" fa proseliti a valanga.
Ci vogliono tre anni perche' il gruppo che ha scatenato la bagarre si
ripresenti con un secondo album, Loveless (1991 - Warner, 2002),
che esce nel
novembre 1991, prodotto da Alan Moulder (un allievo di Brian Eno).
I My Bloody Valentine hanno aumentato le loro potenzialita` ricorrendo
alla tecnologia, in particolare infittendo il "mix" di campionamenti e
suoni elettronici.
La tenue cantilena di Only Shallow non e` soltanto cullata dal ritmo vellutato
della chitarra e della sezione ritmica, ma anche squarciata all'improvviso dalle impennate
melodrammatiche delle tastiere. La distorsione di I Only Said e` forse la piu` martellante della
loro carriera per effetto di un'accurata elaborazione della sua timbrica, come se si fosse fatto un feedback
del feedback; su quel caos assordante solca poi un motivetto quasi demenziale dell'elettronica e le armonie
vocali vengono fuse in un sibilo unico con la chitarra. L'armonia di Blown A Wish e` talmente
raffinata da portarli in area Cocteau Twins.
Isn't Anything e Loveless sono due degli album piu` importanti del decennio. I loro ectoplasmi chitarristici hanno portato il rock psichedelico a nuovi vertici espressivi e hanno di fatto coniato un nuovo genere musicale. In un momento in cui il rock britannico ritorna sui suoi passi e tutto viene giustificato solamente sulla base del suo preesistere, i Valentine hanno rappresentato uno dei pochi impulsi a stravolgere davvero la tradizione. Deborah Googe formera` poi gli Snowpony. Kevin Shields collaborera` poi agli Experimental Audio Research. |
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