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I My Dying Bride sono una delle formazioni di punta del doom metal Britannico.
Il loro stile era fin dall'inizio un rock gotico che si esprime in suite
baroccamente
orchestrali come Symphonia Infernus Et Sphera Empyrium (l'EP del 1992)
o le "cantate" medievali del coevo album
As The Flowers Wither (Peaceville, 1992), in particolare Sear Me,
o The Crown Of Sympathy sul
doppio Turn Loose The Swans (Peaceville, 1993).
Un nuovo vertice di sperimentazione e` rappresentato da
The Angel & The Dark River (Peaceville, 1995).
Nelle sei fosche visioni di questo lavoro (durata media: otto minuti) il gruppo
raggiunge forse la perfezione formale del doom metal.
La musica di The Cry Of Mankind e` marziale e wagneriana: la
dizione da zombie e` sepolta sotto una spessa coltre di suoni,
solcata da un carillon del pianoforte.
Il cerimoniale agonizzante continua con A Sea To Suffer In e gli altri
spasmodici martiri, sempre puntellato da riff epici di chitarra.
Il nadir emotivo di queste cantilene catatoniche, Black Voyage,
e` anche il momento piu` lirico, grazie al violino.
Monotono e monocorde fino alla paranoia, il sound dei My Dying Bride costituisce
comunque il punto d'arrivo di tutta la corrente "doom", un punto d'arrivo che
ha poco in come con il resto dell'heavy metal.
Il gotico sinfonico di Like Gods Of The Sun (Mayhem, 1997) abusa pero`
dei suoi stessi codici espressivi. I requiem di
For My Fallen Angel e It Will Come ripetono stancamente le
stesse nenie e la poesia di A Kiss To Remember non commuoverebbe un
vampiro. Nell'era di
Black Tape For A Blue Girl
e Lycia
i My Dying Bride suonano terribilmente antiquati.
Perso il violinista Martin Powell,
34.778% Complete (Peaceville, 1998) e
The Light At The End Of The World (Peaceville, 2000)
sono album piu` elettronici, fondamentalmente vuoti di contenuti.
Meisterwerk e` un'antologia.
Pochi come i My Dying Bride hanno
tentato di rinnovare l'heavymetal in maniera cosi` profonda.
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