Paradise Lost
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Paradise Lost , 6/10
Shades Of God , 5/10
Icon , 5/10
Draconian Times , 4/10
One Second , 4/10
Host , 4/10
Paradise Lost (2006), 3/10
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La triade del doom metal Britannico, capitanato da My Dying Bride e Cathedral, venne completata dai Paradise Lost.

La voce di Nick Holmes e` l'elemento che nobilita Paradise Lost (Peaceville, 1990), un album che per il resto si ispira troppo esplicitamente ai Black Sabbath (via Trouble e Candlemass) anche se con brani relativamente sperimentali come Rotting Misery, che, riallacciandosi ai Celtic Frost, cercano una via all'horror meno scontata del death metal. Il sound di fattura orchestrale che prende il sopravvento sul successivo Gothic si riallaccia al rock progressivo e a quello classicheggiante di vent'anni prima, dall'ouverture sinfonica della title-track alla coda strumentale di Desolate.

Stabilito in tal modo un nuovo standard di doom metal, i Paradise Lost tornano a cercare nuove strade espressive con l'hardrock raffinato di Shades Of God (Music For Nations, 1992), con canzoni piu` melodiche e curate (Mortals Watch The Day e As I Die).

Il successivo Icon (1993), con Shallow Seasons, sancisce la svolta commerciale, una direzione confermata su Draconian Times (Music For Nations, 1995) da brani come Enchantment e Last Time. Il formato si e` ridotto alle canzoni di tre minuti, la rabbia si e` attenuata in strutture piu` composite e il posto delle maledizioni infernali e` stato preso dal sogno di diventare i nuovi Metallica.

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(Translation by/ Tradotto da Claudio Vespignani)

One second (Music For Nations 1997) vede compiuta la metamorfosi dei Paradise Lost in complesso commerciale che suona un synth-pop malinconico, una sorta di incrocio fra Depeche Mode e Sisters of Mercy (Say just words).

So Much Is Lost e' il singolo trainante di Host (Emi 1999), un disco di cui non c'e' proprio nulla da salvare. La svolta commerciale iniziata con Draconian times e' solo la dimostrazione tardiva della mancanza di talento nei Paradise Lost.

One Second (Music For Nations, 1997) finds the Paradise Lost mutated into a commercial group that plays gloomy synth-pop, like a cross between Depeche Mode and Sisters Of Mercy (Say Just Words).

So Much Is Lost is the leading single of Host (EMI, 1999), and album that doesn't even have a face to save. The commercial sell-out that started with Draconian Times is only a belated proof that the Paradise Lost had no musical talent.

Paradise Lost (2006) is a perverse and monotonous repeat of their worst cliches to the point of self-parody.

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