Shadowy Men On A Shadowy Planet
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Dim The Lights Chill The Ham , 8/10
Sport Fishin' , 7/10
Phono-Comb: Fresh Gasoline, 6.5/10
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Gli Shadowy Men On A Shadowy Planet sono un gruppo strumentale che venne formato a Toronto nel 1983. Il loro non e` un oleografico revival della musica surf. I loro brevi pezzi strumentali vantano si` melodie orecchiabili e sonorita` degli anni '60, ma sono suonati con la nevrosi dei tempi moderni. L'operazione e` simile a quella degli americani Raybeats.

Brian Connelly alla chitarra, Reid Diamond al basso e Don Pyle alla batteria esordiscono nell'agosto del 1985 con l'EP Love Without Words, contenente tre dei loro piccoli capolavori, che ben rappresentano i fattori fondamentali della loro arte: la melodia ariosa di Our Weapons Are Useless, la danza spensierata di Bennett Cerf e la swingante Having An Average Weekend.

Wow Flutter Hiss, ben piu` eclettico e curioso, esce nell'aprile dell'anno dopo e segna un notevole balzo di qualita`. Il buffo balletto funky di Customized, la scatenata quadriglia country di Theme From Tv e il languido blues di palude Shake Some Evil sono numeri altamente spettacolari di rivisitazione delle "radici".

Nella primavera del 1987 Schlagers accentua la qualita` nostalgica della loro musica con Good Cop Bad Cop (forse il loro capolavoro), un brano che fonde le atmosfere fataliste dei "western spaghetti" e le melodie in crescendo di Duan Eddy; e al tempo stesso apre alle civilta` esotiche con Egypt Texas e soprattutto con il funambolico crescendo ska di Shadowy Countdown.

Dopo altri due 45 giri a tiratura limitatissima (il primo con You Spin Me Round '86, danza selvaggia da garage con tanto di motivetto per Farfisa, porta anzi la dizione "46 giri e mezzo"; il secondo contenente l'allegro Musical Interlude), il materiale di questi primi (gloriosissimi) anni viene raccolto sull'album Savvy Show Stoppers (Glass, 1988 - Cargo, 1990).

Nel 1991 l'attivita` intensissima del gruppo prosegue con altri tre EP: Music For Pets (Jetpac), con Rover And Rusty e Here Kitty; Tired Of Waking Up Tired (Cargo); e Dog & Squeegie (Estrus), con Spy School Graduation Theme e Mecca. Di pari passo cresce la fama di quello che e` ormai uno dei gruppi strumentali piu` originali in circolazione.

Dim The Lights, Chill The Ham (Cargo, 1992) e` il loro primo vero album in dieci anni di carriera. Invece che fornire una visione finalmente unitaria, e` una raccolta ancor piu` frammentata degli EP del passato: sono ben ventitre i brani, quasi tutti al di sotto dei due minuti. Connelly da` un altro saggio del suo chitarrismo al tempo stesso classico e selvaggio, che sa come incorporare la foga punk negli schemi ilari del surf (Aunts Invasion) e in quelli epici del western (Who Painted Whistlers Mother). Connelly e` un chitarrista atipico, e lo si sente quando si cimenta al country (Jackpot), nelle imitazioni di Duan Eddy (Who's Afraid Of Alyson Hymer) o quando abbozza una vignetta alla Leo Kottke (Hunter's Thompson's Younger Brother): il tema viene destabilizzato da una frenesia e un volume che suonano blasfemi.
Gli acquerelli esotici (l'incantevole Hot Box Car, lo ska Babakganoosh, la tropicale Siesta Cinema) sono altre delizie prelibate. La musica di Connelly e` anche e soprattutto ispirata a una semiotica delle colonne sonore, in cui un adagio o uno swing subito rimandano a un genere cinematografico o televisivo (per esempio, Case Of The Missing Ladyfinger). Ogni brano scaturisce da una trovata diversa e l'album riesce, nella sua semplicita`, persino difficile da ascoltare, proprio per questo continuo cambiamento di paradigma.

Nel maggio del 1993 viene pubblicato il secondo album, Sport Fishin'. Con un'altra ventina di titoli bizzarri (fra cui uno inequivocabile: We're Not A Fucking Surf Band), il gruppo si conferma fra i piu` geniali revisionisti, nonche' miniaturisti, del rock moderno.
Questa volta a farla da padrone sono i generi tradizionali dei bianchi, che ispirano sketch come la quadriglia Spend A Night Not A Fortune, l'honkytonk Fortune Tellin` Chicken, le colonne sonore da thriller di Plastics For 500 e Spy School Graduation Theme, l'immancabile surf di Peas Porridge Rock, tutti eseguiti con quel tanto di nonchalance e indifferenza che separa l'artigianato dall'industria. La chitarra delira melodica al massimo nelle arie di Farbs e Haig Earl, che sarebbero piaciute a Phil Spector; "racconta" barzellette spassose in You Will Think You Are A Chicken. E` sempre piu` chiara la sua strategia di pura catalogazione: molti brani sono soltanto le impronte digitali di una melodia.
Cio` che rende un po' meno godibile questo album rispetto al precedente e` una mezza intenzione seria, che porta il trio a tentare armonie piu` complesse e rumorose del solito, dalle esili tessiture di Cheese In The Fridge al violento galoppo di Memories Of Gay Paree. Sornione e beffardo, Connelly ha un atteggiamento nei confronti della musica che e` figlio dell'etica punk: va dritto al sodo, intona subito la sua solfa e trascina tutti in una folle danza di collegiali in pigiama. A corollario dell'album esce anche il singolo Jehrney.

In un'epoca in cui la musica rock era tossicodipendente dal canto e le partiture strumentali prediligevano i toni scuri, il bozzettismo nostalgico degli Shadowy Men rappresento` una boccata d'aria fresca.

Gli Shadowy Men On A Shadowy Planet si tramutano in Phono-Comb e, dopo il singolo The Crass And The Switchblade (Quarterstick, 1995), resuscitano sotto nuove spoglia con un altro album di musica strumentale: Fresh Gasoline (Quarterstick, 1996). La formazione si e` assestata con Dallas Good alla chitarra al posto di Brian Connelly, Beverly Breckenbridge dei Fifth Column al basso, Reid Diamond passato dal basso alla chitarra e Don Pyle sempre alla batteria. Se brani come Grip'n'Grin costituiscono ancora delle summa dei brani surf e lenti degli anni Sessanta, il tenero jingle-jangle di I Dreamed I Went To Heaven, il ritornello solare di Pummelled, il rullo country di Marvin, la solenne atmosfera western di Phonebone fanno leva sulla nostalgia dei bei tempi andati, il disco pullula di esperimenti armonici, in particolare negli scambi fra le chitarre. The Lyon Game (passo funereo e organo gospel) e In Touch With Stockholm (una lunga dissonanza) esulano completamente dal contesto. I complessi incastri della title-track le danno un tono quasi trascendente. E cosi` il blues strascicato di Burnt Down With Feedback, il passo marziale di Virgo On Mars, fino all'esplicito tema per sitar di Sparkling Agenda.

Surf music and instrumental music of the Sixties were best represented by Shadowy Men On A Shadowy Planet, but it took a while for guitarist Brian Connelly and his cohorts to release a full-length album. A sequel of superb EPs, such as Love Without Words (1985), Wow Flutter Hiss (1986) and Schlagers (1987), refined their approach to the genre, which is a mixture of nostalgic and neurotic, of old-fashioned and post-modernist. Their instrumental vignettes drew from blues, pop, country, rockabilly, surf, Ennio Morricone, Duan Eddy, and many other sonic icons of the past without ever quoting them "literally". Those vignettes were like metaphors imprinted in a collective subconscious. Their masterpiece, Dim The Lights Chill The Ham (1992), was the first album since the Raybeats to revolutionize the idea of instrumental rock'n'roll, while retaining a humorous attitude a` la Leo Kottke. Sport Fishin' (1993) was sligthly more serious and less effervescent.
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