Space Streakings
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Hatsu-Koi , 7/10
7-Toku , 8/10
Shakuhachi Surprise , 6/10
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Kame Bazooka, al canto e al sax, Captain Insect, al basso e ai campionamenti, Karate Condor, ai giradischi, e Screaming Stomach, alla chitarra e alla tromba, compongono gli Space Streakings, il gruppo che piu` di ogni altro rappresenta negli anni '90 la vitalita` della scena sperimentale giapponese.

La componente fondamentale del loro sound e` un'energia esuberante, inesauribile, imprevedibile. I loro brani assimilano reperti musicali di tutti i generi, e li riciclano in maniera rocambolesca. In quel concitato amalgama di John Zorn, Zeni Geva, Boredoms, hip hop, hardcore e jazz l'elettronica ha lo scopo di far implodere tutto in un colossale nonsense. I brani sono trottole di suoni insani che si svolgono con la cinetica esasperata di un videogame; sono collage accecanti; cartoni animati che sfrecciano a velocita` ultraterrene; grappoli di idee maciullate da una sezione ritmica (una drum machine piu` i frenetici campionamenti e loop) che incalza senza un attimo di pausa.

Hatsu-Koi (Nux, 1993) scodella i primi folli esperimenti. Sulla cadenza nevrastenica, quasi grindcore, di Yume No Shima prima i cantanti strillano senza ritegno poi una fanfara di fiati scatena il finimondo. Kaiki Suspense Kumo Otoko aumenta l'impeto ritmico, con la sezione ritmica sempre puntellata dai fiati, e un piglio a meta` fra grind, industriale e rap. Il rap a tre voci di Magic Dragon usa una cadenza da martello pneumatico e dissolvenze di nastri (e la solita fanfara di trombe). Le convulsioni sguaiate e rocambolesche di Sanzu No Kawa culminano in una estenuante percussivita`. Ogni schizzo e` di una violenza efferata I nastri e l'elettronica prendono il sopravvento in Ai To Nikushimi No Kisetsu, con effetti non meno devastanti.
Il gruppo allestisce anche pantomime da musichall che sono al tempo stesso umoristiche e macabre, come Brain Dead, Nohten Chiyyoka Hyper Love e Megaton Bomb Baby. O scalmanate e scempie jam come Sports Chiyotto Dakeyo, in cui vale suonare e gridare di tutto, purche' sia a tutto volume.
Gruppo vulcanico, inarrestabile, con l'energia di un branco di scimmie, gli Space Streakings si fanno largo a spallate nel mondo della musica rock.

Annunciato dal singolo Sexual Aestethic Salon After School (Skin Graft), il secondo album, 7-Toku (Skin Graft, 1994), prosegue lungo le stesse aberranti coordinate. Funge da ouverture F.O.J.K, urlata da un branco di maniaci sotto i colpi di un grindcore efferatissimo, ed e` subito il ritmo a prendere il sopravvento: Youngman II, un hip hop spasmodico, scandito da tamburi africani da tremila battiti al minuto e solcato da ogni sorta di dissonanze, e poi la fanfara brasiliana di Huokago Seikan Aesthe, fino a quel capolavoro in miniatura che e` Kai Kai Scratch, cantato come un brano hardcore, con il controcanto di voci robotiche, ma immerso in un tripudio di campionamenti e scosso da un basso martellante.
Nel marasma generale c'e` spazio anche per sketch come Special Karaoke King, che non si capisce piu` se sia un inno o una parodia, e per il conciliabolo di Noruze Thrillercar, esperimento nell'esperimento. Non e` la visione d'assieme ma lo spirito d'avventura quel che conta. La loro vera specialita` sono le affannate fantasie cacofoniche in cui capita di tutto, un'estensione del concetto di free jazz.
Piu` che una trama alla fine rimane lo shock dovuto alla fibra densissima delle armonie, all'intensita` spaventosa dell'esecuzione, alla comicita` brutale di queste sequenza senza senso di elementi sensa senso. In questa giungla di mutazioni grottesche si celano segnali e tracce di qualcosa di importante che aleggia su tutto e tutti.

Space Streakings Sighted Over Mount Shasta, accreditato a Shakuhachi Surprise, e` una collaborazione con i Mount Shasta. Il disco e` una girandola di idee lasciate incompiute che ricorda i collage carnevaleschi dei Vampire Rodents.

Space Streakings were the greatest disciples of the great tradition of Zeni Geva and Boredoms. Hatsu-Koi (1993) concocted an ebullient amalgam of jazz, noise, electronica, hip-hop and hardcore that sounded like a musichall sketch performed on doomsday. And the end of the world came with 7-Toku (1994), the soundtrack of absolute chaos, of Babelic confusion, of decades frantically played back in the last few seconds of civilization. Its cacophonic fantasies were the last rational beings in an ecosystem of grotesque mutations.
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