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Il cantante e chitarrista Nikki Sudden (Nicholas Godfrey),
dopo essere stato protagonista
della stravagante stagione degli Swell Maps ,
ha dato vita a una prolifica carriera solista.
Waiting On Egypt (Abstract, 1982), un disco di rozzi numeri garage-rock,
violenti e dissonanti, alla Neil Young e Rolling Stones
(Channel Steamer, Fashion Cult, New York),
e The Bible Belt (Flicknife, 1983), meno vitriolico e
permeato da un umore sardonico
(English Girls, Bethlehem Castle, Six Hip Princes)
sono ancora succubi del vecchio
complesso, ma mettono in luce una forte personalita` di rocker maudit.
A mancare e` semmai la perizia tecnica.
I due dischi verranno riediti come
Waiting in Egypt/Bible Belt (Secretly Canadian, 2001).
Per ovviare a quel limite, Sudden ha formato gli Jacobites, una formazione che
comprende anche suo fratello
Epic Soundtracks alla batteria, nonche'
Dave Kusworth al canto e alla chitarra. Con loro la sua personalita` e`
maturata e la sua indole punk si e` attenuata. Poco alla volta Sudden e`
diventato un malinconico dandy decadente, che spesso riecheggia Bob Dylan e
Neil Young.
I suoi dischi sono spesso infarciti di ballate sconclusionate e mal suonate,
ma, quando il gruppo ingrana un boogie o un rock and roll con il giusto
spirito ribelle, riesce a forgiare piccoli inni generazionali.
Shame For The Angels, su Jacobites (Glass, 1984),
Fortune Of Fame e Where The Rivers End, sul secondo album
Robespierre's Velvet Basement (Glass, 1985),
Pin Your heart
e When the rain comes down (sugli EP omonimi) sono ballate
prevalentemente acustiche in cui si odono echi di Keith Richards, Johnny
Thunders, Marc Bolan e tanti altri.
Gettato il saio punk alle ortiche, Sudden ha preso il voto di cantautore
intimista, anche se gli e` rimasto nelle vene un sangue caldo e anche se
non riesce a far a mano di qualche esibizionismo.
Perso Kusworth ma acquistato Rowland Howard (ex Birthday Party e Crime And
City Solution), Sudden registra Texas (Creation, 1986), un album
che segna un altro momento di crisi.
La musica si e` fatta ancor piu` spartana e austera, oscillando
fra il piu` tenero
Leonard Cohen (Jangle Town, Death Is Hanging Over Me)
e il piu` nevrotico Neil Young
(Such A Little Girl, Wedding Dress).
Dello stesso periodo e` l'EP con The Last Bandit (1986).
Sudden abbandona temporaneamente la siglia Jacobites, ma il sound rimane quello.
When I Cross The Line e
Girl With A Wooden Leg, sul successivo
Dead Men Tell No Tales (1987) e Crossroads, su
Kiss Your Kidnapped Charabanc (Relativity, 1988), intestato anche a
Howard,
sono i capolavori del periodo contrassegnato dal blues
del Delta nella sua forma piu` incontaminata. Contemporaneamente il gruppo
attraversa anche un'acuta crisi di
arrangiamento (la batteria e` quasi assente).
I due album (e coevi EP) verranno ristampati come
Texas/ Dead Men Tell No Tales (Secretly Canadian, 2001).
Sudden tende pero` a ripetere all'infinito al stessa canzone, con una
testardaggine che puo` essere soltanto di un punk .
See My Rider, su Groove (Creation, 1989) (Giant, 1990),
Hotel Blues, su Jewel Thief (UFO, 1991),
e il live Crown Of Thorns (Crazy Mannequin, 1989)
suonano pertanto sempre meno sinceri.
I Jacobites rinascono proprio quando la sua carriera sembrava aver toccato
il nadir. Don't You Ever Leave Me e` pero` uno dei pochi brani di
rilievo su Howling Good Times (Regency, 1993).
A parte l'album spagnolo
Hearts of Hearts (Por Caridad, 1994),
l'album dal vivo Kiss Of Life (Swamp Room, 1995)
e gli inediti di Hawks Get Religion (Regency, 1996),
sono soprattutto Old Scarlett (Glitterhouse, 1995)
e
God Save Us Poor Sinners (Glitterhouse, 1998), un omaggio a suo
fratello Epic Soundtracks,
a rilanciare la carriera di Sudden e compagni, all'insegna di un
rock and roll viscerale (un po' New York Dolls e un po' Rolling Stones).
Su quest'ultimo Sudden ritrova forse l'impulso magico che aveva perso
dopo gli Swell Maps: almeno
Teenage Christmas e` degna di stare fra i suoi classici.
Cellar Door apre in quel tono anche
Seven Lives Later (Idiot Savant, 1999), album accreditato al solo
Sudden, come non succedeva da molti anni.
The Last Bandit (Alive, 2001) and
The Nikki Sudden Compendium (Secretly Canadian, 2002)
are career retrospectives.
Sudden returned with a new solo album, Treasure Island (Lain, 2004),
that wore its Rolling Stones influence on its sleeve
(Mick Taylor on guitar and Ian McLagan on keyboards).
The Truth Doesn't Matter (2006) was published posthumous.
Nikki Sudden died in 2006.
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