New York Trilogy (1987)
La trilogia di Auster, composta di "City of glass"(85),
"Ghosts"(86)
e "The locked room"(87)
il genere detective viene reinventato sotto una luce metafisica.
A Auster e' stato dato credito di essere uno scrittore post-modernista
e post-esistenziale (due post di cui si sente molto il bisogno) per quello
stile caratteristico di meta-narrazione. I suoi non sono dei tipici
"who done it ?" ("chi l' ha fatto ?"), ma piuttosto degli
"cosa significa "who done it" ?".
I suoi protagonisti sono
alla ricerca di verita' arcane e, soprattutto, di pace psicologica, ma
soffrono di una forma acuta di perdita di identita'
(in "City" lo scrittore protagonista assume la
personalita' del detective del romanzo giallo che sta scrivendo, il quale a
sua volta e' confuso per un detective di nome Auster ...), che sfocia nel
carosello di doppelganger di "Ghosts".
Le trame si svolgono all' insegna di un caos patologico, come se le cose,
la citta' nel suo insieme, avessero un bisogno disperato di essere interpretate,
e quindi collocate in un qualche ordine.
In "Ghosts" Bianco incarica Blue
di spiare Nero; l' indagine si protrae negli anni senza approdare a nulla,
e via via altri personaggi-colori entrano a far parte del mistero.
"Locked room" e' forse il migliore dei tre, laddove l' indagine del detective
diventa dichiarata indagine di se'.
|
If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
|