Bennett
Old Wive’s Tale
In un villaggio inglese vive la famiglia Baines. Il padre John è da tempo
invalido ed una paralisi lo sta progressivamente immobilizzando. Sua moglie
manda avanti il negozio, aiutata dalla fedele Maggie, dall’impiegato Povey,
dalle due figlie Constance e Sophia: Constance è buona e remissiva,
Sophia più indipendente e ribelle. L’unico amico del padre è il
negoziante vicino, Cahrles Critchlow. Sophia fa disperare la madre, prima
intestardendosi nel voler andare a scuola e poi invaghendosi d’un commesso
viaggiatore, Gerald Scales. Proprio per mettersi in mostra ai suoi occhi, Sophia
abbandona il letto del padre e lo ritrova morto (forse suicida): Critchlow ed il
paese le accollano la colpa dell’accaduto. Per un po’ Sophia si calma, ma appena
Scales ricompare i due s’innamorano e decidono di fuggire, approfittando d’una
visita alla zia Harriet. La povera Mrs. Baines ne resta sconvolta; invece
Constance sposa l’onesto e laborioso Samuel Povey, che diventa così il
padrone del negozio. Il matrimonio e gli affari procedono bene; nasce un figlio,
Cyril, e muore Mrs. Baines. Cyril ha presto degli scontri, che turbano l’animo
sensibile di Constance, con il padre severo, che un giorno scopre persino che
Cyril ruba in casa. Una notte il cugino Daniel Povey uccide la moglie dopo
averla trovata ubriaca mentre il figlio Dick giaceva sugli scalini di casa con
un ginocchio rotto. Nonostante tutte le attenuanti e la strenua battaglia legale
di Samuel, Daniel viene condannato a morte: nel correre da un capo all’altro
della regione, Samuel prende una polmonite e muore; come se non bastasse,
Critchlow approfitta della morte del ricco padrone di casa per acquistare il suo
negozio, sposare la sua assistente Maria Insul ed insediarvela come padrona.
Rimasta disoccupata, Constance perde anche Cyril quando questi vince una borsa
di studio per andare a studiare a Londra.
Intanto a Parigi Sophia ha sofferto ogni sorta d’umiliazione da parte di Gerard,
e s’è dovuta adattare ad una società molto più permissiva
di quella del suo Paese; quando, rimasto senza denaro, Gerard le chiede di
scrivere alla madre e farsi mandare dei soldi, lei si rifiuta e lui la lascia:
scopre così che s’era fatto prestare una somma dall’amico giornalista
Chirac e decide di restituire lei il denaro. Viene però colta dalla
febbre e Chirac l’affida alle cure di due prostitute, Foucault e Laurence, che
l’accudiscono finché guarisce. Sophie si sdebita dando dei soldi alla
miserabile Foucault quando questa viene abbandonata dal suo ultimo cliente, ma
la Foucault ha bisogno di molto più denaro per riuscire a pagare i mobili
che ha comprato a credito. Allora Sophia decide di comprare i mobili, restare in
casa ed aiutarla a trovare inquilini per le stanze libere, ed inquilini
rispettabili. Chirac, un suo collega (Callier) ed il droghiere Niepce vengono ad
abitare con loro. Niepce s’invaghisce di Sophia, e le offre uno stipendio
mensile, se accetta di diventare la sua amante. Anche Chirac le professa il suo
amore, ma Sophia non lo ricambia; Chirac decide allora di partire per una
missione in mongolfiera, e non farà ritorno. Alla fine della guerra
Sophia compra una pensione e diventa una rispettabile donna d’affari.
Il successo non le dà però la felicità e, quando capita un
viaggiatore proveniente dal suo Paese, accarezza il sogno di riabbracciare la
sorella. Il sogno diventa presto realtà: vende la pensione e torna al
paese, suscitando grande emozione nella comunità e grande gioia in
Constance. Dopo pochi giorni Sophia s’è già ambientata, ma, da
donna di mondo qual è, non impiega molto a scoprire che la dolce natura
è causa di ogni sorta d’assurdità: la domestica fa la prepotente,
la casa è più insalubre che mai e Cyril trascura la madre. Sophia
decide di cambiare tutto e, in breve, ci riesce: la domestica, offesa, le
lascia, Cyril viene richiamato ai suoi doveri filiali e Sophie propone un
trasferimento in hotel, dove la salute di Constance pare rimettersi; ma, dopo
qualche settimana, Constance, donna all’antica, comincia a sentire la lontananza
e chiede a viva forza di tornare a casa. Nessun argomento razionale la
può convincere a lasciare il buco buio e polveroso dov’è vissuta.
Un giorno Sophia riceve un telegramma: Gerald è grave in un paese
inglese. Vi si precipita accompagnata in auto dal nipote Dick, ma arriva che
è troppo tardi: trent’anni dopo la loro separazione, e, presumibilmente,
dopo una vita avventurosa in giro per il mondo, suo marito è morto come
un miserabile vagabondo nel tentativo di tornare a casa. Sophia si rende conto
d’aver sprecato la propria esistenza e, sulla via del ritorno, cade in uno stato
d’incoscienza da cui non si riprenderà più.
Rimasta sola, Constance continua la sua umile esistenza fino alla fine dei suoi
giorni, anche lei dubbiosa del significato della vita. Al suo funerale non ci
sarà il figlio Cyril, perché in viaggio da qualche parte.
Tutto è vano nell’inesorabile scorrere del tempo.
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