|
, /10 | Links: |
|
Libra
Sempre attentissimo alle cronache contemporanee (vedi la diagnosi della civilta' dei media condotta in "White noise", il romanzo super-premiato del 1985), DeLillo concentra il suo nono romanzo in sei secondi di un giorno del 1963, i sei secondi in cui si compie la tragedia di John Kennedy. DeLillo immagina che l' attentato sia stato architettato dalla CIA, disillusa dalla politica estera del presidente e decisa a far ricadere la responsabilita' sul governo Cubano. L' intera vicenda viene rivissuta attraverso i piani di un sinistro agente in pensione e parallelamente attraverso la vita privata dell' attentatore. I personaggi minori giocano un ruolo cruciale nel rendere credibile la trama, tanto che alla fine si ha la sensazione di aver letto il primo rapporto attendibile su quel mistero rimasto insoluto. Al tempo stesso DeLillo ha rifondato il genere fantapolitico in termini di vita quotidiana: "Libra" e' innanzitutto la biografia dell' attentatore, uno sconfitto, un solitario, un fallito, alla ricerca del mito che lo rendera' qualcuno. I capitoli del libro procedono lungo due binari paralleli, uno che segue la vita privata di Lee Oswald e l'altro che segue i preparativi per l'attentato. Nicholas Branch e` un ex agente della CIA in pensione che sta esaminando i documenti dell'attentato, e naturalmente e` quantomeno perplesso davanti al numero impressionante di testimoni deceduti. E` lui a mettere in moto il racconto su entrambi i binari, man mano che riesuma i documenti dell'epoca. Oswald, benche' soldato, dimostro` presto le sue simpatie per il comunismo e per Castro in particolare. Finito il servizio militare, fuggi` anzi a Mosca, dove ottenne un lavoro e si trovo` una moglie, Marina. Insoddisfatto anche li`, rientro` negli USA con la moglie, ma naturalmente fini` subito nel mirino dei servizi segreti. L'idea dell'attentato a Kennedy venne prima a Win Everett, un ex agente che era entrato a far parte di un gruppo semi-illegale impegnato a complottare per l'eliminazione di Castro. L'idea di Everett era di fingere un attentato contro Kennedy e far credere che si sia trattato di un complotto cubano, in maniera tale da giustificare un'invasione di Cuba. Un altro ex agente, Guy Banister, gestisce un'agenza investigativa a New Orleans che e` un veicolo per trasmettere fondi agli esuli Cubani che complottano contro Castro. Per lui lavora l'investigatore David Ferrie, altro convinto anti-Castrista, nonche' liaison con il mafioso Carmine Latta. Walker, un estremista di destra, e` appena sfuggito a un misterioso attentato e si cerca lo sparatore. Everett scopre che e` stato Oswald, simpatizzante comunista, e decide che Oswald e` l'uomo ideale per il finto attentato contro Kennedy. Per puro caso Everett scopre che Oswald lavora per Banister, estremista di destra, ma passa le giornate a stampare propaganda di sinistra. L'idea e` stata di David Ferrie. Anche Carmine Latta vuole la testa di Kennedy, perche' le autorita` lo perseguitano. Un altro losco figuro, Mackey, compie il passo successivo, quello di decidere che l'attentato non sara` soltanto una sceneggiata, ma un vero e proprio attentato, con l'obiettivo di uccidere Kennedy. Qui i racconti cominciano a riunirsi, perche' si capisce che Oswald, rientrato in patria, e alla ricerca di lavoro, e` stato alla fine adescato da Ferrie, il quale sta tentando di convincerlo a sparare a Kennedy. Oswald tenta di emigrare a Cuba, ma gli viene negato il visto. A quel punto si lascia convincere da Ferrie. Il complotto intanto e` cresciuto, e FBI, Mafia e questo gruppo di estremisti in pratica si aiutano l'un l'altro a seminare tracce di Oswald il filo-Cubano e a fare in modo che l'attentato riesca. Oswald viene catturato dalla polizia e si autoconvince a non collaborare. La mafia, preoccupata che parli, decide pero` di sopprimerlo, e convince Jack Ruby, che ha ingenti debiti e ha bisogno del loro aiuto per rilanciare i suoi night club, a uccidere Oswald. Ruby morira` di cancro qualche anno dopo. Il racconto si sposta da una citta` all'altra e da un continente all'altro inseguendo un filo impazzito. E` stata quasi una coincidenza che Kennedy sia stato assassinato: c'erano troppi complotti, ed erano troppo ottusi, quasi amatoriali. Ma alla fine l'uomo che era involontariamente al centro di tutti questi complotti si rivelo` proprio la figura giusta per compierlo davvero. Underworld (from the New York Review of Books, November 6, 1997) | If English is your first language and you could translate this text, please contact me. |
|
|
|
|