Christopher Martin, ufficiale navale, riesce miracolosamente a salvarsi quando la sua nave viene silurata; lottando disperatamente e con fredda lucidità contro gli elementi, riesce ad aggrapparsi ad una roccia deserta. Riesce a conquistarsi giorno dopo giorno il diritto di sopravvivere grazie al suo ingegno ed alla sua tenacia, tanto pervicaci da lambire il diabolico. I flashback descrivono la sua personalità come gretta, meschina, invidiosa ed egoista.
Martin odiava Nathaniel, suo rivale nel corteggiare Mary, la ragazza che lui aveva stuprato e che Nat, ignaro, voleva invece sposare. Il suo epico eroismo si rivela sempre più frutto d'un feroce cinismo, d'una smodata autoesaltazione. Il motivo per cui si tiene aggrappato a quella roccia è la cupidigia di vivere; nel suo delirio emergono, uno dopo l'altro, i crimini tentati e commessi, e così si scopre che, al momento del siluramento, stava progettando l'omicidio di Nat. La sua lotta per la sopravvivenza scaturisce dal rifiuto assoluto di Dio: Martin crede soltanto in sé e nei piaceri che la vita gli può ancora dare. Piano piano perde lucidità e, infine, ha un'allucinazione in cui Dio gli parla: lui lo rifiuta, lo ripudia, lo schifa, "defeco sul tuo paradiso", e preferisce riconoscersi pazzo e cadere nell'oceano piuttosto che ammettere l'esistenza di Dio. Alla fine si scopre che è stata tutta un'allucinazione: Martin languì a lungo in casa d'un certo Campbell, il quale ora si domanda titubante se quell'uomo potesse essere considerato un sopravvissuto e se la sua vita è tutta lì: un breve, sconnesso delirio nell'eroico sforzo di protrarre il più possibile la propria esistenza.
Un gruppo di bambini su un'isola deserta sono i superstiti d'un conflitto atomico: Piggy, grasso, occhialuto ed asmatico, e` l'intellettuale; Ralph, forte e deciso, viene eletto capo; Simon, mite ed introverso, e` il mistico; Jack, autoritario, comanda un gruppo che viene adibito alla caccia; Roger, fedele di Jack, e` il piu` aggressivo. I primi problemi riguardano la suddivisione dei compiti e l'elezione del capo: in ogni assemblea parla chi ha in mano una conchiglia, che rappresenta l'ordine e la democrazia (soffiando in essa, Ralph richiama i suoi sudditi); Piggy e` pieno di buon senso ed ispira Ralph ad ordinare che sulla montagna venga sempre tenuto acceso un fuoco, come segnale per le navi di passaggio, che si costruiscano delle capanne sulla spiaggia. Alla saggezza di Piggy, schernito per il suo nome e gli occhiali, s'oppone sin dall'inizio l'irruenza di Jack. Le bestie, provenienti l'una dall'acqua e l'altra dall'aria, seminano la paura tra i bambini, ma (come il fuoco e la conchiglia, che dovrebbero tenere uniti) sono simboli, miti, che spezzano l'equilibrio della comunita`, facendo emergere gli istinti nascosti: quando questi miti perdono il loro valore, serpeggia la ribellione, ed il primo ad esserne vittima e` Simon, il filosofo, che ha capito che il male e` dentro di loro, che l'unica minaccia e` rappresentata dalla loro stessa natura; poi Jack "diserta", trascinando dalla sua parte tutti meno Piggy; e Piggy e` la seconda vittima: quando Jack gli ruba gli occhiali, Ralph va a reclamarli, nonostante abbia al suo fianco il solo Piggy, ma Roger uccide Piggy, e Ralph e` costretto a scappare e nascondersi. Jack organizza una grande battuta per catturarlo, e quando, ormai ferito e sfinito, rinuncia a fuggire ancora, Ralph incontra dei marinai che sono stati attratti dal fuoco appiccato alla foresta da Jack per snidare Ralph, e tutti i bambini scoppiano a piangere.
Il romanzo e` un susseguirsi di simboli sulla natura umana, sul nesso tra uomo civile e selvaggio: le danze dei cacciatori, le meditazioni di Simon, la ferocia di Roger, l'impotenza di Piggy e, soprattutto, la grande caccia finale all'uomo e la fuga disperata di Ralph inseguito dai selvaggi, condensano il significato finale della storia.
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